20 feb 2011

Vaticano ordinò ai vescovi di proteggere e non denunciare i preti pedofili

Il Vaticano voleva che un prete irlandese colpevole di aver molestato dei bambini trascorresse dieci anni in un monastero, ma non aveva intenzione di ridurlo allo stato laicale. È quanto emerge da un capitolo del Murphy Report - il rapporto governativo sugli abusi degli ecclesiastici sui bambini in Irlanda dagli anni '70 fino ad oggi - pubblicato più di un anno dopo il resto del documento perchè il processo nei confronti del prete in questione, Tony Walsh, era ancora in corso.
All'inizio di questo mese l'ex prete è stato condannato a 16 anni di prigione per aver abusato sessualmente tre ragazzini negli anni '70 e '80. Nel capitolo del Murphy Report che esamina il caso, la Chiesa cattolica e la polizia subiscono pesanti critiche: per più di 15 anni Walsh è stato infatti libero di molestare bambini sebbene altri preti, canonici, monsignori, vescovi e persino l'arcivescovo di Dublino, fossero al corrente di quanto stava accadendo. Agli inizi degli anni '90 era stata aperta un'indagine interna contro di lui e nel 1993 era arrivata la prima richiesta di allontanamento dal sacerdozio.
Walsh aveva però fatto appello e il Vaticano aveva deliberato in suo favore. Dopo aver molestato un bambino nel bagno di un pub, Walsh fu finalmente arrestato e nel 1996, 16 anni dopo la prima denuncia, il prete fu ridotto allo stato laicale. Quaranta persone hanno denunciato abusi da parte di Walsh ed il prete stesso ha ammesso di aver «usato bambini a scopo di gratificazione sessuale» una volta ogni due settimane per un periodo di otto anni.

L’articolo è stato preso da qui.  Ma vedere anche qui , qui e qui.

19 feb 2011

L’Olocausto fu dunque……

“L’Olocausto, dunque, fu necesario per preservare l’anima del  giudaismo. I forni crematori consumarono (o più precisamente indebolirono) sia la mentalità del ghetto che quella assimilazionista, liberando così l’anima ebraica per una nuova ascesa – la creazione dello Stato d’Israele – … Continue reading →

7 feb 2011

Correva l'anno - Slobodan Milosevic 1

Slobodan Milošević è stato presidente della Serbia e della Repubblica Federale di Jugoslavia come leader del Partito Socialista Serbo (SPS).
Accusato di crimini contro l'umanità per le operazioni di pulizia etnica dell'esercito jugoslavo contro i musulmani in Croazia, Bosnia-Erzegovina e Kosovo, contro di lui era stata mossa anche l'accusa di aver disposto l'assassinio di Ivan Stambolić, suo mentore negli anni ottanta e suo possibile avversario nelle elezioni presidenziali del 2000.
La svolta nella sua carriera di grigio funzionario statale avviene nel 1986: Milošević viene eletto presidente della Lega di comunisti serbi, grazie al sostegno del presidente della Serbia, Ivan Stambolić, suo amico personale e padrino politico. Gli anni ottanta si caratterizzano per la rinascita del nazionalismo serbo e per il disconoscimento del modello della Jugoslavia titoista e della figura di Tito stesso.
L'apice del nazionalismo è raggiunto il 24 settembre 1986, quando il quotidiano belgradese Večernje Novosti pubblica alcune parti di un documento noto come il Memorandum dell'Accademia Serba delle Scienze. In questo testo, redatto da intellettuali serbi guidati dal romanziere Dobrica Ćosić, si elabora un atto di accusa contro Tito, accusato di attività antiserba, e si descrive un progetto di completa eliminazione etnica degli Albanesi dal Kosovo. Il testo è pericolosissimo per la stabilità della zona e tutta l'élite serba, a partire dal presidente Ivan Stambolić, ne prende le distanze. L'unico a mantenere il silenzio e a non commentare il memorandum è Milošević.
In Kosovo si intensificano gli scontri tra UCK, l'esercito di liberazione albanese, e la polizia federale. Nella provincia erano presenti inoltre truppe paramilitari serbe, che non godevano ufficialmente dell'appoggio di Belgrado e che agivano secondo Milošević e alcuni osservatori del tutto autonomamente. La strage di Račak, con la morte di 40-45 kosovari di etnia albanese, apparentemente giustiziati, acuisce la crisi, anche se tutt'oggi permangono forti dubbi sulle responsabilità e le autorità serbe hanno negato di aver effettuato esecuzioni di massa. A Rambouillet falliscono i tentativi di mediazione tra governo federale e gruppo di contatto (USA, Russia, Francia, Germania, Regno Unito e Italia) sullo status della provincia. Tra marzo e giugno del 1999 la NATO bombarda la Jugoslavia (Operazione Allied Force), colpendo anche molti obiettivi civili, fino al completo ritiro dell'esercito dal Kosovo.
Si ringrazia all’amico Geremyss

