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10 giu 2011

MAGDI ALLAM "SCOMUNICA" IL CARDINALE TETTAMANZI

L’Amore part-time secondo Allam


Ormai, a destra, non sanno più con chi prendersela.

Stavolta è il turno del Cardinal Tettamanzi, colpevole di “catto-relativismo”, cioè di amare part-time : amerebbe molto il prossimo, specie gli immigrati, ma poco se stesso. Peccato “contestualizzato” e divenuto mortale a causa dell’amicizia presunta con Pisapia.
A dare la scomunica al cardinale è nientepopodimenoche un neofita cristiano, ex-immigrato cairota ed ex-musulmano, contrario alla costruzione delle moschee e intollerante verso gli immigrati in genere.

Praticamente un ascaro delle truppe cammellate che marciano a fianco dei Borghezio e dei Calderoli, e che nei ritagli di tempo fa anche il Parlamentare Europeo. Ascaro che ama travestirsi - lui che ha vissuto venti anni al Cairo, poi a Roma e infine a Viterbo - da Milanese.
Per saperne di più visitate visitasciaclub.blog

6 giu 2011

MAGDI EXMUSULMANO ALLAM, SAPEVATE DI QUESTO?

Atto n. 4-00314

Pubblicato il 18 luglio 2006
Seduta n. 19

MALABARBA - Al Ministro dell'interno. -
Risultando all’interrogante che:
il sig. Magdi Allam, giornalista del "Corriere della Sera", nel suo ultimo libro “Io amo l’Italia, ma gli italiani la amano?” racconta che mentre si trovava per lavoro in Kuwait, nel marzo del 2003, fu contattato dal Sisde, che gli impose di lasciare quel Paese in quanto avevano “appreso di un progetto di uccidermi [Magdi Allam, cioè] di Hamas”;
questa “condanna a morte (…) decretata ai più alti vertici dell’organizzazione terroristica palestinese Hamas” è stata “ispirata, raccolta, legittimata sul piano coranico e rilanciata dai loro agenti locali affiliati all’Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia);
secondo quanto riferito nello stesso libro dal sig. Magdi Allam, l’Ucoii unitamente alla Iadl (Islamic Anti-Defamation League), definita quest’ultima dallo stesso sig. Allam “una sorta di tribunale dell’inquisizione islamica che opera come braccio legale dell’UCOII”, sarebbero “riusciti ad assoldare nel loro plotone di esecuzione estremisti di destra e di sinistra" nonché a “spargere veleni sulla mia [di Magdi Allam] credibilità ed onorabilità”;
il sig. Magdi Allam vive scortato da carabinieri a causa di non meglio precisate minacce, tra le quali spiccano l’apertura di un sito Internet parodistico recante il suo nome che contiene una rivisitazione del “J’accuse” di Émile Zola, la lettera di un mitomane che gli scrive di aver ricevuto l’ordine di ucciderlo da un non meglio precisato uomo di Bruxelles e qualche definizione satirica e/o caustica;
preso atto che:
le segnalazioni a mezzo stampa del sig. Allam hanno cagionato l’espulsione di alcune persone, risultate poi innocenti per i fatti loro addebitati dal giornalista e reintegrate sul territorio italiano con sentenze dei Tribunali amministrativi della Repubblica;
il sig. Allam divulga frequentemente indirizzi privati delle persone che hanno opinioni contrastanti con le proprie, mettendo a rischio l’incolumità ed il privato di queste persone;
comportamenti come quelli descritti sono suscettibili di alimentare un clima di isteria collettiva che potrebbe portare al diffondersi dell’islamofobia e dell'antislamismo, denunciati nell’ultimo rapporto dell’Unione europea sul razzismo;
considerato che:
non risulta che l’organizzazione Hamas agisca al di fuori dei Territori occupati della Palestina o dello Stato d’Israele;
l’Ucoii è stata nominata con decreto ministeriale a fare parte della Consulta per l’Islam italiano, istituita dal precedente Governo, lo stesso che ha assegnato la scorta al sig. Allam perché minacciato dall’Ucoii;
la Iadl è stata definita da un Ministro del precedente Governo, l’on. Giovanardi, in risposta ad un’interrogazione, durante la seduta della Camera dei deputati n. 724 del 22 dicembre 2005: "Per quel che riguarda l'associazione Iadl (Islamic anti defamation league), costituita nel luglio scorso e con sede a Roma, segnalo che la stessa ha fra i propri fini statutari quello di difendere, nello spirito della Costituzione italiana, i musulmani e le altre minoranze presenti nel territorio nazionale. Oltretutto, si sa benissimo che gli autori degli scritti e dei comunicati diffusi dall'associazione medesima possono far uso di pseudonimi, i quali, però, debbono trovare riscontro nei libri sociali affinché sia comunque consentita l'individuazione per fini legali.";
non risultano aperti procedimenti penali a carico dell’Ucoii o della Iadl, tanto meno per l’istigazione all’omicidio del sig. Magdi Allam o altre azioni contro l’integrità dello Stato;
lo stesso Allam ha costruito svariati articoli, che non hanno trovato conferme nella realtà, basandosi su generiche “fonti dei servizi”,
si chiede di sapere:
quali siano le considerazioni che hanno spinto il Governo da un lato a nominare l’Ucoii nella Consulta per l’Islam in Italia e a difendere l’operato della Iadl in Parlamento e dall'altro a concedere la scorta al sig. Magdi Allam;
se il Ministro in indirizzo, alla luce dell’assenza di procedimenti penali scaturenti dalle gravissime denunce di persecuzione nei confronti del sig. Allam, giudichi ancora attuali i motivi che hanno portato all’assegnazione di tale scorta e in ogni caso quali sono gli attuali motivi di tale provvedimento;
quali siano i costi, sia in termini finanziari sia in termini di risorse umane, dell’apparato di sicurezza disposto per la protezione del sig. Magdi Allam;
visti i frequenti riferimenti negli articoli di Magdi Allam a non meglio precisate “fonti dei servizi”, e le recenti rivelazioni sull’esistenza di rapporti tra alcuni giornalisti e presunti elementi deviati del Sismi, se vi siano eventuali rapporti illeciti tra tali elementi deviati e il sig. Magdi Allam;
considerato che lo stesso Allam si vanta di aver ottenuto "fraudolentemente" il rinnovo del permesso di soggiorno, tale illecito potrebbe avere effetti sulla validità della successiva acquisizione da parte sua della cittadinanza italiana. 
Preso da qui

18 mag 2011

Fallita la Minaccia Islamica. Indoviante di che cosa si tratta?

