Visualizzazione post con etichetta islam e occidente. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta islam e occidente. Mostra tutti i post

6 apr 2011

Preso da http://salamelik.blogspot.com/

20 nov 2009

la mia rubrica...

Esselamu aleykum,
questa cari sorelle e fratelli è la rubrica che curerò personalmente dal 22 novembre, con grande piacere inizia il mio nuovo lavoro...
a voi buona lettura!
inshallah!





http://www.mondoraro.org/

30 set 2009

Ricordate Ciampi e il burqa??... Anche il niqab è legale!


Da: www.islam.forumup.it

Secondo un'agenzia Apcom del 29 maggio u.s., alcune donne parlamentari (bontà loro?!) hanno presentato un progetto di legge che "fa propria e generalizza una circolare del Ministero dell'Interno del 2000, che impediva l'uso in pubblico di capi d'abbigliamento idonei a travisare i tratti delle persone che li indossano, e punta a modificare una legge del 1975 in materia di ordine pubblico. Il testo consta di un solo articolo, che recita: "Negli istituti scolastici pubblici e parificati, di ogni ordine e grado, in tutti i luoghi pubblici o aperti al pubblico, i segni e gli abiti che, liberamente scelti, manifestino palesemente l'appartenenza religiosa dei soggetti, devono ritenersi parte integrante degli indumenti abituali che concorrono, nel loro insieme, ad identificare chi li indossa, a condizione che la persona mantenga il volto scoperto e riconoscibile"."

Alcune sorelle, terrorizzate per mesi dalla campagna anti-hijâb di politici e mass media, culminata nell'assurda proposta di vietare alle minorenni di indossare il foulard (inasprendo la stessa legge francese, che lo vieta "solo" negli istituti scolastici) si sono sentite sollevate pensando "almeno l'hijâb è legale!!".
Ma, sorelle, questi politici ci stanno prendendo in giro! L'hijâb è SEMPRE stato legale in Italia… Già la circolare MI.A.C.E.L. del 15 marzo 1995, n°4, intitolata "Rilascio di carta d'identità a cittadini che professano culti religiosi diversi da quello cattolico – Uso del copricapo", recitava:

"L'Unione delle comunità ed organizzazioni islamiche in Italia ha espresso la difficoltà, incontrata dalle donne di religione islamica presso gli uffici comunali e circoscrizionali di appartenenza, ad ottenere il rilascio della carta d'identità dietro presentazione di foto che le ritraggono a capo coperto.
La questione per il passato è già stata sottoposta all'attenzione di questo Ministero, in relazione alla circostanza che determinate religioni impongono l'uso continuo del copricapo o del capo coperto.
Ciò premesso questo Ministero è dell'avviso che nei casi in cui la copertura del capo in vari modi: velo, turbante o altro, è imposta da motivi religiosi, la stessa non può essere equiparata all'uso del cappello, ricadendo così nel divieto posto dall'articolo 289 del regolamento del t.u.l.p.s.
Invero l'accennata disposizione regolamentare non parla di capo scoperto ma bensì fa riferimento al cappello cioè ad un accessorio dell'abbigliamento il cui uso è eventuale e che, per le sue caratteristiche, potrebbe alterare la fisionomia di chi viene ritratto.
Diverso è invece il caso in esame ove il turbante ovvero il velo delle religiose, sono parte degli indumenti abitualmente portati e che concorrono nel loro insieme a identificare chi li porta.
Ciò premesso si ritiene opportuno, anche alla luce di possibili richiami al precetto costituzionale della libertà di culto e di religione, che le richieste in argomento debbano trovare favorevole accoglimento presso le amministrazioni comunali, purché i tratti del viso siano ben visibili.
Si pregano le SS.LL. di curare la più celere e massima diffusione del presente documento presso i Comuni ed, in particolare, i servizi demografici".

Questa circolare era stata ottenuta dopo la battaglia "mediatica" di sorelle che non si erano arrese di fronte alla richiesta di presentare delle fotografie a capo scoperto per poter ottenere documenti di identità. Nonostante l'esplicito invito a "curare la più celere e massima diffusione" della circolare, dopo più di 12 anni sembra che questo chiarissimo documento non sia stato ancora recepito da tutti quei politicanti che pure si dicono grandi esperti dell'Islâm, e che ciclicamente (probabilmente quando sono in crisi di visibilità) riaccendono la polemica sul "velo islamico" caricandolo di significati politici che non hanno nulla a che vedere con l'hijâb…
Viene perciò da chiedersi: se da più di 12 anni il foulard è stato riconosciuto "legale", a che scopo presentare una nuova legge a riguardo? Ebbene, la nuova legge non mira a concederci gentilmente l'hijâb, mira invece a vietare il niqâb.
"Indossare il 'burqa' lasciando il volto scoperto sembra un buon modo per integrare e rispettare le culture religiose di ognuno senza perdere di vista la necessità di tutelare e garantire la sicurezza di tutti", si legge infatti nella presentazione che accompagna la proposta di legge.
Allora facciamo un passo indietro… perché forse i ritmi frenetici dei mass media tendono a farci dimenticare episodi importanti…
Siamo a Drezzo, piccolo Comune in provincia di Como amministrato dalla Lega, nel luglio del 2004. Sabrina Verroni, 34 anni, nata e residente a Drezzo, sposata con un marocchino e convertita all'Islâm, sta aspettando l'autobus, indossando, come fa da anni, il niqâb (velo integrale). Passa di lì un vigile e le fa una contravvenzione, contestandole il reato della violazione dell'articolo 85 del Regio decreto 773 del 1931, che vieta di comparire in luogo pubblico mascherati. Il risultato? 42 euro di multa.
Secondo l'avvocato Serena Soffitta, legale della nostra sorella Sabrina, la norma contestata è quella che vieta i mascheramenti in pubblico, e non sarebbe applicabile nel caso di veli indossati per motivi religiosi, come nella fattispecie. Ma il sindaco leghista, Tolettini, replica emettendo un'ordinanza che proibisce di circolare in burqa.
Il prefetto locale, Guido Palazzo, annulla l'ordinanza, rilevando «eccesso di potere e duplicazione di norme esistenti».
Sembra ormai innescata la "guerra del burqa", su cui si gettano come al solito tutti i giornalisti più cialtroni d'Italia…
Dopo aver ricevuto altre contravvenzioni, nel mese di settembre la sorella Sabrina decide di rivolgersi direttamente al Presidente della Repubblica, con una lettera aperta a Carlo Azeglio Ciampi, pubblicata dalla Provincia di Como e dalla cronaca locale del Corriere della Sera. Sabrina Verroni chiede «una sua autorevole presa di posizione, che saprà senz'altro placare questa rovinosa marea che sta per soffocare il senso della ragione, della tolleranza, della pacifica convivenza tra culture e civiltà diverse». Nella lettera la donna racconta la sua storia: la conversione all'Islam e la decisione di portare il velo: «Il velo, il cui nome tecnico è niqab - scrive - non è un'imposizione, indossarlo è una mia libera determinazione nel convincimento di osservare lo spirito più profondo della fede che ho abbracciato. Non ho mai dato fastidio a nessuno e i miei concittadini, a parte le iniziali, inevitabili incomprensioni, non ne hanno mai dato a me e ai miei familiari. Il tutto fino al luglio scorso, quando si è innescato il perverso meccanismo che ritengo Le sia noto e che ha ridotto la mia quotidianità a un incubo senza speranza di risveglio". "La verità - scrive ancora Sabrina Varroni a Ciampi - è che ho paura, paura per i miei figli, per mio marito, per me». «Senza che io potessi farci nulla questa vicenda ha travalicato i confini della mia piccola comunità, in cui ero accettata e compresa da moltissimo tempo, è esplosa, esasperata e fagocitata dalla macchina mediatica. Ora che sono state soddisfatte le manie di protagonismo, la brama di apparire ad ogni costo di qualcuno con cui pur dividevo i banchi di scuola (il riferimento è al sindaco leghista Cristian Tolettini, ndr.) chi tutelerà le mie creature? Ho paura della violenza che questa pubblicità da me non voluta è in grado di scovare, di snidare, di far affiorare, indirizzandola verso la mia famiglia, contro creature incolpevoli ed ignare». "Che male sto facendo?", è la drammatica domanda che si rivolge Sabrina Verroni. Che aggiunge: "Non ho mai rifiutato di farmi riconoscere; ho chiesto che a farlo fosse un impiegato di sesso femminile. La sua autorevole presa di posizione, conclude, saprà senz'altro placare questa rovinosa marea che sta per soffocare il senso della ragione, della tolleranza, della pacifica convivenza tra culture e civiltà diverse».