VISTO  CHE NESSUNO  PIU' SE " NE FREGA DI NOI" VOGLIO DIRVI CHE IL LIBRO DI MIA MOGLIE E' STATO PRESENTATO SU RAI TRE IERI. ECCO A VOI LINK   
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8d2ffb3f-4aff-4e54-b1c8-5ca3badfd74e.html#p=0

6 feb 2011

LA BATTAGLIA ISLAMICA E LE RIFLESSIONI MANCANTI DA PARTE DEI MUSULMANI E NON

"Durante una battaglia(PROBABILMENTE  A  TEBUK) contro i nemici dell'Islam che volevano sterminare i musulmani, uno di questi ferì e gettò a terra un uomo e stava per ucciderlo con la sua spada, quando quest'uomo alzò l'indice della mano destra e pronunciò la shahada (Testimonio che non c'è altra divinità all'infuori di Allah...), ma il musulmano lo uccise lo stesso. Il profeta Mohammed, pace e benedizioni su di lui, gli disse: "Perchè lo hai ucciso? Ha dato shahada, quindi era un tuo fratello nell'Islam e tu lo hai ucciso?? COSA RACCONTERAI AD ALLAH NEL GIORNO DEL GIUDIZIO?" Il musulmano rispose: "O Inviato di Allah, ha dato shahada solo per paura, solo per non essere ucciso." E lui, saws, gli disse: "E cosa ne sai tu? SOLO ALLAH TAALA CONOSCE I CUORI E LE INTENZIONI DEGLI UOMINI...COSA RACCONTERAI ORA NEL GIORNO DEL GIUDIZIO??"  Riportato da 10 Ebu Davud, “Sunen”, hadis 336;  riporta anche  Ibnu Mad`e, hadis 572; vedere anche  “Nejlul-Evtar”: 1/323.

Ora amici miei e non, “convertiti” , veri convertiti e musulmani di nascita è arrivato il momento di  riflettere su questo hadis o il fatto realmente accaduto a quei tempi. La mia intenzione non è quella di mettere in dubbio il fatto accaduto. Entrambi hanno ragione, sia il profeta Muhammad s.a.v.s. quando disse che Allah sa meglio di tutti ma anche Ashaba cioè il compagno che disse che il soldato nemico ucciso   ha pronunciato per paura e per  salvarsi  la vita. Poniamoci qualche domanda. Come è possibile che proprio nell’ultimo momento questo soldato nemico che prima era partito con intenzione di sterminare tutti musulmani e poi visto il fallimento della sua intenzione si è pronunciato proprio nell’ultimo momento Shehadet? Se lo sapeva già dapprima, perché non lo ha pronunciato prima di andare in battaglia e magari disertare verso il profeta Muhammad s.a.v.s. ? Come è possibile nel giro di 10 oppure 15 secondi quanto dura il pronunciamento, cambiare così improvvisamente la fede? Nemmeno la fuga di Magdi Allam verso il Cattolicesimo non è avvenuta nel giro di 10, 15 secondi ma ci vollero parecchi anni o come sostiene lui  il suo percorso iniziò da quando aveva 4 anni. Solo due categorie di persone possono cambiare nell’ultimo momento la religione senza nessuna profonda coscienza. Prima categoria sono le persone ritardate ma molto ritardate mentalmente e che non si rendono conto e la seconda categoria  sono gli opportunisti che per gli scoppi personali sono disposti a tutto nell’ultimo momento. Nemmeno mia moglie si era convertita all’Islam dopo 10, 15 secondi ma ci vollero 7 anni per stabilizzare la propria fede, cioè quella islamica. Al di là della religione, anche per cambiare tipo di lavoro bisogna informarsi quanto tanto, cioè, le condizioni di lavoro, la paga, rapporto fra capi o responsabili con gli operai\dipendenti e varie ma ancora devo sentire che qualcuno ha cambiato lavoro improvvisamente senza nessuna conoscenza cosa lo aspetta dall’altra parte. Allora, L’ISLAM E’ LOGICA e sfruttiamo  questa logica come si deve e non solo quando fa comodo. Se bastasse per entrare in Dzennet (paradiso) solo  pronunciare   Shehadet allora perché Allah ci ha ordinato anche la preghiera, digiuno, zekat, hadzdz e dzihad fi se bilillah? Certo che non è bello sospettare la fede degli altrui perchè anche il profeta Muhammad s.a.v.s. disse che: non sono stato inviato per aprirvi i petti ma per portarvi il messaggio di Allah  ma certe persone con il loro discorsi e comportamenti ti costringono a dubitare sulla loro fede. Ci è già capitata l’esperienza non molto bella con questa persona mandata come la spia e Allah ci è testimone e da allora i nostri dubbi verso gli italiani convertiti all’islam, non tutti ma 95%, incominciarono che persino mia moglie è arrivata a scrivere il libro. Spero che questo post faccia riflettere a tutti senza distinzione di razza, religione, sesso e schieramento politico. Auguri e buona rilettura.