31 gen 2009

Mujahideen and 7th Muslim Brigade = Hell for Crusaders in the heart of Europe!

Mujahideen along with the 7th Muslim Brigade of the Bosnian Army waging Jihaad against Serbs in and around city of Doboj and Maglaj. (Jihad in Bosnia 1992-1995)

Mujahideen insieme con la settima brigata musulmana del esercito bosniaco conducendo jihaad contro i serbi in ed intorno Città di Doboj e Maglaj. (Jihad in Bosnia 1992-1995)

27 gen 2009

27 gennaio ancora.... uffh....

Oggi 27 gennaio tutti parlano come ogni anno della giornata della memoria, ma a memoria di chi? Ovviammente delle vittme dell' olocausto della seconda guerra mondiale, vittime ebree, che ogni anno ci ricordano quanto loro hanno sofferto in quei giorni terribili nei campi di concentramento e lo sterminio che hanno dovuto sopportare e anche ora fanno le vittime di turno.
Ma dico io, e gli altri che hanno subito i massacri? Vedi la Bosnia, dal 1992 al 1995, o per rimanere in tema di Israele vedi Gaza...
E tutte queste di vittime dove le mettiamo le lasciamo lì nelle fosse comuni come a Srebrenica, in Bosnia, dove ci sono ancora adesso famiglie musulmane che piangono le loro vittime ma non hanno neanche una lapide per poter piangere le loro famiglie e peggio ancora tanti non sanno neanche se il loro parenti sono vivi o morti...
Oppure Gaza, in questo ultimo mese, cosa ha subito, e loro, i mass media, perchè si chiamano così oggi, che fanno ricordano in questo giorno lontano della seconda guerra mondiale, le vittime ebraiche.
E mio nonno, eh già il mio nonno chi si ricorda di lui che fu prigioniero ad Aushwitz, perchè era partigiano, di lui chi si ricorda, chi si ricorda di mio marito che è stato prigioniero in Bosnia durante la guerra dei balcani, solo perchè musulmano, e di Gaza, chi ricorda Gaza? Ancora peggio chi non ricorda Gaza è passato un mese, e già si sono dimenticati di quello schifo che hanno fatto facendo saltare in aria una città un territorio intero, hanno massacrato senza motivo, senza vedere se delle persone innocenti ci andavano di mezzo, e loro che dicno alle tv, alle radio, dappertutto, oggi giorno della memoria per ricordare le vittime dell'olacausto, ma dico scherziamo? Ci prendete tutti per cretini? Ma come è possibile del loro olocausto si ricordano ancora dopo tanti anni, e dei nostri olocausti? Perchè non ricordano che l' 11/07/1995 ci sono state 8.000 vittime in Bosnia nelle fosse comuni e forse anche di più ancora le stanno contando....
Perchè dimenticano le vittime di Gaza quanti morti ancora dovranno esserci nelle file dei musulmani, quanti bambini, quante donne, quanto futuro ancora dovrà essere devastato e mai visto da quei bambini, quanti dovranno essere perchè la gente si ricord di loro? Quanto dovremmo ancora sentire la parola olocausto che per loro è solo da parte ebraica e non da parte musulmana, o da altre parti del mondo.
E poi dicono che non sono loro i violenti, che loro sono vittime di questa situazione, vittime loro? State chiusi voi nei campi di prigionia, entrate che pesate 80kg e uscite che ne pesate poco più di 30kg e ditemi se si può dimenticae una cosa simile, ti rimane per tutta la vita e quello che fa più male ed è come se ogni anno con questo ricordare il giorno della memoria ebraica, scavessero dentro la tua ferita ed ogni volta questa ferita non si rimargina perchè il tuo dolore l' hanno dimenticato, la tua sofferenza non se la ricordano, di quei terribili giorni non si ricordano eppure non sono passati secoli...
E questo fa male, fa molto male, più di mille altri campi di prigionia ed ogni anno la ferita aumenta e si ingrandisce sempre più.
Per concludere propongo io nel mio piccolo impegno quotidiano, e per dovere di una musulmana che ogni anno soffre e vede il proprio marito ed i propri fratelli e sorelle musulmani soffrire perchè nessuno si ricorda di loro e della loro sofferenza, propmgo io allora di fare UNA PETIZIONE o UNA RACCOLTA FIRME per fare in modo che anche queste vittime abbiano il lor gorno della memoria, che attenzione non cancellerà il loro dolore ma almeno non lo aumenterà...

RACCOGLIAMO QUINDI PIU' FIRME POSSIBILI PER ISTITUIRE UFFICIALMENTE IL GIORNO DELLA MEMORIA IL 11.07.1995 PER LE VITTIME DI SREBRENICA IN BOSNIA


E PER LE VITTIME DI GAZA IL 28.12.2008 RACCOGLIAMO LE FIRME E DEPOSITIAMO AL PERSIDENTE DELLA REPUBBLICA O CHIUNQUE SIA ABILITATO PER QUESTO AD ISTITUIRE UFFICIALMENTE QUESTE GIORNATE COME GIORNATE MONDIALI DELLA MEMORIA PER I MUSULMANI


PER NON DIMENTICARE DI NON DIMENTICARE....

25 gen 2009

U zijaretu kod zolufćara / Morgan Spurlock is an antisemite!

Ecco come gli Israeliani danno benvenuto ai giornalisti. Che colpa nè aveva questo giornalista. Una cosa si può notare sul filmato o NO? Le donne ebraiche dove sono? Quante nè avete visto assieme agli uomini con la barba che vedete? Sempre la donna musulmana è oggetto delle discussioni e la donna ebraicha? Dite la vostra

24 gen 2009

violentata da prete ortodosso in bosnia

migliaia di donne bosniache musulmane furono violentate durante la guerra in Bosnia...
Qui sopra il link dell' articlo originale in bosniaco
per chi invece non sa il bosniaco vi riassumo in breve l' articolo, in particolare la testimonianza di una ragazza musulmana che a quell' epoca aveva 16-17 anni:

Fu portata in stazione radio Doboj ( la sede di una radio locale), dove lei leggeva ovviamente minacciata con il coltello sotto alla gola che:" abbandona l' islam, che i musulmani sono colpevoli per la guerra, e che i musulmani hanno distrutto la moschea" in più tante altre varie bugie dando colpa ai musulmani.

Predrag Kujundzic e i suoi compagni, lei non sa neanche quante volte l' hanno violentata, e come se non bastasse questo Predrag poi la porta da un prete ortodosso, il più nominato,Vasilije Kačavenda, per farle il battesimo ortodosso, ma prima chiedono al prete se vuole "provarla" adesso o dopo che verrà batezzata, il prete risponde:"Meglio adesso che è musulmana, che dopo quando diventa nostra (per nostra intende ortodossa) perchè poi sarebbe peccato violentarla da ortodossa.

Immaginate se fosse stato un Imam a fare questo crimine? Ma i mass media e i quotidiani lo farebbero sapere o no?
In Europa tanti hanno criticato Maometto swt per la presunta pedofilia, che secondo i nemici dichiarati e non dell' Islam era pedofilo, ma quanti criticano questo prete? Allora anche lui, il prete, per gli "occidentali islamofobi" è un pervertito?

La fortuna per noi islamici è che questo prete appartiene alla cosidetta "civiltà più superiore" di quella islamica sempre secondo loro gli islamofobi.
Dite la vostra

http://www.dnevniavaz.ba/dogadjaji/teme/sokantna-ispovjest-silovao-me-vladika-kacavenda

21 gen 2009

Israeli Merkava Tank V Hizballah fighters using Russian We

Continuar a combattere Israele divanta sempre più un obbligo. Date il vostro contibuto. HEZBOLLAH e HAMAS hanno infranto il mito invincibile delle nuove SS-truppe che vedete come stanno perdendo i loro preziosissimi carri MERKAVA.

merkava under fire الميركافا تحترق

Merkava sotto il fuoco dei combattenti di Hamas e Hezbollah. Ovviamente si tratta dei carri armati di 4 REICH o meglio dire delle nuove SS-truppe di Israele. La distruzzione che vedete è la punizione per i criminali di guerra israeliani che il Tribunale di Aia non ha coraggio di processare. Unico modo per processarli sono i missili KORNET in grado di sfondare le acciaierie di 1200 mm. Niente paura ci hanno pensato bene HEZBOLLAH e HAMAS.

Gaza Resistance destroy Merkava tanks

Ecco come i fratelli Palestinesi distruggono i carri armati più moderni nel mondo. Questa immagine avete visto per caso su TG5? O Matrix?

petizione contro israele

Mi sono permessa d inserire questo post anche nel mio blog:


Israele deve essere giudicato dalla Corte Penale Internazionale - Petizione universale

Circa 300 tra ONG e associazioni chiederanno al Procuratore della Corte Penale Internazionale di aprire un'inchiesta sui crimini di guerra commessi da Israele a Gaza. Il vostro sostegno è indispensabile. Firmate e fate circolare questa «petizione universale». È urgente.


Al Procuratore della Corte Penale Internazionale (CPI)

Il diritto è il segno distintivo della civiltà umana. Ogni progresso dell'umanità è coinciso con il consolidamento del diritto. La sfida che ci pone l'aggressione di Israele contro Gaza consiste nell'affermare, in mezzo a tanta sofferenza, che alla violenza deve rispondere la giustizia.

Crimini di guerra? Solo i tribunali possono condannare. Ma tutti noi dobbiamo recare testimonianza, perché un essere umano esiste solo in relazione agli altri. Le circostanze danno tutta la sua dimensione all'articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo del 1949, «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza».

La protezione dei popoli, e non quella degli Stati, è la ragion d'essere della Corte Penale Internazionale. Un popolo senza Stato è il più minacciato di tutti, e davanti alla Storia si trova sotto la protezione delle istanze internazionali. Il popolo più vulnerabile dev'essere il più protetto. Uccidendo i civili palestinesi, i carri armati israeliani fanno sanguinare l'umanità. Ci siamo battuti perché il potere del Procuratore generale fosse al servizio di tutte le vittime, e questa competenza deve permettere che tutto il mondo riceva un messaggio di speranza, quello della costruzione di un diritto internazionale basato sui diritti delle persone. E insieme, un giorno, potremo rendere omaggio al popolo palestinese per il contributo che ha dato alla difesa delle libertà umane.




Campagna iniziata il 19/01/2008



PER MAGGIORI INFORMAZIONI


http://www.tlaxcala.es/detail_campagne.asp?lg=it&ref_campagne=10

obblighi morali e sociali

Il musulmano ha comunque il diritto-dovere di assolvere al jihād (arabo: جهاد), indicato letteralmente dai musulmani come "impegno [del singolo] sulla Strada di Dio" ( jahada fī sabīl Allāh ), nella speranza di poter vedere nell'Aldilà il Suo Volto ( li-wajhihi ), grazie alla riuscita lotta decisa contro le pulsioni negative del proprio corpo e del proprio spirito.

Se il jihād si presentasse esclusivamente nella sua accezione prioritaria ("maggiore", akbar, dice la giurisprudenza), esso andrebbe a costituire senza obiezione alcuna il sesto Pilastro della fede islamica. Il fatto però di prevedere anche una sua forma di minor rilevanza spirituale ( aṣghar), ossia quella di combattere una concreta "guerra obbligatoria" contro i nemici dell'Islam, non consente un siffatto inserimento a pieno titolo tra i cinque arkān al-Islām.

Anche nella sua veste minore, il jihād deve essere ulteriormente definito e differenziato dalla shariʿa. Se infatti un'offesa o un'aggressione sono portate dalla dar al-harb nel cuore della dar al-Islam, l'impegno a prendere le armi per contrastare ed eliminare l'oltraggio incombe su tutta la Umma, mentre se si intendesse realizzare l'espansione dei confini fisici e spirituali della Umma, l'impegno al jihād incomberebbe esclusivamente su volontari espressi dalla Umma. Nel primo caso si parla allora di farḍ ʿayn (obbligo individuale), nel secondo invece di farḍ kifāya (obbligo collettivo).