“Non lasciamo che Milano finisca nelle mani dei centri sociali, è questo il messaggio che vuole mandare Silvio Berlusconi”. La Pravdanchè, l’organo del Cremlino di Arcore e della badante plastificata che tappa pubblicitariamente i buchi del Giornale, indica quale sarà il nuovo fantoccio agitato per far paura ai milanesi e riportare le pecorelle smarrite nell’ovile del pastore: i Centri Sociali. Falliti la Minaccia Islamica (la lista “Io Amo Me Stesso” di Allam Magdi ha raccolto un sensazionale 0,51%), i Rom (ma dove sono finiti i Rom?), le BR in Procura (500 voti per Lassini nonostante la sfilata sul pullman del Milan campione), il Cancro in Toga, il Furgone Rubato, l’Invasione degli Immigrati, le Moschee in Piazza del Duomo, restano i cari, vecchi, immarcescibili centri sociali con il loro sabba di demoni pronti a invadere la città in un’apocalisse finale di violenza. Sembra una patetica riesumazione di vecchi stracci, ma non lo è. Non mi meraviglierebbe se tra adesso e la domenica del ballottaggio, assistessimo a una improvvisa offensiva di spaccavetrine e bruciamacchine attribuita al Leonka e ai centri sociali o a qualche altro “grave episodio di violenza” (scegliete voi a chi attribuirlo, va bene anche la solita zingara accusata falsamente di rubare un bambino) che “suscita allarme tra i cittadini”. Attenzione alla belvetta ferita, ma non morta. Sono pronti a tutto, perchè se perde Milano, e anche Napoli è seriamente a rischio dopo quel miserabile 38% preso dal San Gennaro di Casoria protettore di Letizia (Noemi) che aveva promesso miracoli, buona notte Silvio. Altro che 5 Stelline e Martinitt con le webcam.

L'autore è Vittorio Zucconi

16 mag 2011

Magdi Cristiano Allam condannato per diffamazione

Magdi Cristiano Allam, recentemente autocandidatosi come Assessore all'integrazione della giunta Moratti, ha affermato in una recente intervista che - anche se non crede nell'Europarlamento (infatti è l'eurodeputato con il più alto numero di assenze) - quello "è il mestiere che mi permette di mangiare". Il dubbio, però, è che il cadreghino gli sia più utile per pagare i risarcimenti danni nelle cause che lo vedono condannato.  preso da  qui





Il Tribunale di Milano ha condannato per diffamazione Magdi Cristiano
Allam ai danni dell'intellettuale e leader democratico islamista
tunisino Rachid Gannouchi. Nel suo libro Viva Israele, pubblicato da
Mondadori, Allam aveva accusato Gannouchi di essere un fondamentalista
fautore di odio e di istigazione all'aggressione nei confronti di
Israele. Accuse del tutto infondate, ha stabilito il Tribunale di
Milano, il quale ha accertato che Allam non è stato in grado di
produrre neppure le fonti che aveva indicato nel libro. "Si tratta di
una condanna che rende giustizia delle molte accuse infondate e
gratuite che Allam nel suo libro ha rivolto al mio cliente - ha
dichiarato l'Avvocato Luca Bauccio, difensore di Rachid Gannouchi - il
processo ha dimostrato come Rachid Gannouchi fosse non solo un
perseguitato dal regime tunisino, frattanto caduto miseramente, ma
anche un intellettuale che ha perorato nei suoi scritti e nella sua
opera politica la democrazia, la tolleranza e il riformismi islamico.
Insomma esattamente il contrario di quanto affermato da Allam. Sarebbe
davvero auspicabile - ha concluso Bauccio - che si evitassero accuse
iperboliche e strumentali usando il pericolo islamista, perchè è facile
farle, almeno per chi ha accesso ai media come Allam, ma poi, come
dimostrano i processi, quando sono infondate è impossibile dimostrarle
quelle accuse".
Allam, difeso dall'avvocato Cristina Malavenda, dovrà risarcire 38
mila euro , mentre la Mondadori dovrà anche eliminare le frasi
offensive dalle successive edizioni del libro.

(accorcia la descrizione)  Preso da qui

9 mag 2011

MAGDI ALLAM

« E' ora di dire basta! Basta con le moschee occulte che diffondono l'odio, la violenza e la morte! Basta con le moschee che operano sotto mentite spoglie violando la nostra legge e facendosi beffe di noi sfruttando la nostra ingenuità, la nostra ignoranza, il nostro buonismo e perfino la collusione ideologica dei cristiani che finiscono per essere più islamici degli islamici infervorandosi per la costruzione di nuove moschee mentre le chiese si spopolano sempre di più! Basta con l'islamizzazione strisciante di Milano e dell'Italia da parte di coloro che credono nel precetto della dissimulazione e che riescono ad accrescere sempre di più la rete delle moschee, delle scuole coraniche e degli enti assistenziali e finanziari islamici, prefigurando la costruzione di cittadelle islamiche regolate dalla sharia, la legge coranica, in seno al nostro stato di diritto!

E' arrivato il momento che i milanesi conoscano la verità dell'occupazione islamica della loro città, che gli italiani si sveglino dal torpore dell'ideologia relativista e buonista, che le istituzioni assumano la responsabilità di salvaguardare il nostro stato di diritto e la nostra sovranità, che la Chiesa si attenga all'unica verità in Cristo e la smetta di prodigarsi per la costruzione delle moschee. E' arrivato il momento di riscattarci per essere pienamente noi stessi, orgogliosi delle nostre radici giudaico - crisitiane, credenti nei valori non negoziabili, certi delle regole che si sostanziano di diritti e doveri, oppure proseguire nella china suicida del relativismo, del buonismo e dell'islamicamente corretto che ci ridurrà a diventare schiavi di Allah senza più certezza del bene della vita, della dignitià e della libertà. »

Magdi Cristiano Allam[Il Giornale, dom 24 aprile 2011, p.10 ]

Avete appena sentito il discorso che potrebbe fare un terrorista, estremista, fondamentalista islamico invasato, scritto da un egiziano la cui conversione al cristianesimo, lungi dall'avere il significato di abbracciare i valori della tolleranza, dell'accoglienza, di quel porgere l'altra guancia per cui il figlio di Dio si è immolato sulla croce, è di segno esattamente contrario. Egli si rivela essere cioè il vero invasore infedele, perchè porta i valori dell'intolleranza religiosa direttamente all'interno della comunità cristiana nella quale si è introdotto grazie al cavallo di troia dei media, ed è quindi infinitamente molto più pericoloso di qualsiasi comunità islamica che richieda la costruzione di una moschea, ovvero di un luogo di culto circoscritto, ben identificabile, dove non esiste nessuna confusione di ruoli o identità.

