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30 set 2011
23 lug 2011
ISRAELE CHE USA I BAMBINI COME SCUDI UMANI
Queste immagini di sicuro non le avete mai viste su TG5, TGLA7?
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20 apr 2011
16 apr 2011
GIOVANNA CANZANO INTERVISTA GIAN PIO MATTOGNO
CANZANO – Quali sono le ragioni della universale inimicizia degli ebrei con le altre popolazioni del mondo e le altre religioni? MATTOGNO - La risposta è già implicita nella domanda, e segnatamente nell'aggettivo “universale”. Dobbiamo chiederci infatti per quale ragione, ovunque siano entrati in contatto con altri popoli, gli ebrei abbiano sempre suscitato sentimenti di diffidenza, di avversione e di aperta ostilità Gli apologeti giudei e i loro ausiliari attribuiscono questi sentimenti all'ignoranza, al pregiudizio, all'intolleranza etc. Qualcuno, scomodando la psicanalisi, ha definito l'antisemitismo (ma è più corretto parlare di antigiudaismo) nevrosi individuale e collettiva, psicosi di massa, malattia atavica, demonopatia, ed altre scemenze del genere. La verità è molto più semplice. Le cause reali dell'antigiudaismo sono state perfettamente individuate da uno scrittore ebreo, Bernard Lazare, autore di una storia dell'antisemitismo apparsa nel 1894 e recentemente tradotta anche in italiano. Si chiede Lazare: perché di volta in volta gli ebrei furono fatti segno di una universale inimicizia da parte degli alessandrini e dei romani, dei persiani e degli arabi, dei turchi e delle nazioni cristiane? E ammette onestamente che, di fronte a una tale unanimità di atteggiamenti ostili, le cause dell'antigiudaismo non potevano che risiedere negli ebrei stessi, e precisamente nel loro esclusivismo etnico-religioso, nella loro asocialità e misantropia, nella loro protervia imperialistica. L'antigiudaismo fu solo una conseguenza logica e inevitabile di tutto ciò. CANZANO – Quando compaiono storicamente le prime manifestazioni di ostilità nei confronti degli ebrei e quando nasce una vera e propria “questione ebraica”? MATTOGNO – Il primo rapporto conflittuale tra ebrei e non-ebrei (in questo caso tra ebrei ed egizi) risale alla più remota antichità biblica ed è narrato all’inizio del libro della Genesi. Il patriarca Abramo scende in Egitto con la moglie Sara, ancora di bell’aspetto nonostante l’età. Nel timore di essere ucciso, la convince a spacciarsi per sua sorella e Sara diventa la concubina del Faraone. Abramo viene ben trattato in grazia di lei, “ricevendo greggi e armenti,asini, servi e serve,asine e cammelli”. Allora interviene Jahvè, ma il Dio giudaico, invece di biasimare il lenocinio di Abramo, colpisce l’incolpevole Faraone con grandi piaghe. Questi, dopo aver rimproverato Abramo per aver mentito sulla moglie, lo caccia dal paese e il patriarca abbandona l’Egitto “molto ricco di bestiame, di argento e di oro”. Un’altra manifestazione di ostilità nei confronti degli israeliti è descritta nel libro di Ester ed è ambientata nel V sec. a.C., all’epoca della dominazione persiana. Aman, visir di Assuero, sollecita dal monarca un editto contro i giudei. Nella lettera inviata ai satrapi e ai governatori il re accusa i giudei di misantropia e di attività sediziosa ed ordina che vengano giustiziati. Ma grazie alle macchinazioni di Ester, la moglie ebrea di Assuero, e di Mardocheo, tutore di Ester, divenuto primo ministro, Aman viene impiccato e i nemici dei giudei sterminati. Tuttavia una vera e propria questione ebraica nasce solo nell’età ellenistico-romana, quando già all’inizio della diaspora gli ebrei erano divenuti una temibile potenza internazionale. Fu proprio in questo periodo che da parte di numerosi scrittori greco-romani vennero formulate contro gli ebrei quelle accuse destinate a diventare un filo conduttore della polemica antigiudaica: esclusivismo etnico-religioso, asocialità, misantropia e perfino aspirazione al dominio mondiale. Per un approfondimento di tutte queste tematiche mi permetto di rinviare al mio libro “L’antigiudaismo dell’Antichità classica” (Ed. di Ar). CANZANO – Su quali testi della tradizione giudaica i polemisti antigiudei fondano le loro accuse? MATTOGNO – Gli autori classici ignoravano totalmente le fonti coeve della tradizione rabbinica; le loro accuse si fondavano su conoscenze più o meno occasionali, su esperienze personali o su informazioni provenienti dalla Palestina e dalle comunità ebraiche della diaspora. Oggi i principali testi della tradizione rabbinica sono disponibili, soprattutto in inglese e in tedesco, e possono essere facilmente consultabili, ma per lungo tempo gli insegnamenti dei rabbini, tramandati dapprima oralmente e fissati poi per iscritto in ebraico e in aramaico, rimasero pressoché inaccessibili ai gentili. Successivamente, dopo le prime edizioni a stampa e grazie all’opera di autorevoli ebraisti cristiani, fu possibile conoscere la vera natura della religione giudaica attingendo direttamente alle fonti della tradizione rabbinica. Non a caso uno dei più profondi conoscitori delle tradizioni giudaiche, Johann Andreas Eisenmenger, intitolò la sua opera “Entdecktes Judenthum”, cioè “Giudaismo svelato”. E’ proprio su queste fonti che i polemisti antigiudei fondano le loro accuse. Le fonti più autorevoli sono: la Torah (=legge, ma più propriamente insegnamento); il Midrash (=ricerca); il Talmud (=studio, dottrina); i codici, tra cui il Mishneh Torah (=Ripetizione della legge) di Maimonide, lo Shulhan Aruch (=Tavola imbandita) di Joseph Caro, il Kizzur Shulhan Aruch (=Compendio dello Shulhan Aruch) di Salomon Ganzfried; i responsi, cioè le soluzioni date dai rabbini ai problemi di utilità pratica che si ponevano alle comunità della diaspora. Un esame critico di tali fonti consente di individuare la vera natura dello spirito giudaico e le cause reali dell’antigiudaismo. La religione giudaica si basa su alcuni principi fondamentali: la rivelazione di Jahvè a Israele, l’elezione di Israele da parte di Jahvè, il patto fra Jahvè e Israele. Le conseguenze logiche e inevitabili di questi principi furono (e sono tuttora) un rigido esclusivismo etnico-religioso, un’arrogante protervia, un odio viscerale e implacabile contro tutti i “goyim” (i non-ebrei), considerati idolatri, impuri e malvagi, una esplicita volontà di dominio universale. Tutto ciò non è il frutto del “pregiudizio” o dell’ “intolleranza”, ma è comprovato dagli stessi testi della tradizione rabbinica e riconosciuto fra gli altri da ebrei onesti e coraggiosi come Spinoza, Lazare, Shahak. La più seria polemica antigiudaica ha raccolto numerose citazioni tratte dal Talmud e da altre fonti, da cui apprendiamo che il non-ebreo è assimilato a un animale; verso di lui si deve nutrire odio e disprezzo; è permesso ingannarlo, derubarlo e all’occorrenza perfino ucciderlo. Quando verrà il Messia giudaico, tutti i goyim idolatri saranno sterminati o asserviti a Israele, cui spetta per diritto divino il dominio su tutti i popoli della terra. In un passo della Pesikta Rabbati, una raccolta di prediche scritta presumibilmente nel VI o VII sec., leggiamo che allora ogni israelita avrà nientemeno che 2.800 servi gentili. CANZANO – Come replicano gli ebrei a tali accuse? MATTOGNO – A partire dall’antichità classica il giudaismo ha mobilitato i suoi apologeti per replicare alle accuse degli autori greco-romani. Nel mio libro prima citato ho preso in esame la consistenza di queste apologie. Oggi gli apologeti giudei e i loro ausiliari hanno adottato una duplice strategia difensiva. Da un lato affermano che le citazioni in questione sono false; se si dimostra che sono autentiche, replicano che sono state “estrapolate dal contesto” e quindi ne è stato manipolato e falsificato il vero senso; se si dimostra che il senso è proprio quello, allora tagliano corto ammonendo gravemente che tutte queste polemiche antigiudaiche portano…ad Auschwitz! Dall’altro lato gli apologeti giudei e i loro ausiliari esibiscono altre citazioni, che dimostrerebbero la grandezza e la nobiltà della morale giudaica. Ma in questo caso bisognerebbe richiamare il vecchio adagio latino “medice, cura te ipsum”(medico, cura prima te stesso). Difatti i nostri apologeti ricorrono proprio a quelle manipolazioni e falsificazioni che attribuiscono ai loro avversari. Cito solo un paio di esempi significativi. In una nota esplicativa contenuta nel “Cantico dei Cantici” (Ed. Mamash) il pio esegeta giudeo scrive: «Il Talmùd Shabbat (89a) si domanda: perché il monte Sinày si chiama così? Perché fu in quel luogo che si manifestò nel mondo l’odio (in ebraico sinà) delle nazioni verso Israele». In realtà, il passo talmudico citato dice esattamente il contrario: il monte Sinai si chiama così perché è sceso l’odio contro i popoli del mondo. Sono dunque gli ebrei ad odiare i popoli del mondo e non viceversa! Nel volume “I partiti religiosi ebrei nel tempo neotestamentario” (Ed. Paideia) Kurt Schubert cita la “regola aurea” del rabbino Hillel: «Ciò che non desideri per te, non fare al tuo prossimo» (Shabbat 31a). Schubert precisa che dal contesto risulta che il concetto di “prossimo” comprendeva anche i non-ebrei. Questo dimostrerebbe che l’ebreo nutre sentimenti di filantropia indistintamente verso tutti gli uomini. Ma dal contesto della citazione risulta inequivocabilmente che Hillel si riferisce ad un non-ebreo convertito al giudaismo e che quindi il “prossimo” è unicamente l'ebreo. CANZANO – La legge Mancino e gli ebrei: se sono vere queste accuse, anche gli ebrei possono essere legalmente perseguiti? MATTOGNO – Personalmente ritengo la legge Mancino un’aberrazione giuridica, poiché nessuno andrebbe perseguito per le sue idee. Ma paradossalmente questa legge dovrebbe perseguire per primi proprio gli ebrei. La legge infatti punisce ogni comportamento discriminatorio che comporti una distinzione, esclusione, preferenza basata sull’origine etnica e sulle convinzioni religiose. Ebbene, la religione giudaica è fondata proprio su questi principi discriminatori. Lo dimostra la normativa rabbinica, elaborata nei secoli e ai giorni nostri ancora valida; lo dimostra la liturgia, che trasuda odio contro i non-ebrei “idolatri”. Tanto per fare un esempio, ogni giorno il pio giudeo recita una “benedizione” (in realtà una maledizione) contro i “minim” (gli eretici, fra i quali vanno annoverati i cristiani) ed invoca Jahvè affinché essi siano distrutti al più presto. Ma qui mi limito a riportare quanto scrive Elia S.Artom, una delle più autorevoli figure dell’ebraismo italiano, autore del volume “La vita di Israele”, la cui prima edizione risale al 1937 e che è stata più volte ristampata. Nella prefazione alla terza edizione (1975) Menachem Emanuele Artom, figlio dell’autore, precisa che l’opera è ancora vitale ed è destinata ad indirizzare nella pratica della vita ebraica. Da questo libro apprendiamo tra l’altro che Israele è nazione consacrata, in quanto è collocato ad un grado più elevato delle altre genti; che gli ebrei, sacerdoti dell’umanità, debbono sempre costituire un’eletta minoranza in mezzo agli altri popoli; che il matrimonio con un non-ebreo è illegittimo; che nelle benedizioni quotidiane si deve ringraziare Jahvè per ciò che ha dato in più e di diverso che ad altri uomini, cioè per la qualità di ebrei. Alla fine del sabato, con la quarta benedizione si ringrazia Jahvè per aver distinto il sacro dal profano, la luce dalle tenebre, Israele dalle altre genti. Israel Shahak ha scritto che la legge religiosa ebraica è esplicitamente una legge inumana, ma, a quanto pare, nessun magistrato, così solerte nel perseguire i reati di antigiudaismo, si è dato la pena di spedire qualche ebreo davanti ad un tribunale per rispondere del reato di odio etnico-religioso nei confronti dei non-ebrei. CANZANO – La Corte Costituzionale spagnola ha stabilito che la “negazione dell’Olocausto” non potrà esser punita con il carcere perché rientra nel diritto alla libertà di parola. Pensi che sia stato fatto un passo avanti sulla libertà di ricerca storica? MATTOGNO - Credo che questo possa essere considerato un precedente giuridico importante, ma che debba essere esteso alla libertà di critica del giudaismo come alla critica di ogni altra fede religiosa. La repressione poliziesca non è solo un grave attentato alla libertà di critica e di ricerca, la cui sede naturale non è il tribunale, ma il confronto dialettico e il dibattito storiografico, ma ha anche una precisa valenza politica, in quanto mira a reprimere ogni voce dissonante e anticonformista. CANZANO – Come vedi la polemica e la “chiusura” della comunità ebraica sia romana che quella di Gerusalemme sulla questione dell’ “omicidio rituale”, ampiamente descritta da Ariel Toaff nel suo libro “Pasque di sangue”? MATTOGNO – Bisogna dare atto al prof. Ariel Toaff che, ricordiamolo, è il figlio del rabbino Elio Toaff, di un coraggio inusitato per aver tirato fuori dall’armadio qualche scheletro e per averlo esibito davanti agli occhi dei gentili. E questo non gli è stato perdonato dai suoi correligionari. Ma qui non intendo entrare nel merito delle polemiche seguite all’uscita (e all’autosequestro editoriale) del libro di Toaff. Mi limito ad osservare che, a mio avviso, l’accusa di omicidio rituale, così come viene generalmente recepita dalla polemica cristiana antigiudaica, è un’arma spuntata, in quanto le uniche prove sono costituite dagli atti giudiziari e si potrà sempre sostenere che le confessioni degli imputati furono estorte con la tortura o con altri mezzi coercitivi. Lo stesso lavoro di Toaff , che pure semina molti sospetti sulla veridicità di queste presunte pratiche omicide, è lungi dal fornire prove definitive. Dobbiamo dunque concludere che l’accusa di omicidio rituale è un altro frutto malefico della “giudeofobia”? Niente affatto. Dal Talmud, dal Midrash e da altri testi della tradizione rabbinica apprendiamo che l’assassinio del non-ebreo è non solo permesso, ma anche prescritto, e che questo omicidio può assumere i connotati di un vero e proprio sacrificio rituale offerto a Jahvè. E’ un argomento che meriterebbe di essere approfondito, a partire dal concetto di “cherem”, l’anatema, lo sterminio votivo dei nemici di Israele, l’annientamento dei goyim consacrato al Dio giudaico. BIBLIOGRAFIA La rivoluzione borghese in Italia (1700-1815). Edizioni all'Insegna del Veltro, Parma, 1989. La rivoluzione borghese in Italia (Dalla Restaurazione ai moti del 1831). Edizioni all'Insegna del Veltro, Parma, 1993. La massoneria e la rivoluzione francese. Edizioni all'Insegna del Veltro, Parma, 1990. L'abate Barruel e la rivoluzione del 1789, in: “Origini”, n. 61, 10/1989. La loggia delle “Neuf Soeurs”, ivi. Note sul simbolismo massonico-rivoluzionario, ivi. Gli ebrei alla conquista dell’Italia.Note storiche sulla prima “emancipazione”(1792-1815),in: “Orion” ,agosto 1986. Leggenda e realtà di Karl Marx, ivi ,maggio 1987. Quando il clero tedesco era satanico (Promemoria per il papa polacco), ivi ,settembre 1987. Ebraismo, massoneria e borghesia nella preparazione dell'impresa dei Mille, in: “Atti del XXI Convegno tradizionalista di Civitella del Tronto”, 1991. Mazzini carbonaro, in: “Controrivoluzione”, settembre-dicembre 1993. Mazzini e le logge, ivi, febbraio-settembre 1994. L'antigiudaismo nell'età classica. Edizioni di Ar, Padova, 2002. Il non-ebreo nella letteratura rabbinica. Consulenza tecnica di parte presentata al Tribunale di Pisa, Sezione distaccata di Pontedera.. Consultabile in: http://www.vho.org/aaargh/fran/livres6/mattognGianPio.pdf. J.Pohl, K.G. Kuhn, H. De Vries de Heekelingen, Studi sul Talmud. Edizioni all'Insegna del Veltro, Parma, 1992 (a cura di G.P. Mattogno). La questione ebraica, 1, agosto 1998. Edizioni di Ar, Padova (a cura di G.P. Mattogno).