Il "jihād maggiore" costituisce il sesto pilastro anche per l'intero Sciismo. Per spiegazioni più dettagliate si rinvia al relativo lemma.


Moschea del Profeta a Medina, seconda città sacra dell'IslamGenerico obbligo è anche quello di "ordinare il bene e vietare il male" ( al-amr bi-l-maʿrūf wa-nahy ʿan al-munkar ) ovunque essi si presentino, ricorrendo a ogni mezzo lecito e necessario (con la mano, la parola, la penna o la spada), laddove il bene e il male sono determinati esplicitamente da Dio nel Corano, dovendosi intendere come Bene la sua volontà e Male il disobbedirgli.

Nessuna "teologia naturale" è ammessa, che possa far presumere all'intelligenza umana di penetrare razionalmente i confini tra il Volere di Dio e la Sua non-Volontà, essendo la creatura umana tenuta ad assoggettarsi senza distinguo al dettato coranico. In senso letterale, la parola "Islàm" significa infatti sottomissione, abbandono o obbedienza a Dio. Abbandono a un Progetto divino che concerne l'umanità intera e che l'uomo non può conoscere per la sua intrinseca limitatezza, al quale tuttavia esso si dovrà abbandonare, fiducioso della bontà e della misericordia divina.

Dio - al contrario di quanto pensavano i mutaziliti - non concede il libero arbitrio all'uomo, essendo ogni atto (compreso quello umano) creato da Dio. Egli dà all'uomo tutt'al più il possesso ( iktisāb ) dell'atto compiuto e il presumere di poter creare qualcosa o di penetrare l'insondabile Volontà divina sono peccati di massima superbia, con la conseguenza che il Volere divino dovrà essere accettato senza condizione alcuna da parte delle Sue creature.

Questo avviene non solo nelle pratiche di culto (modalità minuziose nell'assolvimento della preghiera, senza osservare con precisione le quali l'obbligo non si considera convenientemente assolto; precise ritualità da osservare nel corso del pellegrinaggio obbligatorio a Mecca e nei suoi dintorni) ma anche nell'ottemperare alle precise e cogenti norme alimentari che, secondo lo schema vetero-testamentario, non si giustificano con motivazioni di carattere razionale, in grado cioè di essere percepite dall'intelligenza umana, ma che devono essere accettate come tutto il resto "senza chiedersi il come e il perché" (bi-lā kayfa).

20 gen 2009

dedicata a chi odia l' islam

Addio Occidente,
addio perchè io
non torno più.


Addio Occidente,
addio a te e anche
alla tua civiltà scadente.


Addio perchè la mia via è l' islam
il mio Signore è Allah e il mio libro è il Kur'an.

Sei convito dei Musulmani “moderati”
che ti vendono fumo e promettono
l'Islam laico e Occidentalizzato.

Quei Musulmani “moderati” che
assieme alla storia ti ridono in faccia
e ti prendono in giro strappandoti centinaie
di migliaia di euro promettendoti l'arrosto
contenente l'Islam laico e occidentale, quell'
arrosto che tu hai pagato e che non vedrai mai.

Caro Occidente, sei ancora troppo grande per
essere divorato ma spiritualmente
e moralmente indebolito e declinato per
domare l'Islam.

E se sei convinto dell'Islam laico-occidentalizzato
beato te e la tua ignoranza che ha trovato in te
un terreno fertile.
Addio ancora e lascia noi Musulmani in pace,
perchè a noi va bene così.

17 gen 2009

maurizio blondet dice.....

Bello e verissimo specialmente il finale. Non aprire il collegamento se non vuoi vedere una immagine raccapricciante.http://www.effedieffe.com/component/option,com_myblog/show,A-Copertino-e-a-tutti-i-lettori.html/Itemid,272/

In queste ore nelle strade di Gaza ci sono decine di cadaveri in putrefazione, che non possono essere raccolti perchè cecchini israeliani sparano su chi si avvicina. Ci sono feriti e agonizzanti in case e quartieri, che agonizzano senza soccorso per lo stesso motivo.
Il corpo di una bambina è stato divorato da cani.
Gli israeliani, in queste ultime ore e dopo aver abbondantemente costatato la debolissima resistenza del «nemico», hanno dato un segnale all'ONU bombardando un magazzino con centinaia di tonnellate dello scarso cibo da distribuire; impedito alla Croce Rossa il suo storico lavoro di soccorso; sparato un missile sull'edificio dove sono rifugiati i media, uccidendo due giornalisti della Reuters palestinesi (e prima hanno telefonato: siete al sicuro, non c'è pericolo); hanno devastato ospedali, scuole, qualunque struttura che renda possibile la vita. Hanno incenerito ambulanze. Hanno sparato bombe al fosforo e usato altre armi vietate. Hanno violato tutte le norme umanitarie e le convenzioni internazionali di guerra.
Ciò, Luigi, viene fatto deliberatamente; per imprimere nella carne dei palestinesi la nozione di essere sconfitti senza speranza, onde siano annichiliti dentro, perchè smettano persino di gemere mentre sono massacrati.
Nel 2005, il professor Arnon Sofer, docente alla Haifa University, scrisse il programma:
«Quando 2,5 milioni vivono in una Gaza sigillata, questi diventeranno animali anche più grossi di quanto siano oggi, con l'aiuto di un folle Islam fondamentalista. Così, se noi (ebrei) vogliamo restare vivi, dobbiamo uccidere, e uccidere, e uccidere. Tutto il giorno, ogni giorno. Se non uccidiamo, cessiamo di esistere. La sola cosa che mi preoccupa è come ottenere che i ragazzi e gli uomini che dovranno fare questo massacro riescano a tornare a casa, alle loro famiglie, come esseri umani normali».
Il fatto disperante è che noi parliamo troppo, mentre loro massacrano secondo il programma. Una così enorme, inaudita tracotante brutalità omicida ha anche questo scopo, di ammutolire.
Certo che bisogna amare gli ebrei, e precisamente perchè fanno questo. Come dimostrano le frasi del professor Sofar (un docente!), sono cattivi perchè sono malati; e forse sono malati perchè sono cattivi.
Ma quelli che stanno commettendo sotto i nostri occhi sono crimini enormi, vergognosi, violano norme internazionali sottoscritte, configurano un rifiuto della civiltà, esprimono una malvagità intollerabile; e la prima urgente carità – nel loro interesse - è esigere che rispondano di questi crimini, che vengano processati e puniti.
Se a commettere queste atrocità fossero la Svezia o la Spagna, non staremmo qui a sottilizzare, a sentirci obiettare che «Hamas tira i razzi» e cose del genere; tutto il mondo occidentale pretenderebbe l'apertura di un tribunale speciale; e non saremmo costretti a ripetere che non siamo contro «gli svedesi» o «gli spagnoli», ma vogliamo solo la punizione di atti determinati e documentati.
Con la Serbia di Milosevic, l'abbiamo fatto. Il Sudafrica, per un apartheid che non somigliava nemmeno lontanamente a questo sterminio, è stato sottoposto ad embargo per anni. Nessun presidente della repubblica nè presidente della camera verrebbe a ricordarci che la Svezia «deve pur difendersi», e nessuna Annunziata ci vieterebbe di dire che la loro azione è «sproporzionata». L'Italia è stata accusata in Europa per supposte discriminazioni contro gli zingari, figuriamoci.
Tutte queste cautele, tutti questi distinguo riguardosi, tutte questo esame di coscienza cattolico («li sto forse odiando? Devo confessarmi?») non ci sarebbero, se non si trattasse di Israele.
Ora, proprio questi «riguardi» sono quelli che incoraggiano questi malati armati - cattivi perchè malati e malati perchè cattivi - ad insistere nelle loro atrocità; sono certi dell'impunità perciò continuano, e ci intimano persino di tacere, di non protestare, altrimenti siamo «antisemiti», altrimenti «non siamo cattolici» perchè «gli ebrei devono essere amati», e magari «Gesù era ebreo».
Così, mentre noi usiamo riguardi, altri bambini muoiono, altri sono terrorizzati per sempre, altri feriti non possono essere portati in ospedale, altri restano senza cibo, senza cure, senza acqua e senza genitori.
Dunque, coi nostri riguardi, noi siamo complici di stermini e atrocità genocide; partecipiamo alla menzogna omicida, contribuiamo a intorbidare la verità – che è lo stesso che la giustizia.
Se tutta la comunità internazionale avesse minacciato un tribunale internazionale, non continuerebbero a «uccidere, uccidere e uccidere».
Dunque, basta parole, ne ho la nausea. Trattiamoli come tratteremmo gli svedesi, come abbiamo trattato i serbi o i sudafricani: e coloro che li giustificano, siano il rabbino Di Segni o Pacifici o Fini o Napolitano, trattiamoli, senza riguardi, da quel che sono: complici dei delitti contro l'umanità che avvengono oggi, qui, sotto i nostri occhi.
Non vediamo che già ci hanno deformato?
Buoni cattolici, nella chiacchiera che segue ai nostri articoli, badano a ricordarci che «Islam e cristianesimo sono antitetici»; ma qui, perdio, si tratta di centinaia di bambini che vengono volontariamente mutilati e bruciati da bombe atroci, di medici che vengono bersagliati mentre corrono a soccorrere i feriti, in modo deliberato; di civili che vengono sottoposti alla più spietata punizione collettiva, e ciò da anni.
Si tratta di atti bestiali, contrari alla civiltà, che lasciamo avvenire sotto i nostri occhi chiedendoci, in un talk show, se sono «proporzionati».
I cavalieri di Malta, combattenti in Malta assediata, curavano anche i feriti turchi e saraceni. Questo «era» il cristianesimo, questa l'Europa; ce lo siamo dimenticato?
Sui musulmani, quei musulmani, posso dire solo una cosa: ho visto nella trasmissione di Santoro, quel padre che aveva perso otto figli massacrati dagli ebrei; quei poveri uomini che enumeravano parenti e familiari uccisi. Abbiamo sentito il loro pianto disperato, e come dicessero, di quei loro famigliari e figli, che avevano «subìto il martirio»; abbiamo visto e sentito, nel dolore immane, quella povera gente gridare: «Tutti i miei figli sono morti, non mi resta che Allah!».
Chiediamoci, noi «veri» cattolici, magari «tradizionalisti», noi sicuri di avere la «vera» fede, che cosa grideremmo: Dio, lo accuseremmo, lo bestemmieremmo, gli urleremmo in faccia: «Anche Tu mi hai abbandonato!».
E non ci verrebbe in mente di dire che i nostri figli uccisi «hanno avuto il martirio»; ci domanderemmo il perchè, di omicidi senza ragione e senza senso; odieremmo, ma il «martirio» no, è cosa antica, di antichi cristiani, non di noi.
Ebbene, oggi i martiri sono lì; il circo è pieno di cadaveri lacerati, nel loro sangue, per divertire il popolo eletto e placare le sue angosce di colpa; e i sopravvissuti invocano Dio: «Solo Tu mi sei rimasto!».
Questa si chiama fede, signori.
Abbiate paura, «cristiani» che vivete nella paura dei musulmani, perchè – un tempo lo sapevamo – è questa fede che vince, mentre voi e noi, complici, svaniremo per non aver saputo difendere, con la giustizia e la verità, la nostra stessa civiltà.
Maurizio Blondet
(articolo pubblicato il 17 gennio 09)

