31 dic 2008

solidarietà a gaza

Gaza. Solidarizzare con chi resiste, denunciare chi collabora con i bombardamenti israeliani
In queste ore la Striscia di Gaza è stata trasformata in una trappola mortale dai bombardamenti israeliani che hanno già fatto centinaia di morti e altrettanto feriti che moriranno nelle prossime ore perché gli ospedali erano al collasso già da due anni a causa del vergognoso embargo.
I palestinesi di Gaza sono chiusi in ogni lato dai militari israeliani e da quelli egiziani, sottoposti a micidiali bombardamenti e impediti a uscire da questo nuovo “ghetto di Varsavia” per cercare rifugio, alimenti, assistenza medica e protezione.
Chiunque abbia un minimo senso di giustizia e verità oggi non può e non deve tacere di fronte al genocidio in corso a Gaza, un genocidio fatto prima di lento strangolamento economico/sanitario e di assedio e poi da missili, bombe e cannonate sull’area del mondo a maggiore densità di popolazione.
Noi riteniamo che sia giunto il momento di prendere posizione e di avviare una vasta campagna di mobilitazione tesa a impedire l’annientamento politico e materiale della popolazione palestinese da parte di Israele.
Per questi motivi riteniamo che:
1) Oggi occorre schierarsi apertamente con chi a Gaza oppone resistenza con ogni mezzo all’aggressione israeliana e condannare altrettanto apertamente chi si dissocia dalla resistenza. Riteniamo pertanto inaccettabili le parole e l’atteggiamento del presidente palestinese Abu Mazen e degli altri dirigenti dell’ANP che ritengono Hamas, e non Israele, responsabili della situazione, cercando di approfittare dell’aggressione per determinare un nuovo rapporto di forza dentro lo scenario palestinese. Abu Mazen si dovrebbe preoccupare di smentire le dichiarazioni del ministro israeliano Tzipi Livni la quale ha confermato che l’offensiva militare contro Gaza e Hamas andrà avanti fino a quando non ci sarà un nuovo equilibrio di potere funzionale agli interessi israeliani. Se la prospettiva di Abu Mazen e dell’ANP è simile a quella di un governo come quello di Al Maliki in Iraq, è evidente come tale prospettiva non possa trovare più alcun sostegno da parte di chi anima la solidarietà con la lotta del popolo palestinese.
2) Sulla situazione in Palestina emergono le gravissime complicità dei regimi arabi reazionari e filo imperialisti – in modo particolare dell’Egitto – che si rende ancora complice dell’embargo e del blocco contro la popolazione palestinese di Gaza arrivando a schierare le forze armate ai confini e facendo sparare contro i palestinesi che cercavano di fuggire dalla trappola di Gaza cercando rifugio e protezione in Egitto.
3) Va affermato con forza che la responsabilità della drammatica situazione a Gaza è della politica di annientamento perseguita da Israele con la complicità dell’Egitto, degli USA e dell’Unione Europea e non di Hamas. Non si può continuare a fare confusione su questo.
Gaza è assediata per terra e per mare da due anni chiudendo in trappola un milione e ottocentomila persone. La tregua non è stata rotta da Hamas o dalle altre organizzazioni palestinesi attive nella Striscia di Gaza ma dalle autorità israeliane che durante la "tregua” hanno ucciso 25 palestinesi, effettuato arresti e rastrellamenti in Cisgiordania, mantenuto chiusi i valichi impedendo ai palestinesi di Gaza di entrare, uscire o ricevere i rifornimenti necessari per sopravvivere. Ogni simmetria tra il lancio di razzi palestinesi a dicembre e i feroci bombardamenti israeliani è una ingiuria alla verità e alla giustizia.
4) I governi europei (incluso quello italiano) hanno preso posizioni formali ed equidistanti sul mattatoio in corso a Gaza che rivelano una grande preoccupazione per le ripercussioni degli avvenimenti in corso ma senza trarne le dovute conclusioni nelle relazioni politiche, diplomatiche e commerciali con Israele. Hanno accettato e mantenuto l'embargo contro i palestinesi di Gaza ed hanno mantenuto i rapporti di collaborazione militare, scientifico, economico con le istituzioni israeliane. Il governo israeliano ha messo non solo l’Europa ma anche la nuova amministrazione USA di fronte al fatto compiuto potendo godere di un livello di impunità per i propri crimini di guerra e contro l’umanità che la storia dal dopoguerra a oggi non ha assicurato a nessun altro stato.
5) Il popolo palestinese vive un momento estremamente difficile dal quale potrebbe uscire ridotto ad una esclusiva questione umanitaria che negherebbe decenni di lotta politica e di ambizioni alla liberazione nazionale della Palestina. Il popolo palestinese da anni affronta la più pericolosa potenza militare esistente in Medio Oriente – Israele – potendo contare sul sostegno solo delle altre forze che animano la resistenza antisionista nella regione, a cominciare dal Libano. L’unità di tutte le forze della resistenza a livello regionale è un passaggio che i movimenti di solidarietà in Europa devono appoggiare con ogni sforzo.
In questi giorni in molte città italiane – Roma, Milano, Bologna, Napoli, Pisa, Firenze, Lecce, Cagliari, Padova, Vicenza, Bari e tante altre – ci sono state alcune prime, tempestive e spontanee manifestazioni in solidarietà con il popolo palestinese, contro la strage in corso a Gaza e il terrorismo di stato israeliano. Questa mobilitazione deve proseguire nei prossimi giorni. Cortei sono già stati annunciati in diverse città italiane per sabato 3 gennaio. La nostra iniziativa deve dimostrarsi di essere capace di spezzare o mettere in crisi la catena delle complicità con i crimini di guerra israeliani a cominciare dagli anelli della disinformazione, della subalternità politica e della collaborazione militare e commerciale tra Italia e Israele.
29 dicembre
Il Forum Palestina
tratto da www.forumpalestina.org

30 dic 2008

DICIAMO STOP AL MASSACRO A GAZA ED IN PALESTINA
VI ASPETTIAMO NUMEROSI A TRENTO SABATO 3 GENNAIO 2009 ALLE ORE 9.30 PARTENZA IN PIAZZA DUOMO, A TRENTO
METTIAMO FINE A QUESTO MASSACRO
organizzato da donne musulmane del trentino.


detto e fatto dopo tante tante telefonate sono riuscita insieme ad altre sorelle che mi stanno aiutando in questo ad organizzare una manifestazione a favore della Palestina per dire BASTA BASTA BASTA è ora di finirla con questi giochetti squallidi ed assurdi. BASTA BASTA BASTA FERMIAMO IL MASSACRO IN PALESTINA.

29 dic 2008

FERMIAMO IL MASSACRO...

FERMIAMO IL MASSACRO... Dove? In PALESTINA!!!!!!!!
Dopo il terribile attentato subito dai nostri fratelli Palestinesi c' è ancora qualcuno che mi chiede ma dove bisogna fermare il massacro?
Dove, dove???? ma siete su questo pianeta o no con quelle terribili immagini che si sono viste alla tv ( quella italiana ovviamente come sempre ha fatto vedere pochissimi minuti, chissà perchè?), comunque, grazie ad Allah swt abbiamo le altre tv...
Stamattina parladno con alcne persone mi sono letteralmente sconcertata e stupita di come la gente sia indifferente e a dir poco cinica ed egoista nel far finta che questo MASSACRO non ci sia, e mi vengono pure a chiedere perchè che massacro è? Che è successo? Ma dico io capisco che dovete festeggiare il Natale ( che tra l' altro è passato), e che adesso pensate a capodanno, ma siete proprio come si dice3 qua a Trento, "GNAMPI" cioè scemi...
Come si fa a rimanere freddi davanti ad una scena del genere!!! Persone innocenti, donne bambini, e chiunque in quel momento che passava là, MASSACRATO senza nessuna pietà, così BOOM e tutto finito!
Il mondo intero non fa nulla!!! si l' ONU si è riunito ed ha fatto una riunione speciale, se possiamo chiamarla così, ma intanto quelle persone sono morte, non ci sono più Allah swt avrà cura di loro, delle loro anime, ma intanto laggiù nella terra rubata, ( ai Palestinesi) c' è gente che soffre si dispera, è esasperata da tutto questo MASSACRO LEGALIZZATO, si MASSACRO LEGALIZZTO dal mondo intero che per paura di offendere la sensibilità di ISRAELE, sta a guardare e non fa nulla, nulla ma proprio nulla per risolvere la situazione... e intanyo la gente muore soffre non si dà pace perchè da chio ha rubato la terra oltre che il pretendere con forza il diritto di esistere, subiscono anche questi duri e spietati MASSACRI LEGALIZZATI.
Perchè nessuno dei potenti del mondo ( ovviamentemi riferisco a questo Terreno), perchè fanno tutti finta di non capire, per tanti anni Israele ha rivendicato il suo diritto di esistere e continuando a ricordare l' olocausto subito durante la seconda guerra mondiale, si è fatto strada e continua a farsi strada MASSACRANDO i PALESTINESI e nonostante tutti questi attentati loro continuano a dire che hanno diritto alla Terra di Israele, poi aggiungono anche che loro sono contrari ai massacri di vittime innocenti, allora io chiedo alla nuova Prima Donna Israeliana perchè queste parole le ha dette solo dopo il MASSACRO avvenuto, perchè non le ha dette prima di dare l' ordine di fare una strage?
FERMIAMO QUESTO MASSACRO UNA VOLTA PER TUTTE smettiamola di dare ragione ad Israele solo perchè ha subito l' olocausto, e gli olocausti subito dai musulmani di tutto il mondo, e quelli di Srebrenica in Bosnia buttati nelle fosse comuni peggio che se fossero cani, loro chi si ricorda di loro l' ONU forse, ma dove era l'ONU durante quel MASSACRO e dove era l' Onu sabato 27 dicembre 2008, dove era dove ditemelo voi perchè mi piange il cuore sapere che nessuno fa niente e in Palestina le persone sorelle e fratelli nostri musulmani soffrono per una Terra rubata e dimenticata da tutto il mondo, solo Allah swt non ha dimenticato quei nostri fratelli e sorelle che stanno soffrendo in questo momento e a noi davanti a tutto questo, noi che siamo da questa parte del mondo non ci resa che pregare pregare e pregare per loro ed almeno spiritualmente accompagnare quei poveri corpi di quei nostri fratelli e sorelle caduti in questo MASSACR, accompagnamoli pregando allegerendo loro il dolce cammino verso la casa di Allah swt per i nostri SHEID preghiamo tutti moi musulmani del mondo affinchè possiamo in qualche modo dimostrare q auesti SHEID IL NOSTRO PIENO RISPETTO E LA NOSTRA PIENA GRATITUDINE PER IL LORO SACRIFICIO CH ALLAH swt ABBIA CURA DI LORO E LI ACCOMPAGNI NEL LORO CAMMINO DELLA VITA ETERNA.


