« E' ora di dire basta! Basta con le moschee occulte che diffondono l'odio, la violenza e la morte! Basta con le moschee che operano sotto mentite spoglie violando la nostra legge e facendosi beffe di noi sfruttando la nostra ingenuità, la nostra ignoranza, il nostro buonismo e perfino la collusione ideologica dei cristiani che finiscono per essere più islamici degli islamici infervorandosi per la costruzione di nuove moschee mentre le chiese si spopolano sempre di più! Basta con l'islamizzazione strisciante di Milano e dell'Italia da parte di coloro che credono nel precetto della dissimulazione e che riescono ad accrescere sempre di più la rete delle moschee, delle scuole coraniche e degli enti assistenziali e finanziari islamici, prefigurando la costruzione di cittadelle islamiche regolate dalla sharia, la legge coranica, in seno al nostro stato di diritto!
E' arrivato il momento che i milanesi conoscano la verità dell'occupazione islamica della loro città, che gli italiani si sveglino dal torpore dell'ideologia relativista e buonista, che le istituzioni assumano la responsabilità di salvaguardare il nostro stato di diritto e la nostra sovranità, che la Chiesa si attenga all'unica verità in Cristo e la smetta di prodigarsi per la costruzione delle moschee. E' arrivato il momento di riscattarci per essere pienamente noi stessi, orgogliosi delle nostre radici giudaico - crisitiane, credenti nei valori non negoziabili, certi delle regole che si sostanziano di diritti e doveri, oppure proseguire nella china suicida del relativismo, del buonismo e dell'islamicamente corretto che ci ridurrà a diventare schiavi di Allah senza più certezza del bene della vita, della dignitià e della libertà. »
Magdi Cristiano Allam[Il Giornale, dom 24 aprile 2011, p.10 ]
Avete appena sentito il discorso che potrebbe fare un terrorista, estremista, fondamentalista islamico invasato, scritto da un egiziano la cui conversione al cristianesimo, lungi dall'avere il significato di abbracciare i valori della tolleranza, dell'accoglienza, di quel porgere l'altra guancia per cui il figlio di Dio si è immolato sulla croce, è di segno esattamente contrario. Egli si rivela essere cioè il vero invasore infedele, perchè porta i valori dell'intolleranza religiosa direttamente all'interno della comunità cristiana nella quale si è introdotto grazie al cavallo di troia dei media, ed è quindi infinitamente molto più pericoloso di qualsiasi comunità islamica che richieda la costruzione di una moschea, ovvero di un luogo di culto circoscritto, ben identificabile, dove non esiste nessuna confusione di ruoli o identità.
Magdi Allam, perchè di "cristiano" in questo suo intervento non c'è assolutamente niente, è peggio, infinitamente peggio di qualunque estremista islamico, perchè in luogo di combattere per difendere la propria religione in maniera discutibile ma sgombra da equivoci, prima si dichiara amico dei cristiani abbracciandone formalmente la confessione e poi, dall'interno, come un virus mutante, cerca lentamente di trasformarli in una comunità di talebani, predicando dalla sommità della sua moschea di carta, edificata senza licenza sulle pagine del Giornale.
Non è infatti il "come" chiamiamo le cose a cambiarne il senso, bensì la loro natura profonda. Allam prende i valori di un gruppo di integralisti, islamici o meno, ci appiccica sopra l'etichetta cristiana e poi va a caccia di proseliti con la violenza verbale di un nazista, cercando di far regredire la conquista di valori illuminati come la tolleranza, l'accoglienza e la contaminazione culturale al suo buio medioevo interiore da crociato che agita la spada in nome di Dio. Una simile chimera mi fa orrore.
"La retorica di Magdi Cristiano Allam incarna la vera, forse unica reale minaccia culturale dalla quale l'occidente, insieme a tutti coloro che onestamente rivendicano le loro radici, dovrebbe imparare seriamente a guardarsi."
Ora si scopre che Allam si è candidato alle comunali di Milano del 15 e 16 maggio, con una lista civica sua a sostegno della Moratti, al fine di ottenere l'assessorato all’immigrazione.
Dopo avere letto un articolo del tenore dell'estratto che vi ho riportato, mi sembra chiaro che affidare l'assessorato all'immigrazione a Magdi Allam sarebbe come affidare a Umberto Bossi la direzione delle operazioni di protezione delle frontiere di mare, al largo di Lampedusa.