16 gen 2009

la guerra dei bambini michele santoro 10+

Ieri sera 15/01/2009 guardando la trasmissione di Santoro, su raidue, ho assistito per la prima volta da quando è iniziato il conflitto Palestinese-Israeliano, ad una vera e propria prova di coraggio in un certo senso da parte di Santoro, il quale era chiaramente dalla parte dei bambini uccisi in questo terribile olocausto del ventesimo secolo.
Chiaramente esposto nel cercare di capire il perchè Israele facesse tutto questo massacro, per la prima volta un giornalista prende l' iniziativa e dice che il mondo anzi i potenti del mondo dovrebbero darsi da fare e non aspettare che altri bimbi vengano ammazzati, infatti il titolo della puntata era "la guerra dei bambini", santoro a chiare lettere ed espressioni ha fatto capire che non possiamo stare a guardare mentre lì succede il finimondo, immagini terribili che venivano proposte in cui a tratti lo stesso conduttore eravisibilmente commosso e provato.
Quando poi c'+ stata l testimonianza di un ragazzo palestinese che vive in Italia e però ha perso il fratello ed altri parenti nel conflitto, Travaglio interviene chiedendo al ragazzo da che parte sta, cioè se è da parte di Hamas, il ragazzo visibilmente emozionato e provato risponde che non c'è solo Hamas ma sono altri piccoli movimenti oltre Hamas ad essere coinvolti, e poi ancora travaglio chiede per i missili qassamchi ha buttato dove, chi ha buttato cosa, insomma era chiaro che volesse mettere una parola buona per israele, allora santoro incavolato nero fa capire che non s possono fare certe domande ed insistere su certi punti mentre la gente là muore....
Complimenti dunque a Santoro per la presa di posizione e finalmente forse aver fatto capire qualcosa agli italiani.
NON STIAMO A GUARDARE MUOVIAMOCI

potete guardare la trasmissione su http://www.annozero.rai.it/

per tutti i palestinesi

Sai, scriverti una lettera
Non è una cosa facile
Sai, mi sento così fragile Le bombe non ti ascoltano
Ma... questa guerra non mi cambierà ...
Mai... Dove si va
Come si fa A stringere la vita Intanto fuori scoppia la notte
Dove si va Come si fa
Se vivere da queste parti
È come tirare a sorte
Sai, il tempo è scivolato via
Ma non è stato tutto inutile
Io, saprò vederti crescere
È una promessa che non mancherò
E poi, ancora un altro giorno nascerà
Per noi... noi Dove si va
Come si fa
A stringere la vita
Intanto fuori scoppia la notte
Dove si va Come si fa
Se vivere da queste parti
È come tirare a sorte
E non riesco più a sorprendermi
E la pazzia che danza intorno a me
E penso che dovrei difendermi
Ma è più difficile combattere
Se il pianto di una madre no Non può salvare la notte ...
La notte...
Dove si va
Come si fa
A stringere la vita
Intanto fuori scoppia la notte
Dove si va
Come si fa
Se vivere da queste parti
È come tirare a sorte
Sai, scrivere una lettera
Non è mai stato facile


testo dei nomadi canzone "dove si va"

13 gen 2009

COME I MOSTRI DEI FILM HORROR.
Scritto il 2009-01-12 in News
BAMBINI MUOIONO DI INFARTO E IMPAZZISCONO
SOTTO LE BOMBE ISRAELIANE.
La denuncia chiara e forte del parroco di Gaza Padre Manuel Musallam
"Qui non si muore solo per i bombardamenti ma anche per la paura e i bambini sono le prime vittime". Lo dice Padre Manuel Musallam, parroco di Gaza e direttore della scuola cristiana Holy Family, intervistato al telefono. Stamani alle 10, ha raccontato il prete palestinese, una bambina di 12 anni della famiglia Abu Ras e' morta di infarto nella sua abitazione: "Non l'hanno potuta nemmeno portare in ospedale perche' e' troppo lontano", ha spiegato.
Venerdi' un'altra studentessa della scuola cristiana Holy Family, Christine Ouadiah Turk, e' morta per la paura in seguito a un bombardamento.
"I bambini stanno letteralmente impazzendo a causa delle bombe - ha spiegato padre Musallam - piangono e gridano continuamente. Sono in una condizione di stress costante", ha spiegato il prete palestinese che e' anche preside dell'unica scuola cristiana di Gaza.
Ieri notte una bomba e' caduta a circa 50 metri dalla chiesa e a 30 metri dalla casa delle suore. Secondo il religioso palestinese a Gaza e' in corso una crisi umanitaria senza precedenti: "La gente usa la farina destinata agli animali per cucinare.
L'altro giorno un panettiere si vergognava a darmi il pane perche' diceva che era troppo impuro per un prete". In citta' la corrente elettrica manca per parecchie ore ma nella parrocchia di padre Musallam c'e' un generatore elettrico a gasolio: "Molta gente viene qui per cucinare o per ricaricare il telefonino".
In nove giorni di assedio oltre a obiettivi militari sono state colpite diverse case, strade, caserme della polizia, uffici governativi e sette moschee.
"E' vero, ci sono i miliziani qua ma la maggior parte degli abitanti di Gaza sono povere persone, innocenti. Anche i poliziotti uccisi i primi giorni. Loro lavoravano per Hamas ma non appartenevano a quel movimento. Anch'io sono sotto il governo di Hamas. Questo significa che sono un terrorista?".
Sono parole amare quelle di Padre Musallam nei confronti delle autorita' israeliane .
"Diventa sempre piu' difficile parlare di perdono sia ai cristiani che ai musulmani" commenta il prete palestinese secondo il quale gli attacchi israeliani degli ultimi giorni contribuiscono ad aumentare il consenso della popolazione nei confronti del partito guidato da Ismail Haniye: "Se volevano distruggere Hamas, sono riusciti invece a rafforzarlo.
Oggi la gente e' piu' estremista e fondamentalista di un tempo". Il religioso sostiene che la situazione di Gaza sta danneggiando gli stessi israeliani: "Se dai fuoco alla casa del vicino , prendera' fuoco anche la tua. Questa guerra porta solo vittime.
La pace e' possibile - conclude - ma come si puo' raggiungere in una tale condizione di sofferenza e umiliazione per i palestinesi?"
Fonte opriginale : ong.agimondo.it
http://www.socialidarity.org/gaza-i-bambini-muoiono-di-infarto-e-impazziscono-sotto-le-bombe-israeliane.htm
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/BambinImpazziscono-Musallam.htm
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bomba atomica su israele

TERRORISMO made in Israel, Liberman: Israele deve colpire Gaza con una bomba atomica come ha fatto l’America con il Giappone.
Scritto il 2009-01-13 in News
Gerusalemme - Infopal. "Gaza come Hiroshima...". Se questa allusione nucleare fosse stata pronunciata dal presidente iraniano Ahmedinejad o dal capo dell'Ufficio politico di Hamas, Mesha'al, le redazioni giornalistiche sarebbero andate in fibrillazione e i nostri politici-cortigiani avrebbero gridato "al terrorista!". Ma le ha pronunciate un israeliano, e, per quanto sia un terrorista, come i suoi colleghi criminali di guerra Livni-Barak e Olmert, nessuno trova niente da eccepire.
Oggi, Avigdor Lieberman, presidente del partito fondamentalista “Israel Beitena”, ha offerto alla platea degli studenti dell’università Bar Ilan, la sua “soluzione” alla guerra nella Striscia di Gaza: "Il popolo di Israele non sarà sicuro finché Hamas governa la Striscia di Gaza. Dobbiamo proseguire la guerra fino alla sua distruzione. Dobbiamo fare esattamente ciò che fecero gli Stati Uniti d’America con il Giappone durante la Seconda guerra mondiale, così non ci sarà bisogno di occupare Gaza”.
Secondo quanto ha riportato il sito del giornale israeliano "Maariv", Liberman ha invitato a lanciare una bomba atomica contro la Striscia di Gaza, in modo da distruggerla completamente e porre fine al "problema".
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vergogna....

in questi giorni tra le mie varie ricerche per il materiale del mio secondo libro mi sono imbattuta in un blog a dir poco strano.... http://milleeunadonna.blogspot.com/
di colpo ho pensato:" a vedi che ci sono anche dei blog che si occupano di cose serie," ma neanche finito di pensarlo mi sono morsa la lingua, questa è la descrizione del blog:

Descrizione : Questo blog tratta quasi esclusivamente della condizione delle donne arabe e/o musulmane in Italia e nel mondo, di donne e uomini occidentali che si sposano con persone provenienti da Paesi islamici o di religione musulmana, di donne occidentali nei Paesi arabi e islamici e di donne che hanno deciso di abbandonare l'islam. Il nostro spazio è caratterizzato da articoli di giornale, segnalazione di libri e di film a tema.

dunque la descrizione parla chiaro un blog costruito per dare adosso agli arabi/musulmani.
Io mi chiedo ora perchè una persona o come in questo caso, visto che sono più persone a gestire questo blog, per avere un blog devono parlare di donne ed ancora una volta donne musulmane che però secondo loro si rifiutano di abbracciare l' islam.
Ora capisco che l' argomento islam in questi ultimi anni sta andando di moda e favorisce un ottimo biglietto da visita per farsi pubblicità dando adosso ai musulmani,
il problema è che però la maggior parte di queste persone è talmente presa da sè stessa, che poi alla fine sull' argomento di cui trattano non sono neanche ben informati, ed usare la donna, in questo caso musulmana per creare un blog che parla solo di femminismo puro e adossa colpe agli arabi, come dicono loro musulmani, senza andare in profondità dei casi esposti, perchè alla fine loro copiano ed incollano i vari articoli trovati in giro, e li mettono sul blog, questo sicuramente l' hanno impararto da personaggi come Souad Sbai che per poter fare il suo giornalino usa lo stesso sistema...
Quindi provate per un attimo a scrivere qualcosa con la vostra di testa, sempre se magari ne avete una, perchè mi sembra che non siate in grado di affrontare questi argomenti ed ovviamente copiare ed incollare frasi ed opinioni prese un pò quà e un pò là tra i vari giornali e siti, dimostra che non siete in grado di affrontare l' argomento e vedere la profondità e la spiritualità, che quando si parla di religione va affrontata e tenuta in considerazione, se non si è in grado di "sopportare" l' argomento" allora cambiate mestiere od hobby,
vedete voi, ma quando scrivete anzi scopiazzate gli articoli, vedete almeno cosa c'è scritto prima di pubblicarlo perchè le cose scritte in certi articoli fanno male a chi legge ed approffittarsi dei musulmani e comunque strumentallizare una religione per poter così usare le donne in questo caso come oggetti da dover far vedere a tutti i costi, per poter così dare adosso alle persone credo che sia una forma ignobile e vergognosa della più grande mancanza di rispetto nei confronti della persona in quanto essere umano e non essere oggetto, ovviamente tutto questo per chi non conosce bene il valore profondo dell' islam, non può essere capito, perchè non si vuole capire.
Per concludere come si usa dire in questi casi "diffidate dalle imitazioni", cioè non copiate ed incolate gli articoli senza capirne neanche il significato e soffermarvi solo al titolo perchè è forte.

Se vi dà tanto fastidio vedere musulmani in giro per il mondo e vedere come i nostri bambini vengono istruiti, che poi tra l' altro insegnare una preghiera ad un bambino, non è nulla di male anche nelle altre religioni si insegna ai bambini a pregare, quindi che male c'è e che fastidio vi dà se i nostri bambini pregano più dei vostri? siete invidiosi?

Questo articolo è riferito in modo particolare agli autori del blog sopra citato.

12 gen 2009

che dire....

dopo gli ultimi recenti fatti accaduti in palestina mettersi a parlare di "altro" sembra impossibile, invece proprio per non dimenticare che noi comunque dall' altra parte ci viviamo ( e non so questo che bello sia...) voglio parlarvi di una cosa molto importante a mio parere ma molto interessante per chi non pratica l' islam....
l' Harem cos'è l' Harem agli occhi degli occidentali...

quando si parla di Harem, le prime cose che vengono in mente sono l'uomo circondato da tante donne che gli girano attorno e danzano la danza del ventre... anche nei dipinti e nelle immagini artistiche in cui viene rappresentata la definizione di Harem si pensa sempre a quello la donna che come una geisa seduce l' uomo....
è proprio di questo che vorrei parlare con voi che dite secondo voi l' harem che cos'è? è questo o è altro e chi è musulmano lo sa, lo scopo dell' harem non è fare dell donne delle geishe ma ben altro...
nell' harem di solito abitato solo da familiari le attività sono altre che dite?

Palestina diciasette giorni ormai....

