28 apr 2010

"L Islam" Italiano sta perdendo. ED E' GIUSTO COSì

Karima Moual
ROMA
«Una vera e propria presa in giro per la comunità islamica italiana». È così che definisce il Comitato per l'Islam italiano – a neanche due mesi dalla sua nascita – uno dei più importanti e influenti della comunità islamica, l'ex ambasciatore Mario Scialoja, che si dice sconcertato per le nomine dei primi gruppi di lavoro del Comitato voluto dal ministro dell'Interno Roberto Maroni. Per sapere di più ecco a voi link
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Editrice/IlSole24Ore/2010/04/27/Italia/15_A.shtml?uuid=068fd826-51c0-11df-92be-7a8b1f1c5244&DocRulesView=Libero


E' già da tempo fa, sui metropoli di repubblica http://data.kataweb.it/storage/periodici/metropoli/pdf/2008034/MET_18_19.pdf mia moglie avvertiva che ogni consulta islamica che si rifarà sui valori estranei all'islam è condanata a fallire. E poi su http://www.mondoraro.org/2010/02/21/consulata-islamica-no-grazie/
Quando lo capiranno che i membri della consulta islamica devono essere scelti democraticamente, cioè da tutti i musulmani, e non dai non musulmani tipo Magdi Allam, Roberto maroni?

22 apr 2010

Donna tedesca tornata all'Islam descrive i musulmani in un minuto

DURISSIMO COLPO PER I VARI VILDERS, ORIANE, VARI ALLAM, E HAYAN ALI ARISHI. OSSERVATE BENE VIDEO E CAPIRETE PERCHE'. ENNESIMA SCONFITTA PER L'ISLAMOFOBIA.

17 apr 2010

IN QUESTO GIORNO VINSI LA GARA DI SECONDA SERIE SUI 1500 METRI AL MEETING DI PENTECOSTE DI BOLZANO



























Infine andate su www.mondoraro.org e legete l'articolo di mia moglie intitolato ANCHE I MUSULMANI CREDONO NELLA PROFEZIA DI GESU' apparso "in primis".

IO DA ATLETA MEZZOFONDISTA 800 E 1500 METRI

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14 apr 2010

6 apr 2010

RICORDO ALLA GUERRA IN BOSNIA

Speciale Bosnia: quel terribile 6 aprile del 1992
18° anniversario della guerra in Bosnia

Esattamente 18 anni fa, a Sarajevo in Bosnia, cominciava quello che poi, sarebbe diventato l’assedio più lungo di tutto il ‘900. Sotto il comando di Karadzic, presidente dei serbi di Bosnia, e di Mladic, generale delle truppe serbe, che fino al 1995 lasciarono le città bosniache completamente devastate, e solo dopo la firma degli accordi di Dayton, fatti nell’ autunno dello stesso anno, smisero finalmente la loro “missione”.

Preti ortodossi serbi benedicono i progetti sanguinosi di Mladic e Karadzic

Per sapere di più http://www.mondoraro.org/2010/04/06/speciale-bosnia-quel-terribile-6-aprile-del-1992/

3 apr 2010

CATTOLICI E IL DIGUNO DIMENTICATO. LA COLPA E’ DEI MUSULMANI FORSE?

L'Avvenire: sparito il senso della rinuncia.
«Facciamo come i musulmani»

Venezia la diocesi rilancia con incontri nelle chiese al posto della pausa pranzo

I cattolici e il digiuno dimenticato
«Così la fede si adatta ai tempi»

L'Avvenire: sparito il senso della rinuncia.
«Facciamo come i musulmani»