Si ringrazia all'amica Giovanna Canzano
Si ringrazia all'amica Giovanna Canzano
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21 gen 2009
petizione contro israele
Mi sono permessa d inserire questo post anche nel mio blog:
Israele deve essere giudicato dalla Corte Penale Internazionale - Petizione universale
Circa 300 tra ONG e associazioni chiederanno al Procuratore della Corte Penale Internazionale di aprire un'inchiesta sui crimini di guerra commessi da Israele a Gaza. Il vostro sostegno è indispensabile. Firmate e fate circolare questa «petizione universale». È urgente.
Al Procuratore della Corte Penale Internazionale (CPI)
Il diritto è il segno distintivo della civiltà umana. Ogni progresso dell'umanità è coinciso con il consolidamento del diritto. La sfida che ci pone l'aggressione di Israele contro Gaza consiste nell'affermare, in mezzo a tanta sofferenza, che alla violenza deve rispondere la giustizia.
Crimini di guerra? Solo i tribunali possono condannare. Ma tutti noi dobbiamo recare testimonianza, perché un essere umano esiste solo in relazione agli altri. Le circostanze danno tutta la sua dimensione all'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo del 1949, «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza».
La protezione dei popoli, e non quella degli Stati, è la ragion d'essere della Corte Penale Internazionale. Un popolo senza Stato è il più minacciato di tutti, e davanti alla Storia si trova sotto la protezione delle istanze internazionali. Il popolo più vulnerabile dev'essere il più protetto. Uccidendo i civili palestinesi, i carri armati israeliani fanno sanguinare l'umanità. Ci siamo battuti perché il potere del Procuratore generale fosse al servizio di tutte le vittime, e questa competenza deve permettere che tutto il mondo riceva un messaggio di speranza, quello della costruzione di un diritto internazionale basato sui diritti delle persone. E insieme, un giorno, potremo rendere omaggio al popolo palestinese per il contributo che ha dato alla difesa delle libertà umane.
Campagna iniziata il 19/01/2008
PER MAGGIORI INFORMAZIONI
http://www.tlaxcala.es/detail_campagne.asp?lg=it&ref_campagne=10
Israele deve essere giudicato dalla Corte Penale Internazionale - Petizione universale
Circa 300 tra ONG e associazioni chiederanno al Procuratore della Corte Penale Internazionale di aprire un'inchiesta sui crimini di guerra commessi da Israele a Gaza. Il vostro sostegno è indispensabile. Firmate e fate circolare questa «petizione universale». È urgente.
Al Procuratore della Corte Penale Internazionale (CPI)
Il diritto è il segno distintivo della civiltà umana. Ogni progresso dell'umanità è coinciso con il consolidamento del diritto. La sfida che ci pone l'aggressione di Israele contro Gaza consiste nell'affermare, in mezzo a tanta sofferenza, che alla violenza deve rispondere la giustizia.
Crimini di guerra? Solo i tribunali possono condannare. Ma tutti noi dobbiamo recare testimonianza, perché un essere umano esiste solo in relazione agli altri. Le circostanze danno tutta la sua dimensione all'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo del 1949, «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza».
La protezione dei popoli, e non quella degli Stati, è la ragion d'essere della Corte Penale Internazionale. Un popolo senza Stato è il più minacciato di tutti, e davanti alla Storia si trova sotto la protezione delle istanze internazionali. Il popolo più vulnerabile dev'essere il più protetto. Uccidendo i civili palestinesi, i carri armati israeliani fanno sanguinare l'umanità. Ci siamo battuti perché il potere del Procuratore generale fosse al servizio di tutte le vittime, e questa competenza deve permettere che tutto il mondo riceva un messaggio di speranza, quello della costruzione di un diritto internazionale basato sui diritti delle persone. E insieme, un giorno, potremo rendere omaggio al popolo palestinese per il contributo che ha dato alla difesa delle libertà umane.
Campagna iniziata il 19/01/2008
PER MAGGIORI INFORMAZIONI
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16 gen 2009
la guerra dei bambini michele santoro 10+
Ieri sera 15/01/2009 guardando la trasmissione di Santoro, su raidue, ho assistito per la prima volta da quando è iniziato il conflitto Palestinese-Israeliano, ad una vera e propria prova di coraggio in un certo senso da parte di Santoro, il quale era chiaramente dalla parte dei bambini uccisi in questo terribile olocausto del ventesimo secolo.
Chiaramente esposto nel cercare di capire il perchè Israele facesse tutto questo massacro, per la prima volta un giornalista prende l' iniziativa e dice che il mondo anzi i potenti del mondo dovrebbero darsi da fare e non aspettare che altri bimbi vengano ammazzati, infatti il titolo della puntata era "la guerra dei bambini", santoro a chiare lettere ed espressioni ha fatto capire che non possiamo stare a guardare mentre lì succede il finimondo, immagini terribili che venivano proposte in cui a tratti lo stesso conduttore eravisibilmente commosso e provato.
Quando poi c'+ stata l testimonianza di un ragazzo palestinese che vive in Italia e però ha perso il fratello ed altri parenti nel conflitto, Travaglio interviene chiedendo al ragazzo da che parte sta, cioè se è da parte di Hamas, il ragazzo visibilmente emozionato e provato risponde che non c'è solo Hamas ma sono altri piccoli movimenti oltre Hamas ad essere coinvolti, e poi ancora travaglio chiede per i missili qassamchi ha buttato dove, chi ha buttato cosa, insomma era chiaro che volesse mettere una parola buona per israele, allora santoro incavolato nero fa capire che non s possono fare certe domande ed insistere su certi punti mentre la gente là muore....
Complimenti dunque a Santoro per la presa di posizione e finalmente forse aver fatto capire qualcosa agli italiani.
NON STIAMO A GUARDARE MUOVIAMOCI
potete guardare la trasmissione su http://www.annozero.rai.it/
Chiaramente esposto nel cercare di capire il perchè Israele facesse tutto questo massacro, per la prima volta un giornalista prende l' iniziativa e dice che il mondo anzi i potenti del mondo dovrebbero darsi da fare e non aspettare che altri bimbi vengano ammazzati, infatti il titolo della puntata era "la guerra dei bambini", santoro a chiare lettere ed espressioni ha fatto capire che non possiamo stare a guardare mentre lì succede il finimondo, immagini terribili che venivano proposte in cui a tratti lo stesso conduttore eravisibilmente commosso e provato.
Quando poi c'+ stata l testimonianza di un ragazzo palestinese che vive in Italia e però ha perso il fratello ed altri parenti nel conflitto, Travaglio interviene chiedendo al ragazzo da che parte sta, cioè se è da parte di Hamas, il ragazzo visibilmente emozionato e provato risponde che non c'è solo Hamas ma sono altri piccoli movimenti oltre Hamas ad essere coinvolti, e poi ancora travaglio chiede per i missili qassamchi ha buttato dove, chi ha buttato cosa, insomma era chiaro che volesse mettere una parola buona per israele, allora santoro incavolato nero fa capire che non s possono fare certe domande ed insistere su certi punti mentre la gente là muore....
Complimenti dunque a Santoro per la presa di posizione e finalmente forse aver fatto capire qualcosa agli italiani.
NON STIAMO A GUARDARE MUOVIAMOCI
potete guardare la trasmissione su http://www.annozero.rai.it/
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per tutti i palestinesi
Sai, scriverti una lettera
Non è una cosa facile
Sai, mi sento così fragile Le bombe non ti ascoltano
Ma... questa guerra non mi cambierà ...
Mai... Dove si va
Come si fa A stringere la vita Intanto fuori scoppia la notte
Dove si va Come si fa
Se vivere da queste parti
È come tirare a sorte
Sai, il tempo è scivolato via
Ma non è stato tutto inutile
Io, saprò vederti crescere
È una promessa che non mancherò
E poi, ancora un altro giorno nascerà
Per noi... noi Dove si va
Come si fa
A stringere la vita
Intanto fuori scoppia la notte
Dove si va Come si fa
Se vivere da queste parti
È come tirare a sorte
E non riesco più a sorprendermi
E la pazzia che danza intorno a me
E penso che dovrei difendermi
Ma è più difficile combattere
Se il pianto di una madre no Non può salvare la notte ...
La notte...
Dove si va
Come si fa
A stringere la vita
Intanto fuori scoppia la notte
Dove si va
Come si fa
Se vivere da queste parti
È come tirare a sorte
Sai, scrivere una lettera
Non è mai stato facile
testo dei nomadi canzone "dove si va"
Non è una cosa facile
Sai, mi sento così fragile Le bombe non ti ascoltano
Ma... questa guerra non mi cambierà ...
Mai... Dove si va
Come si fa A stringere la vita Intanto fuori scoppia la notte
Dove si va Come si fa
Se vivere da queste parti
È come tirare a sorte
Sai, il tempo è scivolato via
Ma non è stato tutto inutile
Io, saprò vederti crescere
È una promessa che non mancherò
E poi, ancora un altro giorno nascerà
Per noi... noi Dove si va
Come si fa
A stringere la vita
Intanto fuori scoppia la notte
Dove si va Come si fa
Se vivere da queste parti
È come tirare a sorte
E non riesco più a sorprendermi
E la pazzia che danza intorno a me
E penso che dovrei difendermi
Ma è più difficile combattere
Se il pianto di una madre no Non può salvare la notte ...
La notte...
Dove si va
Come si fa
A stringere la vita
Intanto fuori scoppia la notte
Dove si va
Come si fa
Se vivere da queste parti
È come tirare a sorte
Sai, scrivere una lettera
Non è mai stato facile
testo dei nomadi canzone "dove si va"
13 gen 2009
bomba atomica su israele
TERRORISMO made in Israel, Liberman: Israele deve colpire Gaza con una bomba atomica come ha fatto l’America con il Giappone.
Scritto il 2009-01-13 in News
Gerusalemme - Infopal. "Gaza come Hiroshima...". Se questa allusione nucleare fosse stata pronunciata dal presidente iraniano Ahmedinejad o dal capo dell'Ufficio politico di Hamas, Mesha'al, le redazioni giornalistiche sarebbero andate in fibrillazione e i nostri politici-cortigiani avrebbero gridato "al terrorista!". Ma le ha pronunciate un israeliano, e, per quanto sia un terrorista, come i suoi colleghi criminali di guerra Livni-Barak e Olmert, nessuno trova niente da eccepire.
Oggi, Avigdor Lieberman, presidente del partito fondamentalista “Israel Beitena”, ha offerto alla platea degli studenti dell’università Bar Ilan, la sua “soluzione” alla guerra nella Striscia di Gaza: "Il popolo di Israele non sarà sicuro finché Hamas governa la Striscia di Gaza. Dobbiamo proseguire la guerra fino alla sua distruzione. Dobbiamo fare esattamente ciò che fecero gli Stati Uniti d’America con il Giappone durante la Seconda guerra mondiale, così non ci sarà bisogno di occupare Gaza”.
Secondo quanto ha riportato il sito del giornale israeliano "Maariv", Liberman ha invitato a lanciare una bomba atomica contro la Striscia di Gaza, in modo da distruggerla completamente e porre fine al "problema".
Continua a leggere ...
Scritto il 2009-01-13 in News
Gerusalemme - Infopal. "Gaza come Hiroshima...". Se questa allusione nucleare fosse stata pronunciata dal presidente iraniano Ahmedinejad o dal capo dell'Ufficio politico di Hamas, Mesha'al, le redazioni giornalistiche sarebbero andate in fibrillazione e i nostri politici-cortigiani avrebbero gridato "al terrorista!". Ma le ha pronunciate un israeliano, e, per quanto sia un terrorista, come i suoi colleghi criminali di guerra Livni-Barak e Olmert, nessuno trova niente da eccepire.
Oggi, Avigdor Lieberman, presidente del partito fondamentalista “Israel Beitena”, ha offerto alla platea degli studenti dell’università Bar Ilan, la sua “soluzione” alla guerra nella Striscia di Gaza: "Il popolo di Israele non sarà sicuro finché Hamas governa la Striscia di Gaza. Dobbiamo proseguire la guerra fino alla sua distruzione. Dobbiamo fare esattamente ciò che fecero gli Stati Uniti d’America con il Giappone durante la Seconda guerra mondiale, così non ci sarà bisogno di occupare Gaza”.