I MASSACRI CONTINUANO: 41 palestinesi uccisi ieri. Totale carneficina: 910 morti, 3750 feriti. La metà sono bambini.
Scritto il 2009-01-12 in News
Gaza - Infopal. Prosegue per il 17° giorno consecutivo la carneficina israeliana nella Striscia di Gaza.
Gli aerei da guerra e l'artiglieria bombardano giorno e notte i civili dentro le case, le strutture e i centri palestinesi.
Questa notte, l'aviazione israeliana ha bombardato una casa nel quartiere ash-Shujaiyah, a Gaza, contemporaneamente, i colpi dell’artiglieria si abbattevano sulla stessa area: due palestinesi sono rimasti uccisi. Si tratta di Mohammad Junaidi e Wajih Mushtaha, due resistenti delle brigate al-Quds, ala militare del Jihad Islamico.
Altri tre palestinesi sono stati uccisi nella zona al-Jurn, al centro di Jabaliya: Musab Khader, Hussein Abu Sultan, e Amal Allush, di 15 anni. Decine di altri sono rimasti feriti.
Ieri sera, gli aerei israeliani hanno attaccato il quartiere ar-Rimal, al centro della Striscia di Gaza: gli F16 hanno colpito il Ministero dell’Istruzione, danneggiandolo, e hanno ferito tre passanti.Nuovo fronte. L’esercito israeliano ha iniziato una nuova tattica militare sul terreno, per stancare e disperdere le forze della resistenza palestinese nella Striscia di Gaza. In tarda notte, le forze di occupazione hanno dislocato molti carrarmati nella zona dell’ex colonia Nitsarim, a sud della città di Gaza, facendoli poi avanzare attraverso la costa, coperti dai massicci bombardamenti aerei e di mare. I carrarmati hanno proseguito l'avanzata fino ai bordi del quartiere di Taal al-Hawa, a sud-ovest della città di Gaza, ma hanno trovato una forte resistenza. Alle 5 del mattino sono stati costretti a ritirarsi e a ritornare nella zona dell’ex colonia.
Fonti palestinesi hanno confermato che attraverso l'apertura di questo nuovo fronte, l’esercito israeliano ha tentato di diminuire il numero dei resistenti che si oppongono all'invasione di altre aree - come Beit Lahiya, ash-Shujaiyah, a est della città di Gaza, il quartiere az-Zaitun, nella zona sud.
Le fonti hanno confermato che l’esercito israeliano ha tentato di costringere la resistenza a diminuire la sua presenza sui tre lati principali, per permettere alle forze di avanzare. Tuttavia, le brigate palestinesi hanno creato una linea difensiva sulla costa e sulle zone a sud-ovest della città di Gaza.Il bilancio attuale della carneficina: 910 palestinesi uccisi.In un collegamento telefonico di questa mattina con il corrispondente di Infopal, il dott. Mu'awiya Hasanen, direttore del servizio di pronto soccorso del Ministero della Sanità di Gaza, ha confermato che il numero dei morti provocati dalla continua aggressione israeliana contro la Striscia di Gaza è salito a 910, mentre quello dei feriti ha superato i 3750, metà dei quali sono bambini.
Secondo le fonti mediche, sono 41 i morti di ieri, di cui 14 uccisi a seguito dell’attacco contro il quartiere di Taal al-Hawa, nell'area di Shaikh Ajlin, a sud della città di Gaza. I feriti sono decine.
Ieri sera, sono stati uccisi la madre del dirigente delle brigate an-Naser, Sharif Ziadeh, suo fratello e sua moglie incinta, mentre stavano accompagnando la donna in ospedale, per il parto.
Altri sei cittadini sono stati uccisi mentre si trovavano nelle loro case, nei pressi della moschea di Olu al-Azm, a Beit Lahiya: Haitham Yaser Maruf (12 anni), Fatima Mohammad Rushdi Maruf (16 anni), Khawlah Ahmd Ramadan Ghen (16 anni), sua sorellina (14 anni), Jihan Yaser Maruf (16 anni), e un'altra persona.
Sempre ieri sera, sono state uccise tre donne e una bambina, e altri due sono stati feriti, a seguito dell’attacco che ha preso di mira due case delle famiglie Maruf e al-Giban, a Beit Lahiya. Altri due cittadini sono stati uccisi a seguito del bombardamento contro Absan, a est di Khan Yunes.


per leggere tutto l' articolo completo www.infopal.it

09 gen 2009

Gaza il masacro continua

oggi 9 gennaio 2009
alle radio alle tv di tutto il mondo si sente ancora una volta parlare della terribile situazione che stanna vivendo i nostri fratelli e sorelle a Gaza, in Palestina, ancora per l' ennesima volta la situazione non cambia....
Tutti che parlano, parlano, parlano, ma alla fine non si conclude nulla!
nessuno di tutte queste persone che dica e che pensi ai bambini di Gaza, che solo dalla paura che devono avere quando sentono lo scoppio di un razzo o di una bomba tremano di paura e muoiono di paura, e nessuno che vicino a loro a parte i genitori rimasti morti, gli spiega perchè loro come bambini non hanno diritto a giocare, a ridere e scherzare nelle strade come tutti gli altri bambini del mondo.
In questi giorni, in casa mia cerco di guardare la tv meno possibile e la guardo solo per le notizie, la sera cerco di accendere delle candele per illuminare le stanze, come gesto di solidarietà per il popoo palestinese mi sembra il minimo, la mia bambina che si chiama Aisa, ha quattro anni, e mi ha chiesto perchè le candele e perchè no la tv mamma? Io ho risposto che i bimbi di Gaza, in palestina, non possono guardare la tv e non hanno la luce perchè gli hanno fatto scoppiare le case dove stavano... la bimba mi risponde:" Ma mamma tu che sai fare tutto, la puoi aggiustare così guardano i cartoni?"
Che dire sono rimasta spiazzata, l' innocenza e l' ingenuità dei bambini che come sempre ancora una volta ci rimettono, e non capiscono il perchè di questa situazione.
Ora io vorrei dire a tutte le persone che parlano di questa situazione e di bombe che scoppiano come se fossero caramelle da regalare a tutti, perchè non provate ad essere bambini, e a ragionare con la testa di un bambino che viene proiettato in questa terribile situazione, guardate negli occhi un bambino palestinese in questi giorni, avete il coraggio di guardarlo? Beh se voi avete il coraggio di guardarlo perchè non gli spiegate anche il perchè di questo massacro, perchè i loro genitori rimangono morti, perchè loro non possono giocare?
Provate a capire un bimbo palestinese che cresce in questa situazione e non venite a dirmi che vengono istruiti a diventare kamikaze o roba simile, perchè provate voi a crescere lì in mezzo a quel casino.


Guardate nella notte il nostro cielo tutto nero illuminato da Luna e stelle, guardate a Gaza il loro cielo nella notte illuminato solo da bombe...
Quel piccolo bimbo o quella piccola bimba che nella notte guarda il cielo per addormentarsi e cercare conforto con lo sguardo nelle luna e nelle stelle, perchè mamma e papà non ci sono e non possono dargli la buona notte perchè un missile gliela portati via, quei bimbi che cercano conforto nel cielo stellato in cui un bimbo di olito rimane incantato, loro no non possono e guardano in alto e trovano solo gli scoppi delle bombe ad illuminare le loro notti ed oltre che non avere più il diritto di giocare, non possono neanche più aere il diritto di addormentarsi tranquilli e srena vicino a mamma e papà.
Oltre che ad essere privati della loro infanzia ora sono privati di mamma e papà...
Che mondo è questo se un bimbo non ha nessu diritto, che mondo è questo se non hanno mamma e papà che gli aiuta e li conforta in questa terribile situazione, che mondo se noi qui dall' altra parte invece che darci una mossa e fare qualcosa si aspetta perchè ci si deve mettere tutti d' accordo prima di fare qualcosa, perchè non possiamo agire senza aspettare che altre vittime innocenti diventino cadaveri innocenti?
siamo tutti genitori, abbiamo anhe noi dei bimbi e quei bimbi dobbiamo sentirli gridare urlare e piangere senza poterli aiutare no non mi va, di stare ad aspettare come mi è stato detto:" per fare una cosa bella (riferito ad una manifestazione...) bisogna aspettare e parlare tutti insieme e mettersi d'accordo" ma scgerziamo che stiamo ad aspettare? lì la gente a Gaza muore e noi qua aspettiamo di fare una cosa bella? Ma siamo matti o siamo umani?
Sono arrabbiata aspettare che altri vengano uccisi?
Chi ce la fa ad aspettare io non ce la faccio e voi?
L'Onu sospende gli aiuti a Gaza
dall'inviato Ugo Tramballi
commenti -
Venerdí 09 Gennaio 2009







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GERUSALEMME - Quando s'incomincia a sparare sulle ambulanze, anche le poche regole di una guerra entrano in una nebulosa di barbarie. Nonostante la breve tregua "umanitaria", i pochi che tentano di rendere meno drammatico l'incubo della popolazione di Gaza continuano a finire sotto il fuoco. Il conflitto intanto si riprende la scena, presa per poco dalla diplomazia. Le speranze di una tregua sono ora affidate al Consiglio di sicurezza, riunito nella notte italiana.In serata la Lega araba ha annunciato un accordo di principio tra Paesi arabi e occidentali su una bozza di risoluzione per il cessate il fuoco, da sottoporre successivamente al voto. Il ministro degli Esteri britannico, David Miliband, ha parlato di intesa a portata di mano su un testo «molto forte». L'obiettivo comune è il cessate il fuoco, ma fino a ieri a prevalere erano state le differenze, con i Paesi arabi che avevano presentato un documento molto duro contro Israele che Usa, Francia e Gran Bretagna non intendevano approvare. Un altro problema per gli arabi è la profonda divisione fra Hamas e Fatah. Inaspettatamente ieri il movimento islamico ha detto di non essere contrario alla continuazione del mandato presidenziale di Abu Mazen, in attesa d'improbabili elezioni. La sua presidenza scade oggi. Ieri intanto un camion con la bandiera dell'Onu esposta, che doveva caricare cibo e medicine, è stato centrato dalla cannonata di un carro armato israeliano, nel Nord di Gaza. L'autista è morto. L'incidente, ricorda Christopher Gunnes dell'Unrwa, è avvenuto in quello che doveva essere un corridoio umanitario concordato. Il giorno precedente la tv al-Jazeera aveva diffuso le immagini degli infermieri di un'ambulanza finiti sotto tiro mentre tentavano di raccogliere un ferito. Dopo la cannonata contro il suo convoglio, l'Unrwa, l'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi che cura anche la distribuzione di cibo per circa 800mila profughi di Gaza, ha annunciato di avere sospeso le sue attività nella Striscia. La causa: «Crescenti azioni ostili contro le nostre strutture e il nostro personale. Troppo pericoloso». Due giorni prima l'artiglieria aveva centrato una scuola dell'Unrwa, facendo 43 morti e 100 feriti. Secondo la versione israeliana dei fatti, poco prima Hamas aveva tirato dei colpi di mortaio dall'interno della scuola. L'Onu lo ha negato. Riguardo all'incidente di ieri, le autorità militari «stanno indagando». La fine di ogni santuario umanitario anche durante la tregua - l'Onu sostiene di dare sempre a Israele le coordinate di ogni movimento - sta trasformando la crisi di Gaza in una catastrofe. Ieri la Croce rossa internazionale ha accusato le forze israeliane di avere ritardato i soccorsi ai feriti in un quartiere di Gaza City, tra cui quattro bambini che per quattro giorni sono rimasti in casa senza cibo e acqua accanto al cadavere della madre. E il dipartimento di Stato americano ha ammesso l'esistenza di una situazione umanitaria «terribile», lanciando un appello affinchè lo Stato ebraico prolunghi gli orari della tregua.È la guerra che è tornata al centro della scena dopo la breve illusione offerta dal tentativo diplomatico di francesi ed egiziani. Del loro piano non si sa più nulla. L'ultimo conto dei morti palestinesi è di 765, i feriti sono 3.200. Ieri sono morti altri tre militari israeliani: le perdite sono di nove uomini, quattro dei quali uccisi da fuoco amico. Altri quattro civili erano stati uccisi dai Qassam palestinesi nei primi giorni della guerra. Nonostante gli israeliani stiano avanzando e chiudano sempre di più Hamas nella loro morsa, il movimento islamico continua a combattere. Uno dei soldati uccisi ieri, un ufficiale, è stato colpito da un razzo anti-carro che finora Hamas non aveva usato. E solo ieri pomeriggio altri 25 razzi hanno raggiunto il Negev israeliano.Non sono i soli colpi caduti ieri su Israele. Per qualche ora ieri mattina è sembrato che si fosse aperto un nuovo fronte. Quattro Katyusha lanciati dal Sud del Libano sono caduti dentro e attorno a Nahariya, ferendo alcuni ospiti di un ospizio per anziani. Israele ha immediatamente risposto con altrettante cannonate. Sembrava una ripresa del conflitto dell'estate del 2006 che ha lasciato molti conti in sospeso fra Israele e Hezbollah. «Siamo pronti», aveva gridato due giorni fa Hassan Nasrallah, il leader del partito di Dio. «I sionisti scopriranno che l'altra guerra era stata una passeggiata nel parco». Era la celebrazione dell'Ashura, il giorno del lutto nel mondo sciita. Un'occasione apparentemente ideale per aprire un nuovo fronte. Ma i Katyusha erano stati lanciati dai palestinesi del Fronte popolare di Ahmed Jibril, un sopravvissuto della rivoluzione fallita degli anni Settanta. Gli Hezbollah negano ogni coinvolgimento anche se gli "ispiratori ideali" sono loro. Passata la mattinata, la calma è tornata lungo la frontiera. Con l'Armée libanese, il generale Claudio Graziano che comanda i Caschi blu dell'Unifil, compreso il contingente italiano di 2.500 uomini, ha rafforzato il controllo nel Sud del Libano.

tratto da ilsole24ore

SEGNALAZIONE INTERESSANTE....