IN NOME DI DI ALLAH IL COMPASSIONEVOLE IL MISERICORDIOSO
LA LODE APPARTIENE AD ALLAH SIGNOE DE MONDI
IL COMPASSIONEVOLE IL MISERICORDIOSO
RE DEL GIORNO DEL GIUDIZIO
TE NOI ADORIAMO A A TE NOI CHIEDIAMO AIUTO
GUIDACI SULLA RETTA VIA
LA VIA DI COLORO CHE HAI COLMATO DI GRAZIA
NON DI COLORO CHE ( SONO INCORSI) NELLA ( TUA) IRA, NE' DEGLI SVIATI

Possa allah prendersi cura dei nostri SHEID

disse Ben Gurion il primo fondatore di Israele, nel 1948 " perchè gli arabi dovrebbero fare la pace? Se fossi un dirigente arabo non firmerei mai la pace con Israele. E' normale: abbiamo preso il loro paese. Certo, Dio ce lo ha promesso, ma in cosa gli può interessare ciò? Il nostro Dio non è il loro. E' vero che siamo originari di Israele, ma la cosa risale a duemila anni fa: in che cosa gli riguarda? Ci sono stati l' antisemitismo, i nazisti, Hitler, Auschwitz, ma è stata colpa loro? Loro vedono solo una cosa: siamo venuti e abbiamo rubato il loro il Paese. Perchè dovrebbero accettare questo fatto? ( tratto da N. Goldmann, le paradosce guif, Paris 1976

PALESTINA: IL MASSACRO CONTINUA

Si continua ad aggravare il bilancio dei sanguinosi combattimenti in corso da questa mattina intorno al campo profughi di Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza. Fonti mediche hanno detto all'ANSA che negli ospedali della Striscia sono stati trasportati 36 morti, ma che almeno altri 4 cadaveri si trovano ancora sul campo di battaglia: «I nostri mezzi di soccorso li hanno individuati, ma gli israeliani non consentono alle ambulanze di avvicinarsi per recuperare i corpi» ha riferito un medico contattato preso l'ospedale Shifa della città di Gaza. Tra loro un padre con il suo bambino e due gemelli 12enni. Nell'operazione - che ha visto un violento scontro a fuoco con militanti palestinesi e il lancio di missili da parte dell'Aeronautica israeliana - sono rimasti lievemente feriti anche cinque soldati di Tsahal. Sono in totale 64, tra cui molti civili e bambini, i palestinesi rimasti uccisi nei raid e nelle incursioni condotte da Israele negli ultimi quattro giorni con l'obiettivo di distruggere le postazioni dalle quali i militanti lanciano razzi Qassam contro il sud dello Stato ebraico.
In una intervista del vice ministro della difesa israeliano Matan Vilnay (laburista) ha innescato oggi una dura polemica in Israele, e ha indotto i dirigenti di Hamas ad accusare gli israeliani di essere «i nuovi nazisti» e di progettare «un olocausto» per i palestinesi di Gaza. Parlando questa mattina alla radio militare Vilnay ha accusato i dirigenti di Hamas di essere degli "irresponsabili". «Quanto più si intensifica il lancio di razzi contro le nostre città e quanto più la loro gittata si allunga, tanto più i palestinesi - ha avvertito - si espongono al rischio di una shoah ancora più grande». Minaccia di un genocidio a danno dei palestinesi? La politica israeliana a Gaza non è scevra da questa tentazione. Utilizzando la parola «shoah» Vilnay non ha compiuto una scelta felice. Sebbene nell'ebraico biblico il termine non significhi genocidio ma semmai «rovina, distruzione fisica», nell'ebraico moderno e colloquiale esso equivale anche a «catastrofe»: espressione comunque inopportuna poichè corrispondente alla «naqba», appunto «la Catastrofe» con cui i palestinesi indicano il loro tragico esodo da Israele nel '48. Quando gli israeliani si riferiscono all'Olocausto perpetrato dai nazisti, a differenza di quanto avviene in tutte le altre lingue (nelle quali «Shoah» è già sinonimo di Olocausto) loro sono invece soliti aggiungere l'articolo, per cui dicono «ha-Shoah». Ossia «la Catastrofe» per antonomasia. In mattinata tali parole che giornalisti stranieri hanno tradotte come «olocausto» sono rimbalzate a Gaza dove gli animi sono esasperati, vedi u po', per la uccisione nelle ultime 48 ore di 31 palestinesi (fra cui otto bambini) e per i nuovi raid aerei. Episeodi che avvengono con cadenza quasi regolare nel lembo di terra martoriato dall'esercito con la stella di David. Il portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, ha così affermato che «gli israeliani sono i nuovi nazisti». Ha rincarato la dose il sito di Hamas per il quale «È questa la prima ammissione indiretta da parte di un dirigente israeliano che quello che Israele sta conducendo contro i palestinesi in Cisgiordania e a Gaza è appunto un Olocausto, sia pure al rallentatore». In serata un portavoce di Vilnay ha lamentato come le parole del vice ministro «siano state tradotte in modo tendenzioso». Egli, ha precisato, avrebbe voluto dire che continuando a bersagliare con razzi le città israeliane i palestinesi «vanno verso una catastrofe». Avrebbe voluto dire, ma lo ha precisato con poco perdonabile ritardo.

24 dic 2008

Babbo Natale non c'è spazio a Sarajevo

Babbo Natale, a Sarajevo è vietato
"Non è islamico, non entri negli asili"
Niente Babbo Natale per i piccoli bosniaci. A Sarajevo, un'ordinanza ha messo "fuori legge" Santa Claus, con relativa slitta e senne al seguito: non potrà entrare nelle scuole materne della città perché, sostiene la direttrice dei 24 istituti Arzija Mahmutovic, non fa parte della tradizione islamica. Preoccupazione dell'Osce (l'organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa): c'è il rischio di una politicizzazione dell'educazione.
Alla notizia, già circolata nelle ultime settimane e confermata nell'imminenza delle festività, dedica spazio il britannico "The Observer". Secondo la Mahmutovic, Babbo Natale - definito in passato una "creazione comunista" dal defunto pater patrie Alija Izetbegovic - non ha nulla a che fare con la tradizione bosniaca e islamica. Da qui la bella pensata di "abolirlo", alla faccia della convivenza interreligiosa ed interetnica nella regione. La capitale bosniaca, oggi, è una città praticamente monoetnica e monoconfessionale: è abitata essenzialmente da bosniaco-musulmani. Prima della dissoluzione dell'ex Jugoslavia, era invece la città simbolo della convivenza balcanica. La messa al bando di Santa Claus pone l'ennesima pietra su tutto questo, con l'aggravante di coinvolgere i bambini in una festa che vorrebbe celebrare la pace fra i popoli. A questo si aggiunge un'altra situazione emblematica che, nella città bosniaca, interesserà la formazione dei più piccoli: Sarajevo sta pensando di introdurre corsi di religione islamica nelle scuole materne. Questo ulteriore segnale non è sfuggito agli osservatori internazionali, che denunciano il rischio di andare verso una progressiva radicalizzazione dell'Islam a livello regionale.

20 dic 2008

Auguri di Natale? Non ne posso più!!!

Ah il Natale...... le città si illuminano (alla faccia del risparmio energetico), ovunque vai ti giri e senti intonare canti di Natale, vedi gente con mille buste in mano che contengono pacchi pacchetti e pachettini, tutti ad affanarsi alla ricerca del regalo di natale da fare a qualcuno perchè se ti arriva improvvisamente a casa qualcuno e ti porta un regalo tu non puoi non contracambiarlo, ma che scherziamo fa una figura di ..... il 25dicembre si sta avvinando e come ogni anno tutti si vogliono più bene, tutti sono più buoni, tutti fanno buone azioni, tutti sono più gentili, tutti diventano più dolci ed anche al più feroce dei nemici agurano un Buon Natale, e guarda caso tutti si ricordano di avere una famiglia ed allora ci si deve riunire tutti attorno ad un tavolo per passare la gioia del Natale tutti insieme appasionatamente.
Ma che è una soap opera?
E noi musulmani, che in mezzo a tutta questa gente così dolce e felice, ci entiamo dire da tutti: " Auguri, vedi di passarlo bene". Ma che vuol dire, poi passalo bene, questo non l'ho capito, ma quando tu rispondi " guarda che io non festeggio" si impietriscono, sembra la catastrofe universale, ti guardano addiritura con gli occhi sbarrati e dicono "Ma come non lo festeggi? guarda che sei in Italia..., e i tuoi genitori li lasci soli il giorno di Natale?"
Quando mi dicono così,mi piacerebbe tanto avere un martello e darglielo sulla testa!
Non ho capito perstare con i miei genitori devo aspettare per forza il giorno di Natale, perchè a Natale non vanno lasciati soli, ma allora durante tutto l' anno si? ma che discorso è? Io i miei genitori li vedo anche troppe volte in una settimana eppure io sono musulmana e loro sono cristiani, loro fanno l' albero ed il presepe, noi no, ma non per questo a Natale io porto i miei bimbi a festeggiare da loro. E a proposito di bimbi subito ti dicono "Ma allora babbo Natale da voi non viene? I bambini stanno senza regali?"
Altra domanda che necessità di martello.... Ma per avere regali bisogna per forza avere Babbo Natale? Io non ho mai fatto regali ai miei bambini raccontandogli che c' è Babbo Natale che va in giro con una slitta trainata da renne e che in una sola notte gira tutto il mondo per scendere dal caminetto e consegnare i regali ai bambini, eppure i miei figli fantasia ne hanno lo stesso non è che per avere fantasia devono per forza avere i regali di Babbo Natale. Una volta ho sentito un bambino dire alla mamma " ma noi il caminetto non ce l' abbiamo, allora da noi Babbo Natale non viene? E qua casca l' asino, o in questo caso la renna, che rispondi? Sembra che non capiscano, ma i bambini capiscno molto più di quanto pensiamo...
Ah, la magia del Natale, ma che magia è se poi il giorno dopo tutti si dimenticano tutti?



Avete mai provato a fare gli auguri a una persona non musulamna durante la fine del ramadan, oppure per la festa del sacrificio? a me è capitato e sapete cosa mi hanno risposto? " Perchè gli auguri noi non festeggiamo niente, è il compleanno di qualcuno?"
E allora perchè noi dovremmo accetare gli auguri di Natale per una forma di rispetto, se quando poi tocca a noi festeggiare non veniamo rispettati?
Ogni anno poi devi spiegare alle stesse persone, che tra l'altro ti frequentano da molto tempo e sanno che orientamento religioso hai, che tu non festeggi, non vuoi regali, e che non ti va proprio di ricevere gli auguri. E loro no, non capiscono, c'è chi festeggia e chi no!
Perchè per dimostrare agli altri che si è integrati nella società, che poi intendiamoci bene che c'è da integrarsi se io sono nata qua? L' integrazione significa festeggiare il Natale, non riesco a concepire questo dover integrarsi festeggiando le loro feste! Non mi va giù, e mi da fastidio ogni anno sempre la stessa identica cosa.... uffh!

19 dic 2008

Mostar

La distruzione del vecchio ponte amici miei. Vecchio ponte, il simbolo di tutte le civiltà. Mio marito quasi pianse quando fu abbattuto. Nel'estate del 2004 fu inaugurazione, ma peccato che non c'era Berlusconi. Che ne dite? Un atto barbaro e vandalico? Che colpa ne aveva questo ponte?

