10 ott 2011

STO TRASLOCANDO.

Salve a tutti, "belli e brutti". Il mio motivo principale di trasloco è  che mi sto dedicando alla vita  politica. Sul nuovo blog che ho aperto tutto sarà dedicato ai problemi reali dell'Italia e niente che riguarda l'Islam. Mi sono iscritto al movimento Alternativa il cui capo è Giulietto Chiesa noto giornalista Italiano che  conoscete di siuro. Io sono atualmente l'unico iscritto\tesserato nella regione Trentino Alto Adige e anche referente regionale del movimento suddetto. Sabato 15 ottobre 2011 alle ore 06,00 del mattino sarò l'ospite su CANALE  ITALIA da Gianluca Versace.

Saluti a tutti


30 set 2011

DEPUTATO EBREO DEFINISCE ISRAELE COME I NAZISTI



E'  in Italia fecero casino per la dichiarazione Israele come i Nazisti

24 ago 2011

GOVERNO A RISCHI PER SCANDALO SESSUALE




IN ITALIA A QUANTO PARE IL GOVERNO NON HA RISCHIATO. RUBBY VE LA RICORDATE PER CASO?

18 ago 2011

Hezbollah: “Centinaia di migliaia di martiri per annientare Israele”

Quelli che seguono sono brani tratti da un’intervista all’ex generale Walid Sakariya, oggi parlamentare libanese di Hezbollah, trasmessa dalla ANB TV lo scorso 7 agosto.




Walid Sakariya: «L’Iran è il paese più ostile a Israele, ma l’Iraq fa da cuscinetto fra l’Iran e il fronte della Palestina: dai tempi di Saddam Hussein fino alla presenza militare degli Stati Uniti in Iraq. L’Iran sostiene le forze dello scontro: Hamas, Hezbollah e la Siria. Se, in seguito al ritiro degli Stati Uniti, l’Iraq diventa un ponte che collega l’Iran alla Siria, le forze iraniane potrebbero attraversare l’Iraq e arrivare in Siria allo scopo di prendere parte in una guerra aperta sul fronte del Golan. In questo caso, Israele non si troverebbe a combattere solo con Hezbollah. Si troverebbe a combattere con Hezbollah, Siria, Iraq e Iran. È la cosiddetta “Mezzaluna sciita” di cui hanno paura: dato che è dominata dall’Iran, per questo i paesi arabi la chiamano “Mezzaluna sciita”. Se [oggi] Hezbollah possiede cinquemila missili e può distruggere alcuni obiettivi in Israele, l’equazione cambierà completamente quando entreranno in guerra la Siria e l’Iran. Si avrà la superiorità strategica e una forza abbastanza grande da annientare Israele, anche se questa guerra costerà centinaia di migliaia di martiri, non solo mille e duemila. Si entrerà in questa guerra con una massa di popolazione di più di cento milioni. […] Se la Siria, come un paese dello scontro, fallirà, America e impresa sionista saranno vincitori.»

Intervistatrice: «La Siria è così importante …»

Walid Sakariya: «Naturalmente. Ma se la Siria sarà un paese dello scontro vittorioso, sarà la fine di Israele. Vi sono rapporti di forza militari. Hezbollah può sconfiggere Israele, ma non lo può cancellare. Se la Siria entra in guerra contro Israele, può riconquistare il Golan, ma non è in grado di liberare Haifa e Tel Aviv. Ma Hezbollah, Siria. Iraq e Iran costituiranno una forza militarmente superiore a Israele e lo distruggeranno. Scateneranno una guerra e potranno patire centinaia di migliaia di martiri, perché Israele potrebbe usare l’arma nucleare pur di sopravvivere, e tuttavia questa guerra porrà fine a Israele.

(Da: MEMRI, 7.8.11)

Per vedere il filmato (con sottotitoli in inglese):

http://www.memritv.org/clip/en/3069.htm

http://www.youtube.com/watch?v=m-Ti-dNTw0M

Si veda anche:
Iran: “La Siria è accerchiata dai lupi dell’occidente”
http://www.israele.net/articolo,3205.htm

L’incubo delle garanzie internazionali

http://www.israele.net/articolo,3203.htm

Hamas: “Sia chiaro: vogliamo tutta la terra senza lasciarne un centimetro a Israele”

Documenti Usa diffusi da WikiLeaks: i missili Hezbollah possono raggiungere Tel Aviv

07 ago 2011

“Un colpo in pieno volto a Miguel Martinez e Sherif el Sebai: ecco chi è Souad Sbai!!!”

Il titolo non l’ho scritto io.


Si tratta del titolo di un post su un blog – “Criticattivo” – della cui esistenza mi sono accorto solo l’altro giorno.
In rete, ho a che fare con due tipi di individui.

Alcuni non sono molto interessati a me come persona, ma condividono o criticano le cose che scrivo.

Poi ci sono certi strani individui che mi sognano anche la notte. E sono talmente fissati con me, che gridano il nome Miguel Martinez nei titoli dei loro post, dimenticandosi che la gente non ha la minima idea chi sia Miguel Martinez.

Miguel Martinez, infatti, è un modesto traduttore di manuali tecnici con un piccolo blog personale, e la gente normale la notte non sogna i traduttori di manuali tecnici. Anzi, ne ignora l’esistenza pure di giorno.

Su Criticattivo sono apparsi finora 19 post, praticamente tutti dedicati a un particolarissimo triangolo: Miguel Martinez, Sherif el-Sebaie (del blog Salamelik) e Souad Sbai, parlamentare berlusconiana.

E tutti i post sono sul tono del titolo che abbiamo visto.[1]

A volte il filo logico è piuttosto tenue.

Ad esempio, in un post del 30 maggio, leggiamo che un certo Prem Rawat avrebbe dichiarato a Mazara del Vallo che per avere la pace, gli uomini dovrebbero essere meno avidi. Questa sbadiglievole banalità è diventata una notizia ANSA; e per qualche motivo, Criticattivo ha deciso di pubblicarla.

Ora, Criticattivo che titolo mette a tale comunicato ANSA, in cui non vengo mai citato? “A Mazara la PACE sbugiarda Miguel Martinez e Sceriffo Sebai!!!”

A questo post, una certa ElenaQ risponde con il suo unico commento su tutto il blog (ma con i tre punti esclamativi consecutivi che sono il marchio di fabbrica del blog):
“La pace. Mi fa sbellicare chi si diletta a fare il giornalista “d’insulto” e non sa nemmeno che cosa sia fare informazione. E non sa nemmeno la differenza fra gelsomino e petrolio. Miguel Martinez e Sheriff Sebai, professionisti della diffamazione e del non capir nulla. Ecco chi sono!!! Ma ormai vi abbiamo sgamato!!!”[2]

Certo, chiamarmi “giornalista” è un’offesa a tutta la categoria dei traduttori, ma solo per questa volta lascio correre.

Già nel primo post, la curatrice del blog mi accusa di scrivere “bugie conclamate“:

“Dire la verità e schiacciare senza pietà chi vive di bugie e di diffamazione, riportando false parole e bugie conclamate. Ecco il nostro obiettivo.”

Dopo 19 post, arriviamo finalmente a scoprire quale sarebbe l’unica “bugia conclamata” di cui mi si accusi in concreto.

Criticattivo commenta infatti così il mio post sul convegno romano dei Musulmani Buoni:[3]
leggo uno pseudo critico satirico articolo del solito diffamatore miguel martinez, che sul suo pseudoblog attacca l’evento al Senato del 23 giugno, non sapendo nemmeno come si chiama la Sala. Informati!!! I giornalisti si informano!!! Vabbè, ma che giornalista sei? Uno che diffama è degno della querela che riceve… e poi c’era Hamza Boccolini, convertito all’Islam, esperto di Islam, Mazzoni non c’era, c’era anche Souad Sbai che nessuno di voi ha visto…”

Insomma, mi sarei sbagliato riguardo al nome della sala e di uno dei relatori, dice l’autrice.

Andiamo a vedere. Io avevo scritto “presso la Sala del Senato“.

Sul manifesto di presentazione del convegno, con tanto di sigla dei promotori (il Centro Culturale Averroè di Souad Sbai e il circolo La Martinella che riunisce la destra fiorentina) c’è scritto: “Sala del Senato – ex Hotel Bologna via di S. Chiara 4, Roma”.

E accanto, c’è scritto che Riccardo Mazzoni modererà l’incontro delle 11.30. Che probabilmente avrà disertato l’evento, visto che il sito di Una Via per Oriana (Fallaci) ci presenta una lista leggermente diversa di relatori: Maurizio Gasparri, Alexandre Del Valle, Armando Manocchia, Magda Menchini, Francesco Bongiorno, Fabio Massimo Parenti, Souad Sbai.

Boh.

Ma anche il titolo di questo post sui miei presunti errori è un’opera d’arte:

“Miguel Martinez è lo stalker della Sbai!!! Lo sappiamo bene!” [4]

E qui sorge la domanda più interessante. Chi sarà l’autrice di questo blog?

La registrante sarebbe una certa Sabi Moni di Torino. Di Sabi Moni non c’è alcun’altra traccia in tutta la vasta rete.

Telefono al numero che compare come quello della registrante, e mi risponde un gentilissimo signore di Trapani. Con un rumoroso tonfo dalle nuvole. [5]

Ma la faccenda ci ricorda un fatto incredibile, riguardante proprio Souad Sbai, successo nel 2005.

Il blog di Sherif el-Sebaie, sempre attento a tutto ciò che riguarda l’Islam in Italia, aveva dedicato un post piuttosto neutro alle iniziative di Souad Sbai.

Poche ore dopo, il suo blog fu sommerso da una valanga incredibile di commenti che ricoprivano Sherif di parolacce ed esaltavano Souad Sbai.
I commenti erano firmati con nomi come “Yassine il marocchino”, “Rachida”, “Sami”, “Giovanna di Trento”, “Stefano”, “Karima di Lecce”, “Mohamed”, “Andrea”, “Nadia di Saluzzo”, “Aziz di Roma”, “Omar”, “Redouane”, “Massimo”.

Le espressioni e i concetti dei vari commentatori erano tutti nello stesso, particolarissimo stile del blog Criticattivo.

Dopo qualche giorno, la blogger Dacia Valent ha scoperto che:

- tutti i commenti partivano dagli stessi due IP;

- di giorno partivano dall’IP della Angelo Costa, società in cui Souad Sbai era allora impiegata;

- di sera partivano dall’IP della casa di Souad Sbai.

Da allora, sono passati sei anni. E in quei sei anni, non ci risulta che ci sia stata alcuna denuncia e nemmeno una smentita da parte di Souad Sbai. Anche se Criticattivo è pieno di riferimenti a vaghe “querele” che Souad Sbai avrebbe presentato, e che nessuno ha mai visto.

Ma certo: la pseudonimica proprietaria del sito, Sabi Moni… provate ad anagrammare Sabi.

Certo, fa un po’ impressione vedere una parlamentare che pensa a se stessa semplicemente come “un colpo in pieno volto” a un paio di blogger.

Ma adesso che mi accingo a fare alcune traduzioni particolarmente noiose, mi dà una certa soddisfazione pensare di avere una Onorevole Troll, anche se in comproprietà con Sherif.

Note

[1] Eccovi i titoli di alcuni post:

Ancora Miguel Martinez che blatera. Ma chi gli crede???

A Mazara la PACE sbugiarda Miguel Martinez e Sceriffo Sebai!!!

Mentre l’Occidente fa i suoi calcoli ( e, aggiungo io, Miguel Martinez scrive il suo stupido blog) la Siria sta morendo
Le culture non sono tutte uguali se non c’è rispetto dei diritti umani (anche se Martinez e Sebai non lo sanno…)

Un colpo in pieno volto a Miguel Martinez e Sherif el Sebai: ecco chi è Souad Sbai!!!
Grande asta di Musulmani Buoni, accorrete numerosi! – Miguel Martinez fa pubblicità a tutti!!!