Secondo quanto ha riportato il sito del giornale israeliano "Maariv", Liberman ha invitato a lanciare una bomba atomica contro la Striscia di Gaza, in modo da distruggerla completamente e porre fine al "problema".
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9 gen 2009
SEGNALAZIONE INTERESSANTE....
Molten Lead
:::: 8 Gennaio 2009 :::: 16:54 T.U. :::: Analisi - Palestina - Gaza :::: Uri Avnery
di Uri AvneryAppena dopo mezzanotte, sul canale in arabo di Aljazeera c'era il collegamento con Gaza. D ‘improvviso la telecamera ha puntato in alto, verso il cielo cupo. Lo schermo era nero come la pece. Non si vedeva niente ma si poteva sentire un suono: il rumore degli aeroplani. Un rombo pauroso, terrificante.Era impossibile non pensare ai bambini di Gaza che a decine di migliaia sentivano lo stesso suono in quel momento, rabbrividendo per la paura, aspettando paralizzati dal terrore la caduta delle bombe.“ISRAELE DEVE difendersi dai razzi che vanno terrorizzando le nostre città del sud”, spiegava il portavoce Israeliano. “I Palestinesi devono rispondere all'uccisione dei loro combattenti all'interno della Striscia di Gaza, dichiarava il portavoce di Hamas.In effetti, il cessate il fuoco non è stato violato, tanto per cominciare perché non c'è stato nessun vero cessate il fuoco. Il principale presupposto per un cessate il fuoco nella striscia di Gaza sarebbe l'apertura dei transiti di frontiera. Non può esserci vita a Gaza senza un flusso di rifornimenti regolare. Ma i transiti non sono stati aperti, se non per qualche ora. Il blocco terrestre, navale e aereo ai danni di un milione e mezzo di esseri umani è un atto di guerra, tanto quanto lo sganciare bombe o il lanciare razzi. Paralizza la vita nella striscia di Gaza eliminando fonti di lavoro, riducendo alla fame centinaia di migliaia di persone, bloccando l'attività di quasi tutti gli ospedali, interrompendo la distribuzione di acqua e di elettricità.Chi ha deciso di chiudere i transiti - con qualsiasi pretesto – sapeva che non ci può essere una tregua in queste condizioni.E questo è il punto principale. Poi, ci sono state le piccole provocazioni messe in atto per scatenare la reazione di Hamas.Dopo parecchi mesi, nel corso dei quali non si sono praticamente verificati lanci di missili Qassam, un'unità dell'esercito è stata mandata nella Striscia “allo scopo di distruggere un tunnel che arrivava nei pressi della barriera di confine”. Dal punto di vista puramente militare, avrebbe avuto più senso tendere una trappola dal nostro lato della barriera. Ma lo scopo era di creare un pretesto per porre termine alla tregua in un modo che permettesse di darne la colpa ai Palestinesi. E in effetti dopo una serie di simili piccole azioni, che sono costate la vita a diversi combattenti di Hamas, questa ha risposto con un massiccio lancio di razzi e - guarda un po' – il cessate il fuoco si era dissolto. E tutti hanno dato la colpa ad Hamas. QUAL ERA LO SCOPO? Tzipi Livni lo ha dichiarato apertamente: liquidare il potere di Hamas a Gaza. I Qassam servivano solo come pretesto.Liquidare il potere di Hamas? [...] Dopotutto, non è un segreto che è stato il governo israeliano a dare potere a Hamas. Quando una volta ho interrogato in proposito un ex capo dello Shin-Bet, Yaakov Peri, questi ha risposto enigmaticamente: “Non la abbiamo creata noi, ma non abbiamo ostacolato la sua creazione”.Per anni le autorità di occupazione hanno favorito il Movimento Islamico nei territori occupati. Tutte le altre attvità politiche furono vigorosamente soppresse, ma le attività del Movimento nelle moschee erano permesse. Il calcolo era semplice e ingenuo: allora l'OLP era considerato il principale nemico, Yasser Arafatera l'incarnazione del demonio. Il Movimento Islamico, che predicava contro OLP e Arafat, veniva pertanto percepito come alleato.Con lo scoppio della prima intifada nel 1987, il Movimento Islamico si denominò ufficialmente Hamas (dalle initiali di “Movimento di Resistanza Islamica” in arabo) ed entrò nella lotta. Persino allora, lo Shin-Bet per circa un anno si astenne dall'agire contro di esso, mentre membri di Fatah venivano giustiziati o imprigionati in gran numero. Solo dopo alcuni anni anche Sheikh Ahmed Yassin e i suoi collaboratori vennero arrestati.Da allora in poi le cose cambiarono. Adesso è Hamas l'incarnazione del demonio, e molti in Israele considerano l'OLP quasi il braccio di un'organizzazione Sionista. La logica conseguenza, per un governo israeliano che avesse voluto la pace, sarebbe stata di fare ampie concessioni alla leadership di Fatah: fine dell'occupazione, firma di un trattato di pace, fondazione dello Stato di Palestina, ritiro ai confini del 1967, una soluzione ragionevole del problema dei profughi, rilascio di tutti i prigionieri palestinesi. Ciò avrebbe arrestato di certo l'affermarsi di Hamas.Ma la logica ha poca influenza sulla politica, e nulla di tutto ciò avvenne. Al contrario, dopo l'assassinio di Arafat, Ariel Sharon dichiarò che Mahmoud Abbas, che prese il posto di Arafat, era un “pollo spennato”. Ad Abbas non fu concesso di raggiungere alcun risultato politico. I negoziati, promossi dagli americani, furono una farsa. L'unico vero leader di Fatah, Marwan Barghouti, fu messo in prigione a vita. Invece di un massiccio rilascio di prigionieri, ci furono meschini e umilianti “gesti di buona volontà”.Abbas venne umiliato sistematicamente, Fatah ridotta a un guscio vuoto e Hamas colse una clamorosa vittoria alle elezioni palestinesi - le più autenticamente democratiche che si siano mai svolte nel mondo arabo. Israele boicottò il governo eletto. Nel corso della lotta intestina che ne seguì, Hamas guadagnò il controllo diretto nella striscia di Gaza.Ora, dopo tutto ciò, il governo di Israele decide di “liquidare il potere di Hamas a Gaza”: nel sangue, nel fuoco e nelle macerie.IL NOME UFFICIALE della guerra è “Piombo fuso”, due parole di una filastrocca su un giocattolo associato alla festa di Hanukkah.Sarebbe stato più preciso chiamarla “La guerra elettorale”.Anche nel passato azioni militari sono state lanciate durante le campagne elettorali. Menachem Begin fece bombardare la centrale nucleare irachena prima delle elezioni del 1981. Quando Shimon Peres protestò che si trattava di un trucchetto elettorale, Begin al primo comizio strillò: “Ebrei, credete che manderei i nostri valorosi ragazzi incontro alla morte o, peggio, alla prigionia in mano a quelle bestie, solo per vincere le elezioni?” Begin vinse.Peres non è Begin. Quando, durante la campagna del 1996, ordinò l'invazione del Libano (l'operazione “Grapes of Wrath”), tutti pensarono che l'avesse fatto per calcolo elettorale. La guerra fu un disastro, Peres perse le elezioni e Binyamin Netanyahu andò al potere.Barak e Tzipi Livni sono ricorsi allo stesso vecchio trucco. Secondo i sondaggi, il risultato elettorale stimato di Barak è aumentato di cinque seggi in 48 ore. Circa 80 palestinesi morti per ogni seggio. Ma è difficile stare in equilibrio su una pila di cadaveri. Il successo potrebbe svanire in pochi minuti se la guerra dovesse essere recepita come un fallimento dall'opinione pubblica israeliana; ad esempio, se i missili dovessero continuare a colpire Beersheba, o se gli attacchi di terra dovessero costare pesanti perdite israeliane.I tempi sono stati scelti con cura anche secondo un altro punto di vista. L'attacco è iniziato due giorni dopo Natale, quando per i leader americani e europei è tempo di vacanze di fine anno. Il presupposto è: anche se qualcuno avesse voluto fermare la guerra, nessuno avrebbe comunque rinunciato alla sua vacanza. Questo ha assicurato diversi giorni liberi da pressioni esterne.Un'altro aspetto della tempistica: questi sono gli ultimi giorni di George Bush alla Casa Bianca. Ci si poteva aspettare che il sanguinario imbecille avrebbe sostenuto entusiasticamente la guerra, e così ha fatto. Barack Obama non è ancora in carica e pertanto ha avuto una scusa pronta per mantenere il silenzio: “Presidente ce n'è uno solo”. Un silenzio che non è di buon auspicio per il mandato di Obama.LA LINEA UFFICIALE è stata: non commettere gli stessi errori della Seconda guerra del Libano. E' stato ripetuto incessantemente in tutti i telegiornali e i dibattiti.Questo non cambia i fatti: La guerra di Gaza è una replica quasi esatta della Seconda guerra del Libano.Il concetto strategico è lo stesso: terrorizzare la popolazione civile con spietati attacchi aerei, seminando morte e distruzione. Questo non pone rischi ai piloti, dal momento che i palestinesi non hanno armi antiaeree. Il calcolo è: se le infrastrutture vitali della Striscia vengono totalmente distrutte e ne deriva un'anarchia generale, la popolazione si solleverà e rovescerà il regime di Hamas. Mahmoud Abbas a quel punto tornerà a Gaza a cavallo dei tank israeliani. In Libano questo calcolo non ha funzionato. La popolazione bombardata, cristiani inclusi, ha seguito Hizbullah e Hassan Nasrallah è diventato l'eroe del mondo arabo. Probabilmente anche stavolta si verificherà qualcosa di simile: i generali sono competenti nell'uso delle armi e nei movimenti di truppe, non nella psicologia di massa. Qualche tempo fa scrivevo che il blocco di Gaza era un esperimento scientifico per scoprire quanto si può affamare un popolo e trasformare la sua vita in un inferno, prima di riuscire a spezzarlo. L'esperimento è stato condotto con il generoso aiuto dell'Europa e degli Stati Uniti. Sinora, non ha avuto risultato. Hamas si è rinforzata e la gittata dei Qassam si è allungata.La guerra di questi giorni è una continuazione dell'esperimento con altri mezzi.Può darsi che l'esercito “non abbia alternative” alla riconquista della Striscia di Gaza perché non c'è altro mezzo di fermare i Qassam – se si esclude la trattativa con Hamas, che è contraria alla politica del Governo. Durante le operazioni di terra, tutto dipenderà dalla motivazione e dalle capacità dei combattenti di Hamas di fronte ai soldati Israeliani. Nessuno sa come andrà a finire.GIORNO DOPO GIORNO, notte dopo notte, il canale in arabo di Aljazeera trasmette immagini atroci: mucchi di corpi mutilati, familiari in lacrime che cercano i loro cari in mezzo alle dozzine di corpi sparsi sul terreno, una donna che tira fuori dalle macerie la sua bambina, dottori privi di farmaci che tentano di slvare i feriti (La redazione inglese di Aljazeera, a differenza di quella in lingua araba, trasmette una versione depurata degli avvenimenti e distribuisce a piene mani propaganda del governo israeliano. Sarebbe interessante sapere che cosa gli è successo).Milioni di persone condividono questa terribile visione, immagine dopo immagine. Queste immagini sono stampate per sempre nelle loro menti: orribile Israele, abominevole, inumana Israele. Una intera generazione che odierà. Questo è un prezzo terribile, che continueremo a pagare molto dopo che gli altri effetti della guerra saranno dimenticai in Israele.Ma un'altra cosa resterà impressa nelle menti di questi millioni di persone: l'immagine dei miserabili, corrotti e passivi regimi arabi.Dal punto di vista degli arabi, un fatto campeggia sopra tutti gli altri: il muro della vergogna.Per il milione e mezzo di arabi di Gaza, che stanno così terribilmente soffrendo, l'unica apertura al mondo non dominato da Israele è il confine con l'Egitto: solo da lì potrebbero arrivare il cibo e le medicine per salvare i feriti. Questo confine rimane chiuso, al culmine dell'orrore. L'esercito egiziano ha bloccato l'unico passaggio per cibo e medicine, mentre i medici operano i feriti senza anestesia.Risuonano da un capo all'altro del mondo arabo le parole di Hassan Nasrallah: i leader dell'Egitto sono complici del crimine e collaboratori del “nemico sionista” nel tentativo di spezzare la resistenza del popolo palestinese. Si può presumere che non alluda solo a Mubarak ma pure a tutti gli altri leader, dal re dell'Arabia Saudita al presidente palestinese. Assitendo alle dimostrazioni nel mondo arabo e ascoltando gli slogan, si ha l'impressione che i loro leader vengano ritenuti ben che vada individui patetici se non dei miserabili collaborazionisti.Tutto questo avrà conseguenze di portata storica. Un'intera generazione di leader arabi, impregnata dell'ideologia laica del nazionalismo arabo, eredi di Gamal Abd-al-Nasser, Hafez al-Assad e Yasser Arafat, potrebbe venir spazzata dalla scena. Lasciando il mondo arabo alla sola alternativa, quella del fondamentalismo islamico.Questa guerra è un messaggio scritto sul muro: Israele sta perdendo la sua occasione storica di fare la pace con il nazionalismo arabo laico. Domani potrebbe trovarsi davanti a un mondo arabo uniformemente fondamentalista: Hamas replicata mille volte. IL MIO TASSISTA a Tel-Aviv l'altro giorno pensava ad alta voce: perché non richiamare i figli dei ministri e i membri del Knesset, formare un'unità combattente e mandarli per primi ad aprire l'attacco di terra a Gaza?03/01/09(traduzione di Raffaello Bisso)Fonte: http://www.counterpunch.org/avnery01022009.html
:::: 8 Gennaio 2009 :::: 16:54 T.U. :::: Analisi - Palestina - Gaza :::: Uri Avnery
