Babbo Natale, a Sarajevo è vietato
"Non è islamico, non entri negli asili"
Niente Babbo Natale per i piccoli bosniaci. A Sarajevo, un'ordinanza ha messo "fuori legge" Santa Claus, con relativa slitta e senne al seguito: non potrà entrare nelle scuole materne della città perché, sostiene la direttrice dei 24 istituti Arzija Mahmutovic, non fa parte della tradizione islamica. Preoccupazione dell'Osce (l'organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa): c'è il rischio di una politicizzazione dell'educazione.
Alla notizia, già circolata nelle ultime settimane e confermata nell'imminenza delle festività, dedica spazio il britannico "The Observer". Secondo la Mahmutovic, Babbo Natale - definito in passato una "creazione comunista" dal defunto pater patrie Alija Izetbegovic - non ha nulla a che fare con la tradizione bosniaca e islamica. Da qui la bella pensata di "abolirlo", alla faccia della convivenza interreligiosa ed interetnica nella regione. La capitale bosniaca, oggi, è una città praticamente monoetnica e monoconfessionale: è abitata essenzialmente da bosniaco-musulmani. Prima della dissoluzione dell'ex Jugoslavia, era invece la città simbolo della convivenza balcanica. La messa al bando di Santa Claus pone l'ennesima pietra su tutto questo, con l'aggravante di coinvolgere i bambini in una festa che vorrebbe celebrare la pace fra i popoli. A questo si aggiunge un'altra situazione emblematica che, nella città bosniaca, interesserà la formazione dei più piccoli: Sarajevo sta pensando di introdurre corsi di religione islamica nelle scuole materne. Questo ulteriore segnale non è sfuggito agli osservatori internazionali, che denunciano il rischio di andare verso una progressiva radicalizzazione dell'Islam a livello regionale.
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24 dic 2008
20 dic 2008
Auguri di Natale? Non ne posso più!!!
Ah il Natale...... le città si illuminano (alla faccia del risparmio energetico), ovunque vai ti giri e senti intonare canti di Natale, vedi gente con mille buste in mano che contengono pacchi pacchetti e pachettini, tutti ad affanarsi alla ricerca del regalo di natale da fare a qualcuno perchè se ti arriva improvvisamente a casa qualcuno e ti porta un regalo tu non puoi non contracambiarlo, ma che scherziamo fa una figura di ..... il 25dicembre si sta avvinando e come ogni anno tutti si vogliono più bene, tutti sono più buoni, tutti fanno buone azioni, tutti sono più gentili, tutti diventano più dolci ed anche al più feroce dei nemici agurano un Buon Natale, e guarda caso tutti si ricordano di avere una famiglia ed allora ci si deve riunire tutti attorno ad un tavolo per passare la gioia del Natale tutti insieme appasionatamente.
Ma che è una soap opera?
E noi musulmani, che in mezzo a tutta questa gente così dolce e felice, ci entiamo dire da tutti: " Auguri, vedi di passarlo bene". Ma che vuol dire, poi passalo bene, questo non l'ho capito, ma quando tu rispondi " guarda che io non festeggio" si impietriscono, sembra la catastrofe universale, ti guardano addiritura con gli occhi sbarrati e dicono "Ma come non lo festeggi? guarda che sei in Italia..., e i tuoi genitori li lasci soli il giorno di Natale?"
Quando mi dicono così,mi piacerebbe tanto avere un martello e darglielo sulla testa!
Non ho capito perstare con i miei genitori devo aspettare per forza il giorno di Natale, perchè a Natale non vanno lasciati soli, ma allora durante tutto l' anno si? ma che discorso è? Io i miei genitori li vedo anche troppe volte in una settimana eppure io sono musulmana e loro sono cristiani, loro fanno l' albero ed il presepe, noi no, ma non per questo a Natale io porto i miei bimbi a festeggiare da loro. E a proposito di bimbi subito ti dicono "Ma allora babbo Natale da voi non viene? I bambini stanno senza regali?"