Per farglielo sapere: magdicristiano.allam@ioamolitalia.it
L'articolo è stato preso da http://www.byoblu.com/post/2011/04/25/Magdi-Talebano-Allam.aspx
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9 mag 2011
7 feb 2011
Correva l'anno - Slobodan Milosevic 1
Slobodan Milošević è stato presidente della Serbia e della Repubblica Federale di Jugoslavia come leader del Partito Socialista Serbo (SPS).
Accusato di crimini contro l'umanità per le operazioni di pulizia etnica dell'esercito jugoslavo contro i musulmani in Croazia, Bosnia-Erzegovina e Kosovo, contro di lui era stata mossa anche l'accusa di aver disposto l'assassinio di Ivan Stambolić, suo mentore negli anni ottanta e suo possibile avversario nelle elezioni presidenziali del 2000.
La svolta nella sua carriera di grigio funzionario statale avviene nel 1986: Milošević viene eletto presidente della Lega di comunisti serbi, grazie al sostegno del presidente della Serbia, Ivan Stambolić, suo amico personale e padrino politico. Gli anni ottanta si caratterizzano per la rinascita del nazionalismo serbo e per il disconoscimento del modello della Jugoslavia titoista e della figura di Tito stesso.
L'apice del nazionalismo è raggiunto il 24 settembre 1986, quando il quotidiano belgradese Večernje Novosti pubblica alcune parti di un documento noto come il Memorandum dell'Accademia Serba delle Scienze. In questo testo, redatto da intellettuali serbi guidati dal romanziere Dobrica Ćosić, si elabora un atto di accusa contro Tito, accusato di attività antiserba, e si descrive un progetto di completa eliminazione etnica degli Albanesi dal Kosovo. Il testo è pericolosissimo per la stabilità della zona e tutta l'élite serba, a partire dal presidente Ivan Stambolić, ne prende le distanze. L'unico a mantenere il silenzio e a non commentare il memorandum è Milošević.
In Kosovo si intensificano gli scontri tra UCK, l'esercito di liberazione albanese, e la polizia federale. Nella provincia erano presenti inoltre truppe paramilitari serbe, che non godevano ufficialmente dell'appoggio di Belgrado e che agivano secondo Milošević e alcuni osservatori del tutto autonomamente. La strage di Račak, con la morte di 40-45 kosovari di etnia albanese, apparentemente giustiziati, acuisce la crisi, anche se tutt'oggi permangono forti dubbi sulle responsabilità e le autorità serbe hanno negato di aver effettuato esecuzioni di massa. A Rambouillet falliscono i tentativi di mediazione tra governo federale e gruppo di contatto (USA, Russia, Francia, Germania, Regno Unito e Italia) sullo status della provincia. Tra marzo e giugno del 1999 la NATO bombarda la Jugoslavia (Operazione Allied Force), colpendo anche molti obiettivi civili, fino al completo ritiro dell'esercito dal Kosovo.
Si ringrazia all’amico Geremyss
VISTO CHE NESSUNO PIU' SE " NE FREGA DI NOI" VOGLIO DIRVI CHE IL LIBRO DI MIA MOGLIE E' STATO PRESENTATO SU RAI TRE IERI. ECCO A VOI LINK
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8d2ffb3f-4aff-4e54-b1c8-5ca3badfd74e.html#p=0
Accusato di crimini contro l'umanità per le operazioni di pulizia etnica dell'esercito jugoslavo contro i musulmani in Croazia, Bosnia-Erzegovina e Kosovo, contro di lui era stata mossa anche l'accusa di aver disposto l'assassinio di Ivan Stambolić, suo mentore negli anni ottanta e suo possibile avversario nelle elezioni presidenziali del 2000.
La svolta nella sua carriera di grigio funzionario statale avviene nel 1986: Milošević viene eletto presidente della Lega di comunisti serbi, grazie al sostegno del presidente della Serbia, Ivan Stambolić, suo amico personale e padrino politico. Gli anni ottanta si caratterizzano per la rinascita del nazionalismo serbo e per il disconoscimento del modello della Jugoslavia titoista e della figura di Tito stesso.
L'apice del nazionalismo è raggiunto il 24 settembre 1986, quando il quotidiano belgradese Večernje Novosti pubblica alcune parti di un documento noto come il Memorandum dell'Accademia Serba delle Scienze. In questo testo, redatto da intellettuali serbi guidati dal romanziere Dobrica Ćosić, si elabora un atto di accusa contro Tito, accusato di attività antiserba, e si descrive un progetto di completa eliminazione etnica degli Albanesi dal Kosovo. Il testo è pericolosissimo per la stabilità della zona e tutta l'élite serba, a partire dal presidente Ivan Stambolić, ne prende le distanze. L'unico a mantenere il silenzio e a non commentare il memorandum è Milošević.