18 dic 2008

Coraggio islamico

Riuscire a far capire alla gente il perchè una donna occidentale si converte all' islam è molto difficile, quando dici che sei sposata con un musulmano subito ti guardano ti fanno quel sorrisino da imbecille, e poi ti dicono:" Ah ecco perchè..."
E' questo che mi dà più fastidio nelle persone, quella frase in realtà nasconde, "allora ti ha obbligata".
Grrr che rabbia! E' in questi momenti che mi viene in mente quel proverbio che dice "GLI OCCHI SONO LO SPECCHIO DELL' ANIMA", e più ci penso più mi rendo conto che è così,le persone ti guradano negli occhi e non hanno il coraggio di dirti quello che pensano.
E ti guardano pure dall' alto in basso come se avessi una malattia contagiosa e se solo ti guardano succede chissà quale catastrofe.
Mi sono sempre chiesta perchè alle persone mancasse così tanto il coraggio di dire le cose in faccia senza girare intorno ad inutli discorsi per poi non arrivare a capirne nulla.
Prima di portare il velo i dubbi sono tanti, ma quello che più fa paura è la reazione delle persone che ti conoscono che abitano vicino, le loro reazioni sono sembrano essere il motivo principale per cui una donna non debba portare il velo. Sentirai sempre persone che ti diranno "Ecco ti ha lavato il cervello".....oppure "schiavizzati ad allah" o ancora " stai a casa non lavorare così sarai senza dignità"... queste parole fanno male credetemi, parlo per esperienza personale, quando poi a dirtele è tua sorella o tuo zio fanno ancora pù male,il loro peso si sente molto di più! Per quanto uno cerchi di spiegare loro non capiranno, non capiranno mai il fatto che ti senti più a posto con te stessa da quando sei diventata musulmana, non capiranno mai il fatto che il tuo cuore si è aperto ad Allah swt, non riusciranno mai a capire perchè ti metti il velo... non riusciranno mai a capire che il percorso di conversione che una persona, è come quando costruisci una casa, prima fai le fondamenta e dopo metti tutto il resto, e alla fine aggiubgi il tetto, non riusciranno mai a caire che per te il velo è come il tetto della casa che hai costruito....
Si dice anche provare per credere... la maggior parte delle persone quando sentono la parola islam, si ricordano subito del musulmano che va in giro nel desrto con il cammello a vendere tappeti, o come ultimamente si sente dire kamikaze... anche qui ce ne sarebbe da dire ma parecchio...
Rinunciare alla vita di prima e accettare quella nuova è molto difficile, complicato, sembra una strada in salita che non ha mai fine, ma quando poi arrivi in cima, sai che ci sei arrivata con fatica sudore e lacrime, ti volti guardi indietro e alla fine pensi che è tutto dietro di te e che sta a te far rimanere tutto lì fermo dov'è,rifare la salita è faticoso ora che sei arrivata perchè tornare indietro? Pensa al percorso che hai fatto nella tua vita a quante cose avresti voluto fare e non le hai fatte per paura... e ricorda ora sei in cima non rovinare la strada che hai fatto vai avanti e vedrai che i rimpianti non avranno spazio nel tuo cuore, perchè ci sarà solo Allah swt a colmare quella sensazione di abbandono che ti circonda, ma quella sensazione sono gli altri a provarla perchè è il coraggio quello che conta ed il volere di allah swt, Allah swt ti ha aperto il cuore, non chiuderlo di nuovo......
Riuscire a spiegare questi concetti è complicato ma non bisogna perdersi d'animo, bisogna invece andare avanti avere coraggio, osare perchè tanto comunque vada Allah swt è con te ed è quella la cosa che conta di più.
Alla fine mi sono resa conto che non importa quello che dicono gli altri, non importa se ti guardano male, fregarsene di quello che dicono è il miglior sistema per poter condurre una vita Terrena tranquilla poi all' altra vita ci penserà Allah swt!

Porta a Porta: Islam , lapidazione , hijab e apostasia

Sarah tourabi messa quasi contro tutti. Vi sembra giusto?

16 dic 2008

DU'A PER CHI SOFFRE



BISMILLAH AR RAHMAN AR RAHIM
In nome di Allah, il Compassionevole, Il Misericordioso
La lode appartiene ad Allah, signore dei mondi
Il Compassionevole, Il Misericordioso
Re del Giorno del Giorno del Giudizio
Te noi Adoriamo e a Te chiediamo aiuto
Guidaci sulla retta via
La via di coloro che hai colmato di grazia, non di coloro che (sono incorsi) nella Tua ira, nè degli sviati.
Amin.
Per tutte le persone che soffrono facciamo Du'a per loro e rimaniamo spiritualmente vicini.
Dedicato ad una persona in particolare, nonno Husnja, un forte nonnino bosniaco che nonostante i suoi 80 e più anni, ed i vari infarti subiti, dopo l' ennesimo infarto, ha ancora la forza di alzarsi e pregare Allah.

SCARPE CONTRO BUSH

BAGDAD - Il giornalista iracheno che ha scagliato le sue scarpe contro il presidente degli Stati Uniti George W. Bush, atto visto come un enorme insulto, è diventato improvvisamente famoso in Iraq. Il giornalista televisivo Muntazer al-Zaidi, sciita, che era già finito una volta sui giornali per essere stato rapito per breve tempo nel 2007 da un uomo armato sconosciuto, ha detto di provare rabbia nei confronti di Bush per le migliaia di iracheni morti dall'invasione nel 2003 delle forze guidate dagli Usa. L'uomo adesso rischia sette anni di carcere.IL CARCERE - Lo ha detto all'Ansa Tariq Harb, avvocato penalista ed esperto legale iracheno. «In base al codice penale iracheno, se viene riconosciuta la premeditazione dell'atto, al-Zaidi potrebbe esser condannato anche a sette anni di carcere», ha detto Harb, confermando che nella tarda serata di domenica, dopo l'accaduto, è stata subito aperta un'inchiesta dalle autorità giudiziarie di Bagdad. «Se invece il suo gesto viene considerato come una semplice aggressione, il giornalista se la caverà con un massimo di due anni di carcere o, addirittura, solo col pagamento di un'ammenda pecuniaria».ARRESTATO - Zaidi è stato arrestato lunedì dal governo iracheno, che lo accusa di aver compiuto un «"atto vandalistico». Il canale televisivo indipendente per cui lavora, al-Baghdadiya television, ha chiesto il suo rilascio, mentre manifestazioni in suo sostegno sono state organizzate anche a Sadr City a Baghdad, a Bassora, roccaforte meridionale sciita, e nella città santa di Najafa, dove alcuni dimostranti hanno lanciato scarpe contro un convoglio Usa. "«Grazie a Dio l'atto compiuto da Muntazer riempie gli iracheni d'orgoglio», ha detto a Reuters Television suo fratello, Udai al-Zaidi, chiedendo che il governo lo rilasci. «Sono sicuro che molti iracheni vorrebbero fare quello che ha fatto Muntazer. Lui diceva sempre agli orfani che avevano perso il padre che la colpa era di Bush». «CANE» - Zaidi ha urlato a Bush «questo è un addio dal popolo iracheno, cane», durante una conferenza stampa in cui il presidente degli Usa, in una visita inattesa di addio a Bagdad, stava incontrando il primo ministro Nuri al-Maliki. Il giornalista ha poi lanciato una scarpa contro Bush, costringendolo ad abbassare la testa, e poi un'altra, che gli è passata sopra ed è andata a finire contro il muro dietro di lui. Lanciare le scarpe contro qualcuno è uno dei peggiori insulti nella cultura araba. Zaidi dopo l'episodio, è stato trascinato fuori dalla stanza scalciante e urlante dalle guardie di sicurezza, e dopo un attimo di interruzione la conferenza stampa è proseguita, con le urla del giornalista che si sentivano ancora da fuori.

Questoo articolo è stato preso da il corrire.it

Islam my ummah la elaha el ALLAH

14 dic 2008

Rubrica Saff: da frate all' ISLAM




Vernes Hodzic,ragazzo musulmano che si è convertito al cristianesimo e poi è ritornato all' ISLAM e ringrazia Allah per averlo salvato dall' inganno. Si era convertito al cristianesimo diventando frate, il fatto è realmente accaduto nella Bosnia centrale. Appena riesco ad avere il materiale necessario vi tradurrò l' intervista.
Che pensate care sorelle e fratelli di tutto ciò? Sperate forse che magdi Allam farà così?

Srebrenica: parte il processo ai caschi blu olandesi » Panorama.it - Mondo

Srebrenica: parte il processo ai caschi blu olandesi » Panorama.it - Mondo

12 dic 2008

Eid Mubarak

11 dic 2008

RUBRICA EL-ASR: IL CREDENTE FORTE...

COMMENTIAMO GLI HADIS

Il credente forte è migliore(1) ed è caro ad Allah e non da spazio all' indebolimento della fede. Non pensate però con questo che il credente debole non sia amato da Allah e che in lui, credente, non ci sia nessuna fortuna(2)anzi lui è caro ad Allah, egli lo ama ed in fondo la fortuna arriverà.
L' inviato di Allah (pace e benedizione su di Lui), terminava questo hadis con queste parole: "...è in voi coltivare la fortuna, e questo vale per il credente forte che per il credente debole."

SCRIVE IL PROF. OSMAN SMAJLOVIC: Come trasmesso dall' inviato di Allah (pace e benedizione su di loro), Il forte credente è migliore ed è ad un livello più elevato difronte ad Allah ( pace e benedizione su di Lui),rispetto al credente debole ma in tutti loro c'è fortuna. Prestate attenzione a quello che ci può essere utile, cercate aiuto in Allah ( pace e benedizione su di Lui), e non indebolitevi. E se qualcosa ti colpisce non dire:" Se avessi fatto così, sarebbe andata così!". Allah ( pace e benedizione su di Lu) così ha destinato e Lui fa quello che vuole! Perciò le parole:" Se io fossi, se io avessi...", sono attribuibili a SHEJTAN ( diavolo). Queste parole trasmesse con l' hadis del Profeta ( pace e benedizione su di lui), contengono dentro di sè un forte, chiaro e significativo insegnamento ed è questo: ogni uomo che si accorge che nella sua vita, è sicuro di portare o avere fortuna, sbaglia, solo Allah (pace e benedizione su di Lui), può sapere questo.
Ragionevole messaggio che Allah (pace e benedizione su di Lui), ci vuol far capire, e che in realtà, Allah ( pace e benedizione su di Lui), am colui che opera buone azioni,ed è anche quello che descrive nel Corano e nella Sunna, un esempio ci viene da questi ayet:"Siate generosi sul sentiero di Allah, non gettatevi da soli nella perdizione, e fate il bene, Allah ama coloro che compiono il bene". Al-baqara, ayet 195
Come ad Allah ( pace e benedizione su di Lui), non piace il disordine(3):"Quando ti volge le spalle, percorre la terra spargendovi la corruzione e saccheggiando le colture ed il bestiame. E Allah non ama la corruzione".
Allah (pace e benedizione su di Lui), ama la dolcezza in ogni cosa. Nessuno è come Lui, egli tutto ascolta e tutto vede il suo amore si differenzia verso il credente, ma non per questo ama più gli uni degli altri. Il forte credente è caro ad Allah perchè Lui ama quello che ricorda il Suo nome e si comporta in base al Suo volere...(4) tramite il credente forte ci parla e ci dice che nel credente forte sono nascoste le cose che riguardano la fortuna, e non la forza fisica,ed è proprio questa la caratteristica positiva di questo hadis, è un pò come quando una volta si diceva che l'uomo forte, in senso fisio, è forte nella sua mascolinità! Quindi l' insegnamento che dobbaimo trarre da tutto questo è: che noi siamo forti o deboli nella fede Allah ci ama comunque, ma riserva per così dire un posto in prima fila, per il credente forte ma non per questo concede più fortuna ad uno o all' altro...


NOTE:
1.per migliore si intende colui che svolge tutte le orazioni e si comporta come ha prescritto Allah
2.Fortuna nel senso di coltivazione della propria fede
3.disordine non nel senso letterario della parola, ma inteso come disordine comportamentale e corruzione e perdizione
4.in base al sSu volere cioè il volere di Allah come prescrive nel Corano

TRATTO DAL GIORNALE IN LINGUA BOSNIACA EL-ASR
TRADUZIONE ITALIANA EFFETUATA DA DEBORAH(MUAMERA) CALLEGARI HASANAGIC

DAL BOSNIACO ALL' ITALIANO....