Magdi Allam, perchè di "cristiano" in questo suo intervento non c'è assolutamente niente, è peggio, infinitamente peggio di qualunque estremista islamico, perchè in luogo di combattere per difendere la propria religione in maniera discutibile ma sgombra da equivoci, prima si dichiara amico dei cristiani abbracciandone formalmente la confessione e poi, dall'interno, come un virus mutante, cerca lentamente di trasformarli in una comunità di talebani, predicando dalla sommità della sua moschea di carta, edificata senza licenza sulle pagine del Giornale.

Non è infatti il "come" chiamiamo le cose a cambiarne il senso, bensì la loro natura profonda. Allam prende i valori di un gruppo di integralisti, islamici o meno, ci appiccica sopra l'etichetta cristiana e poi va a caccia di proseliti con la violenza verbale di un nazista, cercando di far regredire la conquista di valori illuminati come la tolleranza, l'accoglienza e la contaminazione culturale al suo buio medioevo interiore da crociato che agita la spada in nome di Dio. Una simile chimera mi fa orrore.

"La retorica di Magdi Cristiano Allam incarna la vera, forse unica reale minaccia culturale dalla quale l'occidente, insieme a tutti coloro che onestamente rivendicano le loro radici, dovrebbe imparare seriamente a guardarsi."

Ora si scopre che Allam si è candidato alle comunali di Milano del 15 e 16 maggio, con una lista civica sua a sostegno della Moratti, al fine di ottenere l'assessorato all’immigrazione.

Dopo avere letto un articolo del tenore dell'estratto che vi ho riportato, mi sembra chiaro che affidare l'assessorato all'immigrazione a Magdi Allam sarebbe come affidare a Umberto Bossi la direzione delle operazioni di protezione delle frontiere di mare, al largo di Lampedusa.

Per farglielo sapere: magdicristiano.allam@ioamolitalia.it

L'articolo è stato preso da http://www.byoblu.com/post/2011/04/25/Magdi-Talebano-Allam.aspx

3 apr 2011

Magdi Cristiano Allam, Souad Sbai e la conversione patologica all'Occidente

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Tunisia, Egitto, Libia e adesso forse anche Siria e Yemen: si parla sempre di più di primavera araba e della caduta di un secondo muro di Berlino, questa volta in Medio Oriente. Normale dunque che in tv ci si imbatta facilmente in Magdi Cristiano Allam, ex giornalista di origine egiziana e adesso leader di un movimento schierato col centro-destra, e Souad Sbai, presidente delle donne marocchine in Italia e parlamentare del Pdl.
Del resto chi meglio dei due, con la loro storia di cittadini nordafricani poi perfettamente integrati in Italia, potrebbe raccontarci cosa sta succedendo al di là del Mediterraneo? Peccato che a sentirli parlare si rimanga piuttosto interdetti, nel senso che tale è la diffidenza e il disincanto nei confronti delle rivoluzioni arabe che quasi sembra di sentir parlare Borghezio e la Santanchè.
Mi è capitato di ascoltare Allam infervorarsi a Matrix per dimostrare e convincerci che i tumulti scoppiati nel Nord Africa non sono rivoluzioni come le intendiamo noi occidentali, non rappresentano un moto di popolo che chiede libertà e democrazia, ma semplicemente scontri tra tribù e gruppi di potere alimentati dal fanatismo religioso. E guardavo sgomento, durante il programma della Gruber, l'ira della Sbai interrompere la corrispondenza di un giovane blogger italiano da Bengasi, che raccontava di una vera protesta popolare partita dal basso e senza infiltrazioni jihadiste.
Per carità, qua nessuno ha la sfera di cristallo e vuole raccontare delle favole, si sa che i processi storici di questo tipo sono lunghi, contradditori e imprevedibili, ma nelle parole di Allam e di Sbai, nella totale chiusura di credito rispetto alle aspirazioni dei giovani arabi, nel loro totale scetticismo riguardo alla possibilità di riscatto e di democrazia di quei popoli, si avverte - è incredibile dirlo ma è così - quasi una sorta di razzismo, di convinzione antropologica che libertà e democrazia non siano beni e privilegi alla portata di quelle genti, da cui pure i nostri due italiani naturalizzati provengono.
Forse è un comportamento che si può comprendere con la volontà di rinnegare pubblicamente le proprie radici, di cancellare una storia che si ritiene ingombrante e d'intralcio alla piena acquisizione della nuova identità politica e sociale. È in fondo quello che succede, secondo una consolidata teoria sociologica, alle persone che sperimentano forti percorsi di mobilità sociale ascendente: quando si riesce ad entrare nelle alte sfere della società e si abbandonano i gradini più bassi da cui si è partiti, alcuni sono così ansiosi di essere accettati - o così timorosi di essere rifiutati - che adottano una sorta di superconformismo rispetto ai costumi e ai valori del nuovo gruppo di appartenenza.
Insomma Magdi Allam, battezzatosi in pubblico come Cristiano con cerimonia ufficiale celebrata dal papa e fondatore di un movimento chiamato "Io amo l'Italia" - e Souad Sbai sono malati di un'ossessione conformista e nella corsa ad apparire più occidentali degli stessi occidentali hanno finito per perdere di vista ciò che c'è di più ricco e originale nella cultura democratica dei nostri Paesi: la tolleranza e il rispetto verso tutte le culture, veri valori che fanno da pilastro a tutte le costituzioni degli stati liberi di questa parte del mondo.
Preso da qui
(In alto: un momento del battesimo di Magdi Allam, fonte: paolomoschini.it).