Molten Lead
:::: 8 Gennaio 2009 :::: 16:54 T.U. :::: Analisi - Palestina - Gaza :::: Uri Avnery
di Uri AvneryAppena dopo mezzanotte, sul canale in arabo di Aljazeera c'era il collegamento con Gaza. D ‘improvviso la telecamera ha puntato in alto, verso il cielo cupo. Lo schermo era nero come la pece. Non si vedeva niente ma si poteva sentire un suono: il rumore degli aeroplani. Un rombo pauroso, terrificante.Era impossibile non pensare ai bambini di Gaza che a decine di migliaia sentivano lo stesso suono in quel momento, rabbrividendo per la paura, aspettando paralizzati dal terrore la caduta delle bombe.“ISRAELE DEVE difendersi dai razzi che vanno terrorizzando le nostre città del sud”, spiegava il portavoce Israeliano. “I Palestinesi devono rispondere all'uccisione dei loro combattenti all'interno della Striscia di Gaza, dichiarava il portavoce di Hamas.In effetti, il cessate il fuoco non è stato violato, tanto per cominciare perché non c'è stato nessun vero cessate il fuoco. Il principale presupposto per un cessate il fuoco nella striscia di Gaza sarebbe l'apertura dei transiti di frontiera. Non può esserci vita a Gaza senza un flusso di rifornimenti regolare. Ma i transiti non sono stati aperti, se non per qualche ora. Il blocco terrestre, navale e aereo ai danni di un milione e mezzo di esseri umani è un atto di guerra, tanto quanto lo sganciare bombe o il lanciare razzi. Paralizza la vita nella striscia di Gaza eliminando fonti di lavoro, riducendo alla fame centinaia di migliaia di persone, bloccando l'attività di quasi tutti gli ospedali, interrompendo la distribuzione di acqua e di elettricità.Chi ha deciso di chiudere i transiti - con qualsiasi pretesto – sapeva che non ci può essere una tregua in queste condizioni.E questo è il punto principale. Poi, ci sono state le piccole provocazioni messe in atto per scatenare la reazione di Hamas.Dopo parecchi mesi, nel corso dei quali non si sono praticamente verificati lanci di missili Qassam, un'unità dell'esercito è stata mandata nella Striscia “allo scopo di distruggere un tunnel che arrivava nei pressi della barriera di confine”. Dal punto di vista puramente militare, avrebbe avuto più senso tendere una trappola dal nostro lato della barriera. Ma lo scopo era di creare un pretesto per porre termine alla tregua in un modo che permettesse di darne la colpa ai Palestinesi. E in effetti dopo una serie di simili piccole azioni, che sono costate la vita a diversi combattenti di Hamas, questa ha risposto con un massiccio lancio di razzi e - guarda un po' – il cessate il fuoco si era dissolto. E tutti hanno dato la colpa ad Hamas. QUAL ERA LO SCOPO? Tzipi Livni lo ha dichiarato apertamente: liquidare il potere di Hamas a Gaza. I Qassam servivano solo come pretesto.Liquidare il potere di Hamas? [...] Dopotutto, non è un segreto che è stato il governo israeliano a dare potere a Hamas. Quando una volta ho interrogato in proposito un ex capo dello Shin-Bet, Yaakov Peri, questi ha risposto enigmaticamente: “Non la abbiamo creata noi, ma non abbiamo ostacolato la sua creazione”.Per anni le autorità di occupazione hanno favorito il Movimento Islamico nei territori occupati. Tutte le altre attvità politiche furono vigorosamente soppresse, ma le attività del Movimento nelle moschee erano permesse. Il calcolo era semplice e ingenuo: allora l'OLP era considerato il principale nemico, Yasser Arafatera l'incarnazione del demonio. Il Movimento Islamico, che predicava contro OLP e Arafat, veniva pertanto percepito come alleato.Con lo scoppio della prima intifada nel 1987, il Movimento Islamico si denominò ufficialmente Hamas (dalle initiali di “Movimento di Resistanza Islamica” in arabo) ed entrò nella lotta. Persino allora, lo Shin-Bet per circa un anno si astenne dall'agire contro di esso, mentre membri di Fatah venivano giustiziati o imprigionati in gran numero. Solo dopo alcuni anni anche Sheikh Ahmed Yassin e i suoi collaboratori vennero arrestati.Da allora in poi le cose cambiarono. Adesso è Hamas l'incarnazione del demonio, e molti in Israele considerano l'OLP quasi il braccio di un'organizzazione Sionista. La logica conseguenza, per un governo israeliano che avesse voluto la pace, sarebbe stata di fare ampie concessioni alla leadership di Fatah: fine dell'occupazione, firma di un trattato di pace, fondazione dello Stato di Palestina, ritiro ai confini del 1967, una soluzione ragionevole del problema dei profughi, rilascio di tutti i prigionieri palestinesi. Ciò avrebbe arrestato di certo l'affermarsi di Hamas.Ma la logica ha poca influenza sulla politica, e nulla di tutto ciò avvenne. Al contrario, dopo l'assassinio di Arafat, Ariel Sharon dichiarò che Mahmoud Abbas, che prese il posto di Arafat, era un “pollo spennato”. Ad Abbas non fu concesso di raggiungere alcun risultato politico. I negoziati, promossi dagli americani, furono una farsa. L'unico vero leader di Fatah, Marwan Barghouti, fu messo in prigione a vita. Invece di un massiccio rilascio di prigionieri, ci furono meschini e umilianti “gesti di buona volontà”.Abbas venne umiliato sistematicamente, Fatah ridotta a un guscio vuoto e Hamas colse una clamorosa vittoria alle elezioni palestinesi - le più autenticamente democratiche che si siano mai svolte nel mondo arabo. Israele boicottò il governo eletto. Nel corso della lotta intestina che ne seguì, Hamas guadagnò il controllo diretto nella striscia di Gaza.Ora, dopo tutto ciò, il governo di Israele decide di “liquidare il potere di Hamas a Gaza”: nel sangue, nel fuoco e nelle macerie.IL NOME UFFICIALE della guerra è “Piombo fuso”, due parole di una filastrocca su un giocattolo associato alla festa di Hanukkah.Sarebbe stato più preciso chiamarla “La guerra elettorale”.Anche nel passato azioni militari sono state lanciate durante le campagne elettorali. Menachem Begin fece bombardare la centrale nucleare irachena prima delle elezioni del 1981. Quando Shimon Peres protestò che si trattava di un trucchetto elettorale, Begin al primo comizio strillò: “Ebrei, credete che manderei i nostri valorosi ragazzi incontro alla morte o, peggio, alla prigionia in mano a quelle bestie, solo per vincere le elezioni?” Begin vinse.Peres non è Begin. Quando, durante la campagna del 1996, ordinò l'invazione del Libano (l'operazione “Grapes of Wrath”), tutti pensarono che l'avesse fatto per calcolo elettorale. La guerra fu un disastro, Peres perse le elezioni e Binyamin Netanyahu andò al potere.Barak e Tzipi Livni sono ricorsi allo stesso vecchio trucco. Secondo i sondaggi, il risultato elettorale stimato di Barak è aumentato di cinque seggi in 48 ore. Circa 80 palestinesi morti per ogni seggio. Ma è difficile stare in equilibrio su una pila di cadaveri. Il successo potrebbe svanire in pochi minuti se la guerra dovesse essere recepita come un fallimento dall'opinione pubblica israeliana; ad esempio, se i missili dovessero continuare a colpire Beersheba, o se gli attacchi di terra dovessero costare pesanti perdite israeliane.I tempi sono stati scelti con cura anche secondo un altro punto di vista. L'attacco è iniziato due giorni dopo Natale, quando per i leader americani e europei è tempo di vacanze di fine anno. Il presupposto è: anche se qualcuno avesse voluto fermare la guerra, nessuno avrebbe comunque rinunciato alla sua vacanza. Questo ha assicurato diversi giorni liberi da pressioni esterne.Un'altro aspetto della tempistica: questi sono gli ultimi giorni di George Bush alla Casa Bianca. Ci si poteva aspettare che il sanguinario imbecille avrebbe sostenuto entusiasticamente la guerra, e così ha fatto. Barack Obama non è ancora in carica e pertanto ha avuto una scusa pronta per mantenere il silenzio: “Presidente ce n'è uno solo”. Un silenzio che non è di buon auspicio per il mandato di Obama.LA LINEA UFFICIALE è stata: non commettere gli stessi errori della Seconda guerra del Libano. E' stato ripetuto incessantemente in tutti i telegiornali e i dibattiti.Questo non cambia i fatti: La guerra di Gaza è una replica quasi esatta della Seconda guerra del Libano.Il concetto strategico è lo stesso: terrorizzare la popolazione civile con spietati attacchi aerei, seminando morte e distruzione. Questo non pone rischi ai piloti, dal momento che i palestinesi non hanno armi antiaeree. Il calcolo è: se le infrastrutture vitali della Striscia vengono totalmente distrutte e ne deriva un'anarchia generale, la popolazione si solleverà e rovescerà il regime di Hamas. Mahmoud Abbas a quel punto tornerà a Gaza a cavallo dei tank israeliani. In Libano questo calcolo non ha funzionato. La popolazione bombardata, cristiani inclusi, ha seguito Hizbullah e Hassan Nasrallah è diventato l'eroe del mondo arabo. Probabilmente anche stavolta si verificherà qualcosa di simile: i generali sono competenti nell'uso delle armi e nei movimenti di truppe, non nella psicologia di massa. Qualche tempo fa scrivevo che il blocco di Gaza era un esperimento scientifico per scoprire quanto si può affamare un popolo e trasformare la sua vita in un inferno, prima di riuscire a spezzarlo. L'esperimento è stato condotto con il generoso aiuto dell'Europa e degli Stati Uniti. Sinora, non ha avuto risultato. Hamas si è rinforzata e la gittata dei Qassam si è allungata.La guerra di questi giorni è una continuazione dell'esperimento con altri mezzi.Può darsi che l'esercito “non abbia alternative” alla riconquista della Striscia di Gaza perché non c'è altro mezzo di fermare i Qassam – se si esclude la trattativa con Hamas, che è contraria alla politica del Governo. Durante le operazioni di terra, tutto dipenderà dalla motivazione e dalle capacità dei combattenti di Hamas di fronte ai soldati Israeliani. Nessuno sa come andrà a finire.GIORNO DOPO GIORNO, notte dopo notte, il canale in arabo di Aljazeera trasmette immagini atroci: mucchi di corpi mutilati, familiari in lacrime che cercano i loro cari in mezzo alle dozzine di corpi sparsi sul terreno, una donna che tira fuori dalle macerie la sua bambina, dottori privi di farmaci che tentano di slvare i feriti (La redazione inglese di Aljazeera, a differenza di quella in lingua araba, trasmette una versione depurata degli avvenimenti e distribuisce a piene mani propaganda del governo israeliano. Sarebbe interessante sapere che cosa gli è successo).Milioni di persone condividono questa terribile visione, immagine dopo immagine. Queste immagini sono stampate per sempre nelle loro menti: orribile Israele, abominevole, inumana Israele. Una intera generazione che odierà. Questo è un prezzo terribile, che continueremo a pagare molto dopo che gli altri effetti della guerra saranno dimenticai in Israele.Ma un'altra cosa resterà impressa nelle menti di questi millioni di persone: l'immagine dei miserabili, corrotti e passivi regimi arabi.Dal punto di vista degli arabi, un fatto campeggia sopra tutti gli altri: il muro della vergogna.Per il milione e mezzo di arabi di Gaza, che stanno così terribilmente soffrendo, l'unica apertura al mondo non dominato da Israele è il confine con l'Egitto: solo da lì potrebbero arrivare il cibo e le medicine per salvare i feriti. Questo confine rimane chiuso, al culmine dell'orrore. L'esercito egiziano ha bloccato l'unico passaggio per cibo e medicine, mentre i medici operano i feriti senza anestesia.Risuonano da un capo all'altro del mondo arabo le parole di Hassan Nasrallah: i leader dell'Egitto sono complici del crimine e collaboratori del “nemico sionista” nel tentativo di spezzare la resistenza del popolo palestinese. Si può presumere che non alluda solo a Mubarak ma pure a tutti gli altri leader, dal re dell'Arabia Saudita al presidente palestinese. Assitendo alle dimostrazioni nel mondo arabo e ascoltando gli slogan, si ha l'impressione che i loro leader vengano ritenuti ben che vada individui patetici se non dei miserabili collaborazionisti.Tutto questo avrà conseguenze di portata storica. Un'intera generazione di leader arabi, impregnata dell'ideologia laica del nazionalismo arabo, eredi di Gamal Abd-al-Nasser, Hafez al-Assad e Yasser Arafat, potrebbe venir spazzata dalla scena. Lasciando il mondo arabo alla sola alternativa, quella del fondamentalismo islamico.Questa guerra è un messaggio scritto sul muro: Israele sta perdendo la sua occasione storica di fare la pace con il nazionalismo arabo laico. Domani potrebbe trovarsi davanti a un mondo arabo uniformemente fondamentalista: Hamas replicata mille volte. IL MIO TASSISTA a Tel-Aviv l'altro giorno pensava ad alta voce: perché non richiamare i figli dei ministri e i membri del Knesset, formare un'unità combattente e mandarli per primi ad aprire l'attacco di terra a Gaza?03/01/09(traduzione di Raffaello Bisso)Fonte: http://www.counterpunch.org/avnery01022009.html