Con l' tento di poter fare di questo blog un "piccolo giornalino islamico" ecco che a partire da domani ci saranno due nuove rubriche:

la prima, che verrà pubblicata ogni venerdì,porterà a voi delle traduzioni di un giornale islamico che si chiama EL-ASR scritto in bosniaco, ovviammente la traduzione sarà effettuata da me in italiano.

la seconda,che verà pubblicata di lunedì, sarà sempre tratta da un giornale bosniaco che si chiama SAFF e però riguarda l' islam più dal versante politico ed attuale.

Sperando di fare cosa gradita a tutti già da domani potrete iniziare a leggere...

Grazie

Volere di Allah

" In verità (per) quelli che non credono, non fa differenza che tu li avverta oppure no: non crederanno".
Corano Sura Al baqara, ayet 6



" Allah ha posto un sigillo sui loro cuori e sulle loro orecchie e sui loro occhi c'è un velo; avranno un castigo immenso".
Corano Sura Al baqara, ayet 7

10 dic 2008

El-Mudžahedin البوسنة والهرسك

Combattenti di Allah prima di una delle offensive contro integralisti e fondamentalisti e fanatici Serbo Ortodssi.

Moschea, bocciato il referendum della Lega - Local | L'espresso

Moschea, bocciato il referendum della Lega - Local | L'espresso

VICINO AL PONTE DI MOSTAR

 
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09 dic 2008

Pellegrini alla Mecca

Dal Mondo

Islam. Pellegrini alla Mecca
07-12-2008

IL CAIRO. Le autorità saudite contano tre milioni di pellegrini, più o meno, arrivati fino a venerdì alla Mecca per la ricorrenza religiosa musulmana in assoluto più importante, il grande pellegrinaggio (Haji), dovere di ogni musulmano almeno una volta nella vita, per pregare Dio e purificarsi dei suoi peccati.
Un numero enorme di persone è giunto nel territorio dei primi due luoghi santi dell'Islam (Mecca e Medina) da ogni parte del mondo islamico, per garantire la sicurezza del quale Riad ha messo in campo 100.000 agenti ben armati e dotati di sofisticate apparecchiature. Erano forse solo scimitarre e pugnali a proteggere qualche centinaio di fedeli 14 secoli fa, nell'anno 632 dopo Cristo, quando accompagnarono il profeta Maometto da Medina alla Mecca nell'itinerario e nei riti che per la prima volta venivano compiuti solo da musulmani (fino a quel momento pellegrini alla Mecca erano stati anche cristiani e pagani), diventando poi uno dei cinque pilastri fondamentali della religione islamica. Fuori dell'Arabia Saudita chi non ha potuto vestire i panni del pellegrino (l'hiram o purificazione, due lenzuola bianche senza orli, tenute ferme da una sciarpa dello stesso colore ed un paio di sandali), a 40 giorni di distanza dal mese sacro del Ramadan, quest'anno caduto nel mese di ottobre, comincerà a celebrare la festa più attesa, quella del Gran Bayram (o Kurban Bayram, come lo chiamano i turchi, o anche Eid el Adha, in arabo).
Oggi sarà preceduta dal raduno sul monte Arafat, 27 chilometri a est della capitale, dove i fedeli, dopo aver percorso gli ultimi 15 chilometri a piedi (o i più deboli e i più fortunati a bordo di autobus) si raccoglieranno in preghiera e meditazione. "Se un pellegrino non passa il pomeriggio sull'Arafat il suo pellegrinaggio sarà considerato non valido", mettono in guardia i siti web che parlano dell'Haji, considerando quel momento il più solenne di tutto il viaggio. Ma per i poco informati occidentali i passaggi di maggior richiamo sembrano sicuramente il rito iniziale del ‘mutaaf', i 49 giri intorno alla Kabaa (il monumento quadrato al centro della piazza principale della Mecca).
Per renderli più sicuri non è più necessario che tutti i fedeli bacino la sacra Pietra Nera inclusa nella Kabaa, è sufficiente che le rivolgano lo sguardo. O molto più suggestivi possono risultare il lancio delle sette pietruzze contro tre pilatri (oggi sostituiti da muri alti e larghi, per evitare assembramenti pericolosi), che simboleggiano i tre rifiuti di Abramo al Diavolo offertosi di aiutarlo per salvare il figlio Isacco, che Dio gli aveva chiesto di sacrificare. E, commosso da tanta devozione - racconta il Corano, al pari della Bibbia - Dio decise di accontentarsi del sacrificio di un montone. Ed anche questo potrebbe essere un aspetto di grande interesse per i non musulmani, con la novità che al posto dei sacrifici fatti un tempo da singoli pellegrini, oggi è possibile fare un versamento in banca alla Mecca per ottenere che in uno dei tanti mattatoi statali venga sacrificata una pecora o una mucca (se la pagano insieme sette fedeli), senza dovere più assistere all'atto sacrificale.
L'innovazione, non è difficile capirlo, è stata certo dettata da motivi igienici e di ordine pubblico. Così come adeguata ai tempi è l'introduzione delle tecnologie (reti cellulari e web wi-fi), aspramente criticata dai conservatori più tradizionalisti.

ISLAM IN BOSNIA ED HERZEGOVINA

L'AYATOLLAH KHOMEYNY è STATO UN GRANDE UOMO DI FEDE

"VOLTAIRE UCCIDE L' OCCIDENTE,PREFERISCO IL SACRO DELL' ISLAM"Lo scrittore siscilano racconta  il suo nuovo libro  che critica  la modernità in nome  di una tradizione spirituale  (quasi ) perduta.

Buttafuoco, lei mette nelle prime  pagine un' ampia citazione di Ahmadinejad sui diritti della donna. Qualcuno reagirà male leggendo....

"La citazione nessun giornale italiano l' ha riportata anche se era un discorso all' ONU. Mi meraviglio sempre  dell' assoluta ignoranza in cui  ci muoviamo, l'ho messa per quello. Esattamente nessuno sa quanto i musulmani venerino la Vergine. Insomma, si pretende lo scontro di civiltà quando ignoriamo tutto..."

Lei parla  di un Occidente che si fabbrica il suo happy end mentre in realtà si limita  a consumarsi. E' laltra faccia di questa ignoranza?

" Io sono cresciuto in una famiglia che ha fatto dell' occidente una bandiera, sono cresciuto a pane e Pino Romualdi, quindi può capire la sofferenza. Ma oggi questa parola è solo il cavallo di Troia con cui la sinistra fa fare il lavoro sporco alla destra... Per fare un esempio, quando  vedo tutti starnazzare attorno alle moschee mi chiedo: ma non sarebbe  meglio chiudere le discoteche? La destra una volta era il senso della tradizione, della fede, e della patria. Ora cos'è che dovremmo  difendere: le minigonne? La vita a la page? Il consumo? ... Oppure tutti quei miscredenti che parlano di valori solo prechè non tollerano  di vedere altri, i musulmani, che sono capaci di fermarsi e pregare mentre noi non ci riusciamo?"

POTETE TROVARE IL RESTO DELL' INTERVISTA SU  il Giornale  del 25 novembre 2008

08 dic 2008

Never forget.. Never forgive.. Bosnia

Giovani: richiamo all'Islam









Chi crede che l' Islam cadrà come il comunismo o peggio ancora come il nazismo, beato lui e la sua ignoranza che nel suo cervello ha trovato un rifugio sicuro e terreno fertile!

Hajj

Scenes of Hajj from Mecca

Miracle on earth معجزة في مكة المكرمة

05 dic 2008

Beautiful Islam su Yahoo! Video

Beautiful Islam su Yahoo! Video
Sempre in tema di festa guardate questo video e ditemi s equesti bimbi non sono bellissimi!
Che Allah swt sia soddisfatto di loro e di noi che li educhiamo bene!

04 dic 2008

ISLAM: MARONI APPLICARE LEGGE MANCINO A CENTRI SOPSPETTI DI TERRORISMO

copiato da www.oknotizie.alice.it


Roma, 4 dic. (Apcom) - Applicare la legge Mancino ai centri islamici sospettati di fiancheggiamento del terrorismo. E' la proposta del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, secondo il quale è necessario "accendere un faro" su queste realtà che, sottolinea il titolare del Viminale, "non sono moschee". Alla domanda se sia d'accordo all'introduzione di una moratoria per la nascita di nuove moschee in Italia, Maroni parlando a margine di un convegno dell'Abi, ha risposta: "Moratoria è una semplificazione, bisogna intervenire perché questi luoghi, questi siti, che non sono mai denominati moschee, sono centri culturali dove si fa di tutto, si fa somministrazione di cibo, si fa scuola, si prega anche e si fa in alcuni casi - è dimostrato - reclutamento e finanziamento dell'attività terroristica".
Su questi luoghi sospetti "bisogna accendere i riflettori e io ho proposto di estendere a queste attività la norma della legge Mancino che consente di intervenire e sciogliere associazioni, enti che fanno propaganda razzista".
Non si capisce perché non si possa applicare (la legge Mancino, ndr) - ha concluso Maroni - si fa propaganda per i terroristi". Maroni ha annunciato che presenterà un emendamento, sul punto, al disegno di legge sulla sicurezza. E sulla moratoria "deciderà il Parlamento". ....




LA DOMANDA NASCE SPONTANEA....
Allora anche la Lega Nord, stando alla legge Mancino, deve smettere di fare propaganda razzista?

TERRORISMO: INTELLETTUALI MUSULMANI, MORATORIA MOSCHEE SAREBBE INUTILE

copiato da www.asca.it


(ASCA) - Roma, 3 dic - ''A parte la Grande Moschea di Roma, il cui ente e' riconosciuto fin dal 1974, non ci sono altre moschee ufficiali in Italia. Quindi una moratoria sulla costruzione di nuove moschee e' di fatto inutile'': lo ricorda in una nota Ahmad Gianpiero Vincenzo, presidente dell'associazione Intellettuali Musulmani Italiani e consulente tecnico per l'immigrazione e i ghetti urbani presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato.''Sarebbe importante - prosegue l'esponente islamico - invece cercare di mettere ordine nella galassia dei centri culturali islamici, dove in mancanza di meglio i musulmani si ritrovano a pregare''.''La Grande Moschea di Roma - aggiunge il Prof. Vincenzo - ha da tempo iniziato a federare quei centri che garantiscono una conduzione allineata con i principi pacifici e moderati della religione islamica. Si tratta di un lavoro lento, delicato e di importanza strategica per l'Islam italiano. Una maggiore collaborazione da parte del Governo e delle forze politiche sarebbe senz'altro preziosa per una piu' rapida normalizzazione della situazione, da cui certo si trarrebbero vantaggi anche in tema di sicurezza e di controllo del territorio''

29 nov 2008

grazie del sostegno morale

Doveroso da parte mia ringraziare utte le persone che mi hanno scritto in queste ultime ore,( tutti questi complimenti mi imbarazzano). Siete tantissimi e non riesco a volte a rispondere a tutti.
Però vi devo raccontare la mia esperienza di viaggio:
il pendolino Roma-Bologna mi ha fatto male sono scesa a Bologna e alla fine sono stata male perchè soffro di pressione bassa e ho sboccato! Scusate il termine, mi sembrava di stare su una barca in pieno mare moto! Ho pensato subito:" OH Allah (swt) fammi arrivare a Trento che ho l'altra figlia da prendere non posso lasciarla sola!" E alla fine sono arrivata e a Trento ho trovato 50cm di neve sopra alla mia macchina e a mezzanotte passata stavo tirando via la neve dalla macchina per poter uscire dal parcheggio della stazione! E non è finita, vado a casa dei miei a prendere la mia piccola Aisa e mi ritrovo il parcheggio sotto casa pieno di neve, ho dovuto parcheggiare la macchina in mezzo alla strada e scendere a piedi fino dai miei, poi con la figlia per mano sono tornata indietro in mezzo alla neve, sono salita in macchina e mi sono aviata verso Martignano, il ,io paese dove abito, e lì peggioooooo, 70 cm di neve nessuno dei vicini aveva spalato la neve e quindi ho dovuto lasciare la macchina 100mt lontano da casa e farmi la strada a piedi io e mio marito un filgio in braccio a ciascuno e via nella notte tutta bianca....
Nonostante tutto questo appena arrivati abbiamo ringraziato Allah (swt) che comunque ci ha fatto arrivare a casa sani e salvi!
Ho voluto raccontarvi questo piccolo diario di viaggio perchè visto il vostro sostegno è giusto che conosciate anche questi piccoli aneddoti, anche per sdrammattizzare un pochino........
Grazie davvero a tutti ma sopratutto ad Allah (swt)!