6 giu 2009

A ITALIANI PIACEVO PIù MUSULMANO MAGDI ALLAM e altre cose da sapere


domenica, novembre 30, 2008

Voleva i pantaloni
Finalmente. Era ora. Magdi "Cristiano" Allam annuncia di voler lasciare il giornalismo per dedicarsi alla Politica. In un'intervista al Corriere afferma: "Fin da piccolo, quando mi chiedevano "cosa vuoi fare da grande?", rispondevo: il giornalista o il politico". Avrà fatto uno sforzo sovrumano per esprimersi con cotanta modestia. Perché nel suo romanzo "Il amo l'Italia", Allam sostiene che : «Ho sempre sognato di fare il giornalista. O il capo di Stato». Gli Stati Uniti hanno Obama. Noi invece ci dobbiamo accontentare: avremo (Dio ce ne scampi) "Cristiano". Verso la catastrofe, ma con ottimismo. Il suo partito ha un nome che è tutto un programma: «Protagonisti per l'Europa Cristiana». Il modello di riferimento, manco a dirlo, è la Lega Nord: «Penso a quando nacque la Lega: riuscì a farcela perché aveva idee forti e provocatorie e, una volta messa alla prova, amministrò bene il territorio» (sic). In questi ultimi mesi, molti mi hanno chiesto perché non scrivevo più di Magdi "Cristiano" Allam, a cui era pur dedicata una sezione di questo sito. I motivi sono quattro, molto elementari, tutti legati alla sua conversione. Perché con quest'ultima è successo nell'ordine che:1) Magdi Allam si era automaticamente "bruciato" come giornalista esperto di "cose islamiche" per diventare esperto di "cose turche". Che credibilità poteva avere, sui temi legati all'Islam, uno che dopo essersi convertito, non perdeva occasione per definire - con acrimonia e virulenza - la religione che aveva abbandonato come "una falsa religione, ispirata non da Dio ma dal demonio". Si, parole sue, giuro. Manco fossimo ai tempi di Pietro l'Eremita. E dell'inadeguatezza della nuova veste, si era reso conto anche lui: "Ho preso atto che all'Italia piacevo più da musulmano che ora da cattolico" (sob).2) Qualsiasi critica ai suoi vaneggiamenti - provenienti da un musulmano, poi - poteva essere scambiata per una pericolosissima "fatwa". E giù articoli a iosa, potenziamento della scorta a spese dei contribuenti ecc. "Figuriamoci", avrebbero strillato all'unisono i suoi sostenitori "ce l'avevano con lui (i musulmani cattivi, ndr) prima, potete immaginare ora". Perchè mica riescono a capacitarsi dell'idea che se uno contesta Allam è perché dice baggianate, mica per le sue convinzioni religiose (di cui, francamente, me ne frega 'na cippa).3) Magdi Allam era diventato un problema della Chiesa, mica dei musulmani (che hanno anzi accolto la sua conversione con sollievo e preghiere di ringraziamento). Non passa giorno infatti senza che il suo sito dedichi attacchi allucinanti a rispettabili cardinali ed ecclesiastici "ammalati di relativisimo" e a dirsi "preoccupato per la grave deriva religiosa ed etica presente in seno al Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso presieduto dal cardinale Jean-Louis Tauran". La Chiesa per ora non reagisce (mica sono sprovveduti come quelli che avevano definito il personaggio "un nemico dell'Islam") e infatti lui si lamenta "Nessun esponente della Chiesa ha risposto a questa Lettera aperta. Ed anche tra le risposte elaborate da parte degli iscritti alla mia Associazione, taluni si sono sentiti in dovere di difendere i musulmani e persino l’islam". Segno che alcuni di loro continuano a ragionare con la propria capuzella.4) Allam era diventato più onesto con sé stesso, con i suoi lettori e con i suoi contestatori. Era finita la farsa secondo cui il nostro avrebbe creato, manco fosse un novello profeta, "l'Islam moderato" (che è moderato a prescindere e che esiste senza il suo contributo) nello stesso tempo in cui urlava sulle pagine del Corriere "Moschee-mania. Serve uno stop", invitando le casalinghe di Voghera a "soffermarsi sulla realtà dell’inquilino della porta accanto e che potrebbe condizionare il nostro futuro". Ovviamente solo se era musulmano. Quando invece sono i musulmani a dover controllare se come vicino hanno gente come i coniugi Romano.Ecco, per tutte queste ragioni, avevo smesso di parlare di Magdi "Cristiano" Allam. Ora che è diventato un... rispettabile politico, non escludo qualche post, tanto per farci un po' di sane risate. Ero in attesa del suo "outing" politico. Non aveva altre alternative, visto che da quando si è convertito non aveva spazi nemmeno sul giornale di cui era Vicedirettore Onorario. Da allora era costretto a girare - letteralmente - le sette chiese e parrocchie per presentare il suo libro: la mia prima comunione, il mio primo battesimo, la mia prima cresima, e cosi via: la mia prima volta da padrino, la prima volta che ho pranzato da cristiano, la prima volta che ho dormito da credente. Tutto minuziosamente comunicato su un curioso sito personale che è riuscito a raccogliere 1500 firme (perdindirindina) sotto un appello a favore del Papa (nel paese che ospita il Papato). Più o meno il totale dei soci della sua Associazione. Ora l'Associazione diventa Partito, seguendo il modello di Forza Italia. Solo che Allam non è in buoni rapporti nemmeno con il Presidente Berlusconi, reo di non avergli affidato - dopo mesi di anticamera - il tanto agognato "Ministero dell'Immigrazione". L'ennesimo partito da 0,0000000000005%, che prima delle politiche verrà opportunisticamente imbarcato. O forse - anche se ne dubito - dal 10%, come la Lega alle ultime elezioni. E Magdi Allam sotto-sottosegretario agli interni, a convalidare decreti di espulsione di memoria nasseriana. Abbiamo convissuto con Borghezio, Calderoli, Gentilini. Conviveremo anche con Magdi "Cristiano" Allam. Tanto i voti che ottengono questi signori, mica qualificano questi ultimi. Essi qualificano soprattutto il popolo che li vota.



http://www.costruiamoilfuturo.it/immagini/Image/AALEGATO%205.jpg

23 apr 2009

Magdi Allam salvatore dal "fondamentalismo" Islamico??????