Pacifisti a San Pietro nel 2003 per la giornata del 
digiuno indetta da Wojtyla

Pacifisti a San Pietro nel 2003 per la giornata del digiuno indetta da Wojtyla

ROMA
— Cosa mangiate domani? Anzi, mangiate oppure no? Il Venerdì santo è giorno di digiuno secondo la dottrina cattolica. Preghiera e carità al posto della pausa pranzo, dice la tradizione, per difendere l'uomo dagli istinti che influenzano la sua volontà e incontrare Dio. Eppure è lo stesso Avvenire a parlare di «virtù dimenticata». Sul quotidiano dei vescovi il professore di storia delle religioni Massimo Salani usa toni preoccupati: «Tra i cattolici è sparito il senso della rinuncia a tavola». E al telefono la preoccupazione è sempre lì: «È inevitabile che la fede si adatti ai tempi. Ma il concetto di digiuno non si è evoluto, è stato semplicemente cancellato». Il tutto mentre in altre religioni sembra resistere meglio.
L'anno scorso l'invito a prendere esempio dal Ramadan era arrivato direttamente dalle stanze vaticane. Presentando il messaggio di Benedetto XVI, che per la Pasqua proponeva di tornare al digiuno quaresimale, il cardinale Paul Josef Cordes aveva suggerito di ispirarsi alla «serietà» con la quale i musulmani rinunciano a cibo e acqua (fino al tramonto) nel loro mese santo. Certo, c'è una differenza di fondo. «Per noi — spiega Mario Scialoja, l'ex ambasciatore italiano convertito all'Islam che siede nel comitato della Lega musulmana mondiale — il digiuno del Ramadan è uno dei cinque pilastri su cui si regge la religione. Come le cinque preghiere al giorno o, per chi se lo può permettere, il pellegrinaggio alla Mecca. Non credo che il digiuno del Venerdì santo abbia per i cattolici la stessa forza». Ma non c'è soltanto l'islam. Anche gli ebrei non mangiano nel giorno del Yom Kippur, mentre gli ortodossi sono forse i più severi sulla regola della rinuncia. Difficile sfuggire ad anni di secolarizzazione che si è fatta sentire più in Occidente che altrove.
Ma per i cattolici è davvero una «virtù dimenticata»? A Venezia c'è il «Venerdigiuniamo», iniziativa della diocesi con materiale disponibile su Internet. Nei sei venerdì di Quaresima chi vuole salta la pausa pranzo, si trova in chiesa per pregare, e poi regala ai poveri il costo del pasto saltato. Un'iniziativa di gran successo, dicono in laguna. «Ho deciso di aderire per fare spazio a Dio nelle mie giornate sempre traboccanti di cose e spesso vuote di significato», scrive sulla bacheca web della diocesi Chiara De Pieri, che ha partecipato all'iniziativa. Ma prima della riscoperta anche la Chiesa aveva fatto la sua parte. È stato il Concilio Vaticano II a ridurre a due i giorni di digiuno: Venerdì santo e Mercoledì delle ceneri, prima erano molti di più. Un «grande equivoco», secondo il sociologo Franco Ferrarotti. «Allentando le regole — spiega — la Chiesa credeva di farsi più moderna. E invece ha perso la sua autorità». Forse il discorso non vale soltanto per il digiuno. «È la pratica religiosa in genere — spiega Roberto Cipriani, professore di Sociologia all'Università di Roma tre — a essere in calo. La partecipazione alla messa della domenica, ad esempio, è scesa in Italia dal 31% del 1993 al 25% dei giorni nostri». Ma perché nelle altre religioni questo non succede? «Non ne sarei così sicuro. Tra gli immigrati la partecipazione al Ramadan è alta non solo per motivi religiosi ma anche sociali: così si sentono parte di un gruppo». Eppure il digiuno è molto osservato anche nei Paesi d'origine: «Vero, ma è vero pure che se ne parla tanto. Quando comincia il Ramadan ci sono i titoli dei giornali. Avete mai visto un servizio al tiggì sul digiuno del Venerdì santo? Magari lo fanno in tanti ma non lo sappiamo».

Lorenzo Salvia
01 aprile 2010

http://www.corriere.it/cronache/10_aprile_01/cattolici_digiuno_dimenticato_lorenzo_salvia_1828dd70-3d53-11df-9bd9-00144f02aabe.shtml