E il 14 ottobre giunge la risposta del Quirinale, dodici righe a firma di Gaetano Gifuni, segretario generale della Presidenza della Repubblica, che sdrammatizza la situazione e vuole "assicurare la signora che in Italia c'è libertà di culto". Anzi, la Presidenza della Repubblica cita esplicitamente "il prefetto di Como", il quale "ha già fatto decadere l'ordinanza del sindaco di Drezzo".

Allahu Akbar…

Mi pare (correggetemi se sbaglio) che il Presidente della Repubblica sia il "garante della Costituzione"… dunque, come si dice, qui i casi sono due: o tutti quelli che definiscono il niqâb illegale prendono atto dell'autorevole posizione del Presidente, oppure si rendano conto che stanno buttando a mare la figura del garante costituzionale, nonché la Costituzione stessa.
Come giustamente aveva subito inteso il prefetto di Como (che Allah lo guidi al bene, âmîn!), la norma che vieta i mascheramenti in pubblico non può essere legalmente applicabile nel caso del niqâb, indossato per motivi religiosi, allo stesso modo in cui il cappello sulle foto per la carta d'identità non può essere paragonato all'hijâb, che viene indossato sempre e concorre nell'identificazione della donna ritratta.
E adesso, tre anni dopo, queste parlamentari vorrebbero riproporre la tesi leghista in una nuova salsa?!...
Celando per di più il tentativo di combattere il niqâb dietro la necessità di preservare la "sicurezza"… ma nessuna sorella munaqqaba si è mai sognata di impedire il "riconoscimento" in caso di necessità, dinanzi a un poliziotto o ad un carabiniere! Naturalmente, nel caso in cui ci siano poliziotte donne, le sorelle chiedono di essere riconosciute da queste ultime… allora dov'è il problema?!
Ricordiamo anche a chi se lo fosse dimenticato che alla Camera dei Deputati siede il cosiddetto "onorevole" Vladimir Luxuria, un/una?! travestito (con l'elezione del/la quale abbiamo fatto ridere il mondo), a cui di certo non viene chiesto ogni giorno di togliersi tutto il mascherone di trucco per verificare che la sua faccia corrisponda a quella dei documenti! E siede in Parlamento!
Per quanto riguarda fantomatici "terroristi travestiti da donne in burqa" per compiere attentati, sinceramente spero che nessun responsabile dell'ordine pubblico prenda sul serio tale ipotesi: quale "terrorista" sarebbe così folle da indossare il niqâb, attirandosi addosso tutti gli sguardi di poliziotti, vigili e carabinieri, invece di mettersi jeans e maglietta, passando così completamente inosservato?
Inoltre, seguendo questo stesso ragionamento si dovrebbero proibire le maschere di Carnevale; anzi, celarsi dietro una maschera veneziana sarebbe certamente un miglior modo di mimetizzarsi (sempre seguendo il ragionamento del loro ipotetico "terrorista"), perché le maschere sono migliaia, dunque è più facile confondersi nella folla, al contrario le donne che portano il niqâb in Italia sono abbastanza rare, e controllatissime…
Perché poi non vietare il casco integrale (che invece è obbligatorio?)… un terrorista, sempre seguendo l'assurdo ragionamento di cui sopra, potrebbe fare un attentato direttamente con la moto! Non mi pare un motivo per abolire né casco né moto!

Vorrei seriamente rivolgermi prima di tutto alle sorelle: subhanaAllah, non abbiate paura che vi possano impedire di portare il foulard, e non lasciate che vi trascinino in un "gioco al ribasso"… InshaAllah difendete anche il niqâb, e anche se non lo indossate! Io non difendo il niqâb perché lo porto, lo difendo perché si tratta di un'adorazione di Allah (subhânaHu waTa'ala)! Inoltre, se ognuna di noi lotta solo per ciò che la riguarda, dov'è la sorellanza?
Chiedo inoltre ai fratelli responsabili di varie associazioni "rappresentative" dell'Islâm: difendete le vostre sorelle! Basterebbe una presa di posizione chiara per ribadire che anche il niqâb è legale… Inoltre, è evidente che il niqâb sia una scusa, come di volta in volta lo sono stati la poligamia (in una società adultera come quella italiana, si sono visti addirittura i partigiani dei matrimoni gay denunciare tranquilli fratelli poligami da vent'anni perché agirebbero "contrariamente al buon costume"! ma siamo seri!!), i matrimoni islamici tra minorenni (ossia: una ragazza di 17 anni in Italia può accompagnarsi "legalmente" con un uomo diverso ogni giorno, ma se firma in moschea un contratto islamico di matrimonio con quello che comunque – per la legge italiana – è sempre "il suo ragazzo", succede il finimondo!), e si potrebbero fare tanti altri esempi di attacchi pretestuosi contro qualsiasi cosa profumi di Islâm…
Per questo, ribadisco: cari fratelli cosiddetti rappresentanti dell'Islâm italiano, già una sorella a Milano è stata picchiata in mezzo alla strada soltanto perché indossava il velo, e non abbiamo sentito la vostra voce… ogni sorella deve difendersi da sola, e magari combattere contro la burocrazia leghista, prendere l'avvocato e arrivare fino al Presidente della Repubblica, come ha fatto la nostra meravigliosa sorella Sabrina mashaAllah, oppure inshaAllah possiamo sperare nel vostro sostegno fraterno?... e ricordate che il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse: "Ogni Musulmano che abbandoni un altro Musulmano, quando venga attaccata la sua persona o il suo onore, Allah non verrà mai in suo soccorso in casi simili. Ogni Musulmano che accorra in aiuto di un altro Musulmano quando la sua persona o il suo onore siano attaccati, Allah lo soccorrerà" (riportato da Abû Dâwûd)

Umm Yahyâ
Jazakillahukhayran alla sorella Hannah
per la precisa ricerca delle fonti giornalistiche!!