Un fallimento preannunciato
In questi ultimi giorni, questo blog ha dedicato un intermezzo satirico (divertenti vignette ed esilaranti articoli pubblicati su quotidiani e siti web di ogni tendenza) al partito "Protagonisti per l'Europa Cristiana" fondato da Magdi "Cristiano" Allam. Alcuni - pochissimi ed anonimi - commentatori, evidentemente fan di Allam, mi hanno scritto: "se ti fosse indifferente non ne parleresti di continuo". Mi chiedo dove abbiano letto o percepito che Allam mi è indifferente. Anzi, colgo l'occasione per rispondere allo stimato Angelo D'Orsi, che pochi giorni fa si chiedeva come ha fatto questo "inquietante figuro" e "mediocrissimo scriba" a crearsi "uno spazio simile di manovra". La risposta è che per molto tempo giornalisti ed accademici lo hanno considerato "insignificante" ed "ininfluente" (alcuni invece temevano di finire diffamati sul Corriere) mentre gli immigrati, semplicemente, erano convinti che fosse in grado di decretare espulsioni a mezzo stampa. Questo accadeva mentre il sottoscritto denunciava l'uso che il nostro faceva del Corriere e il pericolo insito nei suoi editoriali che condizionavano negativamente il dibattito sull'immigrazione e l'integrazione in Italia. Erano i tempi in cui ero il primo (e l'unico) a dare voce ai suoi oppositori su Il Manifesto, rompendo il muro di paura e omertà che lo circondava e l'unico a monitorare costantemente la sua attività con un'apposita sezione sul blog. Se mi fosse indifferente, state certi che non gli avrei dedicato neanche mezza parola. Non nascondo però che, dopo la sua conversione e le successive dimissioni dal Corriere, egli risulta enormemente ridimensionato. Se ne ho parlato quindi ultimamente, era solo per regalare un momento di ilarità generale ai lettori. Ma siccome alcuni di loro, soprattutto dall'estero, hanno mandato email in cui mi chiedevano se "ci faremo delle risate oppure riuscirà (Allam, ndr) a rafforzare la compagine ispirata al leghismo della peggior specie?", mi sono riservato di fare qualche seria riflessione nel momento opportuno e quindi eccoci qui. Che dire? L'Italia è un paese davvero singolare. Cose che nel resto d'Europa e persino in alcuni paesi del Terzo Mondo sarebbero inconcepibili, qui non sono solamente plausibili, ma del tutto normali. Quindi non si può escludere a priori che un movimento cappeggiato da un ex-musulmano, ora cristiano, che si dice filo-sionista raccolga abbastanza voti per un seggiolino in Europa. Solo l'esito delle elezioni potrà darci un'indicazione precisa e affidabile circa il peso che questo sedicente partito e il suo fondatore potranno rivendicare in seguito sulla scena politica italiana, che poi è quella che ci interessa. Perché, sinceramente, del fatto che Allam finisca accanto a Borghezio sui banchi del Parlamento Europeo non me ne può fregar 'na cippa. Sappiamo tutti che l'Europa tollera benevolmente gli aspetti folcloristici di cui si fanno portatori alcuni parlamentari, indipendentemente dal fatto che siano padani o ex-egiziani. E sappiamo altrettanto bene che quando deve prendere delle decisioni importanti fa prevalere il buonsenso, lasciando allegramente strepitare i parlamentari di cui sopra. Quindi, indipendentemente dal risultato, penso che possiamo stare tranquilli: il Parlamento Europeo è il posto più sicuro ed adatto a simili personaggi.

Ho comunque i miei buoni motivi per garantire che, prima o poi, anche quest'avventura di Allam si concluderà con un disastroso fallimento. D'altronde, la stessa decisione di lasciare il Corriere e rincorrere un seggio al Parlamento Europeo non è forse un fallimento? Non è forse Magdi Allam colui che scriveva che "La condizione essenziale, che ho posto a me stesso prima di porla agli altri, è di fare politica solo se mi fosse data l'opportunità di poter ricoprire un ruolo istituzionale nel governo"? Non è proprio lui a raccontare di aver detto "a Berlusconi che ero disposto a un’esperienza politica se avesse creato un ministero dell’Identità nazionale e dell’Integrazione"? Non è ancora lui a dire, in una telefonata a Gianni Letta, che "la mia qualifica di vicedirettore del 'Corriere della Sera' vale dieci seggi"? Risultato? Niente ruolo istituzionale, niente ministrero, niente qualifica al Corriere. Da potentissimo vicedirettore del quotidiano più diffuso è finito per diventare la barzelletta del web e dei quotidiani di tutta Italia. Prima lo si elogiava magnificando la sua persona e la sua scorta, ora viene rappresentato nelle vesti caricaturali del Crociato e del Templare. Roba da far venire la depressione. Ma basta analizzare tutte le iniziative "politiche" di Magdi Allam per presagire la fine del sedicente partito. Come è finito il "progetto dell'Islam moderato", che poi era il progetto a cui Allam aveva dedicato interamente le proprie energie? Nonostante una martellante e lunghissima campagna contro l'UCOII, i ministri dell'interno (prima Pisanu e poi Amato) ne hanno accolto il Presidente in veste di Consulente. Poi la Consulta è degenerata in un teatrino di risse e veti capace di produrre solo una sedicente carta dei valori parcheggiata in qualche cassetto. Oggi, e a ragione, non viene nemmeno più convocata. Ecco la fine ingloriosa del progetto Allamita. Non solo: all'epoca è bastato che il sottoscritto facesse un'intervista al candidato di punta scelto da Allam per far emergere le divergenze e far crollare l'intero castello di carte. Uno dopo l'altro i famosi moderati hanno preso le distanze dal loro sponsor, lasciandolo praticamente solo a combattere i mulini a vento, costretto a qualificare come estremisti quelli che fino al giorno prima erano preziosi alleati.

Che Allam sia incapace di scegliersi gli alleati e ancor meno di seguire una linea coerente è un dato di fatto. Ecco come descriveva Piccardo, ex-segretario dell'UCOII, che poi diventerà la quintessenza del fondamentalismo islamico in salsa italiana: "Nel corso degli anni ho instaurato con Piccardo un rapporto corretto, sincero e intenso. Lui vive la sua vita con una integrità morale, un'onestà intelletuale e una generosità interiore che è difficile disconoscergli. La sua anima sentimentale e poetica traspare dai poemetti che mi invia (...) Con il tempo si è sviluppata una relazione confidenziale, basata (...) sulla necessità di far evolvere una logica improntata alla trasparenza, alla libertà di espressione, e alla democrazia rappresentativa (...) In questo caso Piccardo si considera ed è effettivamente un laico". E Jabareen, Imam di Colle Val D'Elsa che poi Allam scoprirà essere un pericoloso "Fratello Musulmano"? “un arabo-israeliano che ha deciso di dare concretezza all'impegno di affermare un Islam tollerante, pacifico, aperto e compatibile con le leggi e i valori dell'Italia”. E Khalid Chaouki, membro della consulta che Maria Giovanna Maglie attaccherà su Il Giornale per aver preso le distanze da Allam dicendo che era "un arrampicatore sociale sempre aiutato e beneficato da Magdi Allam. Che gli ha presentato un libretto insignificante, lo ha aiutato ad essere assunto all'Ansa"? Poco tempo prima Allam esprimeva il suo "profondo apprezzamento per la personalità del giovane Khalid, che ha 22 anni, tanto buonsenso e tantissima voglia di affermare un islam compatibile con i valori fondanti della comune civiltà umana". E questo sarebbe uno in grado di fondare e guidare un partito che salvi l'Italia dal fondamentalismo islamico, uno in grado di districarsi nei meandri della politica nazionale, europea e internazionale? Ma mi faccia il piacere!