Miguel Martinez è lo stalker della Sbai!!! Lo sappiamo bene!

[2] I commentatori del blog sono tutti così: appaiono per una sola volta, spargono punti esclamativi contro Sherif el-Sebaie e Miguel Martinez e a favore di Souad Sbai e poi spariscono nel nulla.

[3] Nello stesso post, l’autrice ci racconta una sua curiosa fantasia:
“che ne sa Miguel Martinez di moderati? Conosce solo l’estremismo e forse quando c’era Ramadan all’ambasciata erano lui e altri quattro”.

L’unica ambasciata con cui io abbia occasionali rapporti è quella messicana. Probabilmente la nostra ha scambiato il Día de los Muertos per il Ramadan.

4] Non ho mai scritto nulla di personale su Souad Sbai e non l’ho mai contattata di persona, per cui è evidente che l’autrice del blog fa confusione tra il concetto di stalker e quello di critico politico. Souad Sbai è una figura pubblica, come Silvio Berlusconi o Nichi Vendola. Qualcuno parla bene delle loro iniziative pubbliche, qualcuno meno bene. Souad Sbai si rassegni. Si chiama ديموقراطية

5] Su Criticattivo, un certo “francesco” tra i commenti scrive:

“Brava e ancora brava! Lasciali perdere quei due. A Miguel Martinez e Sherif el Sebai ci penserà la giustizia! A patto che si facciano riconoscere col loro vero nome… Si nascondono…”
 Fonte

E come scrisse Serif el Sebaie sul suo blog : Ricercati lo siamo certamente, ma solo dai nostri lettori.

23 lug 2011

ISRAELE CHE USA I BAMBINI COME SCUDI UMANI



Queste  immagini  di sicuro non le avete mai viste su TG5, TGLA7?

20 lug 2011

ISRAELE PREPARA L'ATTACCO CONTRO l'lRAN?





Beh, L'Iran ha preparato di sicuro bella sorpresa per Israele ed eventualmente anche per gli Americani. Cosa ha preparato lo sapremo ma troppo tardi,cioè all'attacco avvenuto. Attacco all'Iran sarebbe solo l'inizio della fine d'Israele che dopo la risposta Iraniana sembrerà solo la terra incenerita.Pensate che gli ayatollah non esiteranno a mandare nella morte intera nazione iraniana pur di incenerire Israele? Crediamo forse che l'Iran starà con le mani incrociate durante l'attacco israeliano?  SI  ACCETTANO   LE  SCOMMESSE?

15 lug 2011

NELSON MANDELA E LA SUA LETTERA

<<…un terzo degli israeliani e’ preda di un volgare razzismo e si dichiara apertamente razzista. Questo razzismo e’ della natura di: “Odio gli arabi” e “Vorrei che gli arabi morissero”…>>


“Caro Thomas (Friedman, articolista del NYT),

so che entrambi desideriamo la pace in Medioriente, ma prima che tu continui a parlare di condizioni necessarie da una prospettiva israeliana, devi sapere quello che io penso.

Da dove cominciare? Che ne dici del 1964? Lascia che ti citi le mie parole durante il processo contro di me. Oggi esse sono vere quanto lo erano allora: “Ho combattuto contro la dominazione dei bianchi ed ho combattuto contro la dominazione dei neri. Ho vissuto con l’ideale di una società libera e democratica in cui tutte le sue componenti vivessero in armonia e con uguali opportunità. E’ un ideale che spero di realizzare. Ma, se ce ne fosse bisogno, e’ un ideale per cui sono disposto a morire”.

Oggi il mondo, quello bianco e quello nero, riconosce che l’apartheid non ha futuro. In Sud Africa esso e’ finito grazie all’azione delle nostre masse, determinate a costruire pace e sicurezza. Una tale determinazione non poteva non portare alla stabilizzazione della democrazia.

Probabilmente tu ritieni sia strano parlare di apartheid in relazione alla situazione in Palestina o, più specificamente, ai rapporti tra palestinesi ed israeliani. Questo accade perché tu, erroneamente, ritieni che il problema palestinese sia iniziato nel 1967. Sembra che tu sia stupito del fatto che bisogna ancora risolvere i problemi del 1948, la componente più importante dei quali e’ il Diritto al ritorno dei profughi palestinesi.