08 gen 2009

ltime notizie da gaza

Gaza: 13imo giorno aggressioni, 710 martiri e 3100 feriti


Giovedì - 08 Gennaio 2009 - 11:40
GAZA- Dozzine di carri armati israeliani, sostenuti da numerosi elicotteri, hanno aggredito il sud della Striscia di Gaza prendendo la strada della città di Khan Yunis. Secondo il corrispondente della rete satellitare Press TV, nelle prime ore di oggi(giovedi) ora locale, dopo l'approvazione del gabinetto sionista circa un'allargamento dell'aggressione, i carri armati e gli elicotteri sionisti sono entrati nella Striscia attraverso il passaggio di Kisufim ed hanno iniziato subito a colpire una casa ed un tunnel intorno alla città meridionale di Rafah, vicino al confine con l'Egitto. Per quanto riguarda la notte tra mercoledì e giovedì, i bombardamenti aerei sulla zona di Al-Amal, ad ovest di Khan Yunis hanno causato il martirio di 2 palestinesi ferendone altri 7. Poche ore prima, i caccia sionisti avevano colpito a Beit Lahia una vettura con a bordo i 5 membri di una famiglia che hanno raggiunto anche in questo caso il martirio. Il bilancio delle vittime dall'inizio dell'aggressione spietata dei sionisti contro Gaza, il 27 Dicembre scorso, è giunto a 710 martiri e 3100 feriti.

la vita rubata ai palestinesi....

Domenica - 30 Settembre 2007 - 16:58
di Amira Hass (Ha'aretz)
E' recente la notizia che i palestinesi non possono viaggiare su auto la cui targa indica un proprietario israeliano (da sempre gli autoveicoli hanno targhe il cui colore varia a seconda che il proprietario sia israeliano o palestinese). Mentre in America l'ex presidente Jimmy Carter è sottoposto ad un ostracismo mediatico per avere usato, come già fece il sudafricano Desmond Tutu, la parola Apartheid in relazione alla condizione dei palestinesi, e in Europa l'unico razzismo di cui ci si scandalizza è quello di 70 anni fa, questo breve articolo della giornalista israeliana Amira Hass, l'unica a vivere all' interno dei territori occupati, mostra tutto l'insieme di proibizioni, barriere e documenti che rendono impossibile la vita quotidiana dei palestinesi. N.d.R.
Tutte le promesse di diminuire le restrizioni in Cisgiordania hanno oscurato la realtà. Pochi posti di blocco sono stati rimossi, ma le seguenti proibizioni sono rimaste valide. (Queste informazioni sono state raccolte da Haaretz, dall' Ufficio ONU per la Coordinazione delle Questioni Umanitarie e da Machsom Watch).
Proibizioni Permanenti
* Palestinesi della Striscia di Gaza non possono stare in Cisgiordania.
* Ai palestinesi è proibito l'ingresso a Gerusalemme Est.
* Ai palestinesi della Cisgiordania è proibito l'ingresso alla Striscia di Gaza tramite il valico di Erez.
* A tutti i palestinesi è proibito l'ingresso alla Valle del Giordano.
* Ai palestinesi è probito entrare in villaggi, terre, città e quartieri lungo la "linea di congiunzione" tra la barriera di separazione e la Linea Verde (qualcosa come il 10 percento della Cisgiordania).
* I palestinesi che non sono residenti nei villaggi di Beit Furik e Beit Dajan nell'area di Nablus e di Ramadin, a sud di Hebron, non possono entrarvi.
* Ai palestinesi è proibito l'ingresso nelle aree delle colonie (anche se le loro terre si trovano all'interno dell'area costruita della colonia).
* Ai palestinesi è proibito entrare a Nablus con un veicolo.
* I palestinesi residenti a Gerusalemme non possono entrare nell'area A (le città palestinesi della Cisgiordania.)
* I residenti della Striscia di Gaza non possono entrare in Cisgiordania attraverso il valico di Allenby. * I palestinesi non possono recarsi all'estero tramite l'aeroporto Ben-Gurion.
* I ragazzi al di sotto dei 16 anni non possono lasciare Nablus senza un certificato di nascita originale e senza essere accompagnati da un genitore.
* I palestinesi con permesso di entrare in Israele non possono entrarvi attraverso i valichi usati dagli israeliani e dai turisti.
* Ai residenti di Gaza è proibito prendere residenza in Cisgiordania.
* Ai residenti della Cisgiordania è proibito prendere residenza nella Valle del Giordano, nelle comunità lungo la linea di congiunzione o nei villaggi di Beit Furik e Beit Dajan.
* Ai palestinesi è proibito trasferire merci e carichi attraverso i checkpoint interni della Cisgiordania.
Proibizioni Periodiche
* Ai residenti di alcune parti della Cisgiordania è proibito viaggiare nel resto della Cisgiordania.
* Persone di alcuni gruppi di età- soprattutto uomini di età compresa tra i 16 e i 30, 35 o 40 anni- è proibito lasciare le aree in cui risiedono (solitamente Nablus e altre città nella parte settentrionale della Cisgiordania).
* Le auto private non possono passare per il checkpoint di Swahara-Abu Dis (che separa la Cisgiordania settentrionale da quella meridionale). Questa proibizione è stata cancellata per la prima volta due settimane fa in seguito all'ammorbidimento delle restrizioni.
Permessi di Viaggio Richiesti
* Una carta magnetica (intesa per l'ingresso in Israele, ma facilita il passaggio per i valichi all'interno della Cisgiordania).
* Un permesso per lavorare in Israele, il datore di lavoro è tenuto ad andare agli uffici dell'amministrazione civile e richiederne uno.
* Un permesso per i trattamenti medici in Israele e per gli ospedali palestinesi a Gerusalemme est (il richiedente deve mostrare un invito da parte dell'ospedale, il suo completo passato medico e la prova che la cura che sta cercando non può essere fornita nei territori occupati).
* Un permesso di viaggio per attraversare i valichi nella valle del Giordano.
* Un permesso di commercio per trasferire materiali.
* Un permesso per coltivare lungo la linea di congiunzione richiede un modulo dell'ufficio di registrazione delle proprietà terriera, un certificato di proprietà e la prova di relazioni di parentela di primo grado col proprietario registrato.
* Permesso di ingresso per la linea di congiunzione (per parenti, medici, lavoratori nel campo delle costruzioni, ecc. Coloro che hanno il permesso devono entrare e uscire attraverso lo stesso valico anche se esso si trova lontano o chiude presto).
* Permessi per passare da Gaza, attraverso Israele, alla Cisgiordania.
* Un certificato di nascita per i ragazzi sotto i 16 anni.
* Una carta d'identità che certifichi che coloro che vivono nelle enclave della linea di congiunzione vi risiedono da molto tempo.
Checkpoint e Barriere
* Al 9 gennaio 2007 vi erano 75 checkpoint permanenti in Cisgiordania.
* Ci sono in media 150 checkpoint mobili a settimana (al settembre 2006).
* Ci sono 446 gli ostacoli piazzati tra le strade e i villaggi, compresi cubi di cemento, barriere di terreno, 88 cancelli d'acciaio e 74 km di recinzioni lungo le strade principali.
* Ci sono 83 cancelli d'acciaio lungo il muro di divisione, che dividono terre dai loro proprietari. Solo 25 dei cancelli vengono occasionalmente aperti.
Amira Hass scrive per Ha'aretz. E' l'autrice di Drinking the Sea at Gaza.
Amira HassFonte: http://www.counterpunch.org
Il messaggio ai pellegrini alla Mecca