In Kosovo si intensificano gli scontri tra UCK, l'esercito di liberazione albanese, e la polizia federale. Nella provincia erano presenti inoltre truppe paramilitari serbe, che non godevano ufficialmente dell'appoggio di Belgrado e che agivano secondo Milošević e alcuni osservatori del tutto autonomamente. La strage di Račak, con la morte di 40-45 kosovari di etnia albanese, apparentemente giustiziati, acuisce la crisi, anche se tutt'oggi permangono forti dubbi sulle responsabilità e le autorità serbe hanno negato di aver effettuato esecuzioni di massa. A Rambouillet falliscono i tentativi di mediazione tra governo federale e gruppo di contatto (USA, Russia, Francia, Germania, Regno Unito e Italia) sullo status della provincia. Tra marzo e giugno del 1999 la NATO bombarda la Jugoslavia (Operazione Allied Force), colpendo anche molti obiettivi civili, fino al completo ritiro dell'esercito dal Kosovo.
Si ringrazia all’amico Geremyss
VISTO CHE NESSUNO PIU' SE " NE FREGA DI NOI" VOGLIO DIRVI CHE IL LIBRO DI MIA MOGLIE E' STATO PRESENTATO SU RAI TRE IERI. ECCO A VOI LINK
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8d2ffb3f-4aff-4e54-b1c8-5ca3badfd74e.html#p=0
22 set 2009
santanchè al corso di arabo....
care sorelle, mi rivolgo principalmente a voi perchè come avete già saputo la "fatina azzurra" degli italiani la sign. Santanchè, si è permessa di rovinare la nostra festa a delle nostre sorelle a Milano. Quello che dico io è che gliene hanno date troppo poche! Ma la fatina è andata a Milano perchè sapeva che ne avrebbe prese poche perchè ad esempio a fare un confronto in tv con me si è rifiutata insieme alla sua amica Sbai?
Se avessi potuto andare io a Milano altro che lifting le facevo le prsentavo mia figlia, con il suo bel veletto fucsia ed il suo tappetto per pregare rosa... e vedvi cosa gli diceva mia figlia che è gelosissima del suo velo, e se glielo toccava sai che morsi su quelle dita, tanto il ramadan, e non ramadam come dice la signora è finito quindi mangiare si può, anche se ho dubbi che le sue dita contengano carne che per noi è anche Haram quella carne lì, penso che siano di plastica pure quelle, poi un altra cosa dice Iman invece di Imam, e dice burqa al posto di hijab o forse devo dire velo perchè non sa la differenza. Oltre che stare unite care sorelle sapete che facciamo mandiamo la signora a......
fare un bel corso di Abbaro, come dice mia figlia che è meglio, così magari impara a dire che lei usa il cognome del suo ex marito (capisco perchè ex) e nn usa il suo vero cognome quindi io fossi l' ex chiederei i danni alla signora per sruttamento inproprio del suo cognome...
Sorelle sto mettendo in piedi un associazione che a trento non abbiamo ancora di donne musulmane, e poi tutte all' attacco ABBASSO LA SANTANCHE'
almeno noi siamo capici di parlare non ci confondiamo con le parole...
faccaimo una colletta e la spediamo in arabia li si che le fanno imparare l' arabo!!
UNITE SORELLE SEMPRE
Se avessi potuto andare io a Milano altro che lifting le facevo le prsentavo mia figlia, con il suo bel veletto fucsia ed il suo tappetto per pregare rosa... e vedvi cosa gli diceva mia figlia che è gelosissima del suo velo, e se glielo toccava sai che morsi su quelle dita, tanto il ramadan, e non ramadam come dice la signora è finito quindi mangiare si può, anche se ho dubbi che le sue dita contengano carne che per noi è anche Haram quella carne lì, penso che siano di plastica pure quelle, poi un altra cosa dice Iman invece di Imam, e dice burqa al posto di hijab o forse devo dire velo perchè non sa la differenza. Oltre che stare unite care sorelle sapete che facciamo mandiamo la signora a......
fare un bel corso di Abbaro, come dice mia figlia che è meglio, così magari impara a dire che lei usa il cognome del suo ex marito (capisco perchè ex) e nn usa il suo vero cognome quindi io fossi l' ex chiederei i danni alla signora per sruttamento inproprio del suo cognome...