http://salamelik.blogspot.com/search/label/Magdi%20Allam

10 apr 2009

POVERO ALLAM 5

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Caro Allam,


Ho l’impressione che tu voglia convincere esponenti di destra e di sinistra a raggiungerti nel tentativo di “rinnovare” la classe politica, di attirare i voti dei delusi e degli astensionisti, di “cacciare i mercanti dal tempio”, una specie di riedizione esotica dell’epopea di Giannini del “Fronte dell’Uomo Qualunque”, senza averne né il carisma né la capacità di coagulare consensi intorno alle tue posizioni, anzi. Persino la Lega, che è di bocca buona, ha definito il tuo progetto “uno scherzo”. Non so se ce la farai. Anche perché nessuno garantisce ai tuoi fans che tu non sia un musulmano “dissimulatore” che ambisce semplicemente il potere, facendo il "laico moderato" pur continuando a sognare, come scrivi tu stesso, "l'appello alla preghiera, imperante, invadente, appassionato, familiare dei muezzin nella città dei mille minareti, quell'"Allah Akbar", Dio è il più grande, che appaga lo spirito e scandisce le ore delle giornate apparentemente immutabili..ecc ecc ecc" (P.55) .

Ma devo dire sinceramente che la prospettiva di vederti in politica, magari ministro, se non addirittura “capo di stato” come sognavi di diventare da piccolo, mi riempie di ansia. La cosa che mi angoscia ancora di più è la prospettiva che, nell’imminenza delle prossime elezioni, qualche politico di sinistra o di destra svenda davvero l’Italia alleandosi con uno come te. Sei una persona vendicativa, i tuoi oppositori sono bollati come eretici pericolosi e nemici della Madre Patria, non hai nessuna remora morale nel distruggere la vita altrui (E guarda caso il sottoscritto è sulla tua lista di proscrizione). Che fine farà l’integrazione se verrà affidata a te, che fine farà il paese se irresponsabilmente venisse un giorno, anche di striscio, affidato a te?

Mi ricordo ancora lo struggente racconto che la scrittrice Nacera Ben Ali ha riportato nel suo saggio “Scontro di Inciviltà” (p.35-43): il racconto di quel ragazzo innocente, con un bambino malato, espulso sulla base di una tua falsa segnalazione in uno dei tuoi numerosi pezzi delatori sul Corriere. Sono mesi che i tuoi più accaniti fan infestano di commenti questo sito dicendo chiaramente di essere disposti ad inventarsi delle accuse nei miei confronti pur di vedermi fuori dall’Italia. Credi forse che, ammesso e non concesso che ciò accada, smetterei di scrivere?

Un giorno mi dicesti che ero più giovane di tua figlia. Ho letto sul tuo romanzo che pensi con simpatia a te stesso, giovane inesperto, seduto su quell’aereo con destinazione l’Italia e che non reggeresti l’impatto se oggi ci fosse tuo figlio su quel sedile. Purtroppo vedo che a queste toccanti dichiarazioni non ne consegue un atteggiamento coerente, anzi, ti diverte la prospettiva di distruggere l’esistenza e il futuro delle persone che hanno avuto l’ardire di contrastarti in qualche maniera, anche se dell’età dei tuoi figli. Suppongo che ti faccia sentire onnipotente l’annichilimento dell’esistenza degli immigrati, perché ti regala l’impressione di contare qualcosa in questa società che fino all’ultimo non ha voluto riconoscerti il diritto alla poltrona ministeriale a cui tanto aspiri, e tanto meno "l’Italianità", se non sulla carta.

Caro Allam, anche se io respingo la definizione classista di “immigrato privilegiato” con cui ti definisci in quella tua agghiacciante autobiografia, potrei anche accettarla visto che sono stato legittimato dal voto di centinaia di studenti italiani come rappresentante, il primo in Italia, esperienza che tu tenti di vivere solo ora da adulto in politica senza successo perché non hanno voluto nemmeno candidarti. Privilegiato perché sono e rimarrò – per le centinaia, se non migliaia, di persone che mi hanno conosciuto in questi anni – come colui che ha promosso iniziative di dialogo e di cultura, che ha aiutato e sostenuto e teso la mano a tutti senza distinzioni di razza o religione, senza falsità e senza svendere le mie origini. Il mio passato e il mio presente, gli ambienti che ho frequentato e il modo in cui ho interagito con chi mi circonda, parlano per me e continueranno a farlo.
Certo, non sono capitato in quel paese della cuccagna in cui sei sbarcato tu, in cui “era quasi chic essere immigrati” e in cui bastavano “cinque anni per ottenere la cittadinanza”. È spiacevole vedere come una persona che è capitata in un clima in cui “la solidarietà terzomondista e la fratellanza universale aveva contagiato trasversalmente l’insieme della società e della classe politica” e per cui il caporedattore Esteri di Repubblica falsificò un documento dove dichiarava che percepivi uno stipendio fisso per permetterti di rimanere in Italia (a proposito, se tu fossi nell’Olanda odierna che osanni, subito dopo questa clamorosa rivelazione ti avrebbero ritirato la cittadinanza come è successo con la Hirsi Magan), sia diventato il principale promotore delle logiche gerarchiche, repressive e razziste nei confronti degli immigrati, proponendo esami e addirittura procedimenti retroattivi sulla cittadinanza.

fonte http://salamelik.blogspot.com/2006/06/audentes-fortuna-iuvat-v.html

4 apr 2009

POVERO ALLAM Part 4

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Caro Allam,

Sapevo che me l’avresti fatta "pagare". Suppongo che tu non abbia sopportato “l’onta” di vederti “sfilare” sotto il naso l’Imam che avevi contribuito a rendere famoso in tutta Italia, con tanto di copertina sul Corriere Magazine, di vederti contestato pubblicamente dal tuo candidato di punta solo qualche giorno prima che l’on. Pisanu nominasse la Consulta islamica, che tu consideri praticamente "tua".