Altra domanda che necessità di martello.... Ma per avere regali bisogna per forza avere Babbo Natale? Io non ho mai fatto regali ai miei bambini raccontandogli che c' è Babbo Natale che va in giro con una slitta trainata da renne e che in una sola notte gira tutto il mondo per scendere dal caminetto e consegnare i regali ai bambini, eppure i miei figli fantasia ne hanno lo stesso non è che per avere fantasia devono per forza avere i regali di Babbo Natale. Una volta ho sentito un bambino dire alla mamma " ma noi il caminetto non ce l' abbiamo, allora da noi Babbo Natale non viene? E qua casca l' asino, o in questo caso la renna, che rispondi? Sembra che non capiscano, ma i bambini capiscno molto più di quanto pensiamo...
Ah, la magia del Natale, ma che magia è se poi il giorno dopo tutti si dimenticano tutti?
Avete mai provato a fare gli auguri a una persona non musulamna durante la fine del ramadan, oppure per la festa del sacrificio? a me è capitato e sapete cosa mi hanno risposto? " Perchè gli auguri noi non festeggiamo niente, è il compleanno di qualcuno?"
E allora perchè noi dovremmo accetare gli auguri di Natale per una forma di rispetto, se quando poi tocca a noi festeggiare non veniamo rispettati?
Ogni anno poi devi spiegare alle stesse persone, che tra l'altro ti frequentano da molto tempo e sanno che orientamento religioso hai, che tu non festeggi, non vuoi regali, e che non ti va proprio di ricevere gli auguri. E loro no, non capiscono, c'è chi festeggia e chi no!
Perchè per dimostrare agli altri che si è integrati nella società, che poi intendiamoci bene che c'è da integrarsi se io sono nata qua? L' integrazione significa festeggiare il Natale, non riesco a concepire questo dover integrarsi festeggiando le loro feste! Non mi va giù, e mi da fastidio ogni anno sempre la stessa identica cosa.... uffh!
Ma che è una soap opera?
E noi musulmani, che in mezzo a tutta questa gente così dolce e felice, ci entiamo dire da tutti: " Auguri, vedi di passarlo bene". Ma che vuol dire, poi passalo bene, questo non l'ho capito, ma quando tu rispondi " guarda che io non festeggio" si impietriscono, sembra la catastrofe universale, ti guardano addiritura con gli occhi sbarrati e dicono "Ma come non lo festeggi? guarda che sei in Italia..., e i tuoi genitori li lasci soli il giorno di Natale?"
Quando mi dicono così,mi piacerebbe tanto avere un martello e darglielo sulla testa!
Non ho capito perstare con i miei genitori devo aspettare per forza il giorno di Natale, perchè a Natale non vanno lasciati soli, ma allora durante tutto l' anno si? ma che discorso è? Io i miei genitori li vedo anche troppe volte in una settimana eppure io sono musulmana e loro sono cristiani, loro fanno l' albero ed il presepe, noi no, ma non per questo a Natale io porto i miei bimbi a festeggiare da loro. E a proposito di bimbi subito ti dicono "Ma allora babbo Natale da voi non viene? I bambini stanno senza regali?"
Altra domanda che necessità di martello.... Ma per avere regali bisogna per forza avere Babbo Natale? Io non ho mai fatto regali ai miei bambini raccontandogli che c' è Babbo Natale che va in giro con una slitta trainata da renne e che in una sola notte gira tutto il mondo per scendere dal caminetto e consegnare i regali ai bambini, eppure i miei figli fantasia ne hanno lo stesso non è che per avere fantasia devono per forza avere i regali di Babbo Natale. Una volta ho sentito un bambino dire alla mamma " ma noi il caminetto non ce l' abbiamo, allora da noi Babbo Natale non viene? E qua casca l' asino, o in questo caso la renna, che rispondi? Sembra che non capiscano, ma i bambini capiscno molto più di quanto pensiamo...
Ah, la magia del Natale, ma che magia è se poi il giorno dopo tutti si dimenticano tutti?