Il resto potete vedere qui

11 lug 2011

SREBRENICA 11 LUGLIO 2011. NOMI E COGNOMI DELLE VITTIME CHE SARANNO SEPOLTE OGGI

1. Abidović (Rašid) Ibrahim 1932

2. Ademović (Adem) Enver 1969

3. Ademović (Ćamil) Muhamed 1971

4. Ademović (Fadil) Fajko 1975

5. Ademović (Mustafa) Sadik 1944

6. Ademović (Sado) Mevludin 1958

7. Ademović (Suljo) Senad 1977

8. Ademović (Taib) Avdo 1968

9. Agić (Šaćir) Ermin 1977

10. Ahmetović (Izet) Mirsad 1973

11. Ahmetović (Mustafa) Šaban 1962

12. Ahmetović (Nurija) Nurdin 1967

13. Ahmetović (Osmo) Hasan 1945

14. Ahmić (Hasib) Mirsad 1977

15. Alemić (Hamed) Hazim 1971

16. Alemić (Suljo) Aziz 1955

17. Alemić (Suljo) Ibrahim 1959

18. Alemić (Zajko) Selim 1942

19. Alibašić (Avdija) Alija 1941

20. Alić (Alija) Ibrahim 1944

21. Alić (Daut) Amil 1962

22. Alić (Daut) Zajko 1943

23. Alić (Fejzo) Halil 1949

24. Alić (Fejzo) Sejfo 1946

25. Alić (Hajrudin) Reuf 1967

26. Alić (Hajrulah) Elzad 1974

27. Alić (Hajrulah) Jasmin 1972

28. Alić (Halil) Senad 1979

29. Alić (Ibrahim) Zaim 1936

30. Alić (Ibro) Muharem 1936

31. Alić (Jusuf) Jusmin 1978

32. Alić (Muharem) Jusuf 1959

33. Alić (Mujo) Suljo 1968

34. Alić (Nazif) Mujo 1945

35. Alić (Osman) Ibrahim 1940

36. Alić (Osman) Rašid 1944

37. Alić (Ramo) Bekir 1951

38. Alić (Ramo) Hirkija 1937

39. Alić (Rašid) Safet 1934

40. Alić (Safet) Ćamil 1966

41. Alić (Sumbul) Ohran 1941

42. Alihodžić (Ramadan) Senad 1975

43. Alispahić (Rasim) Hazim 1955

44. Ališević (Alija) Fadil 1969

45. Aljić (Ahmo) Muhamed 1953

46. Aljić (Ramo) Šaban 1948

47. Aljić (Šaban) Nermin 1976

48. Aljić (Zildžija) Latif 1959

49. Aljkanović (Suljo) Izet 1960

50. Atić (Abdurahman) Edhem 1941

51. Avdić (Hašid) Sulejman 1960

52. Avdić (Idriz) Hasan 1968

53. Avdić (Kadrija) Bajazit 1976

54. Avdić (Kadrija) Nesib 1977

55. Avdić (Malćo) Smajil 1960

56. Avdić (Mustafa) Husein 1954

57. Avdić (Osman) Zaim 1977

58. Avdić (Ramiz) Hamdija 1971

59. Avdić (Sado) Hamdija 1975

60. Avdić (Sefer) Senad 1973

61. Avdić (Selim) Mujo 1971

62. Bajramović (Ikan) Behudin 1977

63. Bečić (Ramo) Azem 1951

64. Bečić (Ramo) Ramiz 1946

65. Bećirović (Ahmet) Đemal 1954

66. Bećirović (Alija) Rahman 1934

67. Bećirović (Alija) Teufik 1964

68. Bećirović (Daut) Dalija 1956

69. Bećirović (Hasib) Avdo 1962

70. Bećirović (Mehmed) Osman 1962

71. Bećirović (Mehmed) Sakib 1964

72. Bećirović (Ramo) Azem 1970

73. Bećirović (Ramo) Hidan 1959

74. Bećirović (Ramo) Rešid 1972

75. Beganović (Ismet) Avdija 1975

76. Beganović (Rifet) Senad 1975

77. Begić (Alija) Mehmedalija 1959

78. Begić (Asim) Zikrija 1964

79. Begić (Emin) Ramiz 1929

80. Begić (Hakija) Šaćir 1918

81. Begić (Mušan) Zildžija 1938

82. Begić (Salih) Nazir 1973

83. Begić (Šaban) Halid 1957

84. Begović (Aljo) Ibrahim 1917

85. Begzadić (Ahmet) Amil 1941

86. Begzadić (Amil) Ezedin 1970

87. Bektić (Abid) Sabit 1972

88. Bektić (Adil) Esed 1942

89. Bektić (Ahmo) Adem 1941

90. Bektić (Ahmo) Sulejman 1950

91. Bektić (Ahmo) Taib 1939

92. Bektić (Murat) Bekir 1942

93. Bektić (Ramiz) Ramo 1960

94. Bektić (Sakib) Mujo 1977

95. Bektić (Salko) Nezir 1958

96. Bektić (Salko) Redžep 1950

97. Bektić (Salko) Sakib 1960

98. Beširović (Omer) Bego 1952

99. Bitinović (Abdulah) Sevludin 1970

100. Bogilović (Asim) Zajim 1947

101. Borić (Šaban) Jasmin 1979

102. Bosno (Ibrišim) Himzo 1958

103. Brdarević (Ibro) Alija 1927

104. Bumbulović (Omer) Junuz 1933

105. Burić (Smajo) Dahmo 1956

106. Cvrk (Ćamil) Ismet 1942

107. Cvrk (Hasan) Haso 1955

108. Cvrk (Mehmed) Juso 1971

109. Čelebić (Mehmed) Redžo 1935

110. Čengić (Ševko) Miralem 1929

111. Čivić (Edhem) Ramo 1949

112. Čivić (Mehan) Mehmedalija 1936

113. Ćatić (Zajko) Sabrija 1954

114. Ćehajić (Ahmet) Murat 1957

115. Ćehajić (Aljo) Izet 1979

116. Ćerimović (Adem) Omer 1957

117. Dautbašić (Rifet) Hasan 1974

118. Dautović (Osman) Hedim 1978

119. Dautović (Redžo) Halil 1954

120 Dedić (Ćamil) Nezir 1979

121. Dedić (Ćamil) Zajim 1970

122. Dedić (Džemal) Ćazim 1955

123. Dedić (Ibrahim) Hamed 1957

124. Dedić (Ramiz) Mehmedalija 1964

125. Delalić (Ismet) Sadik 1968

126. Delić (Alaga) Hasan 1930

127. Delić (Hamed) Hajrudin 1968

128. Delić (Medo) Mevludin 1955

129. Delić (Ramo) Mahmut 1974

130. Dervišević (Abid) Ahmed 1942

131. Dervišević (Behadil) Bekto 1978

132. Dervišević (Huso) Bego 1942

133. Dervišević (Idriz) Junuz 1971

134. Dervišević (Idriz) Vahdet 1970

135. Dervišević (Ramo) Rahman 1937

136. Dervišević (Rasim) Idriz 1935

137. Dizdarević (Sinan) Selvedin 1979

138. Dudić (Junuz) Mehan 1961

139. Duraković (Mujo) Munib 1953

140. Džananović (Ahmet) Husejin 1956

141. Džananović (Dervo) Juso 1940

142. Džananović (Džemal) Šehad 1971

143. Džananović (Hasib) Esed 1958

144. Džananović (Ramo) Rismet 1973

145. Džananović (Smail) Džemal 1938

146. Džananović (Zaim) Rasim 1951

147. Džanić (Husejin) Esed 1972

148. Džanić (Ismet) Mevludin 1960

149. Džanić (Nurif) Fikret 1969

150. Džebo (Emin) Haris 1977

151. Đelić (Ramo) Sabahudin 1970

152. Đogaz (Ahmet) Ahmo 1951

153. Đogaz (Ahmo) Vahid 1972

154. Đogaz (Salko) Salčin 1937

155. Đulaković (Ramo) Nurija 1950

156. Efendić (Rešid) Rešid 1948

157. Ejubović (Ahmo) Alija 1947

158. Ejubović (Alija) Amir 1978

159. Ejubović (Hasib) Fadil 1963

160. Ejubović (Ibrahim) Avdo 1975

161. Ejubović (Ibrahim) Samir 1973

162. Fehrić (Šefo) Redžo 1956

163. Fejzić (Ahmo) Adil 1972

164. Fejzić (Hasib) Husejin 1950

165. Fejzić (Husejin) Sead 1975

166. Fejzić (Ibiš) Ramo 1950

167. Fejzić (Ibrahim) Ahmo 1941

168. Fejzić (Nazif) Ismet 1971

169. Fejzić (Nuko) Nurif 1949

170. Gabeljić (Bajro) Sead 1965

171. Gabeljić (Bego) Osman 1929

172. Gabeljić (Halil) Halid 1971

173. Gabeljić (Halil) Mahmut 1967

174. Gabeljić (Hašim) Hamdija 1972

175. Gabeljić (Ibrahim) Jusuf 1963

176. Gabeljić (Juso) Adem 1971

177. Gabeljić (Ramo) Almaz 1960

178. Gabeljić (Rašid) Asim 1967

179. Gabeljić (Rešid) Esad 1965

180. Gabeljić (Salih) Hakija 1969

181. Garaljević (Ibro) Ifet 1951

182. Germić (Emin) Nezir 1978

183. Germić (Ibrahim) Kemal 1974

184. Gluhić (Mustafa) Sabahudin 1953

185. Golubović (Mehmed) Ahmet 1958

186. Gurdić (Bego) Asim 1961

187. Gutić (Alija) Nurif 1941

188. Gutić (Meho) Rešid 1949

189. Hadžić (Bešir) Lutvo 1938

190. Hadžić (Ćamil) Osman 1936

191. Hadžović (Mujo) Munib 1947

192. Hafizović (Mehmed) Senahid 1937

193. Hajdarević (Abid) Ragib 1941

194. Hajdarević (Suljo) Bajro 1928

195. Hajdarević (Suljo) Mustafa 1940

196. Halilović (Halil) Šaban 1978

197. Halilović (Hamed) Admir 1962

198. Halilović (Mujo) Nezir 1940

199. Halilović (Nurif) Zurijet 1961

200. Halilović (Safet) Mustafa 1977201. Halilović (Safet) Nezir 1975

202. Halilović (Smail) Hajrudin 1976

203. Halilović (Smail) Muhamed 1972

204. Handžić (Alija) Abid 1972

205. Hankić (Abdulah) Mehmedalija 1967

206. Hankić (Abdulah) Mujo 1963

207. Hasanović (Arif) Hariz 1971

208. Hasanović (Avdo) Osman 1950

209. Hasanović (Emin) Džemo 1970

210. Hasanović (Enez) Eniz 1975

211. Hasanović (Hamed) Muhamed 1977

212. Hasanović (Hamed) Salih 1966

213. Hasanović (Husejin) Arif 1944

214. Hasanović (Husnija) Refik 1961

215. Hasanović (Ibrahim) Munib 1971

216. Hasanović (Ibro) Hajrudin 1941

217. Hasanović (Ibro) Zahir 1966

218. Hasanović (Mehmed) Hurem 1960

219. Hasanović (Mehmed) Mustafa 1967

220. Hasanović (Mujo) Muriz 1974

221. Hasanović (Mušan) Halid 1966

222. Hasanović (Mušan) Halil 1962

223. Hasanović (Mušan) Senad 1977

224. Hasanović (Osman) Enez 1941

225. Hasanović (Ramo) Zahid 1964

226. Hasanović (Rasim) Ferid 1957

227. Hasanović (Salih) Hamed 1939

228. Hasanović (Sejfo) Hajro 1952

229. Hasanović (Sejfo) Omer 1941

230. Hasanović (Ševko) Šemso 1964

231. Hasanović (Zajko) Mehmed 1939

232. Hasić (Husejn) Munib 1965

233. Hirkić (Husejin) Ismail 1971

234. Hodžić (Alija) Osman 1974

235. Hodžić (Juso) Ibrahim 1960

236. Hodžić (Mehmed) Mehdin 1978

237. Hodžić (Muhamed) Mehmed 1956

238. Hodžić (Ramo) Salih 1940

239. Hodžić (Sado) Zajim 1932

240. Hotić (Sead) Samir 1966

241. Hrnjić (Alija) Nezir 1938

242. Hrnjić (Džemail) Asim 1975

243. Hrustić (Šahin) Azem 1959

244. Hrustić (Uzeir) Ismet 1940

245. Hukić (Huko) Mehmedalija 1956

246. Hukić (Tahir) Mujo 1977

247. Huremović (Adil) Jusuf 1938

248. Huremović (Osman) Hamed 1926

249. Huremović (Suljo) Kadrija 1962

250. Hurić (Adem) Edin 1975

251. Husejinović (Ismet) Zihret 1974

252. Husejnović (Huso) Hasan 1975

253. Husejnović (Huso) Sejid 1973

254. Husejnović (Ibro) Kadrija 1967

255. Husejnović (Mehan) Mešan 1952

256. Husejnović (Mehmedalija) Nusret 1972

257. Husejnović (Murat) Nazif 1925

258. Husejnović (Mustafa) Mehan 1929

259. Husejnović (Nazif) Rizo 1955

260. Husejnović (Ohran) Sadik 1977

261. Husić (Husejin) Šaban 1947

262. Husić (Osman) Aziz 1966

263. Husić (Sejdin) Omer 1927

264. Husić (Šaban) Sabahudin 1975

265. Husić (Šemso) Ševket 1945

266. Husić (Zaim) Suvad 1959

267. Huskić (Mehmed) Mehmedalija 1974

268. Ibišević (Hadžo) Ćamil 1949

269. Ibišević (Junuz) Ahmo 1939

270. Ibišević (Juso) Junuz 1966

271. Ibišević (Juso) Nezira 1975

272. Ibišević (Jusuf) Juso 1940

273. Ibišević (Omer) Šemso 1936

274. Ibrahimović (Fadil) Omer 1955

275. Ibrahimović (Fikret) Džemal 1977

276. Ibrahimović (Fikret) Mirzet 1974

277. Ibrahimović (Hamed) Osman 1963

278. Ibrahimović (Hamid) Adil 1962

279. Ibrahimović (Haso) Omer 1970

280. Ibrahimović (Ibro) Mešo 1968

281. Ibrahimović (Omer) Haso 1944

282. Ibrahimović (Omer) Ibro 1941

283. Ibrahimović (Ramo) Safet 1977

284. Ibrahimović (Reuf) Aziz 1978

285. Ibrahimović (Suljo) Šaban 1948

286. Ibrahimović (Šaban) Suljo 1975

287. Ibrić (Hakija) Munib 1948

288. Ibrić (Mehan) Ramiz 1956

289. Imamović (Muhamed) Salih 1943

290. Isaković (Hašim) Hakija 1917

291. Isaković (Šamika) Senad 1977

292. Izmirlić (Ibro) Hasib 1936

293. Jahić (Ibrahim) Đemail 1963

294. Jahić (Mehmed) Aljo 1955

295. Jahić (Omer) Salko 1937

296. Jahić (Salko) Vehbija 1937

297. Jakubović (Nezir) Bego 1969

298. Jašarević (Mehmed) Osman 1936

299. Jašarević (Salko) Hamid 1945

300. Jugović (Hamed) Ševko 1966

301. Jusić (Hasan) Sakib 1956

302. Jusić (Mustafa) Mujo 1951

303. Jusić (Nezir) Bego 1952

304. Jusić (Zajko) Ahmo 1929

305. Jusufović (Abaz) Elvir 1979

306. Jusupović (Mujo) Suljo 1931

307. Jusupović (Sulejman) Mirsad 1980

308. Kabilović (Adem) Mešo 1977

309. Kabilović (Salko) Mehmed 1948

310. Kabilović (Zahir) Edhem 1936

311. Kabilović (Zahir) Hajro 1938

312. Kadrić (Hasan) Suljo 1955

313. Kadrić (Medo) Mehmed 1953

314. Kadrić (Memiš) Mešo 1971