Sorelle sto mettendo in piedi un associazione che a trento non abbiamo ancora di donne musulmane, e poi tutte all' attacco ABBASSO LA SANTANCHE'
almeno noi siamo capici di parlare non ci confondiamo con le parole...
faccaimo una colletta e la spediamo in arabia li si che le fanno imparare l' arabo!!
UNITE SORELLE SEMPRE
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4 gen 2009
boicottiamo i prodotti israeliani
Una mia sorella ci ricorda di boicottare i prodotti israeliani:
assalamaleikum siccome i prodotti americo israeliani sono troppi per poterli ricordare tutti.Ricordiamo percio di controllare il codice a barre se i primi 3 numerisono questi 7 29 lasciateli nello scaffale.SHUCRANWA ALAYKUM ASSALAM WA RAHMATU LLAHI BARAKATUH
assalamaleikum siccome i prodotti americo israeliani sono troppi per poterli ricordare tutti.Ricordiamo percio di controllare il codice a barre se i primi 3 numerisono questi 7 29 lasciateli nello scaffale.SHUCRANWA ALAYKUM ASSALAM WA RAHMATU LLAHI BARAKATUH
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18 dic 2008
Coraggio islamico
Riuscire a far capire alla gente il perchè una donna occidentale si converte all' islam è molto difficile, quando dici che sei sposata con un musulmano subito ti guardano ti fanno quel sorrisino da imbecille, e poi ti dicono:" Ah ecco perchè..."
E' questo che mi dà più fastidio nelle persone, quella frase in realtà nasconde, "allora ti ha obbligata".
Grrr che rabbia! E' in questi momenti che mi viene in mente quel proverbio che dice "GLI OCCHI SONO LO SPECCHIO DELL' ANIMA", e più ci penso più mi rendo conto che è così,le persone ti guradano negli occhi e non hanno il coraggio di dirti quello che pensano.
E ti guardano pure dall' alto in basso come se avessi una malattia contagiosa e se solo ti guardano succede chissà quale catastrofe.
Mi sono sempre chiesta perchè alle persone mancasse così tanto il coraggio di dire le cose in faccia senza girare intorno ad inutli discorsi per poi non arrivare a capirne nulla.
Prima di portare il velo i dubbi sono tanti, ma quello che più fa paura è la reazione delle persone che ti conoscono che abitano vicino, le loro reazioni sono sembrano essere il motivo principale per cui una donna non debba portare il velo. Sentirai sempre persone che ti diranno "Ecco ti ha lavato il cervello".....oppure "schiavizzati ad allah" o ancora " stai a casa non lavorare così sarai senza dignità"... queste parole fanno male credetemi, parlo per esperienza personale, quando poi a dirtele è tua sorella o tuo zio fanno ancora pù male,il loro peso si sente molto di più! Per quanto uno cerchi di spiegare loro non capiranno, non capiranno mai il fatto che ti senti più a posto con te stessa da quando sei diventata musulmana, non capiranno mai il fatto che il tuo cuore si è aperto ad Allah swt, non riusciranno mai a capire perchè ti metti il velo... non riusciranno mai a capire che il percorso di conversione che una persona, è come quando costruisci una casa, prima fai le fondamenta e dopo metti tutto il resto, e alla fine aggiubgi il tetto, non riusciranno mai a caire che per te il velo è come il tetto della casa che hai costruito....
Si dice anche provare per credere... la maggior parte delle persone quando sentono la parola islam, si ricordano subito del musulmano che va in giro nel desrto con il cammello a vendere tappeti, o come ultimamente si sente dire kamikaze... anche qui ce ne sarebbe da dire ma parecchio...
Rinunciare alla vita di prima e accettare quella nuova è molto difficile, complicato, sembra una strada in salita che non ha mai fine, ma quando poi arrivi in cima, sai che ci sei arrivata con fatica sudore e lacrime, ti volti guardi indietro e alla fine pensi che è tutto dietro di te e che sta a te far rimanere tutto lì fermo dov'è,rifare la salita è faticoso ora che sei arrivata perchè tornare indietro? Pensa al percorso che hai fatto nella tua vita a quante cose avresti voluto fare e non le hai fatte per paura... e ricorda ora sei in cima non rovinare la strada che hai fatto vai avanti e vedrai che i rimpianti non avranno spazio nel tuo cuore, perchè ci sarà solo Allah swt a colmare quella sensazione di abbandono che ti circonda, ma quella sensazione sono gli altri a provarla perchè è il coraggio quello che conta ed il volere di allah swt, Allah swt ti ha aperto il cuore, non chiuderlo di nuovo......