25 nov 2008

La "chiesa islamica" e il clero

martedì 25 novembre 2008
La “Chiesa islamica” e il clero
بسم الله الرحمان الرحيم

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo

Lode ad Allah Signore dei mondi! Pace e benedizioni su Muhammad, Messaggero di Allah, sulla sua famiglia e sui suoi compagni. Chi da Allah è guidato non sarà sviato da nessuno, e chi da Allah è sviato, non sarà guidato da nessuno.

Il sacerdozio esiste da tempi immemorabili. Il desiderio di conseguire il dominio sulle masse nel campo religioso e rituale e, per mezzo di ciò, ottenere il potere sociale che ne deriva, ha unito in caste e ceti isolati gli avidi ed ingordi operatori nella sfera della direzione del culto. Creando l’illusione della propria sacralità, essi hanno influenzato la fiduciosa società umana attraverso l’ipnosi e la magia, pretendendo di essere riconosciuti come scelti dalla divinità, e come possessori di conoscenze segrete. Di conseguenza le caste sacerdotali hanno acquisito beni materiali e politici in questo mondo.

In maniera alquanto modificata, sotto il velo del ‘grado di civiltà’ il ceto sacerdotale si è formato anche come aggiunta parassitaria a quelle religioni, le quali comunemente s’accetta di denominare monoteistiche. Qualitativamente questa categoria non ha subito cambiamenti di qualsivoglia tipo (le stesse pretese di conoscenze segrete, lo stesso isolamento e la stessa suddivisione in livelli, le stesse tendenze a speculare sulle manipolazioni nel culto, e ad influenzare i processi politici, e gli stessi metodi di distinguere il sacerdote dalla folla), a cominciare dal modo di vestirsi fino a concludere con la retorica ampollosa.

Lo studio scrupoloso della storia dei profeti (pace su di loro) consente di trarre la conclusione che il virus della ‘clericalità’ è comparso sempre soltanto alcune generazioni dopo l’una o l’altra missione profetica. Cosí il ceto dei sacerdoti giudei sorse tempo dopo la morte di Mosè (pace su di lui), i vescovi dopo Gesú (pace su di lui), eccetera. I profeti stessi, come è noto, invece esortavano al monoteismo (Tawhīd), il quale annulla automaticamente tutte le manifestazioni del sacerdozio, poiché predica l’uguaglianza di tutti gli uomini davanti al Creatore Altissimo.

Ha detto Allah riguardo ai traviati:

“Hanno preso i loro preti e monaci e Gesú figlio di Maria come proprî signori al posto di Allah, benché fosse stato loro ordinato di adorare Allah solo ...” (at-Tawba: IX, 31).

Quando ‘Adī ibn Hātim, che era cristiano prima di abbracciare l’Islam, domandò al Profeta (pace e benedizioni su di lui) il significato di questa āya, egli disse: “Considerate voi proibito quel che essi vi proibiscono, e vi consentite voi quel che essi vi consentono?”. ‘Adī ibn Hātim rispose: “Sí”. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) replicò: “Ciò significa che adorate loro al posto di Allah” (al Buhārī, Muslim).
Abū Sa‘īd riferisce che il Profeta ammoní i musulmani a non considerarsi garantiti dalla ripetizione degli errori dei precursori: “L’Ora del Giudizio non giungerà fino a che i miei seguaci passo dopo passo non avranno seguito le orme dei loro predecessori”. Gli domandarono : “O Inviato di Allah, le orme di giudei e cristiani?”. Egli rispose: “E di chi altri?”. (al Buhārī, Muslim).

Il virus del sacerdozio dunque diede notizia di sé, e alcuni secoli dopo il Profeta (pace e benedizioni su di lui) tra i musulmani comparvero uomini che cedettero alla tentazione di accentrare la religione nelle mani di un ceto ristretto, dichiarare il Corano conoscenza segreta e accessibile solo ad ‘iniziati’, servirsi dell’Islam per gli avidi interessi di singoli sovrani, e arricchirsi grazie alle esigenze spirituali del credulo ‘gregge’. Nell’Islam comparvero cosí personaggi fino a quel tempo sconosciuti, i mullà[1] (preti, sacerdoti), e nacque una gerarchia clericale o ecclesiastica, mentre il concetto di muftì[2], rispetto al significato iniziale, che indicava un livello d’erudizione, prese a figurare in qualità di denominazione di uno dei gradini della gerarchia sacerdotale.

Di recente il ‘chiericato islamico’, ripetendo l’esperienza dei suoi predecessori, si è trasformato in un gigantesco apparato impiegatizio.

L’analisi delle prime fonti consente di affermare indiscutibilmente che nella religione di Allah non c’è posto per l’istituto del sacerdozio. Esso fu introdotto ad imitazione di giudei, cristiani e pagani in un periodo posteriore della storia islamica. In relazione con ciò, il fenomeno della ‘chiesa musulmana’ deve essere valutato come un fatto non comprovato dal Corano e dalla Sunna del Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui), fatto che è necessario qualificare come innovazione (bid‘a).
Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse piú d’una volta: “Qualsiasi mutamento (muhdata) è un’innovazione (bid‘a), qualsiasi innovazione è un traviamento (dalāla), e qualsiasi traviamento è destinato al Fuoco” (an-Nisā’ī) [1].

L’essenza antiislamica del chiericato si è palesata spesso nel processo della storia: concreto esempio di ciò fornisce l’attività delle ‘direzioni religiose[3] dei musulmani’. Organizzate su idea dei miscredenti già nei secoli XVIII e XIX in analogia con le diocesi (eparchie) ortodosse, esse furono chiamate a distruggere l’Islam da dentro, fornendo la sorveglianza dello stato sui credenti, e introducendo nella religione di Allah idee principalmente estranee.

Come è detto nel Corano:

“Essi cercano di ingannare Allah e coloro che hanno creduto, ma ingannano solo sé stessi e non lo sanno. / Nei loro cuori c’è una malattia, e Allah ha aggravato la loro malattia. Per loro vi sarà un castigo doloroso, a causa delle loro menzogne” (al-Baqara: II, 9-10).

Nelle strategie antiislamiche la Russia ha sempre fatto leva sulla sua creatura, introdotta in seno ai musulmani: la ‘chiesa islamica’.
In questo modo, il piú precoce progetto di organizzazione della direzione religiosa nella vita dei musulmani del Caucaso risale al terzo decennio del XIX secolo, e la sua paternità appartiene ad uno stretto collaboratore di A.P. Jermòlov[4], il generale A.A. Vjel’jamìnov. Il senso del suo piano consisteva nell’introduzione di una rigida gerarchia di ecclesiastici, impostata su tre soggetti (muftì, efendì[5] o mullà anziano, mullà) e basata su di un’ordinata struttura verticale di designazione e subordinazione.
Inoltre, il muftì e i funzionarî ecclesiastici del suo apparato dovevano ricevere un grosso stipendio pubblico, e allo stesso tempo, se le loro attività non recavano soddisfacimento, lo stato aveva diritto di “citarli a giudizio del tribunale militare sulla base delle disposizioni generali dello stato” [2]. Organizzando un sistema di ‘sorveglianza statale’ sulla ‘musulmanità’ del Caucaso settentrionale, i circoli amministrativi dell’impero puntarono all’ottenimento immediato di concreti fini politici, che racchiudevano in sé: la vigilanza sulle azioni di persone, che potevano diffondere in ambiente musulmano uno “spirito ostile di disubbidienza”; l’impedimento a formare in seno ai musulmani un “eccessivo corporativismo” nocivo agli interessi statali; l’inammissibilità di un’influenza di “religiosi allogeni, in particolare quelli predisposti contro la Russia” sui musulmani caucasici; la creazione di un “chiericato islamico” nell’immediato interesse del governo, e la coincidenza dei suoi interessi materiali col servizio al governo stesso; la sorveglianza sulle istituzioni scolastiche musulmane [3].

Un progetto affatto curioso di sistemazione della vita religiosa dei musulmani nordcaucasici fu formulato nel 1889 da Dondùkov-Korsakòv, governatore del Caucaso in quel periodo, nella forma di ‘Disposizioni’ sull’ente di direzione per gli affari religiosi dei musulmani nelle regioni di Kuban e Tjerskij [4]. Secondo l’osservazione dell’autore, le suddette ‘Disposizioni’ esortano a prendere “il chiericato islamico”, quanto piú fermamente possibile, “nelle mani dell’amministrazione”; in esse si concedeva agli amministratori responsabili delle regioni di Kuban e Tjerskij il diritto di determinare l’entità delle entrate, per le moschee nelle singole zone e per i mullà [5].
In relazione a questo progetto, il “chiericato islamico” era suddiviso in superiore, nominato direttamente dall’amministrazione, e inferiore, che era subordinato alla sorveglianza incondizionata dei religiosi soprastanti, e sottoposto alla loro ratificazione.

Il chiericato ben pasciuto eseguiva con zelo tutte le istruzioni del padrone, esortando nei suoi sermoni a sottomettersi al prospero[6] reggitore [6], ed esigendo dai musulmani che sul Corano prestassero giuramento di fedeltà a servizio della monarchia [7] e innalzassero regolarmente preghiere allo “Zar di Russia”, il testo delle quali fu redatto personalmente dal generale Jermolov, allora governatore del territorio, nel 1820 [8].

È significativo il fatto che, pur col periodico cambiamento dei dominatori e della situazione politica, non vi sia modo di manifestare il fervore, la diligenza e l’assiduità dei religiosi nel servilismo e nella scrupolosità, il che è particolarmente notevole ai giorni nostri.
Oltre a ciò, tutto il corso della Guerra caucasica fu accompagnato da aspri attacchi dei sacerdoti contro i mujāhidūn, accusati di crudeltà nei confronti dei kuffār. I mullà convincevano il popolo che proprio sui combattenti musulmani ricadessero tutte le colpe delle sventure e della guerra.
Lettere contenenti espressioni d’ubbidienza ai governatori imperiali cosí come a Ljenin, la posizione francamente collaborazionista in varî luoghi, l’aiuto offerto ai bolscevichi contro l’armata di Nažmutdin Gonciskij: tutto questo è la copia esatta di ciò che avviene oggi.
Ergendosi sulle rovine delle moschee profanate dai miscredenti, in mezzo a villaggi devastati a ferro e fuoco, su ordine dei carnefici i sacerdoti per ogni avvenimento accusavano i mujāhidūn, i quali con la parola e con l’azione, nei limiti delle loro possibilità, col permesso di Allah, cercavano di liberare la terra patria dagli eterodossi. Facendo coro ai kuffār, i sacerdoti chiamavano i partigiani ‘malfattori’, ‘banditi’, ‘traviati’.