Troppo grande l’onta di essere scomunicato e contestato da quella che tu consideravi la tua “creatura moderata” per mano di una persona che avevi trattato sdegnosamente solo qualche settimana prima quando ti aveva chiesto di spiegare il perché della censura delle sue risposte alle diffamazioni più volte pubblicate sul tuo forum nei suoi riguardi.

Sapevo anche che ti sarebbe venuta una crisi di nervi, i cui effetti devastanti si ritrovano nelle pagine del tuo ultimo “romanzo”, alla lettura dell’articolo apparso il giorno dopo con le opinioni sdegnate e le prese di distanza degli stessi musulmani che tu avevi portato alla notorietà sulle pagine del Corriere come “moderati”, per arrivare a quello in cui si contestavano le percentuali da te divulgate sul numero di fedeli che frequentano le moschee, e - al colpo di grazia, la cosa che non ti saresti mai aspettato - lo scoop che anticipava l’inclusione dell’UCOII nella Consulta Islamica.

Sapevo che non avresti mai accettato l’affronto della premiazione che si è svolta a Firenze, in presenza dell' Imam Jabareen, nello stesso giorno e ora in cui tu venivi premiato a Milano assieme all’anziana dispensatrice di odio e paura (ottima compagnia, complimenti).

Sapevo che, prima o poi, mi avresti inserito nel Pantheon dei tuoi nemici, e quindi dei nemici dell’Italia. Tu credi di essere migliore di Garibaldi, Cavour, Mazzini, Terracini, Einaudi e tanti altri gloriosi padri della Patria messi assieme. Sei arrivato al punto di scrivere un libro intitolato “Io amo l’Italia, ma gli italiani la amano?”. Ma riesci a cogliere il ridicolo o ancora ti sfugge? Stai accusando gli abitanti autoctoni del paese in cui sei immigrato di non amare la loro Madre patria.

Ti dichiari superiore in amore e rispetto per questo paese di quelli che vi abitano da generazioni. Sei diventato – come si suol dire – più realista del Re! E io ho sempre diffidato da quelli che si dichiarano tali: sembrano confusi, ancora alla ricerca di un’identità tanto da dover ripetere costantemente “Il nostro paese”, “La nostra Italia”. Ma tu, e ti prego, dimmi di si, lo sai quanti italiani ti prendono in giro per questo?

Io penso, caro Magdi, che tu abbia commesso qualche “piccolo” errore di valutazione. Vorresti importi come Ministro in un paese che sta ancora discutendo se sia il caso di estendere il diritto di voto agli immigrati o addirittura se sia lecito (e conveniente) restituire loro i contributi versati quando ritornano nei loro paesi d’origine, vorresti ottenere la fiducia delle stesse persone che tu hai abituato alla sfiducia nei confonti dell’arabo, del musulmano, dell’africano, del non bianco, guarda caso tutto quello che tu sei, tuo malgrado.

Ricordi i tuoi più accaniti fan che ti ricordavano, sul tuo forum, di essere “italiani da più tempo di te” e quelli che non ti avrebbero voluto in un’associazione a favore della Fallaci perché “è vero lui è con Oriana ma un islamico non ha niente a che fare con l'occidente, la libertà, la giustizia, l'uguaglianza. Un islamico non può essere un occidentale” ? L’hai letta La Padania, dove il tuo amico Paragone ha fatto passare un articolo che inizia con la frase: “Questa volta non riusciamo a capirlo, Magdi Allam”? Lo sai, vero, caro Magdi, che in Olanda l’80% della popolazione, che pur ha lungamente applaudito Ayan Magan, approva la “fermezza” del ministro Verdonk che le ha ritirato la nazionalità?

Il fatto che tu sia diventato Vicedirettore ad personam di un quotidiano come il Corriere ti ha probabilmente dato alla testa, tanto da spingerti a proporre te stesso per una candidatura ponendo persino condizioni al presidente Berlusconi in persona, sfidando l’On. Pisanu, scavalcando gente che milita in politica da anni, insultando la Destra come la Sinistra e inimicandoti l’intero mondo politico, accademico e giornalistico.

So a cosa pensi, lo si vede dai tuoi scritti, dai tuoi attacchi alla “classe politica di destra e sinistra” che svende l’Italia, che collabora con il nemico, che guarda solo ai propri interessi. Lo si capisce dalla tua frustrazione di non essere stato candidato a queste ultime elezioni, per aver tagliato i ponti con i vertici di tutti i partiti presenti sulla scena.

Sei una specie di tentativo mal riuscito di Fallaci araba, una Fallaci “moderata”. Ho letto la tua intervista a Grazia (quale altro giornale, letto da donne di mezza età ed anziane, quello che tu hai definito come il tuo naturale zoccolo duro, avrebbe potuto essere il più adatto?) dove annunci la tua disponibilità a costituire il tuo partito “Movimento per la vita e per la libertà”, quello di cui parli alla fine del tuo libro.

fonte http://salamelik.blogspot.com/2006/06/audentes-fortuna-iuvat-iv.html

2 apr 2009

POVERO ALLAM part 2

Oggi vi pubblico la seconda parte.