di Uri AvneryAppena dopo mezzanotte, sul canale in arabo di Aljazeera c'era il collegamento con Gaza. D ‘improvviso la telecamera ha puntato in alto, verso il cielo cupo. Lo schermo era nero come la pece. Non si vedeva niente ma si poteva sentire un suono: il rumore degli aeroplani. Un rombo pauroso, terrificante.Era impossibile non pensare ai bambini di Gaza che a decine di migliaia sentivano lo stesso suono in quel momento, rabbrividendo per la paura, aspettando paralizzati dal terrore la caduta delle bombe.“ISRAELE DEVE difendersi dai razzi che vanno terrorizzando le nostre città del sud”, spiegava il portavoce Israeliano. “I Palestinesi devono rispondere all'uccisione dei loro combattenti all'interno della Striscia di Gaza, dichiarava il portavoce di Hamas.In effetti, il cessate il fuoco non è stato violato, tanto per cominciare perché non c'è stato nessun vero cessate il fuoco. Il principale presupposto per un cessate il fuoco nella striscia di Gaza sarebbe l'apertura dei transiti di frontiera. Non può esserci vita a Gaza senza un flusso di rifornimenti regolare. Ma i transiti non sono stati aperti, se non per qualche ora. Il blocco terrestre, navale e aereo ai danni di un milione e mezzo di esseri umani è un atto di guerra, tanto quanto lo sganciare bombe o il lanciare razzi. Paralizza la vita nella striscia di Gaza eliminando fonti di lavoro, riducendo alla fame centinaia di migliaia di persone, bloccando l'attività di quasi tutti gli ospedali, interrompendo la distribuzione di acqua e di elettricità.Chi ha deciso di chiudere i transiti - con qualsiasi pretesto – sapeva che non ci può essere una tregua in queste condizioni.E questo è il punto principale. Poi, ci sono state le piccole provocazioni messe in atto per scatenare la reazione di Hamas.Dopo parecchi mesi, nel corso dei quali non si sono praticamente verificati lanci di missili Qassam, un'unità dell'esercito è stata mandata nella Striscia “allo scopo di distruggere un tunnel che arrivava nei pressi della barriera di confine”. Dal punto di vista puramente militare, avrebbe avuto più senso tendere una trappola dal nostro lato della barriera. Ma lo scopo era di creare un pretesto per porre termine alla tregua in un modo che permettesse di darne la colpa ai Palestinesi. E in effetti dopo una serie di simili piccole azioni, che sono costate la vita a diversi combattenti di Hamas, questa ha risposto con un massiccio lancio di razzi e - guarda un po' – il cessate il fuoco si era dissolto. E tutti hanno dato la colpa ad Hamas. QUAL ERA LO SCOPO? Tzipi Livni lo ha dichiarato apertamente: liquidare il potere di Hamas a Gaza. I Qassam servivano solo come pretesto.Liquidare il potere di Hamas? [...] Dopotutto, non è un segreto che è stato il governo israeliano a dare potere a Hamas. Quando una volta ho interrogato in proposito un ex capo dello Shin-Bet, Yaakov Peri, questi ha risposto enigmaticamente: “Non la abbiamo creata noi, ma non abbiamo ostacolato la sua creazione”.Per anni le autorità di occupazione hanno favorito il Movimento Islamico nei territori occupati. Tutte le altre attvità politiche furono vigorosamente soppresse, ma le attività del Movimento nelle moschee erano permesse. Il calcolo era semplice e ingenuo: allora l'OLP era considerato il principale nemico, Yasser Arafatera l'incarnazione del demonio. Il Movimento Islamico, che predicava contro OLP e Arafat, veniva pertanto percepito come alleato.Con lo scoppio della prima intifada nel 1987, il Movimento Islamico si denominò ufficialmente Hamas (dalle initiali di “Movimento di Resistanza Islamica” in arabo) ed entrò nella lotta. Persino allora, lo Shin-Bet per circa un anno si astenne dall'agire contro di esso, mentre membri di Fatah venivano giustiziati o imprigionati in gran numero. Solo dopo alcuni anni anche Sheikh Ahmed Yassin e i suoi collaboratori vennero arrestati.Da allora in poi le cose cambiarono. Adesso è Hamas l'incarnazione del demonio, e molti in Israele considerano l'OLP quasi il braccio di un'organizzazione Sionista. La logica conseguenza, per un governo israeliano che avesse voluto la pace, sarebbe stata di fare ampie concessioni alla leadership di Fatah: fine dell'occupazione, firma di un trattato di pace, fondazione dello Stato di Palestina, ritiro ai confini del 1967, una soluzione ragionevole del problema dei profughi, rilascio di tutti i prigionieri palestinesi. Ciò avrebbe arrestato di certo l'affermarsi di Hamas.Ma la logica ha poca influenza sulla politica, e nulla di tutto ciò avvenne. Al contrario, dopo l'assassinio di Arafat, Ariel Sharon dichiarò che Mahmoud Abbas, che prese il posto di Arafat, era un “pollo spennato”. Ad Abbas non fu concesso di raggiungere alcun risultato politico. I negoziati, promossi dagli americani, furono una farsa. L'unico vero leader di Fatah, Marwan Barghouti, fu messo in prigione a vita. Invece di un massiccio rilascio di prigionieri, ci furono meschini e umilianti “gesti di buona volontà”.Abbas venne umiliato sistematicamente, Fatah ridotta a un guscio vuoto e Hamas colse una clamorosa vittoria alle elezioni palestinesi - le più autenticamente democratiche che si siano mai svolte nel mondo arabo. Israele boicottò il governo eletto. Nel corso della lotta intestina che ne seguì, Hamas guadagnò il controllo diretto nella striscia di Gaza.Ora, dopo tutto ciò, il governo di Israele decide di “liquidare il potere di Hamas a Gaza”: nel sangue, nel fuoco e nelle macerie.IL NOME UFFICIALE della guerra è “Piombo fuso”, due parole di una filastrocca su un giocattolo associato alla festa di Hanukkah.Sarebbe stato più preciso chiamarla “La guerra elettorale”.Anche nel passato azioni militari sono state lanciate durante le campagne elettorali. Menachem Begin fece bombardare la centrale nucleare irachena prima delle elezioni del 1981. Quando Shimon Peres protestò che si trattava di un trucchetto elettorale, Begin al primo comizio strillò: “Ebrei, credete che manderei i nostri valorosi ragazzi incontro alla morte o, peggio, alla prigionia in mano a quelle bestie, solo per vincere le elezioni?” Begin vinse.Peres non è Begin. Quando, durante la campagna del 1996, ordinò l'invazione del Libano (l'operazione “Grapes of Wrath”), tutti pensarono che l'avesse fatto per calcolo elettorale. La guerra fu un disastro, Peres perse le elezioni e Binyamin Netanyahu andò al potere.Barak e Tzipi Livni sono ricorsi allo stesso vecchio trucco. Secondo i sondaggi, il risultato elettorale stimato di Barak è aumentato di cinque seggi in 48 ore. Circa 80 palestinesi morti per ogni seggio. Ma è difficile stare in equilibrio su una pila di cadaveri. Il successo potrebbe svanire in pochi minuti se la guerra dovesse essere recepita come un fallimento dall'opinione pubblica israeliana; ad esempio, se i missili dovessero continuare a colpire Beersheba, o se gli attacchi di terra dovessero costare pesanti perdite israeliane.I tempi sono stati scelti con cura anche secondo un altro punto di vista. L'attacco è iniziato due giorni dopo Natale, quando per i leader americani e europei è tempo di vacanze di fine anno. Il presupposto è: anche se qualcuno avesse voluto fermare la guerra, nessuno avrebbe comunque rinunciato alla sua vacanza. Questo ha assicurato diversi giorni liberi da pressioni esterne.Un'altro aspetto della tempistica: questi sono gli ultimi giorni di George Bush alla Casa Bianca. Ci si poteva aspettare che il sanguinario imbecille avrebbe sostenuto entusiasticamente la guerra, e così ha fatto. Barack Obama non è ancora in carica e pertanto ha avuto una scusa pronta per mantenere il silenzio: “Presidente ce n'è uno solo”. Un silenzio che non è di buon auspicio per il mandato di Obama.LA LINEA UFFICIALE è stata: non commettere gli stessi errori della Seconda guerra del Libano. E' stato ripetuto incessantemente in tutti i telegiornali e i dibattiti.Questo non cambia i fatti: La guerra di Gaza è una replica quasi esatta della Seconda guerra del Libano.Il concetto strategico è lo stesso: terrorizzare la popolazione civile con spietati attacchi aerei, seminando morte e distruzione. Questo non pone rischi ai piloti, dal momento che i palestinesi non hanno armi antiaeree. Il calcolo è: se le infrastrutture vitali della Striscia vengono totalmente distrutte e ne deriva un'anarchia generale, la popolazione si solleverà e rovescerà il regime di Hamas. Mahmoud Abbas a quel punto tornerà a Gaza a cavallo dei tank israeliani. In Libano questo calcolo non ha funzionato. La popolazione bombardata, cristiani inclusi, ha seguito Hizbullah e Hassan Nasrallah è diventato l'eroe del mondo arabo. Probabilmente anche stavolta si verificherà qualcosa di simile: i generali sono competenti nell'uso delle armi e nei movimenti di truppe, non nella psicologia di massa. Qualche tempo fa scrivevo che il blocco di Gaza era un esperimento scientifico per scoprire quanto si può affamare un popolo e trasformare la sua vita in un inferno, prima di riuscire a spezzarlo. L'esperimento è stato condotto con il generoso aiuto dell'Europa e degli Stati Uniti. Sinora, non ha avuto risultato. Hamas si è rinforzata e la gittata dei Qassam si è allungata.La guerra di questi giorni è una continuazione dell'esperimento con altri mezzi.Può darsi che l'esercito “non abbia alternative” alla riconquista della Striscia di Gaza perché non c'è altro mezzo di fermare i Qassam – se si esclude la trattativa con Hamas, che è contraria alla politica del Governo. Durante le operazioni di terra, tutto dipenderà dalla motivazione e dalle capacità dei combattenti di Hamas di fronte ai soldati Israeliani. Nessuno sa come andrà a finire.GIORNO DOPO GIORNO, notte dopo notte, il canale in arabo di Aljazeera trasmette immagini atroci: mucchi di corpi mutilati, familiari in lacrime che cercano i loro cari in mezzo alle dozzine di corpi sparsi sul terreno, una donna che tira fuori dalle macerie la sua bambina, dottori privi di farmaci che tentano di slvare i feriti (La redazione inglese di Aljazeera, a differenza di quella in lingua araba, trasmette una versione depurata degli avvenimenti e distribuisce a piene mani propaganda del governo israeliano. Sarebbe interessante sapere che cosa gli è successo).Milioni di persone condividono questa terribile visione, immagine dopo immagine. Queste immagini sono stampate per sempre nelle loro menti: orribile Israele, abominevole, inumana Israele. Una intera generazione che odierà. Questo è un prezzo terribile, che continueremo a pagare molto dopo che gli altri effetti della guerra saranno dimenticai in Israele.Ma un'altra cosa resterà impressa nelle menti di questi millioni di persone: l'immagine dei miserabili, corrotti e passivi regimi arabi.Dal punto di vista degli arabi, un fatto campeggia sopra tutti gli altri: il muro della vergogna.Per il milione e mezzo di arabi di Gaza, che stanno così terribilmente soffrendo, l'unica apertura al mondo non dominato da Israele è il confine con l'Egitto: solo da lì potrebbero arrivare il cibo e le medicine per salvare i feriti. Questo confine rimane chiuso, al culmine dell'orrore. L'esercito egiziano ha bloccato l'unico passaggio per cibo e medicine, mentre i medici operano i feriti senza anestesia.Risuonano da un capo all'altro del mondo arabo le parole di Hassan Nasrallah: i leader dell'Egitto sono complici del crimine e collaboratori del “nemico sionista” nel tentativo di spezzare la resistenza del popolo palestinese. Si può presumere che non alluda solo a Mubarak ma pure a tutti gli altri leader, dal re dell'Arabia Saudita al presidente palestinese. Assitendo alle dimostrazioni nel mondo arabo e ascoltando gli slogan, si ha l'impressione che i loro leader vengano ritenuti ben che vada individui patetici se non dei miserabili collaborazionisti.Tutto questo avrà conseguenze di portata storica. Un'intera generazione di leader arabi, impregnata dell'ideologia laica del nazionalismo arabo, eredi di Gamal Abd-al-Nasser, Hafez al-Assad e Yasser Arafat, potrebbe venir spazzata dalla scena. Lasciando il mondo arabo alla sola alternativa, quella del fondamentalismo islamico.Questa guerra è un messaggio scritto sul muro: Israele sta perdendo la sua occasione storica di fare la pace con il nazionalismo arabo laico. Domani potrebbe trovarsi davanti a un mondo arabo uniformemente fondamentalista: Hamas replicata mille volte. IL MIO TASSISTA a Tel-Aviv l'altro giorno pensava ad alta voce: perché non richiamare i figli dei ministri e i membri del Knesset, formare un'unità combattente e mandarli per primi ad aprire l'attacco di terra a Gaza?03/01/09(traduzione di Raffaello Bisso)Fonte: http://www.counterpunch.org/avnery01022009.html
Etichette:
palestina,
SEGNALAZIONI
8 gen 2009
la vita rubata ai palestinesi....
Domenica - 30 Settembre 2007 - 16:58
di Amira Hass (Ha'aretz)
E' recente la notizia che i palestinesi non possono viaggiare su auto la cui targa indica un proprietario israeliano (da sempre gli autoveicoli hanno targhe il cui colore varia a seconda che il proprietario sia israeliano o palestinese). Mentre in America l'ex presidente Jimmy Carter è sottoposto ad un ostracismo mediatico per avere usato, come già fece il sudafricano Desmond Tutu, la parola Apartheid in relazione alla condizione dei palestinesi, e in Europa l'unico razzismo di cui ci si scandalizza è quello di 70 anni fa, questo breve articolo della giornalista israeliana Amira Hass, l'unica a vivere all' interno dei territori occupati, mostra tutto l'insieme di proibizioni, barriere e documenti che rendono impossibile la vita quotidiana dei palestinesi. N.d.R.
Tutte le promesse di diminuire le restrizioni in Cisgiordania hanno oscurato la realtà. Pochi posti di blocco sono stati rimossi, ma le seguenti proibizioni sono rimaste valide. (Queste informazioni sono state raccolte da Haaretz, dall' Ufficio ONU per la Coordinazione delle Questioni Umanitarie e da Machsom Watch).
Proibizioni Permanenti
* Palestinesi della Striscia di Gaza non possono stare in Cisgiordania.
* Ai palestinesi è proibito l'ingresso a Gerusalemme Est.
* Ai palestinesi della Cisgiordania è proibito l'ingresso alla Striscia di Gaza tramite il valico di Erez.