Avete mai provato a fare gli auguri a una persona non musulamna durante la fine del ramadan, oppure per la festa del sacrificio? a me è capitato e sapete cosa mi hanno risposto? " Perchè gli auguri noi non festeggiamo niente, è il compleanno di qualcuno?"
E allora perchè noi dovremmo accetare gli auguri di Natale per una forma di rispetto, se quando poi tocca a noi festeggiare non veniamo rispettati?
Ogni anno poi devi spiegare alle stesse persone, che tra l'altro ti frequentano da molto tempo e sanno che orientamento religioso hai, che tu non festeggi, non vuoi regali, e che non ti va proprio di ricevere gli auguri. E loro no, non capiscono, c'è chi festeggia e chi no!
Perchè per dimostrare agli altri che si è integrati nella società, che poi intendiamoci bene che c'è da integrarsi se io sono nata qua? L' integrazione significa festeggiare il Natale, non riesco a concepire questo dover integrarsi festeggiando le loro feste! Non mi va giù, e mi da fastidio ogni anno sempre la stessa identica cosa.... uffh!
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16 dic 2008
SCARPE CONTRO BUSH
BAGDAD - Il giornalista iracheno che ha scagliato le sue scarpe contro il presidente degli Stati Uniti George W. Bush, atto visto come un enorme insulto, è diventato improvvisamente famoso in Iraq. Il giornalista televisivo Muntazer al-Zaidi, sciita, che era già finito una volta sui giornali per essere stato rapito per breve tempo nel 2007 da un uomo armato sconosciuto, ha detto di provare rabbia nei confronti di Bush per le migliaia di iracheni morti dall'invasione nel 2003 delle forze guidate dagli Usa. L'uomo adesso rischia sette anni di carcere.IL CARCERE - Lo ha detto all'Ansa Tariq Harb, avvocato penalista ed esperto legale iracheno. «In base al codice penale iracheno, se viene riconosciuta la premeditazione dell'atto, al-Zaidi potrebbe esser condannato anche a sette anni di carcere», ha detto Harb, confermando che nella tarda serata di domenica, dopo l'accaduto, è stata subito aperta un'inchiesta dalle autorità giudiziarie di Bagdad. «Se invece il suo gesto viene considerato come una semplice aggressione, il giornalista se la caverà con un massimo di due anni di carcere o, addirittura, solo col pagamento di un'ammenda pecuniaria».ARRESTATO - Zaidi è stato arrestato lunedì dal governo iracheno, che lo accusa di aver compiuto un «"atto vandalistico». Il canale televisivo indipendente per cui lavora, al-Baghdadiya television, ha chiesto il suo rilascio, mentre manifestazioni in suo sostegno sono state organizzate anche a Sadr City a Baghdad, a Bassora, roccaforte meridionale sciita, e nella città santa di Najafa, dove alcuni dimostranti hanno lanciato scarpe contro un convoglio Usa. "«Grazie a Dio l'atto compiuto da Muntazer riempie gli iracheni d'orgoglio», ha detto a Reuters Television suo fratello, Udai al-Zaidi, chiedendo che il governo lo rilasci. «Sono sicuro che molti iracheni vorrebbero fare quello che ha fatto Muntazer. Lui diceva sempre agli orfani che avevano perso il padre che la colpa era di Bush». «CANE» - Zaidi ha urlato a Bush «questo è un addio dal popolo iracheno, cane», durante una conferenza stampa in cui il presidente degli Usa, in una visita inattesa di addio a Bagdad, stava incontrando il primo ministro Nuri al-Maliki. Il giornalista ha poi lanciato una scarpa contro Bush, costringendolo ad abbassare la testa, e poi un'altra, che gli è passata sopra ed è andata a finire contro il muro dietro di lui. Lanciare le scarpe contro qualcuno è uno dei peggiori insulti nella cultura araba. Zaidi dopo l'episodio, è stato trascinato fuori dalla stanza scalciante e urlante dalle guardie di sicurezza, e dopo un attimo di interruzione la conferenza stampa è proseguita, con le urla del giornalista che si sentivano ancora da fuori.
Questoo articolo è stato preso da il corrire.it
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