I commenti forse sono superflui. Secondo il dettato ricevuto, le “direzioni religiose dei musulmani” si sono sviluppate e hanno funzionato senza cambiare la loro essenza sino ai giorni nostri:

Gli odierni sacerdoti, come i loro predecessori, affibbiando al popolo le idee allogene di unilaterale e satanica tolleranza, esortano ad inchinarsi al nemico e diventare muti, ciechi e sordi alla Verità, dopo aver venduto la religione di Allah a un prezzo miserabile.

“In verità coloro chi desidera che si diffonda lo scandalo tra coloro che credono, avranno un doloroso castigo in questa vita e nell’altra ...” (an-Nūr: XXIV, 19).

Gli odierni sacerdoti costruiscono menzogne sulla religione di Allah, nascondendo e falsificando, tacendo e deformando l’Islam in corrispondenza con le proprie necessità.

“E coloro che dissimulano quel che abbiamo rivelato fra i segni e le vie indicate, dopo che nel Libro chiaramente li esponemmo agli uomini, sono quelli che Allah ha maledetto e che tutti maledicono” (al-Baqara: II, 159).

Gli odierni sacerdoti eseguono sacrifizî sanguinosi per il kufr, compilando ‘liste nere’ di musulmani sgraditi, e diventando per di piú diretti complici del terrore antiislamico. “Ogni aiuto ai miscredenti contro i musulmani risulta kufr (miscredenza) e porta l’individuo fuori dell’Islam” [9].
Gli odierni sacerdoti calunniano i mujāhidūn, e giustificano gli omicidî dei musulmani. Riferisce ‘abd Allāh ibn ‘Amr ibn al-‘Ās (che Allah sia soddisfatto di entrambi) che il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Musulmano è colui che non causa danno ad altri musulmani con la sua lingua e con le sue mani” (al-Buhārī e Muslim).
Gli odierni sacerdoti sostengono il kufr, la costituzione del kufr, le leggi del kufr, pur di non perdere la benevolenza dei miscredenti e, di conseguenza, le posizioni imperanti

“Annuncia agli ipocriti un doloroso castigo. / Coloro che si scelgono alleati tra i miscredenti invece che tra i credenti, cercano la potenza da loro? In verità la potenza appartiene tutta ad Allah” (an-Nisā’: IV, 138-139).

“O voi che credete, non sceglietevi per alleati i giudei e i nazareni: sono alleati gli uni degli altri; chi li sceglie come alleati è uno di loro. In verità Allah non guida i popoli ingiusti” (al-Mā’ida: V, 51).

In altri termini, l’odierno ‘personale ecclesiastico musulmano’ predica la miscredenza! Nonostante l’evidente kufr, apertamente praticato dal ‘chiericato musulmano’, sperano costoro di mantenere la condizione di credenti? Sperano costoro che il pronunziare spensieratamente Lā ilāha illā ’Llāh, nonostante azioni apertamente contrastanti con tali parole, salverà le loro vite e i loro beni? In verità sono vane le loro speranze!

Se un musulmano agisce contro i musulmani e si schiera con i miscredenti, allora le relazioni con lui sono le medesime che si hanno con i miscredenti: il suo sangue cioè non è piú proibito. Nonostante che non sia consentito dichiarare kāfir qualcuno senza un processo, allorché una persona entri in un gruppo di miscredenti rende leciti la sua vita ed i suoi beni: ciò significa che condivide lo stato giuridico dell’organizzazione di cui entri a far parte.

Come disse a tal proposito l’emiro Sayf Allāh: “I musulmani che con la parola o con l’azione aiutano i miscredenti contro i musulmani, siano essi impiegati, militari, poliziotti, ecclesiastici, e altro, si oppongono ad Allah, dunque bisogna combattere contro di loro come si fa con i miscredenti. Tutti quelli che si schierano con i miscredenti devono essere combattuti e uccisi, compresi i musulmani. Allah li resusciterà secondo le loro intenzioni”.
Lo šayh al-Islām ibn Taymiyya disse: “Perfino quando qualcuno di coloro che intervengono a fianco dei miscredenti si mettesse ad affermare di essere stato costretto con la forza, questa sola attestazione non lo aiuterebbe” [10].

Occorre inoltre rammentare agli zelanti servi della miscredenza, i quali rientrano nella casta sacerdotale, i molto significativi precedenti storici, che riguardano i loro predecessori. Rammentare quel che è già accaduto, quando essi, non appena i focolai di resistenza furono stati repressi, e fu cessato il bisogno della loro ‘pacificazione’, i loro passati padroni semplicemente li sterminarono vista la fine dello stato di necessità. Proprio allora, quando le loro famiglie erano spietatamente sterminate, quando davanti a loro s’aprivano con ospitalità i battenti di vagoni affollati[7], quando la loro sorte divenne in questa vita quella schiavitú concupita[8], alla quale essi avevano invitato, e nella vita futura il fuoco infernale!

La storia ha dimostrato che i miscredenti, non appena prevalgono sui musulmani, cominciano subito a servirsi dei sacerdoti, ma non perché il clero rappresenti per loro una qualche minaccia. No. La ragione è che codesto miserabile, corrotto, ipocrito ceto suscita ribrezzo perfino nei suoi padroni, i quali presto o tardi lo mandano al macello, come bestiame malato e inutile. Come è stato promesso da Allah l’Altissimo:

“Cosí noi abbiamo assoggettato alcuni blasfemi ad altri, in cambio di quel che essi hanno deciso” (al-An‘ām: VI, 129).

Gli odierni religiosi preghino dunque Allah affinché il Jihād continui, perché altrimenti i miscredenti li tratteranno nel modo che già s’è visto in passato; e si pentano, sperando nella misericordia dell’Altissimo, che ha detto:

“Come può Allah guidare sulla Diritta Via uomini che sono divenuti miscredenti dopo aver creduto e testimoniato la veridicità del Messaggero, e dopo che sono apparsi loro segni evidenti? Allah non guida per la Diritta Via gli uomini ingiusti. / La loro ricompensa è la maledizione di Allah, degli angeli e degli uomini. / Rimarranno in essa eternamente. I loro tormenti non saranno alleviati, ed essi non riceveranno nessuna dilazione, tranne coloro che poi si saranno pentiti e avranno corretto il loro operato. In verità Allah è Colui che perdona, il Misericordioso” (Ālu ‘Imrān: III, 86-89).

Note dell’autrice:

[1] Detti del medesimo significato furono trasmessi da Jābir (che Allah sia soddisfatto di lui), questo raccolto da Ahmad; da al-‘Irbad ibn Sāriya, questo raccolto da Abū Dā’ūd; da ibn Mas‘ūd (che Allah sia soddisfatto di lui), questo raccolto da ibn Māja.
[2] Il generale A.A. Vjel’ja minov e la direzione della vita religiosa dei montanari caucasici, pubblicato da D.Ju. Arapov, fonte 2003, n.5, pag. 18.
[3] S.G. Rybakov, Ordinamento e bisogni della direzione degli affari religiosi per i musulmani di Russia (anno 1917), da L’Islam nell’Impero Russo, pag. 273.
[4] Archivio statale storico-militare russo, 400, 1, 4870, 1-10.
[5] Archivio della politica estera dell’Impero Russo, 147, 485, 1267, 5.
[6] D.Ju. Arapov, La politica imperiale nel campo dell’organizzazione statale dell’Islam nel Caucaso settentrionale fra il XIX secolo e l’inizio del XX.
[7] D.Ju. Arapov, Il giuramento dei musulmani negli atti legislativi e nella letteratura giuridica del XIX secolo, in Diritto antico, M, 2002, n.2 (10).
[8] D.Ju. Arapov, A.P. Jermolov e il mondo musulmano del Caucaso, in Atti dell’Università di Mosca, serie 8, Storia, M, 2001, n.6, pagg. 56-57.
[9] ‘abd al-Qādir ‘abd al-‘Azīz, Al-‘umda fī i‘dād al-‘udda, pag. 476 e pag. 480.
[10] ibn Taymiyya, Majmū‘ al-fatāwā, n.28, pagg. 535-537.

Sorella Hawwā’
Hava Beštoyeva per Kavkazcenter

JazakAllahu khayran ‘Abd Allāh Nūr as-Sardānī per la traduzione!

Note del traduttore:

[1] Dal persiano mullā (Le note a piè di pagina sono del traduttore, quelle dell’autrice sono collocate in chiusura di articolo).
[2] Dall’arabo muftī o muftin ‘giureconsulto’.
[3] Traduciamo in questo modo il russo duhovnyj, che vale non solo ‘ecclesiastico, religioso’, ma anche ‘spirituale’, giacché deriva dal sostantivo duh ‘spirito’: si noti il processo semantico, che dal campo spirituale arriva al campo temporale. Allo stesso modo duhovjenstvo dal significato di ‘spiritualità’ assume quello di ‘chiericato, sacerdozio’.
[4] Il sanguinario comandante in capo dei russi nella Guerra caucasica.
[5] Dal turco efendi ‘signore, principe’. Si osservi che se il muftì, cui sono subordinati gli altri ordini sacerdotali, è stato paragonato al vescovo cristiano, la sua figura superiore di riferimento non è il papa cattolico o il patriarca ortodosso, ma, in realtà, l’imperatore russo in persona.
[6] Il verbo zdravstvovat’ significa anche salutare, ed è qui implicito il fatto che nei sermoni in moschea si augurasse prosperità al sovrano, esattamente come oggi il ‘clero’ ufficiale prezzolato in molti paesi arabi recita instancabilmente Bāraka ’Llāhu ’l-malik.
[7] Allusione alle deportazioni, particolarmente cruente in epoca staliniana.
[8] Nei campi di concentramento uralici e siberiani

21 nov 2008

L'orazione: Salat

L'orazione rituale e la decima (salat e zakat), sono deue elementi fondamentali della pratcia religiosa islamica.

Per quanto riguarda l' orazione è bene chiarire subito che non si tratta della preghiera, come viene intesa in ambiente cristiano. L'orazione è il secondo pilastro su cui si fonda l' Islam ( il primo p l' attestazione di fede nel Dio Unico e nella missione profetica del suo Iviato Muhammad ) ed è ben chiaramente definita nelle sue modalità di esecuzione nei suoi orari.

Ci sono cinque (salawat) quotidiane.

Al mattino, appena comincia ad intravedere la luce, è il tempo dell' orazione dell' alba in arabo Fajr e questo periodo termina con l'inizio del levarsi del sole.

La seconda orazione è quella del mezzogiorno dhor, il cui tempo inizia appena il sole ha raggiunto il culmine della giornata e comincia a declinare. La fine del tempo di questa orazione coincide con l'inizio di quella del pomeriggio asr, che determina quando il sole diventa rosso e volge al tramonto.

Non appena il sole è scomparso sotto l' orizzonte è tempo di elezione della preghiera del tramonto maghrib .

Circa un' ora e mezza dopo, si ha l' orazione della sera ishai che conclude il cilco.

Ogni orazione è composta da 5 unità adorative rakat, ogni rakat è composta di gesti e recitazioni obbligatorie. E dopo la formulazione dell' intenzione niyya il credente ( specifichiamo sempre uomo o donna che sia ), in stato di purezza rituale, si mette ritto guardando in direzione della Mecca cioè qibla e inizia l' orazione pronunciando il takbir ( Allah Akbar , recita la Sura Aprente Al-Fatiha ed alcuni altri versetti ayet del Corano, dopo di ciò si inchina rukù si rialza poi si prosterna sujud profondamente ( 2 volte ) andando a toccare la terra con la fronte ed il naso; si rialza e conclude così la prima unità adorativa e inizia la seconda praticamente identica alla prima.