* A tutti i palestinesi è proibito l'ingresso alla Valle del Giordano.
* Ai palestinesi è probito entrare in villaggi, terre, città e quartieri lungo la "linea di congiunzione" tra la barriera di separazione e la Linea Verde (qualcosa come il 10 percento della Cisgiordania).
* I palestinesi che non sono residenti nei villaggi di Beit Furik e Beit Dajan nell'area di Nablus e di Ramadin, a sud di Hebron, non possono entrarvi.
* Ai palestinesi è proibito l'ingresso nelle aree delle colonie (anche se le loro terre si trovano all'interno dell'area costruita della colonia).
* Ai palestinesi è proibito entrare a Nablus con un veicolo.
* I palestinesi residenti a Gerusalemme non possono entrare nell'area A (le città palestinesi della Cisgiordania.)
* I residenti della Striscia di Gaza non possono entrare in Cisgiordania attraverso il valico di Allenby. * I palestinesi non possono recarsi all'estero tramite l'aeroporto Ben-Gurion.
* I ragazzi al di sotto dei 16 anni non possono lasciare Nablus senza un certificato di nascita originale e senza essere accompagnati da un genitore.
* I palestinesi con permesso di entrare in Israele non possono entrarvi attraverso i valichi usati dagli israeliani e dai turisti.
* Ai residenti di Gaza è proibito prendere residenza in Cisgiordania.
* Ai residenti della Cisgiordania è proibito prendere residenza nella Valle del Giordano, nelle comunità lungo la linea di congiunzione o nei villaggi di Beit Furik e Beit Dajan.
* Ai palestinesi è proibito trasferire merci e carichi attraverso i checkpoint interni della Cisgiordania.
Proibizioni Periodiche
* Ai residenti di alcune parti della Cisgiordania è proibito viaggiare nel resto della Cisgiordania.
* Persone di alcuni gruppi di età- soprattutto uomini di età compresa tra i 16 e i 30, 35 o 40 anni- è proibito lasciare le aree in cui risiedono (solitamente Nablus e altre città nella parte settentrionale della Cisgiordania).
* Le auto private non possono passare per il checkpoint di Swahara-Abu Dis (che separa la Cisgiordania settentrionale da quella meridionale). Questa proibizione è stata cancellata per la prima volta due settimane fa in seguito all'ammorbidimento delle restrizioni.
Permessi di Viaggio Richiesti
* Una carta magnetica (intesa per l'ingresso in Israele, ma facilita il passaggio per i valichi all'interno della Cisgiordania).
* Un permesso per lavorare in Israele, il datore di lavoro è tenuto ad andare agli uffici dell'amministrazione civile e richiederne uno.
* Un permesso per i trattamenti medici in Israele e per gli ospedali palestinesi a Gerusalemme est (il richiedente deve mostrare un invito da parte dell'ospedale, il suo completo passato medico e la prova che la cura che sta cercando non può essere fornita nei territori occupati).
* Un permesso di viaggio per attraversare i valichi nella valle del Giordano.
* Un permesso di commercio per trasferire materiali.
* Un permesso per coltivare lungo la linea di congiunzione richiede un modulo dell'ufficio di registrazione delle proprietà terriera, un certificato di proprietà e la prova di relazioni di parentela di primo grado col proprietario registrato.
* Permesso di ingresso per la linea di congiunzione (per parenti, medici, lavoratori nel campo delle costruzioni, ecc. Coloro che hanno il permesso devono entrare e uscire attraverso lo stesso valico anche se esso si trova lontano o chiude presto).
* Permessi per passare da Gaza, attraverso Israele, alla Cisgiordania.
* Un certificato di nascita per i ragazzi sotto i 16 anni.
* Una carta d'identità che certifichi che coloro che vivono nelle enclave della linea di congiunzione vi risiedono da molto tempo.
Checkpoint e Barriere
* Al 9 gennaio 2007 vi erano 75 checkpoint permanenti in Cisgiordania.
* Ci sono in media 150 checkpoint mobili a settimana (al settembre 2006).
* Ci sono 446 gli ostacoli piazzati tra le strade e i villaggi, compresi cubi di cemento, barriere di terreno, 88 cancelli d'acciaio e 74 km di recinzioni lungo le strade principali.
* Ci sono 83 cancelli d'acciaio lungo il muro di divisione, che dividono terre dai loro proprietari. Solo 25 dei cancelli vengono occasionalmente aperti.
Amira Hass scrive per Ha'aretz. E' l'autrice di Drinking the Sea at Gaza.
Amira HassFonte: http://www.counterpunch.org
di Amira Hass (Ha'aretz)
E' recente la notizia che i palestinesi non possono viaggiare su auto la cui targa indica un proprietario israeliano (da sempre gli autoveicoli hanno targhe il cui colore varia a seconda che il proprietario sia israeliano o palestinese). Mentre in America l'ex presidente Jimmy Carter è sottoposto ad un ostracismo mediatico per avere usato, come già fece il sudafricano Desmond Tutu, la parola Apartheid in relazione alla condizione dei palestinesi, e in Europa l'unico razzismo di cui ci si scandalizza è quello di 70 anni fa, questo breve articolo della giornalista israeliana Amira Hass, l'unica a vivere all' interno dei territori occupati, mostra tutto l'insieme di proibizioni, barriere e documenti che rendono impossibile la vita quotidiana dei palestinesi. N.d.R.
Tutte le promesse di diminuire le restrizioni in Cisgiordania hanno oscurato la realtà. Pochi posti di blocco sono stati rimossi, ma le seguenti proibizioni sono rimaste valide. (Queste informazioni sono state raccolte da Haaretz, dall' Ufficio ONU per la Coordinazione delle Questioni Umanitarie e da Machsom Watch).
Proibizioni Permanenti
* Palestinesi della Striscia di Gaza non possono stare in Cisgiordania.
* Ai palestinesi è proibito l'ingresso a Gerusalemme Est.
* Ai palestinesi della Cisgiordania è proibito l'ingresso alla Striscia di Gaza tramite il valico di Erez.
* A tutti i palestinesi è proibito l'ingresso alla Valle del Giordano.
* Ai palestinesi è probito entrare in villaggi, terre, città e quartieri lungo la "linea di congiunzione" tra la barriera di separazione e la Linea Verde (qualcosa come il 10 percento della Cisgiordania).
* I palestinesi che non sono residenti nei villaggi di Beit Furik e Beit Dajan nell'area di Nablus e di Ramadin, a sud di Hebron, non possono entrarvi.
* Ai palestinesi è proibito l'ingresso nelle aree delle colonie (anche se le loro terre si trovano all'interno dell'area costruita della colonia).
* Ai palestinesi è proibito entrare a Nablus con un veicolo.
* I palestinesi residenti a Gerusalemme non possono entrare nell'area A (le città palestinesi della Cisgiordania.)
* I residenti della Striscia di Gaza non possono entrare in Cisgiordania attraverso il valico di Allenby. * I palestinesi non possono recarsi all'estero tramite l'aeroporto Ben-Gurion.
* I ragazzi al di sotto dei 16 anni non possono lasciare Nablus senza un certificato di nascita originale e senza essere accompagnati da un genitore.
* I palestinesi con permesso di entrare in Israele non possono entrarvi attraverso i valichi usati dagli israeliani e dai turisti.
* Ai residenti di Gaza è proibito prendere residenza in Cisgiordania.
* Ai residenti della Cisgiordania è proibito prendere residenza nella Valle del Giordano, nelle comunità lungo la linea di congiunzione o nei villaggi di Beit Furik e Beit Dajan.
* Ai palestinesi è proibito trasferire merci e carichi attraverso i checkpoint interni della Cisgiordania.
Proibizioni Periodiche
* Ai residenti di alcune parti della Cisgiordania è proibito viaggiare nel resto della Cisgiordania.
* Persone di alcuni gruppi di età- soprattutto uomini di età compresa tra i 16 e i 30, 35 o 40 anni- è proibito lasciare le aree in cui risiedono (solitamente Nablus e altre città nella parte settentrionale della Cisgiordania).
* Le auto private non possono passare per il checkpoint di Swahara-Abu Dis (che separa la Cisgiordania settentrionale da quella meridionale). Questa proibizione è stata cancellata per la prima volta due settimane fa in seguito all'ammorbidimento delle restrizioni.
Permessi di Viaggio Richiesti
* Una carta magnetica (intesa per l'ingresso in Israele, ma facilita il passaggio per i valichi all'interno della Cisgiordania).
* Un permesso per lavorare in Israele, il datore di lavoro è tenuto ad andare agli uffici dell'amministrazione civile e richiederne uno.
* Un permesso per i trattamenti medici in Israele e per gli ospedali palestinesi a Gerusalemme est (il richiedente deve mostrare un invito da parte dell'ospedale, il suo completo passato medico e la prova che la cura che sta cercando non può essere fornita nei territori occupati).
* Un permesso di viaggio per attraversare i valichi nella valle del Giordano.
* Un permesso di commercio per trasferire materiali.
* Un permesso per coltivare lungo la linea di congiunzione richiede un modulo dell'ufficio di registrazione delle proprietà terriera, un certificato di proprietà e la prova di relazioni di parentela di primo grado col proprietario registrato.
* Permesso di ingresso per la linea di congiunzione (per parenti, medici, lavoratori nel campo delle costruzioni, ecc. Coloro che hanno il permesso devono entrare e uscire attraverso lo stesso valico anche se esso si trova lontano o chiude presto).
* Permessi per passare da Gaza, attraverso Israele, alla Cisgiordania.
* Un certificato di nascita per i ragazzi sotto i 16 anni.
* Una carta d'identità che certifichi che coloro che vivono nelle enclave della linea di congiunzione vi risiedono da molto tempo.
Checkpoint e Barriere
* Al 9 gennaio 2007 vi erano 75 checkpoint permanenti in Cisgiordania.
* Ci sono in media 150 checkpoint mobili a settimana (al settembre 2006).
* Ci sono 446 gli ostacoli piazzati tra le strade e i villaggi, compresi cubi di cemento, barriere di terreno, 88 cancelli d'acciaio e 74 km di recinzioni lungo le strade principali.
* Ci sono 83 cancelli d'acciaio lungo il muro di divisione, che dividono terre dai loro proprietari. Solo 25 dei cancelli vengono occasionalmente aperti.
Amira Hass scrive per Ha'aretz. E' l'autrice di Drinking the Sea at Gaza.
Amira HassFonte: http://www.counterpunch.org
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2 gen 2009
per il bene dell' islam
Esselamu aleykum, carissimi i miei lettori sono molto indignata per dire molto arrabbiata ieri sera sul tardi ho ricevuto una telefonata in cui mi si chiedeva "per il bene dell' islam" di spostare la manifestazione che noi donne musulmane trentine abbiamo organizzato, quindi già con tutto pronto inclusi anche gli articoli e le interviste alle arie radio e giornali, mi viene chiesto d spostare la manifestazione perchè ne verrà fatta un' altra alle ore 14.00, organizzata da CGIL, queso mi viene riferito da una persona che era a conoscenza della manifestazione e che io ho incontrato mercoledì 31/12/2008, quando io a questa persona chiedo di darmi il numero di telefono della persona che ha orgaizzato l' altra manifestazione, mi viene detto, ti richiamo dopo (sto ancora aspettando...). Ora ricevo una telefonata dai responsabili della questura che mi chiedono se la mia manifestazione è stata spostata, io dico no assurdo è già tutto pronto c' è gente che viene da fuori città, apposta... poi la quetsura mi dice che il permesso per la manifestazione delle 14..oo sempre di sab 3 gennaio, è stato richiesto mercoledì 31/12/2008, ora precisiamo che il permesso a noi è stato accordato lunedi 29/12/2008 alle ore 9.05 ora c'è qualcosa che non quadra?
Si vi dico io cosa non quadra la questura mi dice che a richieder l' altra manifestazione è stato il centro islamico di trento... notate bene il centro in questione era stato avvisato della nostra iniziativa, ma invece che aiutarci ha pensato bene di contrastare tutto il nostro lavoro e metterci i bastoni tra le ruote...
Avvisando anche altre associazioni, tra cui il centro islamico di trento, il quale non ha risposto al nostro invito, hanno pensato bene i responsabili del centro di contrastarci per prendersi oro i meriti e boicottare così la nostra manifestazione. Mi è stato detto che per il bene dell' islam questo è stato fatto, uh non c'ho più visto, a me dopo che ho passato anche l' ultimo giorno dell' anno fino alle 2.30 della notte a spedire e-mail e fax ale varie associazioni, mi vengono a dire questo. Noi donne musulmane che abbiamo organizzato tutto, veniamo contrastate, quando invece qui a Trento non si era mosso nessuno, ed i responsabili dei vari centrio islamici non hanno fatto nulla nulla per organizzare qualcosa, noi donne siamo riuscite a metter in piedi una buona cosa, e loro che fanno, pur di prendersi loro i meriti e apparire beli algi occhi degli altri si organizzano una contro manifestazione, ma che roba è ? è islam questo? ditemelo voi perchè io sono veramente indignata di questo comportamento, potevano aiutarci ricordando la manifestazione oggi durante la preghiera invitando tutti a partecipare invece no mi arriva una mail dicendo veini alla manifestazione sabato alle 14.00 e questa mail mi viene mandata dopo che io ho inviato e telefonato avvissando della nostra manifestazione, mi dispiace ma non è a me che si deve parlare del bene dell' islam, Allah swt mi è testimone in questo e che mi fulmini all' istante se dico il contrario.... Sono passati dieci minuti non sono stata fulminata....
Dico solo un ultima cosa perchè mi fa veramente indignare questo atteggiamento di persone responsabili di centri islamici, che invece di favorire le iniziativa delle altre persone, in questo caso donne, contrastano e impediscono lo svolgimento delle nostre attività rendendosi ridicoli perchè alle fine la brutta figura la fanno loro non noi.
Un ultima cosa da aggiungere, io il 3 gennaio 2008 ho partorito mio figlio Nasrallah, e sono stata in coma ( grazie ad allah swt, per poco tempo), ora il 3 gennaio 2009 sono in piazza a trento a combattere manifestando contro il massacro per la palestina, se non è un segno questo...
e come se non bastasse mi viene detto, da persne che io ritenevo umili e rispettose nei confronti di Allah swt e io pensavo che queste persone mi aiutassero nella mia iniziativa, anzi nella nostra iniziativa perchè non sono da sola ma con me ci sono altr sorelle, invece che aiutarci ci hanno contrastato.