315. Kaljević (Rifet) Meho 1976

316. Kandžetović (Mehmed) Hasan 1962

317. Kapidžić (Ibrahim) Kadrija 1966

318. Kapidžić (Idriz) Nezir 1957

319. Kapidžić (Nezir) Meho 1978

320. Kardašević (Ramo) Mehan 1965

321. Karić (Idriz) Refik 1968

322. Karić (Nurko) Senaid 1962

323. Karić (Šemso) Bekir 1960

324. Kešmer (Bego) Behadil 1933

325. Kiverić (Ibrahim) Ramiz 1956

326. Klempić (Edhem) Mujo 1938

327. Klempić (Mujo) Vahid 1979

328. Krdžić (Aljo) Sejad 1957

329. Krdžić (Mustafa) Zaim 1936

330. Krdžić (Omer) Enver 1961

331. Krkić (Alija) Mujo 1977

332. Kunić (Mujo) Mehmed 1937

333. Lemeš (Alija) Aziz 1963

334. Lenjinac (Alija) Rešid 1964

335. Lolić (Mustafa) Mihret 1976

336.Lolić (Salko) Ramiz 1940

337. Ljeskovica (Rešo) Jusuf 1942

338. Ljeskovica (Salčin) Huso 1942

339. Mahmutović (Abdurahman) Emsad 1977

340. Mahmutović (Bajro) Behaija 1930

341. Malagić (Hadžo) Halid 1977

342. Malagić (Nazif) Nezir 1948

343. Malagić (Šaban) Nurija 1979

344. Malagić (Šaban) Ševal 1977

345. Malić (Šaban) Šerif 1947

346. Malić (Šerif) Alija 1978

347. Maluhija (Smajo) Emir 1969

348. Mandžić (Ahmet) Enes 1941

349. Mašić (Džemal) Redžo 1971

350. Mašić (Sadija) Sadem 1976

351. Mašić (Sadija) Sadmir 1977

352. Mašić (Suljo) Sulejman 1949

353. Mehanović (Atif) Sabahudin 1960

354. Mehanović (Hamid) Bahrudin 1974

355. Mehić (Halil) Fuad 1931

356. Mehić (Meho) Mehmed 1943

357. Mehić (Mustafa) Idriz 1943

358. Mehić (Omer) Sabit 1976

359. Mehić (Rifet) Selman 1964

360. Mehić (Rifet) Suljo 1969

361. Mehić (Suljo) Omer 1942

362. Mehić (Suljo) Rasim 1942

363. Mehić (Suljo) Rifet 1940

364. Mehić (Šaban) Hašim 1970

365. Mehić (Šahin) Damir 1969

366. Mehić (Šahin) Samir 1966

367. Mehinović (Ferid) Ramo 1960

368 .Mehmedović (Adem) Ramiz 1965

369. Mehmedović (Almo) Sakib 1958

370. Mehmedović (Džemal) Mensur 1968

371. Mehmedović (Husejin) Huso 1934

372. Mehmedović (Sulejman) Meho 1939

373. Mehmedović (Ibro) Mehmed 1930

374. Mehmedović (Islam) Nusret 1957

375. Mehmedović (Nezir) Selim 1957

376. Mehmedović (Osman) Osmo 1952

377. Mehmedović (Rahman) Mehmed 1978

378. Mehmedović (Rahman) Nedžib 1964

379. Mehmedović (Rahman) Ramiz 1975

380. Mehmedović (Salih) Huso 1950

381. Mehmedović (Salih) Salčin 1976

382. Mehmedović (Salko) Džemail 1957

383. Mehmedović (Smajo) Ramo 1953

384. Mehmedović (Sulejman) Ahmo 1937

385. Mehmedović (Šahin) Đemo 1978

386. Mekanić (Adem) Fadil 1949

387. Memić (Ibrahim) Ibro 1939

388. Memić (Idriz) Beriz 1970

389. Memić (Idriz) Mefajil 1972

390. Memić (Redžo) Nedžad 1978

391. Memić (Redžo) Rizo 1976

392. Memišević (Azem) Mahmut 1932

393. Merdžić (Salih) Kemal 1935

394. Mešanović (Avdo) Adem 1961

395. Mešanović (Mustafa) Ramo 1965

396. Mešanović (Omer) Avdulah 1935

397. Muhamedagić (Mujo) Omer 1971

398. Muhamedović (Muharem) Mustafa 1946

399. Muharemović (Avdulah) Šaban 1972

400. Muharemović (Mehmed) Hamdija 1978401. Muharemović (Mustafa) Adil 1974

402. Muharemović (Šaban) Avdulah 1939

403. Muhić (Hasan) Hasib 1980

404. Muhić (Hasan) Nesib 1984

405. Muhić (Hasib) Hamdija 1957

406. Muhić (Osman) Hasan 1944

407. Muhić (Sumbul) Sabahudin 1976

408. Muhić (Sumbul) Sehid 1968

409. Mujanović (Šećan) Selman 1929

410. Mujčinović (Šećan) Asim 1933

411. Mujičić (Halil) Halid 1964

412. Mujičić (Ragib) Hasib 1953

413. Mujić (Alija) Aljo 1944

414. Mujić (Edhem) Fadil 1960

415. Mujić (Hajrudin) Zenudin 1977

416. Mujić (Jusuf) Ramiz 1952

417. Mujić (Malčo) Esad 1977

418. Mujić (Muharem) Halid 1955

419. Mujić (Ramo) Rahman 1934

420. Mujić (Reuf) Alija 1972

421. Mujić (Salčin) Malčo 1950

422. Mujić (Šaban) Ahmo 1943

423. Mujkanović (Huso) Esmir 1977

424. Mujkanović (Huso) Jasmin 1979

425. Mujkić (Osman) Mehan 1974

426. Mujkić (Zuhdo) Husein 1952

427. Muminović (Ahmet) Avdo 1937

428. Muminović (Alija) Bajro 1937

429. Muminović (Munib) Mustafa 1965

430. Muminović (Munib) Redžep 1963

431. Murathodžić (Omer) Mehmed 1957

432. Musić (Edhem) Hamdija 1975

433. Musić (Mujo) Mevludin 1965

434. Musić (Mustafa) Hašim 1938

435. Musić (Osman) Muhamed 1935

436. Musić (Salko) Edhem 1941

437. Mustafić (Abaz) Rizo 1954

438. Mustafić (Edhem) Ekrem 1970

439. Mustafić (Edhem) Kadir 1978

440. Mustafić (Ešef) Rifet 1939

441. Mustafić (Hasan) Fuad 1975

442. Mustafić (Hasan) Mirsad 1971

443. Mustafić (Hasib) Mujo 1932

444. Mustafić (Idriz) Sejdalija 1953

445. Mustafić (Jusuf) Omer 1947

446. Mustafić (Meho) Mevludin 1970

447. Mustafić (Mustafa) Munib 1958

448. Mustafić (Omer) Mušan 1940

449. Mustafić (Reuf) Jusuf 1946

450. Mustafić (Sejdalija) Fakir 1978

451. Mustafić (Sejdalija) Faruk 1975

452. Mustafić (Ševko) Midhat 1955

453. Muškić (Ibiš) Senad 1976

454. Muškić (Bajro) Šaćir 1952

455. Nukić (Enez) Mehmedalija 1977

456. Nukić (Mujo) Ibran 1948

457. Nukić (Rahman) Nezir 1949

458. Nukić (Redžo) Mensur 1975

459. Nukić (Sado) Ohran 1938

460. Numanović (Rašid) Seid 1977

461. Okanović (Mustafa) Šaban 1965

462. Omerović (Adil) Ahmo 1966

463. Omerović (Husein) Mevzad 1979

464. Omerović (Mehmed) Muhamed 1971

465. Omerović (Nazif) Hasib 1958

466. Omerović (Nezir) Sead 1975

467. Omerović (Omer) Halid 1958

468. Omerović (Osmo) Sinan 1951

469. Omerović (Redžo) Muradif 1960

470. Omerović (Salko) Bajro 1936

471. Omerović (Šaban) Sanel 1978

472. Omerović (Šaban) Suljo 1962

473. Omić (Aljo) Nurija 1933

474. Orić (Abid) Samir 1975

475. Orić (Hasan) Ramiz 1949

476. Orić (Hašim) Muharem 1940

477. Orić (Muharem) Halid 1962

478. Orić (Rasim) Munib 1963

479. Osmanović (Azem) Mirnes 1980

480. Osmanović (Hajro) Sabit 1965

481. Osmanović (Ibrišim) Šaban 1929

482. Osmanović (Mehmed) Šefkija 1939

483. Osmanović (Nazif) Nezir 1946

484. Osmanović (Nurija) Mevludin 1960

485. Osmanović (Ramiz) Nijad 1976

486. Osmanović (Salčin) Mehmed 1943

487. Osmanović (Šemso) Mehmed 1929

488. Osmanović (Ševko) Senaid 1957

489. Palić (Ibrahim) Alija 1956

490. Paragonlija (Bećir) Mujo 1965

491. Pehratović (Mustafa) Zaim 1972

492. Pehratović (Suljo) Muharem 1967

493. Pejmanović (Alija) Tahmaz 1948

494. Pejzić (Rašid) Selim 1930

495. Petinić (Husein) Ševko 1930

496. Petinić (Nurif) Nurfik 1972

497. Pitarević (Hakija) Memiš 1942

498. Pitarević (Mujo) Aziz 1951

499. Planić (Smajo) Osman 1952

500. Purdić (Ramo) Redžo 1913

501. Ramić (Abdurahman) Ermin 1977

502. Ramić (Alija) Junuz 1942

503. Ramić (Huso) Ćazim 1934

504. Ramić (Nazif) Salih 1947

505. Ramić (Osman) Ramo 1952

506. Ramić (Ramiz) Dahmo 1975

507. Ramić (Ramiz) Osman 1966

508. Redžić (Ismet) Salko 1947

509. Redžić (Nezir) Ibro 1973

510. Redžić (Selim) Sulejman 1965

511 Riđić (Jahija) Šaćir 1946

512. Riđić (Zajko) Almir 1974

513. Rizvanović (Hajro) Samir 1964

514. Rizvić (Sabit) Ibrahim 1937

515. Salčinović (Turabija) Almir 1974

516. Salihović (Halil) Hamid 1962

517. Salihović (Ibrahim) Jusuf 1941

518. Salihović (Osman) Ragib 1941

519. Salihović (Redžo) Zikret 1975

520. Salihović (Rifet) Emir 1975

521. Salihović (Salčin) Ibrahim 1963

522. Salihović (Šećan) Huso 1966

523. Salkić (Alija) Mehmed 1944

524. Salkić (Asim) Meho 1977

525. Salkić (Nezir) Nedžad 1963

526. Salkić (Hasan) Nusret 1962

527. Salkić (Omer) Esed 1947

528. Salkić (Sejfo) Hasan 1932

529. Salković (Ševko) Zaim 1964

530. Sandžić (Smajo) Himzo 1963

531. Sejdinović (Ramo) Idriz 1927

532. Sejmenović (Alija) Ibrahim 1952

533. Selimović (Adem) Salih 1954

534. Selimović (Bajro) Ramo 1938

535. Selimović (Fejzo) Uzeir 1930

536. Selimović (Hasan) Mehmed 1934

537. Selimović (Hrusto) Muradif 1927

538. Selimović (Ibrahim) Abid 1942

539. Selimović (Ismet) Amir 1976

540. Selimović (Jusuf) Sakib 1960

541. Selimović (Murat) Rešid 1936

542. Sinanović (Nurif) Kemal 1940

543. Sinanović (Ramo) Šećan 1950

544. Sinanović (Šećan) Samir 1971

545. Siručić (Bajro) Nurija 1936

546. Smajić (Ahmo) Sakib 1960

547. Smajić (Jusuf) Ešef 1968

548. Smajić (Edhem) Suljo 1941

549. Smajić (Jusuf) Ibro 1955

550. Smajić (Jusuf) Ismet 1953

551. Smajilović (Adem) Ramo 1951

552. Smajilović (Avdo) Avdulah 1945

553. Smajilović (Ramo) Adem 1976

554. Smajlović (Hašim) Ibro 1958

555. Smajlović (Ibro) Samir 1979

556. Smajlović (Smail) Sabahudin 1978

557. Subašić (Ibrišim) Muhamed 1918

558. Sulejmanović (Aljo) Nezir 1952

559. Sulejmanović (Hazim) Azmir 1976.

560. Sulejmanović (Huso) Abdurahman 1963

561. Sulejmanović (Nurko) Hazim 1953

562. Sulejmanović (Šemso) Ševal 1978

563. Suljić (Adem) Dedo 1928

564. Suljić (Ahmo) Amir 1972

565. Suljić (Alija) Refik 1968

566. Suljić (Hakija) Kadrija 1951

567. Suljić (Hasan) Dževad 1978

568. Suljić (Hasan) Nedžad 1975

569. Suljić (Husein) Sulejman 1955

570. Suljić (Ismet) Mujo 1955

571. Suljić (Omer) Abid 1950

572. Suljić (Omer) Adil 1946

573. Suljić (Omer) Arif 1947

574. Suljić (Salko) Munib 1928

575. Suljić (Šaban) Daut 1942

576. Sušić (Mustafa) Sulejman 1974

577. Šabić (Ibrahim) Elvis 1981

578. Šabić (Mešan) Ibrahim 1953

579. Šabić (Redžo) Muradif 1941

580. Šakić (Mahmut) Adem 1965

581. Šakić (Mahmut) Maho 1955

582. Šečić (Hasan) Mehmedalija 1979

583. Šečić (Rašid) Hazret 1975

584. Šečić (Salih) Ohran 1945

585. Šećić (Salčin) Ševko 1944

586. Šehić (Alija) Salko 1960

587. Šiljković (Ramo) Salko 1953

588. Tabaković (Himzo) Izo 1954

589. Tabaković (Ramo) Muhamed 1976

590. Tabaković (Suljo) Fajko 1962

591. Tabaković (Zajko) Hasan 1942

592. Taindžić (Suljo) Akif 1937

593. Talović (Huso) Ahmet 1959

594. Talović (Meho) Ejub 1972

595. Tepić (Mujo) Abdulah 1941

596. Torlaković (Avdo) Šaban 1936

597. Turković (Meho) Mustafa 1951

598. Tursunović (Alija) Šahin 1946

599. Tursunović (Ramiz) Muriz 1975

600. Varnica (Zajko) Sadik 1979

601. Vejzović (Mehan) Salko 1939

602. Vranjkovina (Fehim) Samir 1975

603. Vranjkovina (Fehim) Semir 1972

604. Vranjkovina (Ibiš) Ševket 1962

605. Zahirović (Redžo) Muradif 1959

606. Zejnilović (Mehemed) Hasib 1939

607. Zimić (Azem) Midhat 1973

608. Zuhrić (Nurko) Nermin 1978

609. Zuhrić (Nurko) Nezir 1976

610. Zukanović (Ibrahim) Ramo 1968

611. Zukanović (Salčin) Ibrahim 1931

612. Zukić (Mustafa) Azem 1961

613. Zukić (Ramo) Jasmin 1978

06 lug 2011

NUOVO LIBRO DI GIULIETTO CHIESA

Barack Obush

"Ma quante volte è morto Osama bin Laden nei dieci anni post 11 settembre? Gli annunci e le ipotesi sulla sua dipartita si sono regolarmente susseguiti, con svariate fonti — giornalisti, leader politici, agenti o ex agenti di servizi segreti, funzionari di ogni livello nelle amministrazioni occidentali, inclusa quella americana, ecc. — che lo davano per molto malato, quasi morto, poi morto e rimorto.