Riuscire a spiegare questi concetti è complicato ma non bisogna perdersi d'animo, bisogna invece andare avanti avere coraggio, osare perchè tanto comunque vada Allah swt è con te ed è quella la cosa che conta di più.
Alla fine mi sono resa conto che non importa quello che dicono gli altri, non importa se ti guardano male, fregarsene di quello che dicono è il miglior sistema per poter condurre una vita Terrena tranquilla poi all' altra vita ci penserà Allah swt!
E' questo che mi dà più fastidio nelle persone, quella frase in realtà nasconde, "allora ti ha obbligata".
Grrr che rabbia! E' in questi momenti che mi viene in mente quel proverbio che dice "GLI OCCHI SONO LO SPECCHIO DELL' ANIMA", e più ci penso più mi rendo conto che è così,le persone ti guradano negli occhi e non hanno il coraggio di dirti quello che pensano.
E ti guardano pure dall' alto in basso come se avessi una malattia contagiosa e se solo ti guardano succede chissà quale catastrofe.
Mi sono sempre chiesta perchè alle persone mancasse così tanto il coraggio di dire le cose in faccia senza girare intorno ad inutli discorsi per poi non arrivare a capirne nulla.
Prima di portare il velo i dubbi sono tanti, ma quello che più fa paura è la reazione delle persone che ti conoscono che abitano vicino, le loro reazioni sono sembrano essere il motivo principale per cui una donna non debba portare il velo. Sentirai sempre persone che ti diranno "Ecco ti ha lavato il cervello".....oppure "schiavizzati ad allah" o ancora " stai a casa non lavorare così sarai senza dignità"... queste parole fanno male credetemi, parlo per esperienza personale, quando poi a dirtele è tua sorella o tuo zio fanno ancora pù male,il loro peso si sente molto di più! Per quanto uno cerchi di spiegare loro non capiranno, non capiranno mai il fatto che ti senti più a posto con te stessa da quando sei diventata musulmana, non capiranno mai il fatto che il tuo cuore si è aperto ad Allah swt, non riusciranno mai a capire perchè ti metti il velo... non riusciranno mai a capire che il percorso di conversione che una persona, è come quando costruisci una casa, prima fai le fondamenta e dopo metti tutto il resto, e alla fine aggiubgi il tetto, non riusciranno mai a caire che per te il velo è come il tetto della casa che hai costruito....
Si dice anche provare per credere... la maggior parte delle persone quando sentono la parola islam, si ricordano subito del musulmano che va in giro nel desrto con il cammello a vendere tappeti, o come ultimamente si sente dire kamikaze... anche qui ce ne sarebbe da dire ma parecchio...
Rinunciare alla vita di prima e accettare quella nuova è molto difficile, complicato, sembra una strada in salita che non ha mai fine, ma quando poi arrivi in cima, sai che ci sei arrivata con fatica sudore e lacrime, ti volti guardi indietro e alla fine pensi che è tutto dietro di te e che sta a te far rimanere tutto lì fermo dov'è,rifare la salita è faticoso ora che sei arrivata perchè tornare indietro? Pensa al percorso che hai fatto nella tua vita a quante cose avresti voluto fare e non le hai fatte per paura... e ricorda ora sei in cima non rovinare la strada che hai fatto vai avanti e vedrai che i rimpianti non avranno spazio nel tuo cuore, perchè ci sarà solo Allah swt a colmare quella sensazione di abbandono che ti circonda, ma quella sensazione sono gli altri a provarla perchè è il coraggio quello che conta ed il volere di allah swt, Allah swt ti ha aperto il cuore, non chiuderlo di nuovo......
Riuscire a spiegare questi concetti è complicato ma non bisogna perdersi d'animo, bisogna invece andare avanti avere coraggio, osare perchè tanto comunque vada Allah swt è con te ed è quella la cosa che conta di più.
Alla fine mi sono resa conto che non importa quello che dicono gli altri, non importa se ti guardano male, fregarsene di quello che dicono è il miglior sistema per poter condurre una vita Terrena tranquilla poi all' altra vita ci penserà Allah swt!
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