Ma noi forti donne musulamne come siamo, umili, semplici, mamme che si sono inorridite nel vedere certe immagini, alla faccia di chi ci vuole male, saremo INSHALLAH in piazza Duomo a Trento alle ore 9.30 con tutto il nostro coraggio e l'aiuto che Allah swt in questi giorni ci sta offrendo.
Non possono venire a parlare per il bene dell' islam, quando si comportano solo da egoisti e pur di ottenere popolarità Terrena boicottano manifestazioni e attività organizzate da chiunque non sia loro, intendo dire con questo che loro vogliono essere in prima fila e apparire sui giornali...
I se avessi voluto oggi le mie foto sarebbero apparse sui giornali e sarebbe apparso solo il mio nome, invece no, io ho rilasciato brevi interviste ed ho parlato solo della manifestazione, ed ho precisato che non sono da sola ad organizzare il tutto...
Io ho guardato la morte in faccia un anno e fa, e se Allah swt mi ha rimandaa indietro un motivo c'è ed ora soo qual'è, combattere per l'islam, ma no dirlo e poi non farlo anzi aiutare chi vuole farlo e prego Allah swt ogni girono 5 volte al giorno che ci possa aiutare apulire il odo da psone egoiste e ciniche che non apprezzano lo sforzo delle altre persone ma che volgiono solo prenderesi i meriti per apparire ed aspirare a diventare i Nuovi Hassan Nasrallah dell' Europa. Mi dispiace caori fratelli ma non è cosìche l' islam andrà avanti...
Molto arrabbiata e delusa di questo:
VI RIPETO VENITE NUMEROSI SABATO 3 GENNAIO A TRENTO IN PIAZZA DUOMO ALLE ORE 9.30!!! ALLAH SA CHI SI BATTE PER L' ISLAM E CHI NO...ESSELAMU ALEYKUM E RICORDIAMOCI INVECE DI OSTACOLARE CHI COMPIE IL BENE, RICORDIAMOCI DELLE PERSONE CHE SOFFRONO...E PENSIAMO A COMPIACERE ALLAH, E NO A RIEMPIRSI LE TASCHE!
Si vi dico io cosa non quadra la questura mi dice che a richieder l' altra manifestazione è stato il centro islamico di trento... notate bene il centro in questione era stato avvisato della nostra iniziativa, ma invece che aiutarci ha pensato bene di contrastare tutto il nostro lavoro e metterci i bastoni tra le ruote...
Avvisando anche altre associazioni, tra cui il centro islamico di trento, il quale non ha risposto al nostro invito, hanno pensato bene i responsabili del centro di contrastarci per prendersi oro i meriti e boicottare così la nostra manifestazione. Mi è stato detto che per il bene dell' islam questo è stato fatto, uh non c'ho più visto, a me dopo che ho passato anche l' ultimo giorno dell' anno fino alle 2.30 della notte a spedire e-mail e fax ale varie associazioni, mi vengono a dire questo. Noi donne musulmane che abbiamo organizzato tutto, veniamo contrastate, quando invece qui a Trento non si era mosso nessuno, ed i responsabili dei vari centrio islamici non hanno fatto nulla nulla per organizzare qualcosa, noi donne siamo riuscite a metter in piedi una buona cosa, e loro che fanno, pur di prendersi loro i meriti e apparire beli algi occhi degli altri si organizzano una contro manifestazione, ma che roba è ? è islam questo? ditemelo voi perchè io sono veramente indignata di questo comportamento, potevano aiutarci ricordando la manifestazione oggi durante la preghiera invitando tutti a partecipare invece no mi arriva una mail dicendo veini alla manifestazione sabato alle 14.00 e questa mail mi viene mandata dopo che io ho inviato e telefonato avvissando della nostra manifestazione, mi dispiace ma non è a me che si deve parlare del bene dell' islam, Allah swt mi è testimone in questo e che mi fulmini all' istante se dico il contrario.... Sono passati dieci minuti non sono stata fulminata....
Dico solo un ultima cosa perchè mi fa veramente indignare questo atteggiamento di persone responsabili di centri islamici, che invece di favorire le iniziativa delle altre persone, in questo caso donne, contrastano e impediscono lo svolgimento delle nostre attività rendendosi ridicoli perchè alle fine la brutta figura la fanno loro non noi.
Un ultima cosa da aggiungere, io il 3 gennaio 2008 ho partorito mio figlio Nasrallah, e sono stata in coma ( grazie ad allah swt, per poco tempo), ora il 3 gennaio 2009 sono in piazza a trento a combattere manifestando contro il massacro per la palestina, se non è un segno questo...
e come se non bastasse mi viene detto, da persne che io ritenevo umili e rispettose nei confronti di Allah swt e io pensavo che queste persone mi aiutassero nella mia iniziativa, anzi nella nostra iniziativa perchè non sono da sola ma con me ci sono altr sorelle, invece che aiutarci ci hanno contrastato.
Ma noi forti donne musulamne come siamo, umili, semplici, mamme che si sono inorridite nel vedere certe immagini, alla faccia di chi ci vuole male, saremo INSHALLAH in piazza Duomo a Trento alle ore 9.30 con tutto il nostro coraggio e l'aiuto che Allah swt in questi giorni ci sta offrendo.
Non possono venire a parlare per il bene dell' islam, quando si comportano solo da egoisti e pur di ottenere popolarità Terrena boicottano manifestazioni e attività organizzate da chiunque non sia loro, intendo dire con questo che loro vogliono essere in prima fila e apparire sui giornali...
I se avessi voluto oggi le mie foto sarebbero apparse sui giornali e sarebbe apparso solo il mio nome, invece no, io ho rilasciato brevi interviste ed ho parlato solo della manifestazione, ed ho precisato che non sono da sola ad organizzare il tutto...
Io ho guardato la morte in faccia un anno e fa, e se Allah swt mi ha rimandaa indietro un motivo c'è ed ora soo qual'è, combattere per l'islam, ma no dirlo e poi non farlo anzi aiutare chi vuole farlo e prego Allah swt ogni girono 5 volte al giorno che ci possa aiutare apulire il odo da psone egoiste e ciniche che non apprezzano lo sforzo delle altre persone ma che volgiono solo prenderesi i meriti per apparire ed aspirare a diventare i Nuovi Hassan Nasrallah dell' Europa. Mi dispiace caori fratelli ma non è cosìche l' islam andrà avanti...
Molto arrabbiata e delusa di questo:
VI RIPETO VENITE NUMEROSI SABATO 3 GENNAIO A TRENTO IN PIAZZA DUOMO ALLE ORE 9.30!!! ALLAH SA CHI SI BATTE PER L' ISLAM E CHI NO...ESSELAMU ALEYKUM E RICORDIAMOCI INVECE DI OSTACOLARE CHI COMPIE IL BENE, RICORDIAMOCI DELLE PERSONE CHE SOFFRONO...E PENSIAMO A COMPIACERE ALLAH, E NO A RIEMPIRSI LE TASCHE!
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1 gen 2009
il massacro continua
Non s'arresta il terrorismo israeliano contro la popolazione inerme di Gaza: più di 360 morti (famiglie intere) e oltre di 1700 feriti.
Scritto il 2008-12-30 in News
Gaza - Infopal. Le forze di occupazione israeliane continuano il loro lavoro criminale massacrando altri civili della Striscia di Gaza.
Fonti locali nel campo profughi di al-Breij, della Striscia di Gaza, hanno riferito che gli aerei da guerra hanno scaricato tonnellate di bombe ed esplosivi contro una moschea, ieri sera.
La moschea conteneva un asilo.
9 ora locale. Continua a salire il numero delle vittime dell'ininterrotto massacro israeliano, autorizzato da tutti i governi del mondo, quello italiano compreso: i morti sono più di 360 e i feriti oltre 1700, di cui almeno 300 sono in gravi condizioni.
I micidiali aerei F16 e apache, made in USA, continuano i loro bombardamenti, giorno e notte.
Ieri sera hanno iniziato a bombardare il porto e le acque di Gaza, all’alba di oggi hanno colpito massicciamente la zona dei ministeri e hanno ucciso 10 cittadini palestinesi e feriti diverse decine. Gli aerei israeliani hanno anche attaccato diverse zone di Gaza.
I testimoni oculari hanno riferito che l'aviazione da guerra israeliana ha lanciato più di 20 missili contro il quartiere dei ministeri, a ovest di Gaza, il Club sportivo ash-Shams, la postazione della marina, e l’ex sede della sicurezza preventiva.
I testimoni hanno confermato che i missili sono stati lanciati in un lasso di tempo di meno di 5 minuti. Le ambulanze non riescono a raggiungere le vittime.
Il dott. Basem Naim, ministro della sanità a Gaza, ha confermato la presenza di decine di corpi ancora sotto le macerie.Naim ha anche riferito che le forze di occupazione non bombardano soltanto le sedi ufficiali ma anche le case dei cittadini e le associazioni private.
Ieri all’alba, le forze di occupazione israeliane hanno bombardato la moschea del campo profughi di Jabalia. Sono già 6 le moschee distrutte.
Hanno abbattuto anche una modesta casa vicino alla moschea, uccidendo nel sonno 5 sorelline in età tra i 4 e 17 anni: Jawaher, Dina, Samar, Ikram e Tahrir.
Il ministro ha chiesto al mondo arabo ed islamico di inviare medici, medicine e attrezzature per installare ospedali da campo e potere soccorrere subito i feriti.Invece, per quanto riguarda le polemiche sul trasferimento dei feriti attraverso il valico di Rafah, Naim ha riferito “delle difficoltà di spostamento fuori dalla Striscia di Gaza, perché molti di loro sono gravissimi, e trasferirli da altre parti può metterne in pericolo la vita. Non abbiamo dimenticato, ultimamente, il decesso di 6 feriti ad al-Arish in Egitto”.Il ministro ha ringraziato i paesi che hanno inviato aiuti, soprattutto il Qatar, l’Arabia Saudita e la Libia, e ha rinnovato la richiesta all’Egitto affinché ne semplifichi l’ingresso attraverso il valico di Rafah. Ha domandato anche di aprire il valico per permettere l’ingresso dei medici che hanno espresso la volontà di prestare soccorso ai feriti della Striscia di Gaza.
Rappresaglie. Le brigate Qassam, ala armata di Hamas, ha lanciato 57 razzi artigianali conto obiettivi israeliani, come rappresaglia della carneficina in corso a Gaza.
La polizia israeliana ha reso noto che un soldato è rimasto ucciso a Nahal O, mentre 7 altri sono stati feriti. 2 coloni sono stati uccisi nel porto di Ashdod e altri feriti.
tratto da www.infopal.it
Scritto il 2008-12-30 in News
Gaza - Infopal. Le forze di occupazione israeliane continuano il loro lavoro criminale massacrando altri civili della Striscia di Gaza.
Fonti locali nel campo profughi di al-Breij, della Striscia di Gaza, hanno riferito che gli aerei da guerra hanno scaricato tonnellate di bombe ed esplosivi contro una moschea, ieri sera.
La moschea conteneva un asilo.
9 ora locale. Continua a salire il numero delle vittime dell'ininterrotto massacro israeliano, autorizzato da tutti i governi del mondo, quello italiano compreso: i morti sono più di 360 e i feriti oltre 1700, di cui almeno 300 sono in gravi condizioni.
I micidiali aerei F16 e apache, made in USA, continuano i loro bombardamenti, giorno e notte.
Ieri sera hanno iniziato a bombardare il porto e le acque di Gaza, all’alba di oggi hanno colpito massicciamente la zona dei ministeri e hanno ucciso 10 cittadini palestinesi e feriti diverse decine. Gli aerei israeliani hanno anche attaccato diverse zone di Gaza.
I testimoni oculari hanno riferito che l'aviazione da guerra israeliana ha lanciato più di 20 missili contro il quartiere dei ministeri, a ovest di Gaza, il Club sportivo ash-Shams, la postazione della marina, e l’ex sede della sicurezza preventiva.
I testimoni hanno confermato che i missili sono stati lanciati in un lasso di tempo di meno di 5 minuti. Le ambulanze non riescono a raggiungere le vittime.
Il dott. Basem Naim, ministro della sanità a Gaza, ha confermato la presenza di decine di corpi ancora sotto le macerie.Naim ha anche riferito che le forze di occupazione non bombardano soltanto le sedi ufficiali ma anche le case dei cittadini e le associazioni private.
Ieri all’alba, le forze di occupazione israeliane hanno bombardato la moschea del campo profughi di Jabalia. Sono già 6 le moschee distrutte.
Hanno abbattuto anche una modesta casa vicino alla moschea, uccidendo nel sonno 5 sorelline in età tra i 4 e 17 anni: Jawaher, Dina, Samar, Ikram e Tahrir.
Il ministro ha chiesto al mondo arabo ed islamico di inviare medici, medicine e attrezzature per installare ospedali da campo e potere soccorrere subito i feriti.Invece, per quanto riguarda le polemiche sul trasferimento dei feriti attraverso il valico di Rafah, Naim ha riferito “delle difficoltà di spostamento fuori dalla Striscia di Gaza, perché molti di loro sono gravissimi, e trasferirli da altre parti può metterne in pericolo la vita. Non abbiamo dimenticato, ultimamente, il decesso di 6 feriti ad al-Arish in Egitto”.Il ministro ha ringraziato i paesi che hanno inviato aiuti, soprattutto il Qatar, l’Arabia Saudita e la Libia, e ha rinnovato la richiesta all’Egitto affinché ne semplifichi l’ingresso attraverso il valico di Rafah. Ha domandato anche di aprire il valico per permettere l’ingresso dei medici che hanno espresso la volontà di prestare soccorso ai feriti della Striscia di Gaza.
Rappresaglie. Le brigate Qassam, ala armata di Hamas, ha lanciato 57 razzi artigianali conto obiettivi israeliani, come rappresaglia della carneficina in corso a Gaza.
La polizia israeliana ha reso noto che un soldato è rimasto ucciso a Nahal O, mentre 7 altri sono stati feriti. 2 coloni sono stati uccisi nel porto di Ashdod e altri feriti.
tratto da www.infopal.it
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31 dic 2008
solidarietà a gaza
Gaza. Solidarizzare con chi resiste, denunciare chi collabora con i bombardamenti israeliani
In queste ore la Striscia di Gaza è stata trasformata in una trappola mortale dai bombardamenti israeliani che hanno già fatto centinaia di morti e altrettanto feriti che moriranno nelle prossime ore perché gli ospedali erano al collasso già da due anni a causa del vergognoso embargo.