Il mainstream, all’unanimità, imperterrito, lo dava ancora in vita. Nessuna stranezza in questo: il mainstream è lì esattamente per questo: per raccontare quello che vuole l’Impero. Ha funzionato sempre, perfettamente, la «legge delle ventiquattro ore». Che si manifesta così: la notizia esce, in quache modo, a caldo. C’è sempre un passacarte distratto, che non capisce, raccoglie la voce dal sen fuggita a qualcuno (o che qualcuno ha intenzionalmente fatto filtrare) e la pubblica. Poi qualcun altro, meno distratto o più furbo, se ne rende conto. E la notizia sparisce per sempre dalle pagine dei giornali e dei telegiornali. Solo gli specialisti se ne ricorderanno. Il grande pubblico la ignorerà."

GLI AUTORI

Giulietto Chiesa

Pino Cabras

17 giu 2011

UN ATTACCO ALL’IRAN, FAVOREVOLE PER ISRAELE?

Un importante articolo (in Ebraico) pubblicato da Maariv fa notare come Meir Degan non sia l'unico esponente di rilievo dell'intelligence militare israeliana a criticare la possibilità di un attacco all'Iran. Tra i molti altri esponenti, anche l'ex capo dell'IDF (Israel Defence Forces) Shlomo Gazit, l'ex ministro della difesa Benyamin Ben Eliezer e l'ex direttore del Mossad Ephraim HaLevy concordano con questa visione.


L'articolo su Maariv è talmente importante e scende talmente in profondità sull'argomento che ne propongo qui la traduzione di alcuni estratti. Rifacendosi alla ricerca di Anthony Cordesmann sull'argomento (della quale ho discusso qui), inizia facendo notare come, nelle stesse previsioni israeliane, in caso di attacco alle installazioni nucleari iraniane un terzo delle forze aeree andrebbe perduto, abbattute da missili e dai sistemi di difesa di fabbricazione russa. La cosa fa riflettere. Israele dovrebbe impegnare una gran quantità, forse centinaia, di velivoli e piloti nella missione. Di cui un terzo non farebbero ritorno. Un terzo. I piloti aerei sono il personale militare più addestrato di tutta la IDF: la creme de la creme. La perdita di un terzo dei piloti sarebbe enorme per l'aviazione e per l'intera nazione. Personalmente ritengo che sarebbe una perdita che l'intera nazione non perdonerebbe né dimenticherebbe facilmente (sebbene l'effetto immediato potrebbe essere quello di stringersi intorno a (Bibi) Benjamin Netanyahu).

Quelli che faranno ritorno si ritroverebbero di fronte una nazione completamente diversa da quella che hanno lasciato. La risposta iraniana sarebbe massiccia e dolorosa, con l'utilizzo di missili terra-terra Shihad 3 in grado di raggiungere qualsiasi angolo del territorio israeliano. L'articolo prospetta anche l'eventualità (sulla quale tendo a discordare) che alcuni missili possano essere armati con testate chimiche, in grado di infliggere un gran numero di perdite umane.
Nel mio precedente commento all'articolo di Cordesman da queste pagine, ho preso in esame altre parti di tale possibile scenario: la possibilità che l'Iran attivi gruppi pronti ad intervenire in suo appoggio, come Hezbollah e Hamas. Oltre ad una massiccia recrudescenza di attacchi terroristici, con lancio di missili su Israele come nel 2006 dal Libano e come nel 2008 da Gaza. Dalla sua postazione affacciata sul Golfo Persico l'Iran tenterà inoltre di bloccare il transito del petrolio dai giacimenti attraverso lo stretto. Il risultato sarebbe un aumento vertiginoso del prezzo del greggio e un duro colpo all'economia mondiale.

Il reporter di Maariv riporta anche i commenti di Ephraim HaLevy in un intervista a Time Magazine del 2008, nella quale prevede un effetto devastante sul lungo termine in caso di attacco da parte di Israele.

L'impatto potrebbe farsi sentire per i prossimi 100 anni, compreso un enorme effetto negativo sul mondo arabo nei nostri riguardi.
In un'intervista a seguito di questo articolo HaLevy si è spinto oltre, facendo notare come ai tempi dell'intervista a Time non disse "100 anni" ma "un secolo", intendendo che gli effetti negativi si sarebbero fatti sentire per generazioni e generazioni, ben oltre i 100 anni.

Shlomo Gazit si spinge anche oltre, con un linguaggio duro e senza freni:

Un attacco israeliano ai reattori nucleari iraniani porterà alla dissoluzione di Israele. Noi cesseremmo di esistere dopo un simile attacco. Il tentativo di distruzione dell'arsenale nucleare iraniano avrebbe un risultato esattamente l'opposto di quello che ci prefiggiamo. L'Iran diventerebbe immediatamente una dichiarata potenza nucleare. L'Iran giocherà la carta del petrolio per obbligare l'ONU a mettere pressione su Israele affinché ritorni ai confini del 1967. E un tale accordo comprenderebbe ovviamente Gerusalemme.

La minaccia di missili in ogni parte del territorio israeliano, la pressione internazionale e la necessità di restituire i Territori Occupati. Sono cose alle quali non saremmo in grado di sopravvivere. Questo è ciò che Meir Dagan ha cercato di spiegare. Bisogna usare il buon senso e chiedersi dove sta la necessità di un simile attacco.
Persino Aviam Sela, uno di quelli che ha progettato e portato a termine l'attacco del 1979 al reattore iracheno di Osirak, ricorda che Israele fu poi obbligata a spendere una enorme quantità di denaro per difendersi da un possibile contrattacco iracheno, che non si realizzò fino al lancio di missili SCUD del 1991. Secondo Sela il modo migliore di risolvere questo conflitto è di gran lunga quello negoziale. L'"opzione militare", egli afferma, è la meno auspicabile.

Uzi Elam, direttore dell'Agenzia Atomica Israeliana al tempo dell'attacco a Osirak, si oppose nettamente all'operazione perché riteneva che avrebbe causato una reazione mondiale con conseguente richiesta di sanzioni verso Israele, e una corsa agli armamenti dei paesi medio orientali, che è poi quello che accadde veramente, con i progetti di Saddam per lo sviluppo di Armi di Distruzione di Massa, biologiche ecc (progetti che poi abbandonò nel 2003).
L'attacco non arrestò le mire nucleari irachene, anzi le rinforzò.

Allo stesso modo Benyamin Ben Eliezer mette in guardia sul fatto che un attacco militare possa si rallentare lo sviluppo nucleare in una data località, senza però fermare il processo generale. In realtà porterebbe solo a rinforzare ulteriormente la determinazione dell'Iran a dotarsi dell'arma atomica.

Un altro alto ufficiale della Israel Home Defense, preposto alla gestione dei rifugiati israeliani in caso di contro attacco iraniano, teme che un attacco all'Iran, invece che porre fine alle ambizioni nucleari di quel paese, possa significare l'inizio di una nuova corsa al nucleare nell'intera regione, effetto esattamente opposto all'intento di (Bibi) Benjamin Netanyahu.

Il coro di supporter all'attacco militare dovrebbero comprendere che Cordesman, HaLevy, Gazit e tutti gli altri qui menzionati, non parlano su basi teoriche. Una simile mossa da parte di Benjamin Netanyahu potrebbe far diventare questi scenari la realtà.
Post di riferimento:
1. Meir Dagan: “Israel Attack on Iran, Stupidest Thing I've Ever Heard”

2. Israel's Intelligence Hocus-Pocus Regarding Iran Attack

3. Israeli Attack on Syrian Reactor, Template for Iran Attack?

4. IDF Attack Iran Before U.S. Mid-Term Elections

5. IDF Censors Israeli Reporting on War Game Exercises Training for Iran Attack

Fonte: http://www.richardsilverstein.com/tikun_olam/2011/06/10/an-attack-on-iran-will-end-israel-as-we-know-it/


Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org/ a cura di PINGUS

12 giu 2011

12 e 13 giugno: tutti al voto!

Antonio Tabucchi: “Quattro sì contro il berlusconismo” (AUDIO)


L'appello dello scrittore: "Liberiamoci dalla visione del mondo che Berlusconi ha imposto per quasi un ventennio. Dire sì ai quesiti del referendum significa allontanare dall'Italia un fantasma lugubre che ci ricorda il peggio del secolo passato".


Ascolta l'intervento di Antonio Tabucchi

10 giu 2011

MAGDI ALLAM "SCOMUNICA" IL CARDINALE TETTAMANZI

L’Amore part-time secondo Allam


Ormai, a destra, non sanno più con chi prendersela.

Stavolta è il turno del Cardinal Tettamanzi, colpevole di “catto-relativismo”, cioè di amare part-time : amerebbe molto il prossimo, specie gli immigrati, ma poco se stesso. Peccato “contestualizzato” e divenuto mortale a causa dell’amicizia presunta con Pisapia.
A dare la scomunica al cardinale è nientepopodimenoche un neofita cristiano, ex-immigrato cairota ed ex-musulmano, contrario alla costruzione delle moschee e intollerante verso gli immigrati in genere.

Praticamente un ascaro delle truppe cammellate che marciano a fianco dei Borghezio e dei Calderoli, e che nei ritagli di tempo fa anche il Parlamentare Europeo. Ascaro che ama travestirsi - lui che ha vissuto venti anni al Cairo, poi a Roma e infine a Viterbo - da Milanese.
Per saperne di più visitate visitasciaclub.blog

06 giu 2011

MAGDI EXMUSULMANO ALLAM, SAPEVATE DI QUESTO?