Al termine di questa seconda unità di preghiera, il credente, prima di rialzarsi assume la stazione del giulus, ovvero la seduta, durante il quale si recita il tashahhud, una particolare orazione, nella quale ribadisce la sua fede all' unicità di Dio e nella missione profetica di Muhammad.

L' orazione dell' alba è composta di due unità adorative,

quella del tramonto di tre

le altre orazioni dhor, asr, e ishai richiedono quattro unità ciascuna.

Questa la forma esteriore dell' orazione. Invece per il suo significato interiore cito un atradizione riferita da Abu Hurayra (pbdl) e che in seguito fu poi riportata da al-Bukhari e da Muslim.

" Ho sentito l' Inviato di Allah (swt) dire:" Avete considerato il caso di uno di voi che avesse un fiume davanti alla porta di casa e ci si lavasse ogni giorno cinque volte: resterebbe qualcosa della sua sporcizia?". "Non resterebbe nulla", confermarono. "E' la stessa cosa per le cinque orazioni, con le quali Allah ( swt) cancella i peccati", concluse il Profeta".

20 nov 2008

COLORIAMO IL MONDO CON L' HIJAB

Da sempre noi donne musulmane siamo state attaccate da tutti solo per il fatto di indossare il HIJAB. Agli occhi della gente il " velo " è sempre stato il simbolo dell' ISLAM. Indossarlo non è solo appartenere ad una religione, ma anche uno strumento di forza e determinazione per una coraggiosa scelta di vita e per il compiacimento di Allah (swt) e per rispetto del Nostro Creatore Allah (swt).

Ecco che il velo assume un ruolo di fondamentale importanza, quando lo si indossa, fa risaltare ancora di più la naturale e spontanea bellezza dell' essere femminile, che avvolta in splendidi e pregiatissimi veli non mostra nulla di sè ed è fiera ed orgogliosa del suo essere "donna musulmana". Attira gli sguardi della gente come s efosse una calamita e fa in modo che o nel bene o nel male comunque le persone si ricordino che quel "velo" rosso, giallo, vrede, blu, o viola, qualunque sia il suo colore non fa distinzione tra razze siano donne bianche o nere, e di qualsiaisi sia il loro colore della pelle, l' HIJAB fa ricordare l' ISLAM, la sottomissione ad Allah (swt), la pace, e ricorda che in questa vita Terrena siamo di passaggio e che alla fine il nostro compito è quello di far conoscere il messaggio di Allah (swt) una volta ritornati all' ISLAM.

Quindi sorelle mie carissime "vecchie" o "nuove" che siate non abbiate paura di colorare il mondo con il vostro HIJAb. Temete solo Allah (swt) e mostrate al mondo i vostri veli e siate orgogliose e fiere di quello che Allah (swt) vi ha fatto conoscere.

COLORATE IL MONDO DI HIJAB



"E dì alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto........"
(Corano An-Nur, ayet 31)

15 nov 2008

IL CONCETTO DI JIHAD

IL CONCETTO DI JIHAD, questo è un discorso molto complesso e visto da fuori e da una concezione di "islam laico" ancora peggio e più difficile accettare il concetto fondamentale di JIHAD ed in una chiave un pò femminista si può anche parlare di JIHAD ROSA.

Ora partendo da questo punto di vera e propria importanza per i Credenti ( uomo o donna che sia ) ci tengo a precisarlo altrimenti si rischia di non capire il senso "neutro" della parola e generare così interpretazioni poco chiare da parte di chi legge.

Comincio subito dicendo che il termine "Jihad" significa "sforzo", il "jihad fi-sabili-llah" è lo sforzo sulla via di Allah. Nonostante l' interpretazione volutamente riduttiva che si segue in Occidente questa parola è pregna di una quantità di significati e disegna atteggiamenti diversi.

Cominciando dal più conosciuto ossia lo "sforzo militare" a cui i Credenti ( al-Mu'minun)  sono chiamati per difendere la loro Umma ( Comunità ). A tale proposito Allah dice:

"Vi è stato ordinato di combattere, anche se non lo gradite. Ebbene, è possibile che abbiate avversione per qualcosa che invece è un bene per voi, e può darsi  che amiate una cosa che invece vi è nociva. Allah sa e voi non sapete." ( Corano Al-Baqara, ayet 216 )

Quando la Comunità dei musulmani è aggredita, minacciata,oppressa o perseguitata, i Credenti hanno il dovere di combattere esercitando il loro diritto (dovere alla leggittima difesa).

Il Corano dice:"coloro che si difendono quando sono vittime dell' ingiustizia." (Ash-Shura , ayet 39)

La guerra obbedisce a precise norme chiaramente stabilite dal Libro di Allah e dalla Sunna dell' Inviato ( pbdl ).

Allah dice:"Combattete per la causa di Allah contro coloro  che vi combattono ma senza eccessi, che Allah  non ama coloro che eccedono". ( Corano Al-Baqara, ayet 190 ).

Ovviammente si parla di una guerra di carattere difensivo  e che quindi deve essere condotta senza lasciarsi  mai andare all' efferatezza e alla crudeltà.

Il Profeta (pbdl) disse:"Non uccidete i vecchi, i bambini, i neonati e le donne". e poi ancora disse:" I Credenti sono più umani anche negli scontri più crudeli".  A tale proposito vietò di utilizzare il fuoco come arma contro le genti, vietò il taglio degli alberi e l' inquinamento delle acque. Il diritto Islamico precisa le norme della dichiarazione di guerra, dell' ingiunzione della resa, del trattamento dei prigionieri e del loro riscatto. Ci si riferisce alla Belligeranza è intesa come condizione eccezzionale o di passaggio, che però deve essere cessata al più presto possibile.

Dopo i versetti che ordinano la guerra contro oppressori e persecutori dice Allah (pbdl):"Combatteteli finchè non ci sia più persecuzione e il culto sia [reso  solo]  ad Allah. Se desistono non ci sia ostilità, a parte contro coloro che prevarciano." ( Corano Al-Baqara, ayet 193 ).

Quando la guerra si conclude con la conquista da parte dei  musulmani di un territorio abitato da gente appartenente ad una delle religioni del Libro, la condizione  dei cittadini non musulmani in uno Stato retto dalla legge Islamica è quello di " dhimmy" cioè protetti. Essendo esentati dallo zakat ( la decima ), essi sono sottoposti  al pagamento della "jizya" (imposta di protezione)  e possono vivere indisturbati partecipando alla vita sociale e amministrativa dello Stato. La loro incolumità è garantita da un "hadith" del Profeta (pbdl) che disse:"Nel Giorno della Resurrezione, io steso  sarò nemico di chi ha dato fastidio ad un protetto".

La guerra può essere parziale o totale. Nel primo caso sarà sufficiente che una parte  dei credenti vi partecipino, per assolvere  l' obbligo di tutta la Comunità. Se invece si tratta di una guerra totale, tutti i Credenti sono sono tenuti a parteciparvi, ognuno secondo le sue condizioni e possibilità. Quelli che partecipano alla lotta sulla via di Allah ( pbdl) sono chiamati mujahidin, e godono della massima considerazione della loro Comunità in questa vita e, nell' altra sono tra coloro che staranno più vicini al loro Signore. Se Allah ( pbdl) concede loro la vittoria, li colma di onore e di bottino; se perdono  la vita nella lotta, Egli perdona i loro peccati e li accoglie presso di Sè. Egli dice nel Suo Libro  Sublime:

"Non considerare morti  quelli che sono stati uccisi sul Sentiero di Allah. Sono vivi invece e ben provvisti dal Signore, lieti di quello che Allah, per sua Grazia concede". ( Corano Al-Imran, ayet 169-170 ).

Disse l' inviato di allah ( pbdl):" Chi non combatte per la causa di Allah, e Allah bene onosce colui che lo fa solo per Lui, è paragonabile a chi digiuna e prega in continuazione. Allah garantisce il Paradiso al mujahidin,  che incontra la morte. Se ritorna dal jihad sano e salvo, gli concede bottino e ricompensa".

Il jihad è la lotta per il bene, per il trionfo della Parola di Allah, per la sua diffusione tra i popoli del mondo. Questa lotta può anche essere anche svolta in modo non violento. La parola, gli scritti, l' esempio del musulmano (uomo o donna che sia ) son altrettante  sfide alla miscredenza e all' ingiustizia. Ogni comportamento  che vada  al di là di quanto è obbligatorio e prescritto, nella pratica rituale, nell' attività lavorativa, nello studio, nell' impegno sociale, può essere considerato jihad  ogniqualvolta lo sforzo prodotto tenda al compiacimento di Allah e alla visione del Suo Volto.

Infine il jihad è una forma di avvicinamento  ad Allah, è il segno  dell' amore del servo per il Suo Creatore. Disse il Profeta (pbdl):" Tutti color che moriranno senza aver partecipato al jihad o senza aver nutrito in cuor loro la speranza di parteciparvi, lasceranno la vita con una punta di ipocrisia".

 

14 nov 2008

ISTIGAZIONE ALL' ODIO ? NO PROBLEM CI PENSA mAGDI aLLAM

L'islam “touot court” cioè il cuore dell' Islam secondo M. Allam, non si sta preparando alla convivenza ed alla conciliazione ma si dedica alla sostituzione della “ nostra civilta”. Sempre secondo lui, l'UCOII ospita e protegge membri del terrorismo e lui ne conosce i nomi e come in un vero e proprio regime fascista, li ha svelati tutti! Spione, doppia faccia e doppio giochista, non solo, raggiunge il massimo dell' esagerazione quando nelle sue affermazioni contro l'Islam: ( e qui cito parole sue) dice:

”l'estremismo si alimenta di una sostanziale ambiguità insita nel Corano e nell' azione concreta svolta da Maometto"

Cosa significa questo? Vuole dire che il Corano è falso e che il Profeta (pbdl) svolgeva la sua azione con falsità e quindi predicava bene e razzolava male?

Ma Sign. Allam, è forse si rende conto che se c'è uno che predica bene e razzola male quello è proprio lei, incoerente ed ambiguo al massimo della potenza!

Lei per primo ha sempre sostenuto la tesi dell' " islam laico e moderato" e poi dice che questo tipo di Islam non esiste. Lei vorrebbe "ricostruire l' islam" è sempre stata la sua missione, il suo vero scopo è sempre stato quello di creare attorno all' Islam un atmosfera di vera e propria ostilità ed in un certo senso c'è anche riuscito. Ma io le pongo due domande:

"si è mai chiesto come mai in Italia le persone che si convertono all' Islam sono sempre più numerose? "

"Non le fa pensare forse che proprio così "cattivo" l' islam non lo è?"

E poi afferma: "Il fatto che le efferatezze e le nefandezze dei terroristi trovino una leggitimità islamica e coranica obbliga ad approfondire il discorso sulla radice del male"

Con queste paroel lei fa capire che l' Islam è il male assoluto, afferma anche che nel Corano tanti versetti spingono verso un ideologia di oio e di morte.

E' davvero bravo a dire alla gente che l' Islam è il male! E' riuscito nella sua missione ma si ricordi che l' importante è essere convinti delle proprie idee e lei mi sembra che da quando è diventato cristiano lei sia ancora peggio di prima.... Ma è sicuro di aver capito bene il Corano, non è che per caso ha citato solo quello che le faceva comodo e poi ha girato la frittata per poter mangiare meglio?

selam di prova

10 nov 2008

cambio programma

Sorelle carissime vi volevo ricordare che invece del 14/11 su raiuno dalla Caterina Balivo sarò il 28/11 perchè in diretta con me ci sarà mio marito ed anche il mio piccolo Nasrallah, la piccola Aisa di 4 anni non può venire perchè ci vuole il permesso della questura.
Selam a presto!