22 set 2009

santanchè al corso di arabo....

care sorelle, mi rivolgo principalmente a voi perchè come avete già saputo la "fatina azzurra" degli italiani la sign. Santanchè, si è permessa di rovinare la nostra festa a delle nostre sorelle a Milano. Quello che dico io è che gliene hanno date troppo poche! Ma la fatina è andata a Milano perchè sapeva che ne avrebbe prese poche perchè ad esempio a fare un confronto in tv con me si è rifiutata insieme alla sua amica Sbai?
Se avessi potuto andare io a Milano altro che lifting le facevo le prsentavo mia figlia, con il suo bel veletto fucsia ed il suo tappetto per pregare rosa... e vedvi cosa gli diceva mia figlia che è gelosissima del suo velo, e se glielo toccava sai che morsi su quelle dita, tanto il ramadan, e non ramadam come dice la signora è finito quindi mangiare si può, anche se ho dubbi che le sue dita contengano carne che per noi è anche Haram quella carne lì, penso che siano di plastica pure quelle, poi un altra cosa dice Iman invece di Imam, e dice burqa al posto di hijab o forse devo dire velo perchè non sa la differenza. Oltre che stare unite care sorelle sapete che facciamo mandiamo la signora a......
fare un bel corso di Abbaro, come dice mia figlia che è meglio, così magari impara a dire che lei usa il cognome del suo ex marito (capisco perchè ex) e nn usa il suo vero cognome quindi io fossi l' ex chiederei i danni alla signora per sruttamento inproprio del suo cognome...


Sorelle sto mettendo in piedi un associazione che a trento non abbiamo ancora di donne musulmane, e poi tutte all' attacco ABBASSO LA SANTANCHE'

almeno noi siamo capici di parlare non ci confondiamo con le parole...
faccaimo una colletta e la spediamo in arabia li si che le fanno imparare l' arabo!!
UNITE SORELLE SEMPRE

14 set 2009

---- esselamu aleykum a tutti/e vi propongo una questione:

"se vi dicessero che durante il mese di ramadan per sehur bisogna fare un astensione di 10 min e quindi iniziare 10 min prima del tempo stabilito e per iftar posticipare di 10 min quindi aumentare di dieci minuti il tempo stabilito per il digiuno voi lo fareste oppure vi atterreste agli orari prescritti a livello mondiale?"

Fatemi sapere che fareste pi vi spiegherò inshallah il perchè di questa mia domanda...

31 ago 2009

durante ramadan e non solo

Siamo nel mese di Ramadan e ovviamente si digiuna, si prega, si legge il Corano, e si raggiunge un livello di spiritualità molto più elevato perchè ci si sente vicini ad Allah. Ogni nostro comportamento durante Ramadan viene esaminato da noi stessi per paura di cadere nell' errore.
Si digiuna, si prega, si legge il Corano ma...
Essere musulmano "praticante" come sento da dire da tanti cosa vuol dire? cosa significa?
Ogni anno durante il mese di Ramdan ne sento di tutti i colori...
cioè c'è chi dice di essere musulmano/a "praticante" e fa il digiuno di Ramadan e nei 40 giorni precedenti al Ramdan si comporta bene, non fuma, non beve alcolici, la donna si mette il velo solo per quei due msei che serve per far"bella figura",
recitano il Corano pregano che a guardarli sembrano i più religiosi del mondo.
Ma c'è anche chi durante il digiuno siccome non si può bere e mangiare, allora una sigaretta ogni tanto se la permette, pensano "ma si dai è lo stesso tanto in fondo non mangio e no bevo er tutto il giorno",
poi c'è chi digiuna, dice di essere musulmano/a ma se lo incontri per strada ti saluta con un ciao invece che salutarti con il saluto musulmano...
Ma ci sono anche delle donne che quando le incontri prima ti dicono ciao, e poi si arrabbiano se magari gli fai notare che ci si deve salutare come allah comanda, e si arrabbiano pure se gli fai notare che indossano pantaloni corti e maniche corte, da un certo punto di vista posso anche "capire" il fatto che una donna non si metta il "velo" perchè ogni donna decide quando è ora di metterlo e deve sentirsi pronta a farlo, però non riesco a capire come si possa pregare digiunare e recitare il Corano e allo stesso tempo quando incontri una sorella saluti dicendo Ciao" e ci si arrabbi perchè la sorella ti fa notare che porti le maniche corte e che quindi ti faccia capire che è haram indossare maniche e pantaloni corti.
Morale della favola cari sorelle e fratelli è che bisogna comportarsi bene tutto l' anno e non solo durante il mese di Ramadan quindi chi fuma lo stesso chi interrompe il digiuno con la birra, chi come nel caso delle donne va in giro in maniche corte e pantaloni corti, oltre che non farlo nel mese di Ramadan, non dovrebbe tutto l' anno fare così.
Che senso ha digiunare, pregare, studiare il Corano se poi alla fine il comportamento e l' abbigliamento non rispecchiano i precetti di allah?
se si segue la religione e si ha scelto di seguirla fino in fondo, perchè allora non si si comporta come allah vuole?
Che senso ha digiunare se poi bevi alcolici e fumi?
Che senso ha pregare e studiare ed imparare il Corano se poi alla fine si va in giro scoperte?
Che senso ha dire Allah sa e vede tutto se poi ti metti le maniche corte?
Allora la mia conlcusione è: si è musulmani perchè si vuole fare bella figura davanti agli altri o si è musulamni perchè lo si è col cuore?
Allah sa e vede tutto quindi di conseguenza se si afferma questo si dovrebbe anche metterlo in pratica o no?
questo hadits è la migliore risposta oltre a quella che può darci allah:

„Ho sentito l’ Inviato di Dio dire:- Chi di voi veda un male, lo corregga di propria mano; e se non ne è in grado, lo faccia colla lingua; se non ne è in grado, lo faccia col cuore, e questa è la fede più debole-.” ( muslim)











18 lug 2009

10 lug 2009

Sono stufa di sentire che gli islamici sono pedofili....