I palestinesi di Gaza sono chiusi in ogni lato dai militari israeliani e da quelli egiziani, sottoposti a micidiali bombardamenti e impediti a uscire da questo nuovo “ghetto di Varsavia” per cercare rifugio, alimenti, assistenza medica e protezione.
Chiunque abbia un minimo senso di giustizia e verità oggi non può e non deve tacere di fronte al genocidio in corso a Gaza, un genocidio fatto prima di lento strangolamento economico/sanitario e di assedio e poi da missili, bombe e cannonate sull’area del mondo a maggiore densità di popolazione.
Noi riteniamo che sia giunto il momento di prendere posizione e di avviare una vasta campagna di mobilitazione tesa a impedire l’annientamento politico e materiale della popolazione palestinese da parte di Israele.
Per questi motivi riteniamo che:
1) Oggi occorre schierarsi apertamente con chi a Gaza oppone resistenza con ogni mezzo all’aggressione israeliana e condannare altrettanto apertamente chi si dissocia dalla resistenza. Riteniamo pertanto inaccettabili le parole e l’atteggiamento del presidente palestinese Abu Mazen e degli altri dirigenti dell’ANP che ritengono Hamas, e non Israele, responsabili della situazione, cercando di approfittare dell’aggressione per determinare un nuovo rapporto di forza dentro lo scenario palestinese. Abu Mazen si dovrebbe preoccupare di smentire le dichiarazioni del ministro israeliano Tzipi Livni la quale ha confermato che l’offensiva militare contro Gaza e Hamas andrà avanti fino a quando non ci sarà un nuovo equilibrio di potere funzionale agli interessi israeliani. Se la prospettiva di Abu Mazen e dell’ANP è simile a quella di un governo come quello di Al Maliki in Iraq, è evidente come tale prospettiva non possa trovare più alcun sostegno da parte di chi anima la solidarietà con la lotta del popolo palestinese.
2) Sulla situazione in Palestina emergono le gravissime complicità dei regimi arabi reazionari e filo imperialisti – in modo particolare dell’Egitto – che si rende ancora complice dell’embargo e del blocco contro la popolazione palestinese di Gaza arrivando a schierare le forze armate ai confini e facendo sparare contro i palestinesi che cercavano di fuggire dalla trappola di Gaza cercando rifugio e protezione in Egitto.
3) Va affermato con forza che la responsabilità della drammatica situazione a Gaza è della politica di annientamento perseguita da Israele con la complicità dell’Egitto, degli USA e dell’Unione Europea e non di Hamas. Non si può continuare a fare confusione su questo.
Gaza è assediata per terra e per mare da due anni chiudendo in trappola un milione e ottocentomila persone. La tregua non è stata rotta da Hamas o dalle altre organizzazioni palestinesi attive nella Striscia di Gaza ma dalle autorità israeliane che durante la "tregua” hanno ucciso 25 palestinesi, effettuato arresti e rastrellamenti in Cisgiordania, mantenuto chiusi i valichi impedendo ai palestinesi di Gaza di entrare, uscire o ricevere i rifornimenti necessari per sopravvivere. Ogni simmetria tra il lancio di razzi palestinesi a dicembre e i feroci bombardamenti israeliani è una ingiuria alla verità e alla giustizia.
4) I governi europei (incluso quello italiano) hanno preso posizioni formali ed equidistanti sul mattatoio in corso a Gaza che rivelano una grande preoccupazione per le ripercussioni degli avvenimenti in corso ma senza trarne le dovute conclusioni nelle relazioni politiche, diplomatiche e commerciali con Israele. Hanno accettato e mantenuto l'embargo contro i palestinesi di Gaza ed hanno mantenuto i rapporti di collaborazione militare, scientifico, economico con le istituzioni israeliane. Il governo israeliano ha messo non solo l’Europa ma anche la nuova amministrazione USA di fronte al fatto compiuto potendo godere di un livello di impunità per i propri crimini di guerra e contro l’umanità che la storia dal dopoguerra a oggi non ha assicurato a nessun altro stato.
5) Il popolo palestinese vive un momento estremamente difficile dal quale potrebbe uscire ridotto ad una esclusiva questione umanitaria che negherebbe decenni di lotta politica e di ambizioni alla liberazione nazionale della Palestina. Il popolo palestinese da anni affronta la più pericolosa potenza militare esistente in Medio Oriente – Israele – potendo contare sul sostegno solo delle altre forze che animano la resistenza antisionista nella regione, a cominciare dal Libano. L’unità di tutte le forze della resistenza a livello regionale è un passaggio che i movimenti di solidarietà in Europa devono appoggiare con ogni sforzo.
In questi giorni in molte città italiane – Roma, Milano, Bologna, Napoli, Pisa, Firenze, Lecce, Cagliari, Padova, Vicenza, Bari e tante altre – ci sono state alcune prime, tempestive e spontanee manifestazioni in solidarietà con il popolo palestinese, contro la strage in corso a Gaza e il terrorismo di stato israeliano. Questa mobilitazione deve proseguire nei prossimi giorni. Cortei sono già stati annunciati in diverse città italiane per sabato 3 gennaio. La nostra iniziativa deve dimostrarsi di essere capace di spezzare o mettere in crisi la catena delle complicità con i crimini di guerra israeliani a cominciare dagli anelli della disinformazione, della subalternità politica e della collaborazione militare e commerciale tra Italia e Israele.
29 dicembre
Il Forum Palestina
tratto da www.forumpalestina.org
In queste ore la Striscia di Gaza è stata trasformata in una trappola mortale dai bombardamenti israeliani che hanno già fatto centinaia di morti e altrettanto feriti che moriranno nelle prossime ore perché gli ospedali erano al collasso già da due anni a causa del vergognoso embargo.
I palestinesi di Gaza sono chiusi in ogni lato dai militari israeliani e da quelli egiziani, sottoposti a micidiali bombardamenti e impediti a uscire da questo nuovo “ghetto di Varsavia” per cercare rifugio, alimenti, assistenza medica e protezione.
Chiunque abbia un minimo senso di giustizia e verità oggi non può e non deve tacere di fronte al genocidio in corso a Gaza, un genocidio fatto prima di lento strangolamento economico/sanitario e di assedio e poi da missili, bombe e cannonate sull’area del mondo a maggiore densità di popolazione.
Noi riteniamo che sia giunto il momento di prendere posizione e di avviare una vasta campagna di mobilitazione tesa a impedire l’annientamento politico e materiale della popolazione palestinese da parte di Israele.
Per questi motivi riteniamo che:
1) Oggi occorre schierarsi apertamente con chi a Gaza oppone resistenza con ogni mezzo all’aggressione israeliana e condannare altrettanto apertamente chi si dissocia dalla resistenza. Riteniamo pertanto inaccettabili le parole e l’atteggiamento del presidente palestinese Abu Mazen e degli altri dirigenti dell’ANP che ritengono Hamas, e non Israele, responsabili della situazione, cercando di approfittare dell’aggressione per determinare un nuovo rapporto di forza dentro lo scenario palestinese. Abu Mazen si dovrebbe preoccupare di smentire le dichiarazioni del ministro israeliano Tzipi Livni la quale ha confermato che l’offensiva militare contro Gaza e Hamas andrà avanti fino a quando non ci sarà un nuovo equilibrio di potere funzionale agli interessi israeliani. Se la prospettiva di Abu Mazen e dell’ANP è simile a quella di un governo come quello di Al Maliki in Iraq, è evidente come tale prospettiva non possa trovare più alcun sostegno da parte di chi anima la solidarietà con la lotta del popolo palestinese.
2) Sulla situazione in Palestina emergono le gravissime complicità dei regimi arabi reazionari e filo imperialisti – in modo particolare dell’Egitto – che si rende ancora complice dell’embargo e del blocco contro la popolazione palestinese di Gaza arrivando a schierare le forze armate ai confini e facendo sparare contro i palestinesi che cercavano di fuggire dalla trappola di Gaza cercando rifugio e protezione in Egitto.
3) Va affermato con forza che la responsabilità della drammatica situazione a Gaza è della politica di annientamento perseguita da Israele con la complicità dell’Egitto, degli USA e dell’Unione Europea e non di Hamas. Non si può continuare a fare confusione su questo.
Gaza è assediata per terra e per mare da due anni chiudendo in trappola un milione e ottocentomila persone. La tregua non è stata rotta da Hamas o dalle altre organizzazioni palestinesi attive nella Striscia di Gaza ma dalle autorità israeliane che durante la "tregua” hanno ucciso 25 palestinesi, effettuato arresti e rastrellamenti in Cisgiordania, mantenuto chiusi i valichi impedendo ai palestinesi di Gaza di entrare, uscire o ricevere i rifornimenti necessari per sopravvivere. Ogni simmetria tra il lancio di razzi palestinesi a dicembre e i feroci bombardamenti israeliani è una ingiuria alla verità e alla giustizia.
4) I governi europei (incluso quello italiano) hanno preso posizioni formali ed equidistanti sul mattatoio in corso a Gaza che rivelano una grande preoccupazione per le ripercussioni degli avvenimenti in corso ma senza trarne le dovute conclusioni nelle relazioni politiche, diplomatiche e commerciali con Israele. Hanno accettato e mantenuto l'embargo contro i palestinesi di Gaza ed hanno mantenuto i rapporti di collaborazione militare, scientifico, economico con le istituzioni israeliane. Il governo israeliano ha messo non solo l’Europa ma anche la nuova amministrazione USA di fronte al fatto compiuto potendo godere di un livello di impunità per i propri crimini di guerra e contro l’umanità che la storia dal dopoguerra a oggi non ha assicurato a nessun altro stato.
5) Il popolo palestinese vive un momento estremamente difficile dal quale potrebbe uscire ridotto ad una esclusiva questione umanitaria che negherebbe decenni di lotta politica e di ambizioni alla liberazione nazionale della Palestina. Il popolo palestinese da anni affronta la più pericolosa potenza militare esistente in Medio Oriente – Israele – potendo contare sul sostegno solo delle altre forze che animano la resistenza antisionista nella regione, a cominciare dal Libano. L’unità di tutte le forze della resistenza a livello regionale è un passaggio che i movimenti di solidarietà in Europa devono appoggiare con ogni sforzo.
In questi giorni in molte città italiane – Roma, Milano, Bologna, Napoli, Pisa, Firenze, Lecce, Cagliari, Padova, Vicenza, Bari e tante altre – ci sono state alcune prime, tempestive e spontanee manifestazioni in solidarietà con il popolo palestinese, contro la strage in corso a Gaza e il terrorismo di stato israeliano. Questa mobilitazione deve proseguire nei prossimi giorni. Cortei sono già stati annunciati in diverse città italiane per sabato 3 gennaio. La nostra iniziativa deve dimostrarsi di essere capace di spezzare o mettere in crisi la catena delle complicità con i crimini di guerra israeliani a cominciare dagli anelli della disinformazione, della subalternità politica e della collaborazione militare e commerciale tra Italia e Israele.
29 dicembre
Il Forum Palestina
tratto da www.forumpalestina.org
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29 dic 2008
FERMIAMO IL MASSACRO...
FERMIAMO IL MASSACRO... Dove? In PALESTINA!!!!!!!!
Dopo il terribile attentato subito dai nostri fratelli Palestinesi c' è ancora qualcuno che mi chiede ma dove bisogna fermare il massacro?
Dove, dove???? ma siete su questo pianeta o no con quelle terribili immagini che si sono viste alla tv ( quella italiana ovviamente come sempre ha fatto vedere pochissimi minuti, chissà perchè?), comunque, grazie ad Allah swt abbiamo le altre tv...
Stamattina parladno con alcne persone mi sono letteralmente sconcertata e stupita di come la gente sia indifferente e a dir poco cinica ed egoista nel far finta che questo MASSACRO non ci sia, e mi vengono pure a chiedere perchè che massacro è? Che è successo? Ma dico io capisco che dovete festeggiare il Natale ( che tra l' altro è passato), e che adesso pensate a capodanno, ma siete proprio come si dice3 qua a Trento, "GNAMPI" cioè scemi...
Come si fa a rimanere freddi davanti ad una scena del genere!!! Persone innocenti, donne bambini, e chiunque in quel momento che passava là, MASSACRATO senza nessuna pietà, così BOOM e tutto finito!
Il mondo intero non fa nulla!!! si l' ONU si è riunito ed ha fatto una riunione speciale, se possiamo chiamarla così, ma intanto quelle persone sono morte, non ci sono più Allah swt avrà cura di loro, delle loro anime, ma intanto laggiù nella terra rubata, ( ai Palestinesi) c' è gente che soffre si dispera, è esasperata da tutto questo MASSACRO LEGALIZZATO, si MASSACRO LEGALIZZTO dal mondo intero che per paura di offendere la sensibilità di ISRAELE, sta a guardare e non fa nulla, nulla ma proprio nulla per risolvere la situazione... e intanyo la gente muore soffre non si dà pace perchè da chio ha rubato la terra oltre che il pretendere con forza il diritto di esistere, subiscono anche questi duri e spietati MASSACRI LEGALIZZATI.
Perchè nessuno dei potenti del mondo ( ovviamentemi riferisco a questo Terreno), perchè fanno tutti finta di non capire, per tanti anni Israele ha rivendicato il suo diritto di esistere e continuando a ricordare l' olocausto subito durante la seconda guerra mondiale, si è fatto strada e continua a farsi strada MASSACRANDO i PALESTINESI e nonostante tutti questi attentati loro continuano a dire che hanno diritto alla Terra di Israele, poi aggiungono anche che loro sono contrari ai massacri di vittime innocenti, allora io chiedo alla nuova Prima Donna Israeliana perchè queste parole le ha dette solo dopo il MASSACRO avvenuto, perchè non le ha dette prima di dare l' ordine di fare una strage?