09 nov 2008

METTIAMOCI IL HIJAB

Ecco le istruzioni per indossare al meglio il hijab, in questo video sono rappresentati alcuni semplici modi per indossarlo con facilità.

Utile per chi si avvicina all' Islam e al hijab per la prima volta!

07 nov 2008

IO NON MI SENTO ITALIANA...............

Come la canzone di Giorgio Gaber che dice :"IO NON MI SENTO ITALIANO MA PER FORTUNA O PURTROPPO LO SONO" mai  parole così superficiali all' impatto ma così profonde nel contenuto  rappresentano secondo quello che è la descrizione dei "nuovi italiani". 

Anche io quando mi presento alle persone dico prima di essere musulmana e poi italiana!
Sarà che mi vergogno un pò dell' Italia in genere, parlo sempre  a livello "intellettivo" e "culturale-religioso" se così possiamo definirlo....

Riuscire a far rispettare i propri diritti è difficile da queste parti ma però si sa con la forza di Allah ce la possiamo fare l' importante e non dimenticare di essere MUSULMANI, nonostante le critiche, e di quelle ne arrivano da tutte le parti, io poi che vivo in una città piccolissima dove tutti sanno tutto.... 

Stiamo unite sorelle e fratelli siamo forti ALLAH CI CHIAMA E  CI ILLUMINA IL CAMMINO e noi siamo chiamati a rispondere al NOSTRO CREATORE!

05 nov 2008

AFEF CONTRO FARIAN SABAHI

L'araba Afef striglia il convertito Allam

L' opera di disinformazione, vera o presunta, dell'anti-estremisti islamici Magdi Allam fa aggrottare le curate e lunghe sopracciglia della signora Afef Jnifen, tunisina di nascita ma coniugata Tronchetti-Provera, che dalla prima pagina della Stampa del 28 marzo prende di petto il giornalista del Corriere della sera convertitosi al cattolicesimo alcuni giorni prima.

"Gli articoli che da anni scrive Magdi Allam sono stati molto dannosi per la comunità arabo-musulmana in Italia. Non c'è stato alcun esponente della destra, anche la più estrema, che abbia fatto un lavoro tanto negativo", scrive Jnifen che subito precisa: "pur essendo italiana, le mie origini si radicano nella cultura islamica e faccio parte della comunità araba in Italia. Non sono praticante, ma per rispetto della religione musulmana, la religione dei miei genitori in cui sono cresciuta, sento di dovere intervenire".

Di intervenire per dire la sua verità: Allam "vuole soltanto alimentare i conflitti, infiammare lo scontro di civiltà per cercare di passare alla storia come un simbolo e una vittima di queste crisi. E’ diabolico, ma non ci riuscirà".
Alcuni giorni prima Allam - egiziano di nascita - era stato battezzato in San Pietro da Papa Benedetto XVI durante una veglia pasquale molto seguita dai media. Il giornalista aveva ripudiato la religione musulmana e per questo era stato criticato da esponenti della comunità islamica.

Il vice direttore ad personam del Corriere della sera nei suoi articoli e nei suoi libri da tempo accusa l'occidente di lassismo nei confronti dell'islam radicale e delle sue derive terroristiche. Denuncia inoltre le persecuzioni di cui ancora oggi sono vittime i cristiani nel mondo musulmano.
Per la signora Tronchetti-Provera questa attività però si risolve in un'opera di "disinformazione". Scrive infatti: "non posso più tacere sulla disinformazione riguardo al mondo musulmano che Magdi Allam porta avanti da anni".

A sostegno della sua tesi, Jnifen afferma che "Allam grida al genocidio contro gli eberi e i cristiani nel mondo islamico" tralasciando di segnalare che "ci sono stati e ci sono conflitti anche all'interno di una stessa religione, tra sciiti e wahabiti, tra sunniti e sciiti, tra cattolici e protestanti".
Ma anche la signora omette qualcosa, e di non poco peso: di ricordare che dalla pace di Westfalia (1648) in poi i cristiani hanno smesso si sgozzare il prossimo in nome della religione, contrariamente a quanto accade invece ancora oggi fra gli islamici.

La signora Tronchetti-Provera argomenta poi, a riprova dello spirito di tolleranza a suo dire riscontrabile nel mondo musulmano, che "nei giorni scorsi in Qatar" è stata aperta "la prima chiesa cristiana" e che altre nove sono presenti fra Emirati Arabi e Oman. Sono dunque dieci, a tutt'oggi, le chiese cristiane presenti nell'intero del vasto mondo musulmano, dove notoriamente le autorità politiche ostacolano l'insediamento di comunità cristiane. Tale cifra per la signora è evidentemente ragguardevole ma appare di certo ridicola se confrontata alle migliaia di moschee sparse nel mondo cristiano, dove da secoli vige la libertà religiosa.
Quanto ai misfatti commessi a piene mani nei quattro continenti dai tagliagola islamici in nome del loro Dio, Jnifen è sbrigativa: "Certo che nel mondo musulmano ci sono gli integralisti, chi lo nega?" scrive aggiungendo poi "ma nessuno oserebbe dire che poichè Mussolini e Hitler erano cristiani il cristianesimo sia violento".

Come se Mussolini avesse mai ordinato esecuzioni in nome del Papa, e come se Hitler avesse perseguitato gli ebrei ed altre minoranze sventolando il Nuovo Testamento.
I richiami alla guerra di religione e all'odio razziale che ad intervalli regolari vengono da anni e ancora oggi lanciati dai vari bin Laden, Al Zawahiri e via terrorizzando vengono bellamente ignorati dalla signora che in tal modo si esima dall'esprimere in proposito un giudizio, magari ispirato dalla sua sensibilità di italiana naturalizzata.

Afef Jnifen preferisce attaccare Allam, anche sul piano personale. "Allam ha troppo astio dentro di sè", sentenzia tirando quindi una stilettata all'avversario: "mi auguro che ora dopo il battesimo trovi pace interiore, lo dico senza ironia".

Non contenta, la gentile signora ipotizza, dando prova di un'eleganza non all'altezza degli accessori di cui si circonda, che dalla sua conversione Allam tragga lo spunto per scrivere e per vendere un libro e aggiunge: "spero soltanto che darà i soldi in beneficenza a qualche parrocchia".
Certa, a questo punto, di aver mandato la tappeto il povero avversario, Jnifen chiude il suo ragionamento con un fraterno saluto da cui si capisce quanto ella sia aperta al confronto civile: "Caro Magdi, alla faccia tua il dialogo continuerà".

Allam replica ai suoi criticiL'indomani il Corriere della sera pubblica uno scritto di Magdi Allam in cui il giornalista risponde ai suoi numerosi critici, in particolare ai "cristiancomunistislamici", e quindi anche alla signora Jnifen-Tronchetti-Provera, peraltro mai nominata.

"Ormai - afferma il giornalista - la millenaria esperienza con l'islam deve insegnarci che il dialogo è possibile solo con quei musulmani che accettano di assumere incondizionatamente, a prescindere da ciò che dice o non dice il Corano, rivolgendosi nella propria lingua alla loro gente, una chiara e ferma posizione sulle questioni concrete, tra cui oggi certamente figurano il massacro e la persecuzione dei cristiani, la negazione del diritto all'esistenza di Israele, la condanna a morte dei musulmani convertiti in quanto apostati, la legittimazione del terrorismo palestinese ed islamico, la discriminazione e la violenza nei confronti della donna e, più in generale, la violazione dei diritti fondamentali dell'uomo".

Afef, due volte privilegiataAlla signora Jnifen in Tronchetti-Provera risponde la giornalista e saggista esperta in questioni islamiche Farian Sabahi, figlia di un iraniano e di un'italiana, con un commento pubblicato il 2 aprile dalla Stampa e intitolato: "Il gesto di Allam possibile solo in Europa".

"Vivere in Europa - scrive Sabahi - è un privilegio per i musulmani e per noi seconde generazioni", tanto più se si è donne. Infatti, ricorda l'esperta, "il Corano permette al musulmano di sposare una monoteista senza imporle la conversione. Ma alla donna usulmana sono proibite le nozze con un uomo di fede diversa. Il legame tra la libertà religiosa e i diritti delle donne sembra sfuggire ad Afef".

La ragione di tale inconsapevolezza sta nel fatto, scrive Sabahi, che Afef, a differenza di tante donne islamiche, può permettersela: "Il problema della libertà religiosa non si pone per Afef e per tutte coloro esonerate per status dal prendere certe precauzioni, ma è una realtà per tante musulmane (anche in Europa) che per sposare un 'infedele' devono convincerlo a convertirsi".
"Ricordiamoci - conclude la giornalista - che se abbiamo deciso di vivere in Europa è anche perchè qui, in virtù della separazione tra autorità spirituale e potere temporale, godiamo di diritti altrove negati. Diritti che rischiamo di dare per scontati".

Afef replica: ci sono muslmani progressisti"Non tutti i paesi arabi sono uguali e non tutti i paesi musulmani sono uguali", esiste un mondo islamico arabo moderato e progressista replica Afef a Sabahi il 3 aprile sempre dalle pagine della Stampa accusando quindi la giornalista di averle "mosso delle critiche del tutto personali, e del tutto fuori luogo, che nulla hanno a che fare con il tema in questione" e di "aver citato le mie parole stravolgendone il significato".

Sabahi, è il ragionamento della signora Tronchetti-Provera, proviene "da un paese musulmano e teocratico come l'Iran, un paese non arabo, un paese dove le donne, che tu (Sabahi) vorresti difendere a spada tratta dall'Europa e non in prima linea a Teheran, vengono ancora lapidate dopo giudizi sommari".

Afef non si pone il problema di sapere se un paese che lei stessa manifestamente giudica così arretrato sul piano della storia e dell'organizzazione sociale mostrerebbe un volto diverso e più rispettoso dei diritti umani se la sua popolazione non fosse a stragrande maggioranza musulmana.

Per lei la causa è una e solo una e anche semplice: gli iraniani, "non arabi", hanno frainteso gli insegnamenti del Profeta Maometto. Scrive infatti: "Questo non accade per colpa della religione musulmana, semmai di una devianza della stessa". Insomma gli iraniani, "non arabi", sarebbero "musulmani che sbagliano".

Accennato pudicamente a non meglio precisate "minacce terroristiche", delle quali peraltro come è ben noto si fanno instancabilmente megafono arabi doc come lo yemenita bin Laden e l'egiziano Al Zawahiri, la signora Tronchetti-Provera preferisce sottolineare che tali minacce "fanno tristemente comodo a chi vuole strumentalizzare e fomentare il conflitto interreligioso".
Di ben altra pasta è fatta Afef che rivendica con orgoglio le sue origini: "le mie idee nascono e si formano in paesi arabi progressisti come la Tunisia e il Libano. Capisco che per te sia difficile coglierle", dice a Sabahi dimenticando che le idee della saggista sono nate e si sono formate in un paese certamente non arabo ma certamente progressista come l'Italia.

Del resto, osserva Afef, "anche nella cattolicissima Europa sette donne su dieci subiscono violenze a vario titolo. Eppure nessuno si sente in dovere di scomodare la religione". Ancora una volta la signora Tronchetti-Provera finge di dimenticare che in Europa tali violenze non sono inflitte in nome della religione, come invece è la regola in molti paesi musulmani, e che chi si macchia di tali infamie se in Europa viene condannato dalla legge e ancor prima dalla società, nel mondo islamico viene invece spesso preso ad esempio.



"Chi generalizza disinforma", conclude Afef generalizzando.