Una lettura attenta del Corano rivelerà che il matrimonio nell’Islam è un contratto civile,meesaaq (4:21),e come tale,può essere finalizzato solo tra persone che sono intellettualmente e fisicamente abbastanza mature da capire e assumersi le responsabilità di tale contratto. Questo può essere inteso dal versetto: “Mettete alla prova gli orfani fino a quando non raggiungono l’età di nikah(matrimonio), e se trovate in essi rushdh(maturità di intelletto)restituitegli le loro proprietà”(4:6). Il Corano fa sì che sia la maturità intellettuale (che cade sempre oltre l’età della pubertà) la base per arrivare all’età del matrimonio. Ciò è anche in conformità con la descrizione coranica del matrimonio come incollaggio emotivo tra due persone reciprocamente compatibili in cui essi cercano di “abitare in tranquillità” (v. 7:189 e 30:21) tenendosi compagnia a vicenda e che non è possibile se uno dei coniugi è mentalmente poco sviluppato.

Come tutti i biografi del Profeta concordano sul fatto che egli consumò il matrimonio con Aisha nell’anno 2 dell’Egira,si può definitivamente dire che Aisha aveva,in quel momento, 19 anni e non 9 anni come asserito nel suddetto hadith.

La verità è che il Corano è il locus classicus dell’Islam,nessuna autorità può sostituirlo. Anche il Profeta ha avuto l’ordine di giudicare secondo il Corano (4:105, 5:49, 6:50 e 7:203).

Note:

i nostri nemici non vogliono sentire le risposte giuste ma loro vogliono solo le accuse come mi ha detto un Imam studioso in Bosnia.

E poi , sempre l'imam mi disse, che entro nei raporti sessuali quando Aisha ebbe 18 anni.

leggi tutto

10 giu 2009

presidente di seggio con il velo

Il diario della collaboratrice di Yalla Italia Rassmea Salah fra insulti e sorrisi

di Rassmea Salah

Sono stata nominata dalla Corte di Appello di Milano Presidente del seggio 22 di Bresso per le elezioni europee e provinciali dei giorni 6 e 7 giugno 2009. I requisiti c'erano tutti: sono cittadina italiana e sono laureata. Qual è la notizia, allora? La notizia è che non sono cattolica, ma musulmana. E per di più indosso un velo islamico, il hijab, quello che lascia scoperto il viso e che, colorato e sempre abbinato a borsette e scarpe, copre solo i capelli. Una novità, forse. Ma è indubbiamente un chiaro segno che la società cambia, anzi è già cambiata, un segno che questa Italia di oggi è, volenti o nolenti, già multietnica e multiculturale.

È l'ennesimo segnale che la cittadinanza ha un volto nuovo e che l'identità italiana è compatibile oggi con un nome arabo, con degli occhi a mandorla, con una pelle color ebano, con una religione che non sia quella maggioritaria. È anche un chiaro segnale di un desiderio, da parte di noi giovani soprannominati "nuovi italiani" (come ci ha definiti il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano) o "seconde generazioni d'immigrati", di voler partecipare attivamente alla vita pubblica e politica del paese in cui siamo nati o cresciuti per la maggior parte della nostra vita. È un desiderio di riscatto sociale, di dare il nostro piccolo contributo alla società, di dimostrare che per noi figli d'immigrati non si può parlare di integrazione, perché essa sottende l'inserimento di un elemento estraneo alla società nella stessa. Noi non ci sentiamo e non siamo e non vogliamo essere elementi estranei, ma pensiamo di essere elementi intrinseci alla realtà sociale attuale. Oggi noi nuovi italiani vogliamo essere riconosciuti come tali, non solo socialmente e culturalmente, ma anche giuridicamente. Molti di noi infatti non hanno ancora la cittadinanza e non si sentono quindi inclusi nella società, non si sentono riconosciuti da Mamma Italia come suoi legittimi figli/cittadini. Faccio dunque un appello al Presidente Giorgio Napolitano perché si riveda in Italia la legge sulla cittadinanza che deve essere aggiornata, contestualizzata e adattata al nuovo scenario di oggi, quello di una società italiana in continua trasformazione che presenta altre forme di italianità.


Fare il presidente di seggio è stato per me un onore. Ho ricevuto sia messaggi e sorrisi di supporto e di solidarietà, che critiche e insulti. Ma penso sia normale, visto che forse gli stessi cittadini italiani autoctoni ancora non si sono resi conto delle trasformazioni sociali in atto, e credono fermamente che il modello di cittadinanza italiana debba essere oggi come quello di cinquant'anni fa: bianco e cattolico.


Mi auguro che il melting pot americano, con il suo più grande risultato di portare all'elezione di un presidente di seconda generazione e di origine africana, possa insegnare qualcosa anche all'Italia.

Tag associati all'articolo: Giovani (+ 1143) Elezioni (+ 398) Islam (+ 579)

vi rimando a questo link

http://www.facebook.com/ext/share.php?sid=189864340510&h=L7CDD&u=JmIy6&ref=nf



19 mag 2009

fomentare l'odio sopratutto se musulmano...

tratto da:

http://www.babelmed.net/Paesi/Italia/fomentare_lodio.php?c=4113&m=526&l=it





La dirompente ondata anti-islamica che si è abbattuta sull'Europa funziona sempre allo stesso modo. Stesse generalizzazioni, stesse stigmatizzazioni, stessa deumanizzazione, stessa schifosa ignoranza, stessa equazione semplificata: tutti gli arabi sono musulmani, tutti i musulmani sono islamici, tutti gli islamici sono terroristi: l'islam è una religione fondata sulla violenza il cui nocciolo sostanziale genera necessariamente violenza, la civiltà arabo-musulmana, impigliata nel suo oscurantismo, è immobile da più di un millennio. I musulmani, come gli ebrei precedentemente, minacciano di invadere la civiltà giudeo-cristiana la cui superiorità non è più oggetto di discussione. Perché e in che modo la storia, che non si ripete mai, ama comunque riproporre i suoi momenti più neri? Lungi dall'essere stati sradicati, il razzismo, l'anti-semitismo e oggi l'anti-islamismo presentano ricorrenze e analogie quantomeno inquietanti con l'ascesa del fascismo in Europa. Tuttavia, l'odio per l'Islam prende forme diverse nei vari paesi europei, in Francia, in Italia, in Germania o in Belgio... Merita allora domandarsi, relativamente a ciascuna di queste Nazioni, quale sia il terreno su cui attecchisce l'abietto, quali condizioni sociali, economiche, storiche, politiche, simboliche spieghino la sua attuale vitalità. Una piccola panoramica sull'Italia.

Scrivere l'odio
Manhattan 2001: Oriana Fallaci è chiusa nella sua solitudine quando assiste all'indicibile: un bombardamento a due passi da lei, torri che implodono e si piegano, corpi disgregati proiettati nel vuoto. Una bile rabbiosa la rapisce, e si traduce in inchiostro, inizialmente sotto forma di una lunga intervista destinata al «Corriere della Sera», che presto diventa un libro: La Rabbia e l'orgoglio.