FERMIAMO QUESTO MASSACRO UNA VOLTA PER TUTTE smettiamola di dare ragione ad Israele solo perchè ha subito l' olocausto, e gli olocausti subito dai musulmani di tutto il mondo, e quelli di Srebrenica in Bosnia buttati nelle fosse comuni peggio che se fossero cani, loro chi si ricorda di loro l' ONU forse, ma dove era l'ONU durante quel MASSACRO e dove era l' Onu sabato 27 dicembre 2008, dove era dove ditemelo voi perchè mi piange il cuore sapere che nessuno fa niente e in Palestina le persone sorelle e fratelli nostri musulmani soffrono per una Terra rubata e dimenticata da tutto il mondo, solo Allah swt non ha dimenticato quei nostri fratelli e sorelle che stanno soffrendo in questo momento e a noi davanti a tutto questo, noi che siamo da questa parte del mondo non ci resa che pregare pregare e pregare per loro ed almeno spiritualmente accompagnare quei poveri corpi di quei nostri fratelli e sorelle caduti in questo MASSACR, accompagnamoli pregando allegerendo loro il dolce cammino verso la casa di Allah swt per i nostri SHEID preghiamo tutti moi musulmani del mondo affinchè possiamo in qualche modo dimostrare q auesti SHEID IL NOSTRO PIENO RISPETTO E LA NOSTRA PIENA GRATITUDINE PER IL LORO SACRIFICIO CH ALLAH swt ABBIA CURA DI LORO E LI ACCOMPAGNI NEL LORO CAMMINO DELLA VITA ETERNA.
IN NOME DI DI ALLAH IL COMPASSIONEVOLE IL MISERICORDIOSO
LA LODE APPARTIENE AD ALLAH SIGNOE DE MONDI
IL COMPASSIONEVOLE IL MISERICORDIOSO
RE DEL GIORNO DEL GIUDIZIO
TE NOI ADORIAMO A A TE NOI CHIEDIAMO AIUTO
GUIDACI SULLA RETTA VIA
LA VIA DI COLORO CHE HAI COLMATO DI GRAZIA
NON DI COLORO CHE ( SONO INCORSI) NELLA ( TUA) IRA, NE' DEGLI SVIATI
Possa allah prendersi cura dei nostri SHEID
disse Ben Gurion il primo fondatore di Israele, nel 1948 " perchè gli arabi dovrebbero fare la pace? Se fossi un dirigente arabo non firmerei mai la pace con Israele. E' normale: abbiamo preso il loro paese. Certo, Dio ce lo ha promesso, ma in cosa gli può interessare ciò? Il nostro Dio non è il loro. E' vero che siamo originari di Israele, ma la cosa risale a duemila anni fa: in che cosa gli riguarda? Ci sono stati l' antisemitismo, i nazisti, Hitler, Auschwitz, ma è stata colpa loro? Loro vedono solo una cosa: siamo venuti e abbiamo rubato il loro il Paese. Perchè dovrebbero accettare questo fatto? ( tratto da N. Goldmann, le paradosce guif, Paris 1976
Dopo il terribile attentato subito dai nostri fratelli Palestinesi c' è ancora qualcuno che mi chiede ma dove bisogna fermare il massacro?
Dove, dove???? ma siete su questo pianeta o no con quelle terribili immagini che si sono viste alla tv ( quella italiana ovviamente come sempre ha fatto vedere pochissimi minuti, chissà perchè?), comunque, grazie ad Allah swt abbiamo le altre tv...
Stamattina parladno con alcne persone mi sono letteralmente sconcertata e stupita di come la gente sia indifferente e a dir poco cinica ed egoista nel far finta che questo MASSACRO non ci sia, e mi vengono pure a chiedere perchè che massacro è? Che è successo? Ma dico io capisco che dovete festeggiare il Natale ( che tra l' altro è passato), e che adesso pensate a capodanno, ma siete proprio come si dice3 qua a Trento, "GNAMPI" cioè scemi...
Come si fa a rimanere freddi davanti ad una scena del genere!!! Persone innocenti, donne bambini, e chiunque in quel momento che passava là, MASSACRATO senza nessuna pietà, così BOOM e tutto finito!
Il mondo intero non fa nulla!!! si l' ONU si è riunito ed ha fatto una riunione speciale, se possiamo chiamarla così, ma intanto quelle persone sono morte, non ci sono più Allah swt avrà cura di loro, delle loro anime, ma intanto laggiù nella terra rubata, ( ai Palestinesi) c' è gente che soffre si dispera, è esasperata da tutto questo MASSACRO LEGALIZZATO, si MASSACRO LEGALIZZTO dal mondo intero che per paura di offendere la sensibilità di ISRAELE, sta a guardare e non fa nulla, nulla ma proprio nulla per risolvere la situazione... e intanyo la gente muore soffre non si dà pace perchè da chio ha rubato la terra oltre che il pretendere con forza il diritto di esistere, subiscono anche questi duri e spietati MASSACRI LEGALIZZATI.
Perchè nessuno dei potenti del mondo ( ovviamentemi riferisco a questo Terreno), perchè fanno tutti finta di non capire, per tanti anni Israele ha rivendicato il suo diritto di esistere e continuando a ricordare l' olocausto subito durante la seconda guerra mondiale, si è fatto strada e continua a farsi strada MASSACRANDO i PALESTINESI e nonostante tutti questi attentati loro continuano a dire che hanno diritto alla Terra di Israele, poi aggiungono anche che loro sono contrari ai massacri di vittime innocenti, allora io chiedo alla nuova Prima Donna Israeliana perchè queste parole le ha dette solo dopo il MASSACRO avvenuto, perchè non le ha dette prima di dare l' ordine di fare una strage?
FERMIAMO QUESTO MASSACRO UNA VOLTA PER TUTTE smettiamola di dare ragione ad Israele solo perchè ha subito l' olocausto, e gli olocausti subito dai musulmani di tutto il mondo, e quelli di Srebrenica in Bosnia buttati nelle fosse comuni peggio che se fossero cani, loro chi si ricorda di loro l' ONU forse, ma dove era l'ONU durante quel MASSACRO e dove era l' Onu sabato 27 dicembre 2008, dove era dove ditemelo voi perchè mi piange il cuore sapere che nessuno fa niente e in Palestina le persone sorelle e fratelli nostri musulmani soffrono per una Terra rubata e dimenticata da tutto il mondo, solo Allah swt non ha dimenticato quei nostri fratelli e sorelle che stanno soffrendo in questo momento e a noi davanti a tutto questo, noi che siamo da questa parte del mondo non ci resa che pregare pregare e pregare per loro ed almeno spiritualmente accompagnare quei poveri corpi di quei nostri fratelli e sorelle caduti in questo MASSACR, accompagnamoli pregando allegerendo loro il dolce cammino verso la casa di Allah swt per i nostri SHEID preghiamo tutti moi musulmani del mondo affinchè possiamo in qualche modo dimostrare q auesti SHEID IL NOSTRO PIENO RISPETTO E LA NOSTRA PIENA GRATITUDINE PER IL LORO SACRIFICIO CH ALLAH swt ABBIA CURA DI LORO E LI ACCOMPAGNI NEL LORO CAMMINO DELLA VITA ETERNA.
IN NOME DI DI ALLAH IL COMPASSIONEVOLE IL MISERICORDIOSO
LA LODE APPARTIENE AD ALLAH SIGNOE DE MONDI
IL COMPASSIONEVOLE IL MISERICORDIOSO
RE DEL GIORNO DEL GIUDIZIO
TE NOI ADORIAMO A A TE NOI CHIEDIAMO AIUTO
GUIDACI SULLA RETTA VIA
LA VIA DI COLORO CHE HAI COLMATO DI GRAZIA
NON DI COLORO CHE ( SONO INCORSI) NELLA ( TUA) IRA, NE' DEGLI SVIATI
Possa allah prendersi cura dei nostri SHEID
disse Ben Gurion il primo fondatore di Israele, nel 1948 " perchè gli arabi dovrebbero fare la pace? Se fossi un dirigente arabo non firmerei mai la pace con Israele. E' normale: abbiamo preso il loro paese. Certo, Dio ce lo ha promesso, ma in cosa gli può interessare ciò? Il nostro Dio non è il loro. E' vero che siamo originari di Israele, ma la cosa risale a duemila anni fa: in che cosa gli riguarda? Ci sono stati l' antisemitismo, i nazisti, Hitler, Auschwitz, ma è stata colpa loro? Loro vedono solo una cosa: siamo venuti e abbiamo rubato il loro il Paese. Perchè dovrebbero accettare questo fatto? ( tratto da N. Goldmann, le paradosce guif, Paris 1976
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PALESTINA: IL MASSACRO CONTINUA
Si continua ad aggravare il bilancio dei sanguinosi combattimenti in corso da questa mattina intorno al campo profughi di Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza. Fonti mediche hanno detto all'ANSA che negli ospedali della Striscia sono stati trasportati 36 morti, ma che almeno altri 4 cadaveri si trovano ancora sul campo di battaglia: «I nostri mezzi di soccorso li hanno individuati, ma gli israeliani non consentono alle ambulanze di avvicinarsi per recuperare i corpi» ha riferito un medico contattato preso l'ospedale Shifa della città di Gaza. Tra loro un padre con il suo bambino e due gemelli 12enni. Nell'operazione - che ha visto un violento scontro a fuoco con militanti palestinesi e il lancio di missili da parte dell'Aeronautica israeliana - sono rimasti lievemente feriti anche cinque soldati di Tsahal. Sono in totale 64, tra cui molti civili e bambini, i palestinesi rimasti uccisi nei raid e nelle incursioni condotte da Israele negli ultimi quattro giorni con l'obiettivo di distruggere le postazioni dalle quali i militanti lanciano razzi Qassam contro il sud dello Stato ebraico.
In una intervista del vice ministro della difesa israeliano Matan Vilnay (laburista) ha innescato oggi una dura polemica in Israele, e ha indotto i dirigenti di Hamas ad accusare gli israeliani di essere «i nuovi nazisti» e di progettare «un olocausto» per i palestinesi di Gaza. Parlando questa mattina alla radio militare Vilnay ha accusato i dirigenti di Hamas di essere degli "irresponsabili". «Quanto più si intensifica il lancio di razzi contro le nostre città e quanto più la loro gittata si allunga, tanto più i palestinesi - ha avvertito - si espongono al rischio di una shoah ancora più grande». Minaccia di un genocidio a danno dei palestinesi? La politica israeliana a Gaza non è scevra da questa tentazione. Utilizzando la parola «shoah» Vilnay non ha compiuto una scelta felice. Sebbene nell'ebraico biblico il termine non significhi genocidio ma semmai «rovina, distruzione fisica», nell'ebraico moderno e colloquiale esso equivale anche a «catastrofe»: espressione comunque inopportuna poichè corrispondente alla «naqba», appunto «la Catastrofe» con cui i palestinesi indicano il loro tragico esodo da Israele nel '48. Quando gli israeliani si riferiscono all'Olocausto perpetrato dai nazisti, a differenza di quanto avviene in tutte le altre lingue (nelle quali «Shoah» è già sinonimo di Olocausto) loro sono invece soliti aggiungere l'articolo, per cui dicono «ha-Shoah». Ossia «la Catastrofe» per antonomasia. In mattinata tali parole che giornalisti stranieri hanno tradotte come «olocausto» sono rimbalzate a Gaza dove gli animi sono esasperati, vedi u po', per la uccisione nelle ultime 48 ore di 31 palestinesi (fra cui otto bambini) e per i nuovi raid aerei. Episeodi che avvengono con cadenza quasi regolare nel lembo di terra martoriato dall'esercito con la stella di David. Il portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, ha così affermato che «gli israeliani sono i nuovi nazisti». Ha rincarato la dose il sito di Hamas per il quale «È questa la prima ammissione indiretta da parte di un dirigente israeliano che quello che Israele sta conducendo contro i palestinesi in Cisgiordania e a Gaza è appunto un Olocausto, sia pure al rallentatore». In serata un portavoce di Vilnay ha lamentato come le parole del vice ministro «siano state tradotte in modo tendenzioso». Egli, ha precisato, avrebbe voluto dire che continuando a bersagliare con razzi le città israeliane i palestinesi «vanno verso una catastrofe». Avrebbe voluto dire, ma lo ha precisato con poco perdonabile ritardo.
In una intervista del vice ministro della difesa israeliano Matan Vilnay (laburista) ha innescato oggi una dura polemica in Israele, e ha indotto i dirigenti di Hamas ad accusare gli israeliani di essere «i nuovi nazisti» e di progettare «un olocausto» per i palestinesi di Gaza. Parlando questa mattina alla radio militare Vilnay ha accusato i dirigenti di Hamas di essere degli "irresponsabili". «Quanto più si intensifica il lancio di razzi contro le nostre città e quanto più la loro gittata si allunga, tanto più i palestinesi - ha avvertito - si espongono al rischio di una shoah ancora più grande». Minaccia di un genocidio a danno dei palestinesi? La politica israeliana a Gaza non è scevra da questa tentazione. Utilizzando la parola «shoah» Vilnay non ha compiuto una scelta felice. Sebbene nell'ebraico biblico il termine non significhi genocidio ma semmai «rovina, distruzione fisica», nell'ebraico moderno e colloquiale esso equivale anche a «catastrofe»: espressione comunque inopportuna poichè corrispondente alla «naqba», appunto «la Catastrofe» con cui i palestinesi indicano il loro tragico esodo da Israele nel '48. Quando gli israeliani si riferiscono all'Olocausto perpetrato dai nazisti, a differenza di quanto avviene in tutte le altre lingue (nelle quali «Shoah» è già sinonimo di Olocausto) loro sono invece soliti aggiungere l'articolo, per cui dicono «ha-Shoah». Ossia «la Catastrofe» per antonomasia. In mattinata tali parole che giornalisti stranieri hanno tradotte come «olocausto» sono rimbalzate a Gaza dove gli animi sono esasperati, vedi u po', per la uccisione nelle ultime 48 ore di 31 palestinesi (fra cui otto bambini) e per i nuovi raid aerei. Episeodi che avvengono con cadenza quasi regolare nel lembo di terra martoriato dall'esercito con la stella di David. Il portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, ha così affermato che «gli israeliani sono i nuovi nazisti». Ha rincarato la dose il sito di Hamas per il quale «È questa la prima ammissione indiretta da parte di un dirigente israeliano che quello che Israele sta conducendo contro i palestinesi in Cisgiordania e a Gaza è appunto un Olocausto, sia pure al rallentatore». In serata un portavoce di Vilnay ha lamentato come le parole del vice ministro «siano state tradotte in modo tendenzioso». Egli, ha precisato, avrebbe voluto dire che continuando a bersagliare con razzi le città israeliane i palestinesi «vanno verso una catastrofe». Avrebbe voluto dire, ma lo ha precisato con poco perdonabile ritardo.
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