Mercoledì - 19 Dicembre 2007 - 16:32
In nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso Sia lodato il Signore e pace e benedizione sia sul nostro Profeta e sulla sua pura famiglia e sui suoi compagni presceltiPace sui pellegrini alla Ka'aba, sugli ospiti della casa dell'Amico e su coloro che hanno abbracciato il Suo invito. Benedizione unica sui cuori rinfrescati dal ricordo del Signore che si sono aperti alla Sua grazia e misericordia immensa. In questi giorni, in queste notti e ore elisiriche sono numerosi coloro che riconoscenti si affidarono all'attrazione spirituale e che con tanto pentimento e lamento illuminarono il cuore e l'anima. Sono gli stessi che nelle ondate della clemenza divina che abbonda questa terra benedetta tolsero dal cuore la macchia del peccato e del politeismo. La pace del Signore sia su questi cuori e sui questi fedeli e puri. È bene che tutte le sorelle e tutti i fratelli pensino a un tale obiettivo e colgano questa grande opportunità. Non permettano che anche qui gli impegni della vita mondana, che è la nostra continua preoccupazione, incombano i cuori. Attraverso il ricordo del Signore, i lamenti e le suppliche, la determinazione e l'onestà e chiedendo aiuto all'Onnipotente facciano volare il loro cuore appassionato nell'atmosfera del monoteismo e nella pura spiritualità e raccolgano forza per poter essere fermi sul sentiero di Allah e sulla retta via. Qui è il centro del vero e puro monoteismo. Fu proprio in questo luogo che Abramo, Khalilol Allah (AS), portando il figlio all'altare di sacrificio tramandò ai tutti i monoteisti della storia l'eblema del monoteismo che si raffigura nel vincere la forza dei desideri e nella resa assoluta nei confronti dei comandamenti divini. E fu proprio qui che Mohammad, la pace e la benedizione di Allah su di lui e sulla sua sacra famiglia, innalzò la bandiera di monoteismo contro i tiranni e i dei del potere dell'epoca, dichiarando che il rifiuto degli idoli accanto alla fede in Dio porta alla liberazione e beatitudine: Chi dunque rifiuta l'idolo e crede in Allah, si aggrappa all'impugnatura più salda senza rischio di cedimenti.L'Hajj è la rilettura e l'apprendimento di queste grandi lezioni. Il diniego di politeisti e il rifiuto di idoli e idolatri è lo spirito che domina l'Hajj dei credenti. Tutti i momenti di Hajj sono il teatro di affidarsi all'Iddio; di sforzarsi nel Suo sentiero; di rifiutare il Satana, isolarlo e assumere posizioni contro di lui. Ogni istante di Hajj simboleggia l'unità e la coesione dei musulmani, lo svanimento delle loro differenze naturali ed il rilievo della loro vera e religiosa fratellanza. Queste sono le lezioni che noi musulmani dobbiamo apprendere ovunque ci troviamo e sceglierle come delle basi per la nostra programmazione per la nostra vita e il nostro avvenire. Nel Corano la posizione potente contro il nemico, l'affetto e la misercordia tra i credenti e umiltà nel cospetto del Signore sono presentati come tre simboli della comunità islamica: Muhammad è il Messaggero di Allah e quanti sono con lui sono duri con i miscredenti e compassionevoli fra loro. Li vedrai inchinarsi e prosternarsi, bramando la grazia di Allah e il Suo compiacimento. Questi sono tre principi basilari per erigere il corpo dignitoso e maginifico dell'Umma islamica. Cogliendo questa realtà tutti i ceti dei musulmani possono ben conoscere tutte le attuali piaghe del mondo islamico. Oggi il fellone nemico dell'Umma islamica sono i responsabili dei centri delle prepotenze e dei poteri egemonici e aggressori che vedono nel risveglio islamico una grande minaccia per i propri interessi illeciti e per il loro dominio oppressore sul mondo islamico. Tutte le nazioni musulmane guidate dai politici, religiosi, intellettuali e leader nazionali devono unirsi più compatti che mai per far fronte a questo nemico aggressore. Devono unire tutti gli elementi del potere e rendere potente in una maniera appropriata l'Umma islamica. La conoscenza ed il sapere; il provvedimento e la vigilanza; la fiducia e la speranza nella promessa divina; la rinuncia ai bassi e spregievoli desideri per poter guadagnare la soddisfazione divina ed adempiere ai doveri sono degli elementi che rendono potente l'Umma islamica e la conducono verso dignità, indipendenza e progresso materiale e spirituale. E così si sconfiggeranno le brame e l'egemonia del nemico. La compassione tra i credenti è il secondo principio e un altro segno della situazione ideale dell'Umma islamica. La secessione e l'ostilità tra l'Umma islamica è una pericolosa malattia che va curata con tutte le forze. Sin dai tempi lontani i nostri nemici fecero sforzi illimitati in questo campo e oggi intimoriti dal risveglio islamico, hanno intensificato i loro sforzi. Tutto quel che dicono coloro che hanno nel cuore il bene dell'Umma è che le differenze non devono trasformarsi nelle divergenze e la diversità non deve prendere le forme dell'ostilità.Quest'anno è stato nominato dal popolo iraniano "anno per la solidarietà islamica". Questa scelta è dovuta alla consapevolezza su intrighi rafforzati dei nemici che miravano a creare scissioni tra i fratelli. I suddetti complotti hanno avuto degli effetti nefausti su Palestina, Libano, Iraq, Pakistan e Afghanistan; scongiurare le guerre fratricide nelle terre islamiche lasciando dietro di sè una scia di sangue. Ma in tutti questi amari e tragici eventi si intravedevano i segni di un complotto e gli occhi astuti hanno rintracciato la mano del nemico. L'ordine di essere "compassionevoli fra voi" riportato nel Corano sta per significare sradicare tutte queste ostilità. In questi grandiosi giorni di Hajj, vedete musulmani provenienti da ogni parte del mondo, fedeli appartenenti a diverse confessioni dell'islam che girano attorno a una "Casa" assolvendo la preghiera verso la Ka'aba, lapidando tutti insieme il simbolo del Satana, e che si comportano tutti allo stesso modo nel sacrificare i bassi desideri dell'uomo, e poi nell'appuntamento a Arafat e Mashàr si dichiarano umili nel cospetto di Dio. E le confessioni islamiche sono ugualmente vicine tra di esse nella maggiorparte di principali compiti, ordini e credo. Quindi perchè nonostante tutto ciò, i pregiudizi e il fanatismo dovessero creare divergenze tra di esse (confessioni islamiche, ndr) e che il nemico traditore potesse soffiare ulteriormente su questo fuoco devastante. Oggi, certe persone avventate e ignoranti, ricorrendo a futili pretesti, considerano pagani numerosi musulmani e quindi "Mobah" ( lecito) versare il loro sangue. Questa gente, consapevole o meno, è al servizio di politeismo, paganismo e imperialismo. E poi ci sarebbero, addirittura, quelli che considerano un atto di politeismo e paganismo il rispetto per la moschea del supremo profeta che la pace di Dio sia su di lui e sulla sua pura famiglia il che è in realtà come il rispetto per la religione e per la fede religiosa, ma loro stessi si mettono al servizio della corte di pagani e tiranni aiutando i nefausti scopi di quest'ultimi. I veri pensatori, intellettuali impegnati e governatori onesti devono affrontare tali fenomeni pericolosi. L'unità e la solidarietà islamiche, oggi, è un assoluto dovere il cui sentiero pratico potrebbe essere perecorso con la collaborazione di saggi e fedeli. Questi due pilastri della dignità e cioè, da una parte affrontare con determinazione l'imperialismo e dall'altra misericordia, solidarietà e frattellanza tra i musulmani, una volta accompagnati dal terzo pilastro ossia quello di umiltà e servitù dinnanzi a Dio, potranno fare sì che la ummah islamica continui la stessa strada che portò già al culmine di grandezza e dignità i primi musulmani e che i popoli musulmani si salvino dalla umiliante arretratezza impostagli negli ultimi secoli. È già sorta la prima luce di questo grande percorso e l'ondata del risveglio si è mossa quasi in tutte le parti del mondo islamico. I Media e le propagande del nemico ed i suoi complici mirano ad attribuire a Iran o Sciismo ogni movimento di liberazione e giustizia in ogni parte del mondo islamico e a considerare l'Iran islamico che è il primo vittorioso alfiere del risveglio islamico, il responsabile di colpi che essi ricevono nel campo di politica o cultura dalla solerzia dei paesi musulmani. Essi accusano di iranismo e sciismo la grande vittoria senza precedenti di Hezb'Allah durante la guerra di 33 giorni, la resistenza intelligente del popolo iraqeno che portò a istituzione di parlamento un governo, non voluto dagli occupatori, la tolleranza e la resistenza del governo legittimo palestinese e il suo fedele popolo e anche molti versetti della rinascita dell'Islam nei paesi musulmani affinchè creino difficoltà al sostegno unanime al mondo islamico. Ma tale inganno non potrà superare la tradizione divina che è quella di vittoria dei mujahidin i quali lottano sul sentiero divino e di coloro che aiutano la religione di Dio. Il futuro è della Ummah islamica e ognuno di noi potrà, per conto proprio, avvicinare quel futuro, contribuendo secondo le proprie capacità e responsabilità. Il Hajj ( pellegrinaggio alla Mecca) è una grande occasione per tutti voi pellegrini affinchè possiate preparasi, ancor più di prima, per sdebitarsi con questo dovere. Si auspica che il favore divino e la preghiera dell'Imam Mahdi che Dio affretti la sua apparizione, possano aiutarvi nel raggiungere questo grande obiettivo.
La pace e la benedizione di Allah sia su di voi
Al Seyyed Al Hosseini Al Khamenei
Il 4 Dhul-Hijjah del 1428Il 24 Azar del 1386

06 gen 2009

la mia intervista in bosnia

Si salvi chi può! http://www.preporod.com/interview-rubrike-37/1018-spaavaj-se-ko-moe-.html Domenica, 04 gennaio 2009 09:08 Deborah (Muamera) Callegari Hasanagić e il suo libro. Per il nostro giornale dice Muamera (in precedenza Deborah) Callagari Hasanagić, per noi (bosniaca) nuora,( in bosniaco si dice nuora anche a chi come me porta il nome in giro) che è stato recentemente pubblicato un interessante libro in lingua italiana "LA MIA FUGA VERSO L'ISLAM" Deborah (Muamera) CallegarI Hasanagić, Italijana nata nel 1979, ha trenta anni, sposata con un bosniaco Muamer Hasanagić, è diventata musulmana cinque anni fa. La coppia ha due figli - Aiša di 4 anni e Nasrallah di un anno. Il suo desiderio è che il libro vede la luce anche in lingua bosniaca. Muamera (Deborah) Abbiamo prima chiesto che cosa ha portato ad accettare la sua (o, come lei ha detto "abbracciato"), l'Islam? - Quando avevo solo quindici anni ho rifiutato di fare il cresima come l'ultimo sacramento per il completamento della fede, perché in esso non mi sentivo bene - anche spiritualmente e morale. Da allora inizia la mia ricerca di senso. Suo marito Muamer lo ha incontrato nel 1999. nel 2002, ci siamo sposati e in Bosnia-Erzegovina, la sua patria, per la prima volta in quell' anno. Li, in Bosnia grazie a Dio, per la prima volta ho sentito ezan dal Minareto ... e ho capito che questo è ciò che io stavo attendendo da tutta la vita, così ho finalmente accettato l'Islam il 21 Giugno 2003. ed ho preso il nome (per Allaha, DZ .. L.) Muamera. -
Come i vostri genitori hanno reagito e, naturalmente, parenti? -
Padre mi ha detto che sono grande e sono responsabile delle mie azioni, che non ha nulla contro, perché, ha detto, se è per me va bene e sono fleice è ok . Tuttavia, sorella e madre hanno reagito in modo diverso, quasi nessuno di essi ora accetta questo fatto, ma dopo passato un pò di tempo, credo che siano rassegnati al destino. -
I loro pensieri, i loro atteggiamenti e, in definitiva, la ragione per l'accettazione di Islam sono in un libro "La mia fuga verso l'Islam"? -
Ho deciso di scrivere, il motivo di base è che ho visto che a livello mondiale, soprattutto qui in Italia le persone difficilmente riescono a capire il concetto di Islam, che cosa significa essere musulmano, e in particolare la posizione delle donne donne musulmane. Nel mio libro cerco di sottolineare che la civiltà occidentale e la cultura non è altro che un enorme TITANIK che silenziosamente e piano piano sta andando in fondo al mare, e il mio lo slogan e il mio messaggio è: Si salvi chi può ! -
Può spiegare un po qual' è il suo messaggio? -
Beh, qui, mentre il comunismo demonizzava l' occidente, e lo chiamò "marcio", la gente di Berlino Est fuggiva in Occidente marcio "stomaco per il pane fino a quando il comunismo non ha pagato il prezzo del suo errore o inganno. Il comunismo demonizzava l' Occidente perché sapeva che non può sopportare il gioco economico e il conflitto con l'Occidente, in modo che con la demonizzazione ha cercato di prolungare la vita per se stesso.
Tuttavia, questo tipo di conflitto è superato ma il conflitto di oggi è legato alla religione, civiltà e spirituali-valori morali. Qualcosa di simile sta accadendo e l'Occidente ci sono posizioni diverse. - Su che cosa si pensa in particolare? - Ci sono sempre di più i non musulmani , soprattutto dopo l'11 settembre, che fuggono ,verso la religione, di Ibrahim, in quanto, egli non era né pagano né idolatra, ma puro musulmano, in cerca di spirituale-morale stabilità che il cristianesimo e cultura occidentale non sono in in grado di offrire. In questo caso abbiamo la demonizzazione dell'Islam, anche se molti sono consapevoli del fatto che questo non è altro che ritardare sconfitta che ogni giorno bussa alla porta occidentale. La storia del comunismo è più che sufficiente insegnante. - Che cosa in Bosnia-Erzegovina le è piaciuto particolarmente? - E 'molto, ma vorrei prima ,nominare cevapcici, Burek, carne secca. Sono abituata a bere kahvu ( caffè) bosniaco. Mi piace il vostro mercato, che visito ogni volta che vengo in Bosnia.
Ho anche visitato il rinnovato Ponte Vecchio di Mostar e sono contenta che sia stato "reintegrato alla vita". E non dimenticare di menzionare, che per noi, particolarmente significativo per noi donne, che ho imparato a girare jufke per Pita( pasta sfoglia). Normalmente, non come quelle in Bosnia, ma mi sforzo perchè c'è grande differenza nel materiale. -
E alla fine di questo breve discorso, può dirci se avete desideri speciali? -
Sarebbe particolarmente bello per me che il mio libro venga tradotto in bosniaco, nonché in altre lingue, così ho contribuito a spiegare che l'Islam è la forza che resisterà fino al giorno del giudizio. E Allah è sul lato dei pazienti . Ecco alcuni dei miei blog su Internet per coloro che vogliono mettersi in contatto con me: http://muamera.blogspot.com/,
http://sololislam.blogspot.com/
A.K