Venduto in circa un milione di copie in Italia, tradotto e pubblicato in numerosi Paesi, questo libro riproduce, come sottolineerà Hacen Taleb, l'avvocato del Mrap, in occasione del processo in Francia contro il best-seller, «il modello di letteratura anti-semita dalla fine del XIX secolo agli anni '30».
Questo scritto distruttivo, spogliato da ogni analisi per comprendere la tragedia degli attentati dell'11 settembre, è ancora più spiazzante se si considera che Oriana Fallaci ha avuto il suo momento di gloria come grande reporter, intervistando i principali capi politici del secolo scorso: Deng Xiaoping, Indira Gandhi, Khomeiny, Golda Meir, Lech Walesa...
Ma al di là di questa infuocata polemica, il vero scandalo sta nel fatto che questa imprecazione razzista, questo grido di guerra lanciato contro tutti i musulmani, abbia potuto trovare un'eco mediatica di pari portata, in Italia e, di rimbalzo, nel resto d'Europa.
Il vero scandalo è che questo grido si sia potuto divulgare così agevolmente su uno dei più grandi quotidiani della penisola, spesso paragonato a «Le Monde» o al «New York Times», e che abbia infine trovato spazio nel dibattito politico italiano senza ostacoli. Nel 2004, Silvio Berlusconi ha chiesto a Oriana Fallaci di presentarsi alle elezioni comunali di Firenze; niente di cui stupirsi: non ha lui stesso, subito dopo gli attentati dell'11 settembre, dichiarato la superiorità della civiltà occidentale rispetto alle altre?
Diventato un testo di riferimento, La Rabbia e l'Orgoglio segna una svolta estremamente allarmante, un nuovo passo verso la radicalizzazione contro l'Islam, poiché autorizza a esprimere, in totale impunità, un'insofferenza per ciò che è musulmano, un razzismo anti-arabo, e più generalmente un'allergia violenta per la diversità dei più sprovveduti: gli immigrati. Il libro avrà dunque numerosi adepti.

effetto velo...

Esselamu aleykum cari fratelli e sorelle, oggi con mio immenso dolore ma con tanta consapevolezza vi racconto gli effeti che il velo hanno sulle persone non musulmane...


Qualche giorno fa mi sono recata in un ufficio per svolgere delle pratiche buracratiche legate al trasloco, ebbene entro in questa sala d' attesa, piena di persone, c'erano solo due sedie libere, quindi su una sedia mi sideo io, la sedia in cui mi sideo io è accanto ad una finestra mentre quella libera no...
Dopo due ore di attesa, la sala piena di gente, e nessuno che si fosse seduto su quella sedia libera, immaginate il perchè?
Beh, il fatto è che io ero seduta vicina alla sedia libera però indossavo il velo e di conseguenza quando la gente entrava nella sala veniva spedita a cercare un posto per sedere ma quando si accorgevano che vicino c' ero io, si vedeva l' espressione del volto cambiare improvvisamente.
A me sinceramente veniva anche un pò da ridere perchè fai due piani di scale a piedi entri sfinito senza fiato nella sala d' attesa e non ti siedi per riprendere fiato solo perchè lì vicino c'è una che porta il velo?

Un fatto questo che mi fa sorridere ma allo stesso tempo anche incavolare come una bestia!!!
Perchè ci si deve comportare così? Che paura c'è se una indossa il velo, non era mica il burqa altrimenti figuriamoci sarebbero diventati tutti campioni di corsa di velocità perchè sarebbero scappati tutti sia mai che magari una si gratta la testa e zac, scoppia una bomba da qualche parte!!!
Comunque cari fratelli e sorelle vi dico che anche se fa male vedere questi comportamenti perchè fa male e molto, siamo consapevoi delle reazioni dele persone, ma ricordiamoci anche che quando accadono questi episodi, l' unica cosa che per noi è da fare è torvare conforto e rifugio in Allah swt leggendo il Sublime Corano ed i suoi insegnamenti, ma attenzione il Corano letto con il cuore non con la ragione aprite il vostro cuore ad Allah swt quando leggete la Sua parola e Lui vi indicherà il modo migliore per comprendere il Suo volere.

Esselamu Aleykum a tutti

25 feb 2009

integrazione vuol dire assmilazione?

esselamu aleykum a tutti, sorelle e fratelli, in questo periodo che per me è super attivo, gli impegni per via del miolibro sono tantissimi Alamdullillah, mi sento spesso dire che i mussulmani devono integrarsi, comportarsi come ci si comporta in Italia perchè si vive qua e quindi bisogna adattarsi alle leggi e alle regole e mettiamoci pure anche le tradizioni religiose...
Ora detto questo che forse tempo fa anche avevo già accennato alla cosa, mi sono posta la domanda:"COSA SI INTENDE PER INTEGRAZIONE?"
Beh cari miei sapete purtroppo qual'è la risposta? Facendo una piccola indagine per un giornale bosniaco, ho scoperto (devo dire che però già lo sapevo e ne avevo le conferme, anche se facevo finta che non fosse così ), ho scoperto che per molta gente l' integrazione e riferita in particolare ai musulmani, viene intesa la maggior parte delle volte per ASSIMILAZIONE! Osceno a parere mio è dire poco, perchè ci sono delle persone, e mio malgrado musulmane, che fanno vedere che per essere accettati in questo Paese, cioè l' Italia, bisogna a tutti i costi comportarsi come loro e quindi ecco il "piccolo decalogo del musulmano secondo l' integrazione" o meglio l' assimilazione:

1. predicare bene e razzolare male ( gli italiani in questo sono molto bravi) cioè a casa essere islamici al 100%, ma appena esci ed incontri le altre persone cominci a comportarti peggio di loro bevedno alcolici, mangiando Haram, e pur di mantenere le amicizie fare tutto e per tutto quello che fanno loro

2. Se pur di ottenere un lavoro ti devi togliere il velo si fa tranquillamente senza problemi anzi così le altre colleghe ti considerano di più quindi non serve diventare matte per dimostrare chesai lavorare basta togliere il velo e magicamente diventi la più brava lavoratrice del mondo!

3.Senza dubbio se i tuoi figli frequentano la scuola a maggioranza cattolica allora anche tu devi per forza festeggiare il Natale e fare i regali a tutti e raccontare ai tuoi figli la favoletta di Babbo Natale che però sea casa non hai il camino da dove cavolo arriva Babbo Natale e poi se il fuoco del camino è pure acceso che fine fa Babbo Natale?

4. Non importa se nel tuo cuore tu sei islamico e sai che così facendo non ti comporti come Allah swt vorrebbe, tanto i tuoi nuovi amici ti insegneranno anche a non avere i sensi di colpa perchè ti comporti così e ti isegneranno anche che nella vita bisogna essere incoerenti perchè così arrivi molto lontano.