Atto n. 4-00314

Pubblicato il 18 luglio 2006
Seduta n. 19

MALABARBA - Al Ministro dell'interno. -
Risultando all’interrogante che:
il sig. Magdi Allam, giornalista del "Corriere della Sera", nel suo ultimo libro “Io amo l’Italia, ma gli italiani la amano?” racconta che mentre si trovava per lavoro in Kuwait, nel marzo del 2003, fu contattato dal Sisde, che gli impose di lasciare quel Paese in quanto avevano “appreso di un progetto di uccidermi [Magdi Allam, cioè] di Hamas”;
questa “condanna a morte (…) decretata ai più alti vertici dell’organizzazione terroristica palestinese Hamas” è stata “ispirata, raccolta, legittimata sul piano coranico e rilanciata dai loro agenti locali affiliati all’Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia);
secondo quanto riferito nello stesso libro dal sig. Magdi Allam, l’Ucoii unitamente alla Iadl (Islamic Anti-Defamation League), definita quest’ultima dallo stesso sig. Allam “una sorta di tribunale dell’inquisizione islamica che opera come braccio legale dell’UCOII”, sarebbero “riusciti ad assoldare nel loro plotone di esecuzione estremisti di destra e di sinistra" nonché a “spargere veleni sulla mia [di Magdi Allam] credibilità ed onorabilità”;
il sig. Magdi Allam vive scortato da carabinieri a causa di non meglio precisate minacce, tra le quali spiccano l’apertura di un sito Internet parodistico recante il suo nome che contiene una rivisitazione del “J’accuse” di Émile Zola, la lettera di un mitomane che gli scrive di aver ricevuto l’ordine di ucciderlo da un non meglio precisato uomo di Bruxelles e qualche definizione satirica e/o caustica;
preso atto che:
le segnalazioni a mezzo stampa del sig. Allam hanno cagionato l’espulsione di alcune persone, risultate poi innocenti per i fatti loro addebitati dal giornalista e reintegrate sul territorio italiano con sentenze dei Tribunali amministrativi della Repubblica;
il sig. Allam divulga frequentemente indirizzi privati delle persone che hanno opinioni contrastanti con le proprie, mettendo a rischio l’incolumità ed il privato di queste persone;
comportamenti come quelli descritti sono suscettibili di alimentare un clima di isteria collettiva che potrebbe portare al diffondersi dell’islamofobia e dell'antislamismo, denunciati nell’ultimo rapporto dell’Unione europea sul razzismo;
considerato che:
non risulta che l’organizzazione Hamas agisca al di fuori dei Territori occupati della Palestina o dello Stato d’Israele;
l’Ucoii è stata nominata con decreto ministeriale a fare parte della Consulta per l’Islam italiano, istituita dal precedente Governo, lo stesso che ha assegnato la scorta al sig. Allam perché minacciato dall’Ucoii;
la Iadl è stata definita da un Ministro del precedente Governo, l’on. Giovanardi, in risposta ad un’interrogazione, durante la seduta della Camera dei deputati n. 724 del 22 dicembre 2005: "Per quel che riguarda l'associazione Iadl (Islamic anti defamation league), costituita nel luglio scorso e con sede a Roma, segnalo che la stessa ha fra i propri fini statutari quello di difendere, nello spirito della Costituzione italiana, i musulmani e le altre minoranze presenti nel territorio nazionale. Oltretutto, si sa benissimo che gli autori degli scritti e dei comunicati diffusi dall'associazione medesima possono far uso di pseudonimi, i quali, però, debbono trovare riscontro nei libri sociali affinché sia comunque consentita l'individuazione per fini legali.";
non risultano aperti procedimenti penali a carico dell’Ucoii o della Iadl, tanto meno per l’istigazione all’omicidio del sig. Magdi Allam o altre azioni contro l’integrità dello Stato;
lo stesso Allam ha costruito svariati articoli, che non hanno trovato conferme nella realtà, basandosi su generiche “fonti dei servizi”,
si chiede di sapere:
quali siano le considerazioni che hanno spinto il Governo da un lato a nominare l’Ucoii nella Consulta per l’Islam in Italia e a difendere l’operato della Iadl in Parlamento e dall'altro a concedere la scorta al sig. Magdi Allam;
se il Ministro in indirizzo, alla luce dell’assenza di procedimenti penali scaturenti dalle gravissime denunce di persecuzione nei confronti del sig. Allam, giudichi ancora attuali i motivi che hanno portato all’assegnazione di tale scorta e in ogni caso quali sono gli attuali motivi di tale provvedimento;
quali siano i costi, sia in termini finanziari sia in termini di risorse umane, dell’apparato di sicurezza disposto per la protezione del sig. Magdi Allam;
visti i frequenti riferimenti negli articoli di Magdi Allam a non meglio precisate “fonti dei servizi”, e le recenti rivelazioni sull’esistenza di rapporti tra alcuni giornalisti e presunti elementi deviati del Sismi, se vi siano eventuali rapporti illeciti tra tali elementi deviati e il sig. Magdi Allam;
considerato che lo stesso Allam si vanta di aver ottenuto "fraudolentemente" il rinnovo del permesso di soggiorno, tale illecito potrebbe avere effetti sulla validità della successiva acquisizione da parte sua della cittadinanza italiana. 
Preso da qui

02 giu 2011

FERMIAMO IL NUCLEARE



“Questa volta le furberie alle spalle degli italiani non passano. La Cassazione censura l’arroganza del governo e riconsegna nelle mani dei cittadini il diritto a decidere sul nucleare e del proprio futuro”. Il Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’, oltre 80 associazioni a favore del referendum contro il ritorno all’atomo, plaude alla decisione della Corte, che “ha arginato i trucchi e gli ipocriti ‘arrivederci’ al nucleare e ha ricondotto la questione nell’alveo delle regole istituzionali, contro l’inaccettabile tentato scippo di democrazia”.

Secondo le associazioni “oggi ha vinto lo spirito democratico e referendario, hanno vinto gli italiani, che potranno esprimersi e cacciare definitivamente lo spettro del nucleare dall’Italia. Il 12 e il 13 giugno tutti al voto. E con l'impegno di tutti sarà una valanga di Sì.

Preso da qui

30 mag 2011

Belgrado in piazza per (Mladic) criminale di guerra



Scongiurato il rischio delle violenze, a Belgrado resta l'eco dei cori inneggianti a Ratko Mladic. Circa 10.000, secondo la polizia, i manifestanti che hanno risposto all'appello del partito ultranazionalista, scendendo in piazza in solidarietà con l'ex capo militare dei serbi di Bosnia.

In una città blindata, i dimostranti hanno rivolto rabbia e slogan contro il presidente Boris Tadic, accusato di aver consegnato alla giustizia quello che considerano un eroe nazionale. euronewsit in data 30/mag/2011

RATKO MLADIC e IL GOVERNO SERBO CHE NON SAPEVA DOVE SI TROVAVA



Si nascondeva persino nelle caserme dell'esercito Serbo. L'interlocutore di Belgrado da collegamento dice che non è vero ma il conduttore TV Bakir Hadziomerovic gli risponde: Noi crediamo  più ai nostri occhi che a voi.

28 mag 2011

26 mag 2011

FINALMENTE . Arrestato Mladic, boia dei Balcani

BELGRADO


Dopo 15 anni è finita la fuga di Ratko Mladic, il boia di Srebrenica ricercato per genocidio crimini contro l’umanità compiuti quando era alla guida delle forze serbo-bosniache. La notizia della sua cattura in un paesino della Voivodina, nel nord della Serbia, è stata confermata dal presidente serbo, Boris Tadic, e rappresenta una svolta per le aspirazioni di Belgrado per l’ingresso nell’Ue.

L’ex generale -che durante la guerra si era guadagnato la fama di psicopatico vendicativo e che guidò le truppe serbo-bosniache contro l’enclave musulmana, lasciando dietro di sè 8mila morti e migliaia di donne violentate, vedove e orfani di guerra- è stato trasferito nella cella di fronte al tribunale di Belgrado che dovrà giudicare sulla sua estradizione al Trubunale per l’ex Jugoslavia dell’Aja che potrebbe avvenire nel giro di una settimana. L’ultima parola spetterà comunque al ministro della Giustizia serbo.  Da qui


Poi http://multimedia.lastampa.it/multimedia/nel-mondo/lstp/49570/
Chi è Mladic: boia dei Balcani in fuga del 1995 lo vedete qui


Parla una vittima di Mladic: ''L'inferno non è finito'''


Srebrenica - (Adnkronos) - La storia di Azra all'Adnkronos, una famiglia sterminata nel massacro di Srebrenica: ''Sono stati troppo lunghi 16 anni trascorsi aspettando il suo arresto. Resta da catturare Goran Hadzic, solo allora forse ci sarà un po' di pace''










 

HITLER, INTERESSANTE VIDEO DA RIDERE.

18 mag 2011

Fallita la Minaccia Islamica. Indoviante di che cosa si tratta?

“Non lasciamo che Milano finisca nelle mani dei centri sociali, è questo il messaggio che vuole mandare Silvio Berlusconi”. La Pravdanchè, l’organo del Cremlino di Arcore e della badante plastificata che tappa pubblicitariamente i buchi del Giornale, indica quale sarà il nuovo fantoccio agitato per far paura ai milanesi e riportare le pecorelle smarrite nell’ovile del pastore: i Centri Sociali. Falliti la Minaccia Islamica (la lista “Io Amo Me Stesso” di Allam Magdi ha raccolto un sensazionale 0,51%), i Rom (ma dove sono finiti i Rom?), le BR in Procura (500 voti per Lassini nonostante la sfilata sul pullman del Milan campione), il Cancro in Toga, il Furgone Rubato, l’Invasione degli Immigrati, le Moschee in Piazza del Duomo, restano i cari, vecchi, immarcescibili centri sociali con il loro sabba di demoni pronti a invadere la città in un’apocalisse finale di violenza. Sembra una patetica riesumazione di vecchi stracci, ma non lo è. Non mi meraviglierebbe se tra adesso e la domenica del ballottaggio, assistessimo a una improvvisa offensiva di spaccavetrine e bruciamacchine attribuita al Leonka e ai centri sociali o a qualche altro “grave episodio di violenza” (scegliete voi a chi attribuirlo, va bene anche la solita zingara accusata falsamente di rubare un bambino) che “suscita allarme tra i cittadini”. Attenzione alla belvetta ferita, ma non morta. Sono pronti a tutto, perchè se perde Milano, e anche Napoli è seriamente a rischio dopo quel miserabile 38% preso dal San Gennaro di Casoria protettore di Letizia (Noemi) che aveva promesso miracoli, buona notte Silvio. Altro che 5 Stelline e Martinitt con le webcam.

L'autore è Vittorio Zucconi

16 mag 2011

Magdi Cristiano Allam condannato per diffamazione

Magdi Cristiano Allam, recentemente autocandidatosi come Assessore all'integrazione della giunta Moratti, ha affermato in una recente intervista che - anche se non crede nell'Europarlamento (infatti è l'eurodeputato con il più alto numero di assenze) - quello "è il mestiere che mi permette di mangiare". Il dubbio, però, è che il cadreghino gli sia più utile per pagare i risarcimenti danni nelle cause che lo vedono condannato.  preso da  qui





Il Tribunale di Milano ha condannato per diffamazione Magdi Cristiano
Allam ai danni dell'intellettuale e leader democratico islamista
tunisino Rachid Gannouchi. Nel suo libro Viva Israele, pubblicato da
Mondadori, Allam aveva accusato Gannouchi di essere un fondamentalista
fautore di odio e di istigazione all'aggressione nei confronti di
Israele. Accuse del tutto infondate, ha stabilito il Tribunale di
Milano, il quale ha accertato che Allam non è stato in grado di
produrre neppure le fonti che aveva indicato nel libro. "Si tratta di
una condanna che rende giustizia delle molte accuse infondate e
gratuite che Allam nel suo libro ha rivolto al mio cliente - ha
dichiarato l'Avvocato Luca Bauccio, difensore di Rachid Gannouchi - il
processo ha dimostrato come Rachid Gannouchi fosse non solo un
perseguitato dal regime tunisino, frattanto caduto miseramente, ma
anche un intellettuale che ha perorato nei suoi scritti e nella sua
opera politica la democrazia, la tolleranza e il riformismi islamico.
Insomma esattamente il contrario di quanto affermato da Allam. Sarebbe
davvero auspicabile - ha concluso Bauccio - che si evitassero accuse
iperboliche e strumentali usando il pericolo islamista, perchè è facile
farle, almeno per chi ha accesso ai media come Allam, ma poi, come
dimostrano i processi, quando sono infondate è impossibile dimostrarle
quelle accuse".
Allam, difeso dall'avvocato Cristina Malavenda, dovrà risarcire 38
mila euro , mentre la Mondadori dovrà anche eliminare le frasi
offensive dalle successive edizioni del libro.

(accorcia la descrizione)  Preso da qui

14 mag 2011

I CRISTIANI DI SIRIA SONO CON BASHIR AL ASSAD

(Milano) - Secondo il vescovo caldeo di Aleppo, mons. Antoine Audo, la comunità internazionale esagera la crisi in atto in Siria. Il gesuita, alla guida della diocesi dal 1992, nei giorni scorsi ha espresso a Terrasanta.net le sue preoccupazioni in merito alle proteste, ma ha voluto sottolineare che la Siria non è l’Iraq e che il presidente Bashar al-Assad resta popolare, anche tra i cristiani. Stando alle stime dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, nelle prime sei settimane di dimostrazioni sono stati uccisi oltre 450 civili.
Per sapere di più leggete qui

09 mag 2011

MAGDI ALLAM

« E' ora di dire basta! Basta con le moschee occulte che diffondono l'odio, la violenza e la morte! Basta con le moschee che operano sotto mentite spoglie violando la nostra legge e facendosi beffe di noi sfruttando la nostra ingenuità, la nostra ignoranza, il nostro buonismo e perfino la collusione ideologica dei cristiani che finiscono per essere più islamici degli islamici infervorandosi per la costruzione di nuove moschee mentre le chiese si spopolano sempre di più! Basta con l'islamizzazione strisciante di Milano e dell'Italia da parte di coloro che credono nel precetto della dissimulazione e che riescono ad accrescere sempre di più la rete delle moschee, delle scuole coraniche e degli enti assistenziali e finanziari islamici, prefigurando la costruzione di cittadelle islamiche regolate dalla sharia, la legge coranica, in seno al nostro stato di diritto!