04 gen 2009

boicottiamo i prodotti israeliani

Una mia sorella ci ricorda di boicottare i prodotti israeliani:


assalamaleikum siccome i prodotti americo israeliani sono troppi per poterli ricordare tutti.Ricordiamo percio di controllare il codice a barre se i primi 3 numerisono questi 7 29 lasciateli nello scaffale.SHUCRANWA ALAYKUM ASSALAM WA RAHMATU LLAHI BARAKATUH

02 gen 2009

per il bene dell' islam

Esselamu aleykum, carissimi i miei lettori sono molto indignata per dire molto arrabbiata ieri sera sul tardi ho ricevuto una telefonata in cui mi si chiedeva "per il bene dell' islam" di spostare la manifestazione che noi donne musulmane trentine abbiamo organizzato, quindi già con tutto pronto inclusi anche gli articoli e le interviste alle arie radio e giornali, mi viene chiesto d spostare la manifestazione perchè ne verrà fatta un' altra alle ore 14.00, organizzata da CGIL, queso mi viene riferito da una persona che era a conoscenza della manifestazione e che io ho incontrato mercoledì 31/12/2008, quando io a questa persona chiedo di darmi il numero di telefono della persona che ha orgaizzato l' altra manifestazione, mi viene detto, ti richiamo dopo (sto ancora aspettando...). Ora ricevo una telefonata dai responsabili della questura che mi chiedono se la mia manifestazione è stata spostata, io dico no assurdo è già tutto pronto c' è gente che viene da fuori città, apposta... poi la quetsura mi dice che il permesso per la manifestazione delle 14..oo sempre di sab 3 gennaio, è stato richiesto mercoledì 31/12/2008, ora precisiamo che il permesso a noi è stato accordato lunedi 29/12/2008 alle ore 9.05 ora c'è qualcosa che non quadra?
Si vi dico io cosa non quadra la questura mi dice che a richieder l' altra manifestazione è stato il centro islamico di trento... notate bene il centro in questione era stato avvisato della nostra iniziativa, ma invece che aiutarci ha pensato bene di contrastare tutto il nostro lavoro e metterci i bastoni tra le ruote...
Avvisando anche altre associazioni, tra cui il centro islamico di trento, il quale non ha risposto al nostro invito, hanno pensato bene i responsabili del centro di contrastarci per prendersi oro i meriti e boicottare così la nostra manifestazione. Mi è stato detto che per il bene dell' islam questo è stato fatto, uh non c'ho più visto, a me dopo che ho passato anche l' ultimo giorno dell' anno fino alle 2.30 della notte a spedire e-mail e fax ale varie associazioni, mi vengono a dire questo. Noi donne musulmane che abbiamo organizzato tutto, veniamo contrastate, quando invece qui a Trento non si era mosso nessuno, ed i responsabili dei vari centrio islamici non hanno fatto nulla nulla per organizzare qualcosa, noi donne siamo riuscite a metter in piedi una buona cosa, e loro che fanno, pur di prendersi loro i meriti e apparire beli algi occhi degli altri si organizzano una contro manifestazione, ma che roba è ? è islam questo? ditemelo voi perchè io sono veramente indignata di questo comportamento, potevano aiutarci ricordando la manifestazione oggi durante la preghiera invitando tutti a partecipare invece no mi arriva una mail dicendo veini alla manifestazione sabato alle 14.00 e questa mail mi viene mandata dopo che io ho inviato e telefonato avvissando della nostra manifestazione, mi dispiace ma non è a me che si deve parlare del bene dell' islam, Allah swt mi è testimone in questo e che mi fulmini all' istante se dico il contrario.... Sono passati dieci minuti non sono stata fulminata....

Dico solo un ultima cosa perchè mi fa veramente indignare questo atteggiamento di persone responsabili di centri islamici, che invece di favorire le iniziativa delle altre persone, in questo caso donne, contrastano e impediscono lo svolgimento delle nostre attività rendendosi ridicoli perchè alle fine la brutta figura la fanno loro non noi.
Un ultima cosa da aggiungere, io il 3 gennaio 2008 ho partorito mio figlio Nasrallah, e sono stata in coma ( grazie ad allah swt, per poco tempo), ora il 3 gennaio 2009 sono in piazza a trento a combattere manifestando contro il massacro per la palestina, se non è un segno questo...
e come se non bastasse mi viene detto, da persne che io ritenevo umili e rispettose nei confronti di Allah swt e io pensavo che queste persone mi aiutassero nella mia iniziativa, anzi nella nostra iniziativa perchè non sono da sola ma con me ci sono altr sorelle, invece che aiutarci ci hanno contrastato.
Ma noi forti donne musulamne come siamo, umili, semplici, mamme che si sono inorridite nel vedere certe immagini, alla faccia di chi ci vuole male, saremo INSHALLAH in piazza Duomo a Trento alle ore 9.30 con tutto il nostro coraggio e l'aiuto che Allah swt in questi giorni ci sta offrendo.
Non possono venire a parlare per il bene dell' islam, quando si comportano solo da egoisti e pur di ottenere popolarità Terrena boicottano manifestazioni e attività organizzate da chiunque non sia loro, intendo dire con questo che loro vogliono essere in prima fila e apparire sui giornali...
I se avessi voluto oggi le mie foto sarebbero apparse sui giornali e sarebbe apparso solo il mio nome, invece no, io ho rilasciato brevi interviste ed ho parlato solo della manifestazione, ed ho precisato che non sono da sola ad organizzare il tutto...
Io ho guardato la morte in faccia un anno e fa, e se Allah swt mi ha rimandaa indietro un motivo c'è ed ora soo qual'è, combattere per l'islam, ma no dirlo e poi non farlo anzi aiutare chi vuole farlo e prego Allah swt ogni girono 5 volte al giorno che ci possa aiutare apulire il odo da psone egoiste e ciniche che non apprezzano lo sforzo delle altre persone ma che volgiono solo prenderesi i meriti per apparire ed aspirare a diventare i Nuovi Hassan Nasrallah dell' Europa. Mi dispiace caori fratelli ma non è cosìche l' islam andrà avanti...
Molto arrabbiata e delusa di questo:

VI RIPETO VENITE NUMEROSI SABATO 3 GENNAIO A TRENTO IN PIAZZA DUOMO ALLE ORE 9.30!!! ALLAH SA CHI SI BATTE PER L' ISLAM E CHI NO...ESSELAMU ALEYKUM E RICORDIAMOCI INVECE DI OSTACOLARE CHI COMPIE IL BENE, RICORDIAMOCI DELLE PERSONE CHE SOFFRONO...E PENSIAMO A COMPIACERE ALLAH, E NO A RIEMPIRSI LE TASCHE!

01 gen 2009

il massacro continua

Non s'arresta il terrorismo israeliano contro la popolazione inerme di Gaza: più di 360 morti (famiglie intere) e oltre di 1700 feriti.
Scritto il 2008-12-30 in News
Gaza - Infopal. Le forze di occupazione israeliane continuano il loro lavoro criminale massacrando altri civili della Striscia di Gaza.
Fonti locali nel campo profughi di al-Breij, della Striscia di Gaza, hanno riferito che gli aerei da guerra hanno scaricato tonnellate di bombe ed esplosivi contro una moschea, ieri sera.
La moschea conteneva un asilo.
9 ora locale. Continua a salire il numero delle vittime dell'ininterrotto massacro israeliano, autorizzato da tutti i governi del mondo, quello italiano compreso: i morti sono più di 360 e i feriti oltre 1700, di cui almeno 300 sono in gravi condizioni.
I micidiali aerei F16 e apache, made in USA, continuano i loro bombardamenti, giorno e notte.
Ieri sera hanno iniziato a bombardare il porto e le acque di Gaza, all’alba di oggi hanno colpito massicciamente la zona dei ministeri e hanno ucciso 10 cittadini palestinesi e feriti diverse decine. Gli aerei israeliani hanno anche attaccato diverse zone di Gaza.
I testimoni oculari hanno riferito che l'aviazione da guerra israeliana ha lanciato più di 20 missili contro il quartiere dei ministeri, a ovest di Gaza, il Club sportivo ash-Shams, la postazione della marina, e l’ex sede della sicurezza preventiva.
I testimoni hanno confermato che i missili sono stati lanciati in un lasso di tempo di meno di 5 minuti. Le ambulanze non riescono a raggiungere le vittime.
Il dott. Basem Naim, ministro della sanità a Gaza, ha confermato la presenza di decine di corpi ancora sotto le macerie.Naim ha anche riferito che le forze di occupazione non bombardano soltanto le sedi ufficiali ma anche le case dei cittadini e le associazioni private.
Ieri all’alba, le forze di occupazione israeliane hanno bombardato la moschea del campo profughi di Jabalia. Sono già 6 le moschee distrutte.
Hanno abbattuto anche una modesta casa vicino alla moschea, uccidendo nel sonno 5 sorelline in età tra i 4 e 17 anni: Jawaher, Dina, Samar, Ikram e Tahrir.
Il ministro ha chiesto al mondo arabo ed islamico di inviare medici, medicine e attrezzature per installare ospedali da campo e potere soccorrere subito i feriti.Invece, per quanto riguarda le polemiche sul trasferimento dei feriti attraverso il valico di Rafah, Naim ha riferito “delle difficoltà di spostamento fuori dalla Striscia di Gaza, perché molti di loro sono gravissimi, e trasferirli da altre parti può metterne in pericolo la vita. Non abbiamo dimenticato, ultimamente, il decesso di 6 feriti ad al-Arish in Egitto”.Il ministro ha ringraziato i paesi che hanno inviato aiuti, soprattutto il Qatar, l’Arabia Saudita e la Libia, e ha rinnovato la richiesta all’Egitto affinché ne semplifichi l’ingresso attraverso il valico di Rafah. Ha domandato anche di aprire il valico per permettere l’ingresso dei medici che hanno espresso la volontà di prestare soccorso ai feriti della Striscia di Gaza.
Rappresaglie. Le brigate Qassam, ala armata di Hamas, ha lanciato 57 razzi artigianali conto obiettivi israeliani, come rappresaglia della carneficina in corso a Gaza.
La polizia israeliana ha reso noto che un soldato è rimasto ucciso a Nahal O, mentre 7 altri sono stati feriti. 2 coloni sono stati uccisi nel porto di Ashdod e altri feriti.

tratto da www.infopal.it