5. E per finire in bellezza ti insegneranno pure ad essere ignorante così tutto quello che tu sai sull' Islam e sulla tua religione loro ti diranno che lo devi adattare ai tempi moderni e non serve sapere tante cose basta solo integrarsi al pari di loro e quindi comportarsi come loro ed il Corano e gli insegnamenti di Alla swt li puoi mettere nel cassetto

6. Se dentro di te si risvegliano i sentimenti islamici che fino a quel momento hai dimenticato per essere loro amico, e quindi quando vedi tua figlia che si mette la minigonna, che fuma, che beve, e che vuole fare la modella o la velina, e inte si risvegliano questi sentimenti islamici profndi e quindi picchi tua figlia perchè si comporta così ( notare che se tu prima ti sei comportato così e hai lasciato ed insegnato ai tuoi figli lo stesso, e tu per questo una mattina tisvegli e la uccidi ( vedi la povera Hina) allora tu non sei più integrato come lo eri il giorno prima ma sei un integralista e fondamentalista.

Quindi morale della favola cari fratelli e sorelle musulmani, se volete integrarvi dovete assimilarvi, ed imparare l' incoerenza che vi porterà lontano....

Poveri i nostri figli, in Italia dove la Ummah non è per ninete unita e nessuno fa nulla, e se c'è qualcuno che vuole fare qualcosa viene bloccato dagli stessi musulmani, c' è solo da vergognarsi, purtroppo per noi perchè alla fine come dice un hadits del nostro Profeta swt :

" Io non ho paura che voi commetterete Sirk(associare a Dio il compagno) dopo la mia morte, ma ho paura dei fedeli musulmani che praticano e pensano solo a riempirsi la pancia"

Con questo voglio dire che ahimè ci sono purtroppo musulmani che guardano solo il proprio interesse e non il bene della Comunità Islamica Italiana.

9 feb 2009

consulta "islamica" di nuovo

Vi ricordate sicuramente quando io srissi una lettera riguardante la CONSULTA "ISLAMICA" nel quale mi dissocio dai resti della consulta. Che loro rappresentano solo se stessi non lo dico solo io ma anche Massimo Introvigne che non è un musulmano ma cristiano. Leggete qui sotto.

Massimo Introvigne

I fatti sono noti. L’Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia), il cui presidente fa parte della Consulta per l’islam italiano istituita dall’ex ministro Pisanu, ha fatto pubblicare a pagamento su diversi quotidiani un’inserzione che paragona Israele alla Germania nazista. Il ministro Amato ha convocato la Consulta per discutere il caso. Chi fin dall’inizio non voleva l’Ucoii nella Consulta ne approfitta per attaccare l’ex ministro e il precedente governo.
La legge istitutiva della Consulta ne fa un luogo dove il governo si confronta con esponenti dell’islam scelti - così recita la legge - «a prescindere da ogni carattere rappresentativo». La Consulta non crea un’impossibile «Chiesa islamica» in Italia e non pretende di rappresentare l’islam italiano. Diversamente, non avrebbe senso il fatto che al suo interno hanno un voto intellettuali islamici rispettabilissimi ma che rappresentano solo se stessi, e un voto i rappresentanti di organizzazioni che attraverso le moschee loro fedeli controllano migliaia o anche decine di migliaia di musulmani. D’altro canto, le indagini sociologiche mostrano che la maggioranza dei fedeli dell’islam presenti in Italia non conosce nessuna delle varie organizzazioni islamiche italiane né la Consulta, che dunque certamente non può parlare a nome dei musulmani italiani.
Tuttavia, le associazioni islamiche non sono tutte uguali. Ci sono gruppi - come l’Associazione delle donne marocchine della signora Souad Sbai, di tendenza laica, e la Coreis, di ispirazione sufi - che contano aderenti e simpatizzanti in un ordine che va dalle centinaia alle poche migliaia di persone. C’è la Lega musulmana mondiale dell’ex ambasciatore Scialoja a Roma, autorevole per il controllo della moschea di Roma e i legami privilegiati con gli Stati arabi. E c’è l’Ucoii, l’unica organizzazione a suo modo «rappresentativa» perché - anche se non controlla la maggioranza dei musulmani italiani - ha dalla sua oltre l’ottanta per cento delle moschee. Il problema della Consulta è che le organizzazioni moderate come quelle della Sbai o la Coreis hanno pochi aderenti. L’unica organizzazione con molti aderenti, l’Ucoii, ha una dirigenza neofondamentalista con parecchi leader storicamente vicini alla casa madre del fondamentalismo mondiale, i Fratelli Musulmani.
Una Consulta con l’Ucoii è dunque una Consulta con i fondamentalisti. Una Consulta senza Ucoii è una Consulta dove è rappresentata una frazione minima dell’islam italiano. In Francia Sarkozy (che non è Diliberto, e neppure Chirac) ha accolto in una Consulta simile l’Ucoif, il gemello francese dell’Ucoii, e si è preso critiche analoghe. La scommessa era che, dialogando con grandi istituzioni fondamentaliste, si facesse emergere al loro interno una componente non violenta e ostile al terrorismo.
Le bravate dell’Ucoii sembrerebbero indicare che in Italia la scommessa è stata persa. Ma in realtà le Consulte sono strumenti la cui utilità dipende da chi li tiene in mano. Un Sarkozy, o un Pisanu in Italia, potevano permettersi i neofondamentalisti nelle Consulte, perché queste presenze erano bilanciate dalla linea inequivocabile del ministero e del governo. Sono le ambiguità di Prodi e D’Alema che rendono la presenza dell’Ucoii - che trova nella nuova maggioranza sponde che non aveva nella vecchia - assai più discutibile oggi che ieri. È l’attuale governo che rende la Consulta con l’Ucoii uno strumento ambiguo e pericoloso, e non viceversa.

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=113774

13 gen 2009

vergogna....

in questi giorni tra le mie varie ricerche per il materiale del mio secondo libro mi sono imbattuta in un blog a dir poco strano.... http://milleeunadonna.blogspot.com/
di colpo ho pensato:" a vedi che ci sono anche dei blog che si occupano di cose serie," ma neanche finito di pensarlo mi sono morsa la lingua, questa è la descrizione del blog:

Descrizione : Questo blog tratta quasi esclusivamente della condizione delle donne arabe e/o musulmane in Italia e nel mondo, di donne e uomini occidentali che si sposano con persone provenienti da Paesi islamici o di religione musulmana, di donne occidentali nei Paesi arabi e islamici e di donne che hanno deciso di abbandonare l'islam. Il nostro spazio è caratterizzato da articoli di giornale, segnalazione di libri e di film a tema.