E' arrivato il momento che i milanesi conoscano la verità dell'occupazione islamica della loro città, che gli italiani si sveglino dal torpore dell'ideologia relativista e buonista, che le istituzioni assumano la responsabilità di salvaguardare il nostro stato di diritto e la nostra sovranità, che la Chiesa si attenga all'unica verità in Cristo e la smetta di prodigarsi per la costruzione delle moschee. E' arrivato il momento di riscattarci per essere pienamente noi stessi, orgogliosi delle nostre radici giudaico - crisitiane, credenti nei valori non negoziabili, certi delle regole che si sostanziano di diritti e doveri, oppure proseguire nella china suicida del relativismo, del buonismo e dell'islamicamente corretto che ci ridurrà a diventare schiavi di Allah senza più certezza del bene della vita, della dignitià e della libertà. »

Magdi Cristiano Allam[Il Giornale, dom 24 aprile 2011, p.10 ]

Avete appena sentito il discorso che potrebbe fare un terrorista, estremista, fondamentalista islamico invasato, scritto da un egiziano la cui conversione al cristianesimo, lungi dall'avere il significato di abbracciare i valori della tolleranza, dell'accoglienza, di quel porgere l'altra guancia per cui il figlio di Dio si è immolato sulla croce, è di segno esattamente contrario. Egli si rivela essere cioè il vero invasore infedele, perchè porta i valori dell'intolleranza religiosa direttamente all'interno della comunità cristiana nella quale si è introdotto grazie al cavallo di troia dei media, ed è quindi infinitamente molto più pericoloso di qualsiasi comunità islamica che richieda la costruzione di una moschea, ovvero di un luogo di culto circoscritto, ben identificabile, dove non esiste nessuna confusione di ruoli o identità.

Magdi Allam, perchè di "cristiano" in questo suo intervento non c'è assolutamente niente, è peggio, infinitamente peggio di qualunque estremista islamico, perchè in luogo di combattere per difendere la propria religione in maniera discutibile ma sgombra da equivoci, prima si dichiara amico dei cristiani abbracciandone formalmente la confessione e poi, dall'interno, come un virus mutante, cerca lentamente di trasformarli in una comunità di talebani, predicando dalla sommità della sua moschea di carta, edificata senza licenza sulle pagine del Giornale.

Non è infatti il "come" chiamiamo le cose a cambiarne il senso, bensì la loro natura profonda. Allam prende i valori di un gruppo di integralisti, islamici o meno, ci appiccica sopra l'etichetta cristiana e poi va a caccia di proseliti con la violenza verbale di un nazista, cercando di far regredire la conquista di valori illuminati come la tolleranza, l'accoglienza e la contaminazione culturale al suo buio medioevo interiore da crociato che agita la spada in nome di Dio. Una simile chimera mi fa orrore.

"La retorica di Magdi Cristiano Allam incarna la vera, forse unica reale minaccia culturale dalla quale l'occidente, insieme a tutti coloro che onestamente rivendicano le loro radici, dovrebbe imparare seriamente a guardarsi."

Ora si scopre che Allam si è candidato alle comunali di Milano del 15 e 16 maggio, con una lista civica sua a sostegno della Moratti, al fine di ottenere l'assessorato all’immigrazione.

Dopo avere letto un articolo del tenore dell'estratto che vi ho riportato, mi sembra chiaro che affidare l'assessorato all'immigrazione a Magdi Allam sarebbe come affidare a Umberto Bossi la direzione delle operazioni di protezione delle frontiere di mare, al largo di Lampedusa.

Per farglielo sapere: magdicristiano.allam@ioamolitalia.it

L'articolo è stato preso da http://www.byoblu.com/post/2011/04/25/Magdi-Talebano-Allam.aspx

07 mag 2011

GIULIETTO CHIESA SU UNO MATTINA DI RAI UNO.



IERI sera 06/05/2011. alle ore 20 e 45 Giulietto Chiesa era ospite a Trento. E mi ha fatto piacere di vederlo e stirngerli la mano per la seconda volta. E non solo, sono stato definito assieme a tutti quanti presenti quella sera come "intelletuale raffinato" altrimenti sarei davanti alla TV a guardare "grande fratello" e varie porchate.

E poi leggete i commenti su 
http://it.notizie.yahoo.com/foto/cosa-nasconde-quella-foto--1304693682-slideshow/

01 mag 2011

MOSTAR: RAGAZZO MUSULMANO PICCHIATO PERCHE' NON SAPEVA PRONUNCIARE "O PADRE NOSTRO"


Ragazzo picchiato dai teppisti a Mostar per non sapere Preghiera del Signore
Dnevni List, pg 17 - Le note di carta che i giovani delinquenti sono di nuovo attivi a Mostar, evidenziando l'ultimo incidente che è accaduto il Lunedi, quando 15 anni Izedin Gagula da Čapljina è stato aggredito da due giovani come lui era a piedi dalla stazione degli autobus verso la sua scuola.
"Mi hanno chiesto di dire loro il mio nome. Ho detto il mio nome era Stjepan. Poi mi hanno chiesto di dire la Preghiera del Signore. Io non l'ho fatto, così iniziarono a pugni me e sono caduto a terra, dove mi hanno preso a calci in testa diverse volte. Ho gridato aiuto, ma nessuno mi guardava, la gente ha appena compiuto la testa dall'altra parte ", ha detto Gagula.
"Stiamo facendo tutto il possibile per trovare i colpevoli, ma il problema è che non ci sono stati testimoni oculari. Inoltre le informazioni fornite dal ragazzo non sono sufficientemente concrete ", ha detto il comandante della stazione di polizia di Centar Hasan Lerić .
Preso  da  qui

E questo sarebbe la tolleranza  nata nel 16 secolo in Ollanda? Voglio vedere se i mass media Occidentali riporteranno questa notizia e definiranno per caso i tepisti fondamentalisti cristiani? Oriana Falacci li definirebbe i nazi-fascisti Cristiani?  Si accettano le scommesse.

25 apr 2011

PRIMA ISLAMOFOBIA POI ANTISEMITISMO IN OLLANDA

Benzion Evers believes Amsterdam is not a safe place for Jews. The son of the Dutch capital’s chief rabbi says he is planning on leaving the country next year together with his wife and infant son.

In spite of being a popular vacation destination for Israeli travelers, and even though the city boasts a warm Jewish community of thousands, 22 year old Evers, son of Raphael, Amsterdam’s chief rabbi has announced that the country is becoming less safe for Jews.