dunque la descrizione parla chiaro un blog costruito per dare adosso agli arabi/musulmani.
Io mi chiedo ora perchè una persona o come in questo caso, visto che sono più persone a gestire questo blog, per avere un blog devono parlare di donne ed ancora una volta donne musulmane che però secondo loro si rifiutano di abbracciare l' islam.
Ora capisco che l' argomento islam in questi ultimi anni sta andando di moda e favorisce un ottimo biglietto da visita per farsi pubblicità dando adosso ai musulmani,
il problema è che però la maggior parte di queste persone è talmente presa da sè stessa, che poi alla fine sull' argomento di cui trattano non sono neanche ben informati, ed usare la donna, in questo caso musulmana per creare un blog che parla solo di femminismo puro e adossa colpe agli arabi, come dicono loro musulmani, senza andare in profondità dei casi esposti, perchè alla fine loro copiano ed incollano i vari articoli trovati in giro, e li mettono sul blog, questo sicuramente l' hanno impararto da personaggi come Souad Sbai che per poter fare il suo giornalino usa lo stesso sistema...
Quindi provate per un attimo a scrivere qualcosa con la vostra di testa, sempre se magari ne avete una, perchè mi sembra che non siate in grado di affrontare questi argomenti ed ovviamente copiare ed incollare frasi ed opinioni prese un pò quà e un pò là tra i vari giornali e siti, dimostra che non siete in grado di affrontare l' argomento e vedere la profondità e la spiritualità, che quando si parla di religione va affrontata e tenuta in considerazione, se non si è in grado di "sopportare" l' argomento" allora cambiate mestiere od hobby,
vedete voi, ma quando scrivete anzi scopiazzate gli articoli, vedete almeno cosa c'è scritto prima di pubblicarlo perchè le cose scritte in certi articoli fanno male a chi legge ed approffittarsi dei musulmani e comunque strumentallizare una religione per poter così usare le donne in questo caso come oggetti da dover far vedere a tutti i costi, per poter così dare adosso alle persone credo che sia una forma ignobile e vergognosa della più grande mancanza di rispetto nei confronti della persona in quanto essere umano e non essere oggetto, ovviamente tutto questo per chi non conosce bene il valore profondo dell' islam, non può essere capito, perchè non si vuole capire.
Per concludere come si usa dire in questi casi "diffidate dalle imitazioni", cioè non copiate ed incolate gli articoli senza capirne neanche il significato e soffermarvi solo al titolo perchè è forte.

Se vi dà tanto fastidio vedere musulmani in giro per il mondo e vedere come i nostri bambini vengono istruiti, che poi tra l' altro insegnare una preghiera ad un bambino, non è nulla di male anche nelle altre religioni si insegna ai bambini a pregare, quindi che male c'è e che fastidio vi dà se i nostri bambini pregano più dei vostri? siete invidiosi?

Questo articolo è riferito in modo particolare agli autori del blog sopra citato.

12 gen 2009

che dire....

dopo gli ultimi recenti fatti accaduti in palestina mettersi a parlare di "altro" sembra impossibile, invece proprio per non dimenticare che noi comunque dall' altra parte ci viviamo ( e non so questo che bello sia...) voglio parlarvi di una cosa molto importante a mio parere ma molto interessante per chi non pratica l' islam....
l' Harem cos'è l' Harem agli occhi degli occidentali...

quando si parla di Harem, le prime cose che vengono in mente sono l'uomo circondato da tante donne che gli girano attorno e danzano la danza del ventre... anche nei dipinti e nelle immagini artistiche in cui viene rappresentata la definizione di Harem si pensa sempre a quello la donna che come una geisa seduce l' uomo....
è proprio di questo che vorrei parlare con voi che dite secondo voi l' harem che cos'è? è questo o è altro e chi è musulmano lo sa, lo scopo dell' harem non è fare dell donne delle geishe ma ben altro...
nell' harem di solito abitato solo da familiari le attività sono altre che dite?

20 dic 2008

Auguri di Natale? Non ne posso più!!!

Ah il Natale...... le città si illuminano (alla faccia del risparmio energetico), ovunque vai ti giri e senti intonare canti di Natale, vedi gente con mille buste in mano che contengono pacchi pacchetti e pachettini, tutti ad affanarsi alla ricerca del regalo di natale da fare a qualcuno perchè se ti arriva improvvisamente a casa qualcuno e ti porta un regalo tu non puoi non contracambiarlo, ma che scherziamo fa una figura di ..... il 25dicembre si sta avvinando e come ogni anno tutti si vogliono più bene, tutti sono più buoni, tutti fanno buone azioni, tutti sono più gentili, tutti diventano più dolci ed anche al più feroce dei nemici agurano un Buon Natale, e guarda caso tutti si ricordano di avere una famiglia ed allora ci si deve riunire tutti attorno ad un tavolo per passare la gioia del Natale tutti insieme appasionatamente.
Ma che è una soap opera?
E noi musulmani, che in mezzo a tutta questa gente così dolce e felice, ci entiamo dire da tutti: " Auguri, vedi di passarlo bene". Ma che vuol dire, poi passalo bene, questo non l'ho capito, ma quando tu rispondi " guarda che io non festeggio" si impietriscono, sembra la catastrofe universale, ti guardano addiritura con gli occhi sbarrati e dicono "Ma come non lo festeggi? guarda che sei in Italia..., e i tuoi genitori li lasci soli il giorno di Natale?"
Quando mi dicono così,mi piacerebbe tanto avere un martello e darglielo sulla testa!
Non ho capito perstare con i miei genitori devo aspettare per forza il giorno di Natale, perchè a Natale non vanno lasciati soli, ma allora durante tutto l' anno si? ma che discorso è? Io i miei genitori li vedo anche troppe volte in una settimana eppure io sono musulmana e loro sono cristiani, loro fanno l' albero ed il presepe, noi no, ma non per questo a Natale io porto i miei bimbi a festeggiare da loro. E a proposito di bimbi subito ti dicono "Ma allora babbo Natale da voi non viene? I bambini stanno senza regali?"
Altra domanda che necessità di martello.... Ma per avere regali bisogna per forza avere Babbo Natale? Io non ho mai fatto regali ai miei bambini raccontandogli che c' è Babbo Natale che va in giro con una slitta trainata da renne e che in una sola notte gira tutto il mondo per scendere dal caminetto e consegnare i regali ai bambini, eppure i miei figli fantasia ne hanno lo stesso non è che per avere fantasia devono per forza avere i regali di Babbo Natale. Una volta ho sentito un bambino dire alla mamma " ma noi il caminetto non ce l' abbiamo, allora da noi Babbo Natale non viene? E qua casca l' asino, o in questo caso la renna, che rispondi? Sembra che non capiscano, ma i bambini capiscno molto più di quanto pensiamo...
Ah, la magia del Natale, ma che magia è se poi il giorno dopo tutti si dimenticano tutti?