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16 apr 2011

GIOVANNA CANZANO INTERVISTA GIAN PIO MATTOGNO

CANZANO – Quali sono le ragioni della universale inimicizia degli ebrei con le altre popolazioni del mondo e le altre religioni? MATTOGNO - La risposta è già implicita nella domanda, e segnatamente nell'aggettivo “universale”. Dobbiamo chiederci infatti per quale ragione, ovunque siano entrati in contatto con altri popoli, gli ebrei abbiano sempre suscitato sentimenti di diffidenza, di avversione e di aperta ostilità Gli apologeti giudei e i loro ausiliari attribuiscono questi sentimenti all'ignoranza, al pregiudizio, all'intolleranza etc. Qualcuno, scomodando la psicanalisi, ha definito l'antisemitismo (ma è più corretto parlare di antigiudaismo) nevrosi individuale e collettiva, psicosi di massa, malattia atavica, demonopatia, ed altre scemenze del genere. La verità è molto più semplice. Le cause reali dell'antigiudaismo sono state perfettamente individuate da uno scrittore ebreo, Bernard Lazare, autore di una storia dell'antisemitismo apparsa nel 1894 e recentemente tradotta anche in italiano. Si chiede Lazare: perché di volta in volta gli ebrei furono fatti segno di una universale inimicizia da parte degli alessandrini e dei romani, dei persiani e degli arabi, dei turchi e delle nazioni cristiane? E ammette onestamente che, di fronte a una tale unanimità di atteggiamenti ostili, le cause dell'antigiudaismo non potevano che risiedere negli ebrei stessi, e precisamente nel loro esclusivismo etnico-religioso, nella loro asocialità e misantropia, nella loro protervia imperialistica. L'antigiudaismo fu solo una conseguenza logica e inevitabile di tutto ciò. CANZANO – Quando compaiono storicamente le prime manifestazioni di ostilità nei confronti degli ebrei e quando nasce una vera e propria “questione ebraica”? MATTOGNO – Il primo rapporto conflittuale tra ebrei e non-ebrei (in questo caso tra ebrei ed egizi) risale alla più remota antichità biblica ed è narrato all’inizio del libro della Genesi. Il patriarca Abramo scende in Egitto con la moglie Sara, ancora di bell’aspetto nonostante l’età. Nel timore di essere ucciso, la convince a spacciarsi per sua sorella e Sara diventa la concubina del Faraone. Abramo viene ben trattato in grazia di lei, “ricevendo greggi e armenti,asini, servi e serve,asine e cammelli”. Allora interviene Jahvè, ma il Dio giudaico, invece di biasimare il lenocinio di Abramo, colpisce l’incolpevole Faraone con grandi piaghe. Questi, dopo aver rimproverato Abramo per aver mentito sulla moglie, lo caccia dal paese e il patriarca abbandona l’Egitto “molto ricco di bestiame, di argento e di oro”. Un’altra manifestazione di ostilità nei confronti degli israeliti è descritta nel libro di Ester ed è ambientata nel V sec. a.C., all’epoca della dominazione persiana. Aman, visir di Assuero, sollecita dal monarca un editto contro i giudei. Nella lettera inviata ai satrapi e ai governatori il re accusa i giudei di misantropia e di attività sediziosa ed ordina che vengano giustiziati. Ma grazie alle macchinazioni di Ester, la moglie ebrea di Assuero, e di Mardocheo, tutore di Ester, divenuto primo ministro, Aman viene impiccato e i nemici dei giudei sterminati. Tuttavia una vera e propria questione ebraica nasce solo nell’età ellenistico-romana, quando già all’inizio della diaspora gli ebrei erano divenuti una temibile potenza internazionale. Fu proprio in questo periodo che da parte di numerosi scrittori greco-romani vennero formulate contro gli ebrei quelle accuse destinate a diventare un filo conduttore della polemica antigiudaica: esclusivismo etnico-religioso, asocialità, misantropia e perfino aspirazione al dominio mondiale. Per un approfondimento di tutte queste tematiche mi permetto di rinviare al mio libro “L’antigiudaismo dell’Antichità classica” (Ed. di Ar). CANZANO – Su quali testi della tradizione giudaica i polemisti antigiudei fondano le loro accuse? MATTOGNO – Gli autori classici ignoravano totalmente le fonti coeve della tradizione rabbinica; le loro accuse si fondavano su conoscenze più o meno occasionali, su esperienze personali o su informazioni provenienti dalla Palestina e dalle comunità ebraiche della diaspora. Oggi i principali testi della tradizione rabbinica sono disponibili, soprattutto in inglese e in tedesco, e possono essere facilmente consultabili, ma per lungo tempo gli insegnamenti dei rabbini, tramandati dapprima oralmente e fissati poi per iscritto in ebraico e in aramaico, rimasero pressoché inaccessibili ai gentili. Successivamente, dopo le prime edizioni a stampa e grazie all’opera di autorevoli ebraisti cristiani, fu possibile conoscere la vera natura della religione giudaica attingendo direttamente alle fonti della tradizione rabbinica. Non a caso uno dei più profondi conoscitori delle tradizioni giudaiche, Johann Andreas Eisenmenger, intitolò la sua opera “Entdecktes Judenthum”, cioè “Giudaismo svelato”. E’ proprio su queste fonti che i polemisti antigiudei fondano le loro accuse. Le fonti più autorevoli sono: la Torah (=legge, ma più propriamente insegnamento); il Midrash (=ricerca); il Talmud (=studio, dottrina); i codici, tra cui il Mishneh Torah (=Ripetizione della legge) di Maimonide, lo Shulhan Aruch (=Tavola imbandita) di Joseph Caro, il Kizzur Shulhan Aruch (=Compendio dello Shulhan Aruch) di Salomon Ganzfried; i responsi, cioè le soluzioni date dai rabbini ai problemi di utilità pratica che si ponevano alle comunità della diaspora. Un esame critico di tali fonti consente di individuare la vera natura dello spirito giudaico e le cause reali dell’antigiudaismo. La religione giudaica si basa su alcuni principi fondamentali: la rivelazione di Jahvè a Israele, l’elezione di Israele da parte di Jahvè, il patto fra Jahvè e Israele. Le conseguenze logiche e inevitabili di questi principi furono (e sono tuttora) un rigido esclusivismo etnico-religioso, un’arrogante protervia, un odio viscerale e implacabile contro tutti i “goyim” (i non-ebrei), considerati idolatri, impuri e malvagi, una esplicita volontà di dominio universale. Tutto ciò non è il frutto del “pregiudizio” o dell’ “intolleranza”, ma è comprovato dagli stessi testi della tradizione rabbinica e riconosciuto fra gli altri da ebrei onesti e coraggiosi come Spinoza, Lazare, Shahak. La più seria polemica antigiudaica ha raccolto numerose citazioni tratte dal Talmud e da altre fonti, da cui apprendiamo che il non-ebreo è assimilato a un animale; verso di lui si deve nutrire odio e disprezzo; è permesso ingannarlo, derubarlo e all’occorrenza perfino ucciderlo. Quando verrà il Messia giudaico, tutti i goyim idolatri saranno sterminati o asserviti a Israele, cui spetta per diritto divino il dominio su tutti i popoli della terra. In un passo della Pesikta Rabbati, una raccolta di prediche scritta presumibilmente nel VI o VII sec., leggiamo che allora ogni israelita avrà nientemeno che 2.800 servi gentili. CANZANO – Come replicano gli ebrei a tali accuse? MATTOGNO – A partire dall’antichità classica il giudaismo ha mobilitato i suoi apologeti per replicare alle accuse degli autori greco-romani. Nel mio libro prima citato ho preso in esame la consistenza di queste apologie. Oggi gli apologeti giudei e i loro ausiliari hanno adottato una duplice strategia difensiva. Da un lato affermano che le citazioni in questione sono false; se si dimostra che sono autentiche, replicano che sono state “estrapolate dal contesto” e quindi ne è stato manipolato e falsificato il vero senso; se si dimostra che il senso è proprio quello, allora tagliano corto ammonendo gravemente che tutte queste polemiche antigiudaiche portano…ad Auschwitz! Dall’altro lato gli apologeti giudei e i loro ausiliari esibiscono altre citazioni, che dimostrerebbero la grandezza e la nobiltà della morale giudaica. Ma in questo caso bisognerebbe richiamare il vecchio adagio latino “medice, cura te ipsum”(medico, cura prima te stesso). Difatti i nostri apologeti ricorrono proprio a quelle manipolazioni e falsificazioni che attribuiscono ai loro avversari. Cito solo un paio di esempi significativi. In una nota esplicativa contenuta nel “Cantico dei Cantici” (Ed. Mamash) il pio esegeta giudeo scrive: «Il Talmùd Shabbat (89a) si domanda: perché il monte Sinày si chiama così? Perché fu in quel luogo che si manifestò nel mondo l’odio (in ebraico sinà) delle nazioni verso Israele». In realtà, il passo talmudico citato dice esattamente il contrario: il monte Sinai si chiama così perché è sceso l’odio contro i popoli del mondo. Sono dunque gli ebrei ad odiare i popoli del mondo e non viceversa! Nel volume “I partiti religiosi ebrei nel tempo neotestamentario” (Ed. Paideia) Kurt Schubert cita la “regola aurea” del rabbino Hillel: «Ciò che non desideri per te, non fare al tuo prossimo» (Shabbat 31a). Schubert precisa che dal contesto risulta che il concetto di “prossimo” comprendeva anche i non-ebrei. Questo dimostrerebbe che l’ebreo nutre sentimenti di filantropia indistintamente verso tutti gli uomini. Ma dal contesto della citazione risulta inequivocabilmente che Hillel si riferisce ad un non-ebreo convertito al giudaismo e che quindi il “prossimo” è unicamente l'ebreo. CANZANO – La legge Mancino e gli ebrei: se sono vere queste accuse, anche gli ebrei possono essere legalmente perseguiti? MATTOGNO – Personalmente ritengo la legge Mancino un’aberrazione giuridica, poiché nessuno andrebbe perseguito per le sue idee. Ma paradossalmente questa legge dovrebbe perseguire per primi proprio gli ebrei. La legge infatti punisce ogni comportamento discriminatorio che comporti una distinzione, esclusione, preferenza basata sull’origine etnica e sulle convinzioni religiose. Ebbene, la religione giudaica è fondata proprio su questi principi discriminatori. Lo dimostra la normativa rabbinica, elaborata nei secoli e ai giorni nostri ancora valida; lo dimostra la liturgia, che trasuda odio contro i non-ebrei “idolatri”. Tanto per fare un esempio, ogni giorno il pio giudeo recita una “benedizione” (in realtà una maledizione) contro i “minim” (gli eretici, fra i quali vanno annoverati i cristiani) ed invoca Jahvè affinché essi siano distrutti al più presto. Ma qui mi limito a riportare quanto scrive Elia S.Artom, una delle più autorevoli figure dell’ebraismo italiano, autore del volume “La vita di Israele”, la cui prima edizione risale al 1937 e che è stata più volte ristampata. Nella prefazione alla terza edizione (1975) Menachem Emanuele Artom, figlio dell’autore, precisa che l’opera è ancora vitale ed è destinata ad indirizzare nella pratica della vita ebraica. Da questo libro apprendiamo tra l’altro che Israele è nazione consacrata, in quanto è collocato ad un grado più elevato delle altre genti; che gli ebrei, sacerdoti dell’umanità, debbono sempre costituire un’eletta minoranza in mezzo agli altri popoli; che il matrimonio con un non-ebreo è illegittimo; che nelle benedizioni quotidiane si deve ringraziare Jahvè per ciò che ha dato in più e di diverso che ad altri uomini, cioè per la qualità di ebrei. Alla fine del sabato, con la quarta benedizione si ringrazia Jahvè per aver distinto il sacro dal profano, la luce dalle tenebre, Israele dalle altre genti. Israel Shahak ha scritto che la legge religiosa ebraica è esplicitamente una legge inumana, ma, a quanto pare, nessun magistrato, così solerte nel perseguire i reati di antigiudaismo, si è dato la pena di spedire qualche ebreo davanti ad un tribunale per rispondere del reato di odio etnico-religioso nei confronti dei non-ebrei. CANZANO – La Corte Costituzionale spagnola ha stabilito che la “negazione dell’Olocausto” non potrà esser punita con il carcere perché rientra nel diritto alla libertà di parola. Pensi che sia stato fatto un passo avanti sulla libertà di ricerca storica? MATTOGNO - Credo che questo possa essere considerato un precedente giuridico importante, ma che debba essere esteso alla libertà di critica del giudaismo come alla critica di ogni altra fede religiosa. La repressione poliziesca non è solo un grave attentato alla libertà di critica e di ricerca, la cui sede naturale non è il tribunale, ma il confronto dialettico e il dibattito storiografico, ma ha anche una precisa valenza politica, in quanto mira a reprimere ogni voce dissonante e anticonformista. CANZANO – Come vedi la polemica e la “chiusura” della comunità ebraica sia romana che quella di Gerusalemme sulla questione dell’ “omicidio rituale”, ampiamente descritta da Ariel Toaff nel suo libro “Pasque di sangue”? MATTOGNO – Bisogna dare atto al prof. Ariel Toaff che, ricordiamolo, è il figlio del rabbino Elio Toaff, di un coraggio inusitato per aver tirato fuori dall’armadio qualche scheletro e per averlo esibito davanti agli occhi dei gentili. E questo non gli è stato perdonato dai suoi correligionari. Ma qui non intendo entrare nel merito delle polemiche seguite all’uscita (e all’autosequestro editoriale) del libro di Toaff. Mi limito ad osservare che, a mio avviso, l’accusa di omicidio rituale, così come viene generalmente recepita dalla polemica cristiana antigiudaica, è un’arma spuntata, in quanto le uniche prove sono costituite dagli atti giudiziari e si potrà sempre sostenere che le confessioni degli imputati furono estorte con la tortura o con altri mezzi coercitivi. Lo stesso lavoro di Toaff , che pure semina molti sospetti sulla veridicità di queste presunte pratiche omicide, è lungi dal fornire prove definitive. Dobbiamo dunque concludere che l’accusa di omicidio rituale è un altro frutto malefico della “giudeofobia”? Niente affatto. Dal Talmud, dal Midrash e da altri testi della tradizione rabbinica apprendiamo che l’assassinio del non-ebreo è non solo permesso, ma anche prescritto, e che questo omicidio può assumere i connotati di un vero e proprio sacrificio rituale offerto a Jahvè. E’ un argomento che meriterebbe di essere approfondito, a partire dal concetto di “cherem”, l’anatema, lo sterminio votivo dei nemici di Israele, l’annientamento dei goyim consacrato al Dio giudaico. BIBLIOGRAFIA La rivoluzione borghese in Italia (1700-1815). Edizioni all'Insegna del Veltro, Parma, 1989. La rivoluzione borghese in Italia (Dalla Restaurazione ai moti del 1831). Edizioni all'Insegna del Veltro, Parma, 1993. La massoneria e la rivoluzione francese. Edizioni all'Insegna del Veltro, Parma, 1990. L'abate Barruel e la rivoluzione del 1789, in: “Origini”, n. 61, 10/1989. La loggia delle “Neuf Soeurs”, ivi. Note sul simbolismo massonico-rivoluzionario, ivi. Gli ebrei alla conquista dell’Italia.Note storiche sulla prima “emancipazione”(1792-1815),in: “Orion” ,agosto 1986. Leggenda e realtà di Karl Marx, ivi ,maggio 1987. Quando il clero tedesco era satanico (Promemoria per il papa polacco), ivi ,settembre 1987. Ebraismo, massoneria e borghesia nella preparazione dell'impresa dei Mille, in: “Atti del XXI Convegno tradizionalista di Civitella del Tronto”, 1991. Mazzini carbonaro, in: “Controrivoluzione”, settembre-dicembre 1993. Mazzini e le logge, ivi, febbraio-settembre 1994. L'antigiudaismo nell'età classica. Edizioni di Ar, Padova, 2002. Il non-ebreo nella letteratura rabbinica. Consulenza tecnica di parte presentata al Tribunale di Pisa, Sezione distaccata di Pontedera.. Consultabile in: http://www.vho.org/aaargh/fran/livres6/mattognGianPio.pdf. J.Pohl, K.G. Kuhn, H. De Vries de Heekelingen, Studi sul Talmud. Edizioni all'Insegna del Veltro, Parma, 1992 (a cura di G.P. Mattogno). La questione ebraica, 1, agosto 1998. Edizioni di Ar, Padova (a cura di G.P. Mattogno).
Si ringrazia all'amica Giovanna Canzano