Avete mai provato a fare gli auguri a una persona non musulamna durante la fine del ramadan, oppure per la festa del sacrificio? a me è capitato e sapete cosa mi hanno risposto? " Perchè gli auguri noi non festeggiamo niente, è il compleanno di qualcuno?"
E allora perchè noi dovremmo accetare gli auguri di Natale per una forma di rispetto, se quando poi tocca a noi festeggiare non veniamo rispettati?
Ogni anno poi devi spiegare alle stesse persone, che tra l'altro ti frequentano da molto tempo e sanno che orientamento religioso hai, che tu non festeggi, non vuoi regali, e che non ti va proprio di ricevere gli auguri. E loro no, non capiscono, c'è chi festeggia e chi no!
Perchè per dimostrare agli altri che si è integrati nella società, che poi intendiamoci bene che c'è da integrarsi se io sono nata qua? L' integrazione significa festeggiare il Natale, non riesco a concepire questo dover integrarsi festeggiando le loro feste! Non mi va giù, e mi da fastidio ogni anno sempre la stessa identica cosa.... uffh!

18 dic 2008

Coraggio islamico

Riuscire a far capire alla gente il perchè una donna occidentale si converte all' islam è molto difficile, quando dici che sei sposata con un musulmano subito ti guardano ti fanno quel sorrisino da imbecille, e poi ti dicono:" Ah ecco perchè..."
E' questo che mi dà più fastidio nelle persone, quella frase in realtà nasconde, "allora ti ha obbligata".
Grrr che rabbia! E' in questi momenti che mi viene in mente quel proverbio che dice "GLI OCCHI SONO LO SPECCHIO DELL' ANIMA", e più ci penso più mi rendo conto che è così,le persone ti guradano negli occhi e non hanno il coraggio di dirti quello che pensano.
E ti guardano pure dall' alto in basso come se avessi una malattia contagiosa e se solo ti guardano succede chissà quale catastrofe.
Mi sono sempre chiesta perchè alle persone mancasse così tanto il coraggio di dire le cose in faccia senza girare intorno ad inutli discorsi per poi non arrivare a capirne nulla.
Prima di portare il velo i dubbi sono tanti, ma quello che più fa paura è la reazione delle persone che ti conoscono che abitano vicino, le loro reazioni sono sembrano essere il motivo principale per cui una donna non debba portare il velo. Sentirai sempre persone che ti diranno "Ecco ti ha lavato il cervello".....oppure "schiavizzati ad allah" o ancora " stai a casa non lavorare così sarai senza dignità"... queste parole fanno male credetemi, parlo per esperienza personale, quando poi a dirtele è tua sorella o tuo zio fanno ancora pù male,il loro peso si sente molto di più! Per quanto uno cerchi di spiegare loro non capiranno, non capiranno mai il fatto che ti senti più a posto con te stessa da quando sei diventata musulmana, non capiranno mai il fatto che il tuo cuore si è aperto ad Allah swt, non riusciranno mai a capire perchè ti metti il velo... non riusciranno mai a capire che il percorso di conversione che una persona, è come quando costruisci una casa, prima fai le fondamenta e dopo metti tutto il resto, e alla fine aggiubgi il tetto, non riusciranno mai a caire che per te il velo è come il tetto della casa che hai costruito....
Si dice anche provare per credere... la maggior parte delle persone quando sentono la parola islam, si ricordano subito del musulmano che va in giro nel desrto con il cammello a vendere tappeti, o come ultimamente si sente dire kamikaze... anche qui ce ne sarebbe da dire ma parecchio...
Rinunciare alla vita di prima e accettare quella nuova è molto difficile, complicato, sembra una strada in salita che non ha mai fine, ma quando poi arrivi in cima, sai che ci sei arrivata con fatica sudore e lacrime, ti volti guardi indietro e alla fine pensi che è tutto dietro di te e che sta a te far rimanere tutto lì fermo dov'è,rifare la salita è faticoso ora che sei arrivata perchè tornare indietro? Pensa al percorso che hai fatto nella tua vita a quante cose avresti voluto fare e non le hai fatte per paura... e ricorda ora sei in cima non rovinare la strada che hai fatto vai avanti e vedrai che i rimpianti non avranno spazio nel tuo cuore, perchè ci sarà solo Allah swt a colmare quella sensazione di abbandono che ti circonda, ma quella sensazione sono gli altri a provarla perchè è il coraggio quello che conta ed il volere di allah swt, Allah swt ti ha aperto il cuore, non chiuderlo di nuovo......
Riuscire a spiegare questi concetti è complicato ma non bisogna perdersi d'animo, bisogna invece andare avanti avere coraggio, osare perchè tanto comunque vada Allah swt è con te ed è quella la cosa che conta di più.
Alla fine mi sono resa conto che non importa quello che dicono gli altri, non importa se ti guardano male, fregarsene di quello che dicono è il miglior sistema per poter condurre una vita Terrena tranquilla poi all' altra vita ci penserà Allah swt!

14 dic 2008

Rubrica Saff: da frate all' ISLAM




Vernes Hodzic,ragazzo musulmano che si è convertito al cristianesimo e poi è ritornato all' ISLAM e ringrazia Allah per averlo salvato dall' inganno. Si era convertito al cristianesimo diventando frate, il fatto è realmente accaduto nella Bosnia centrale. Appena riesco ad avere il materiale necessario vi tradurrò l' intervista.
Che pensate care sorelle e fratelli di tutto ciò? Sperate forse che magdi Allam farà così?

9 dic 2008

L'AYATOLLAH KHOMEYNY è STATO UN GRANDE UOMO DI FEDE

"VOLTAIRE UCCIDE L' OCCIDENTE,PREFERISCO IL SACRO DELL' ISLAM"Lo scrittore siscilano racconta  il suo nuovo libro  che critica  la modernità in nome  di una tradizione spirituale  (quasi ) perduta.

Buttafuoco, lei mette nelle prime  pagine un' ampia citazione di Ahmadinejad sui diritti della donna. Qualcuno reagirà male leggendo....

"La citazione nessun giornale italiano l' ha riportata anche se era un discorso all' ONU. Mi meraviglio sempre  dell' assoluta ignoranza in cui  ci muoviamo, l'ho messa per quello. Esattamente nessuno sa quanto i musulmani venerino la Vergine. Insomma, si pretende lo scontro di civiltà quando ignoriamo tutto..."

Lei parla  di un Occidente che si fabbrica il suo happy end mentre in realtà si limita  a consumarsi. E' laltra faccia di questa ignoranza?

" Io sono cresciuto in una famiglia che ha fatto dell' occidente una bandiera, sono cresciuto a pane e Pino Romualdi, quindi può capire la sofferenza. Ma oggi questa parola è solo il cavallo di Troia con cui la sinistra fa fare il lavoro sporco alla destra... Per fare un esempio, quando  vedo tutti starnazzare attorno alle moschee mi chiedo: ma non sarebbe  meglio chiudere le discoteche? La destra una volta era il senso della tradizione, della fede, e della patria. Ora cos'è che dovremmo  difendere: le minigonne? La vita a la page? Il consumo? ... Oppure tutti quei miscredenti che parlano di valori solo prechè non tollerano  di vedere altri, i musulmani, che sono capaci di fermarsi e pregare mentre noi non ci riusciamo?"

POTETE TROVARE IL RESTO DELL' INTERVISTA SU  il Giornale  del 25 novembre 2008