Caro Allam,
Spero scuserai la mia brutalità. Ma dopo aver letto il libro in cui – come è nel tuo costume – hai estrapolato, falsato, coscientemente mentito anche sul sottoscritto, non posso essere gentile con te, come lo sono sempre stato finora.
Non so da dove tu abbia tirato fuori che sarei un “esponente della IADL” quando su questo sito – che tu hai dimostrato di conoscere e leggere– c’è scritto chiaro e tondo e a più riprese (qui, qui, qui e me l’hai persino chiesto per iscritto) che non ricopro nessun incarico al suo interno e che sono stato solo nominato “membro onorario” al pari di altri premiati da quell’ organizzazione (il Sindaco di Firenze, il Giudice Forleo, la piccola Oriana Napoli e altri ancora, un premio che non ti è andato giù, visto che t’ha rovinato la giornata dell’Ambrogino milanese).
Converrai con me che essere “esponente” di un’ organizzazione – che tu accusi di essere il braccio legale di un’altra organizzazione che ti minaccia di morte, di far parte di chi gestisce il tuo personale “plotone d’esecuzione”, il che è tutto da dimostrare visto che non c’è nessuna sentenza o inchiesta che lo dimostri - è diverso dall’essere un semplice premiato e membro onorario assieme ad altri. Se ne fossi un membro a tutti gli effetti ne sarei orgoglioso, ma si dà il caso che i miei impegni non mi consentano di dedicare una parte del tempo all’attività meritevole che la Islamic Anti-Defamation League svolge.
Non so poi perché tu abbia fatto finta che il termine “fatwite” fosse riferito a te, quando in quell’articolo – di cui fornisci pure il link – non sei stato nemmeno menzionato. In realtà ti ho sempre menzionato pochissimo, e non a caso, e credo che tu possa capire la mia cautela. Pensa che per un brevissimo periodo, per rispetto nei tuoi confronti e spirito di amicizia seppur non ricambiata, avrei voluto incontrati a quattr’occhi e dirti sinceramente cosa pensavo del tuo operato, cosa condividevo e cosa no, per darti magari qualche consiglio da connazionale ed ex-allievo salesiano che rivive la tua esperienza.
Ma la verità, caro Allam, è che la mia ammirazione iniziale nei tuoi confronti è andata via via scemando fino a scomparire del tutto man mano che leggevo i tuoi articoli e i tuoi libri, e mi addentravo nel mondo del giornalismo, dell’attualità politica italiana e dell’Islam in Italia.
Vedi, io ho avuto una formazione molto laica e del tutto occidentale: ho una madre di origine greca, ho frequentato scuole occidentali, francesi quindi italiane. Non aspettarti che io ti accusi di essere un “nemico dell’Islam”, un “apostata” ecc. Il modo in cui vivi o senti la tua fede riguarda solo te, non mi interessa e chi mi conosce sa benissimo come la penso su queste tematiche. Sono rimasto sconcertato invece sempre più dalle tue analisi politiche, semmai possano essere definite “analisi”.
Sono tutte espressioni di un punto di vista puramente occidentale, per essere precisi, tipicamente neoconservatore. Tu dici agli “occidentali” – o meglio ad una parte di essi – ciò che vorrebbero sentirsi dire. Posso capire che tu ti metta a decantare, da un elicottero israeliano, il muro dell’apartheid in Palestina mentre l’embargo riduce alla fame un’intera popolazione poiché immagino che i 250.000 dollari che poche ore prima una fondazione israeliana ti aveva dato come “premio” bastassero per decantare anche la muraglia cinese, se necessario (Chi potrà mai dimenticare la tua proposta di nominare Sharon per un premio Nobel il giorno della commemorazione dei massacri di Sabra e Shatila?). Ma con quale coraggio vieni a raccontarci che in Iraq non esiste "un regime di occupazione", mentre le truppe statunitensi si alternano alle truppe di Al Zarkawi nel massacrare intere famiglie?
Parli di Islam moderato, di musulmani moderati, confondendo la moderazione religiosa con i punti di vista politici, ovvero ricadendo in ciò che critichi negli altri. Ma – e prova per una volta ad essere sincero, ti assicuro che non fa male – se tu ti mettessi a scrivere le cose che stai scrivendo sul Corriere in un paese arabo e musulmano credi davvero che le masse islamiche cosiddette moderate di cui sostieni un’ esistenza subordinata a certi criteri da te puramente inventati, ti seguirebbero o piuttosto ti rispedirebbero coperto di pomodori e uova marce al mittente?

fonte http://salamelik.blogspot.com/2006/06/audentes-fortuna-iuvat-ii.html

31 mar 2009

POVERO ALLAM

Il povero Allam è la risposta di un suo connazionale alle solite farneticazioni di MAGDI ALLAM. Tutto sarà preso nei prossimi giorni da blog http://salamelik.blogspot.com


La risposta del sottoscritto alle seguenti esternazioni di Magdi Allam, Vice direttore onorario del Corriere della Sera, pubblicate sul suo romanzo "Io amo L'italia. Ma gli italiani la amano?" (Ed. Mondadori), si può leggere qui. La risposta del mio quotidiano, Il Manifesto, pubblicata in prima pagina poco dopo la pubblicazione del libro, si può leggere invece qui.


"Vivere con la morte. Assediato dai nemici che mi vogliono uccidere e dagli «amici» che attendono che venga ucciso. Tutto è già pronto. La condanna a morte è stata decretata ai più alti vertici dell'organizzazione terroristica palesti­nese Hamas. È stata ispirata, raccolta, legittimata sul pia­no coranico e rilanciata dai loro agenti locali affiliati all'Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia). È stata montata una campagna intimidatoria e de­nigratoria nei miei confronti promossa dai dirigenti dell'Ucoii e dalla ladl (Islamic anti-defamation league), una sorta di tribunale dell'inquisizione islamica che opera co­me braccio legale dell'Ucoii. Sono riusciti ad assoldare nel loro plotone di esecuzio­ne estremisti di sinistra e di destra, impegnati in prima fi­la nello spargere veleni sulla mia credibilità e onorabilità. E la cappa di disinformazione è diventata a tal punto de­leteria che piccoli e grandi giornali nazionali non si fanno scrupolo a pubblicare in modo acritico e senza diritto di replica una marea di ingiurie e di menzogne proferite dai miei nemici". [P.131]


"La feroce battaglia di screditamento sferrata contro di me dall'Ucoii e dalla sua quinta colonna è incentrata sulla negazione della mia realtà di persona minacciata di mor­te. Il loro obiettivo è di farmi passare per un millantatore. Peggio ancora: un essere spregevole che si arricchisce e diventa famoso millantando il fatto di essere minacciato di morte. E hanno coniato un termine per definire ciò che causa tale condotta: la «fatwite». La fatwa è un responso giuridico islamico che, nell'accezione più in voga in Occi­dente, è assimilata a una sentenza di condanna a morte. Per cui la «fatwite», così come spiega Sherif Al Sebaie, esponente della ladl, è «quella malattia che fa sì che uno sogni di essere colpito da una fatwa che moltiplichi il pane e i pesci dei propri proventi editoriali». Una definizione data nel suo blog, il 4 settembre 2005, in seno a un messaggio dal titolo «Aldo Torchiaro e la ladl»" [P.133]


"Grazie a me, o per colpa mia, il grande pubblico italiano ha conosciuto il volto e la storia di un giovane religioso islamico di Colle di Val d'Elsa, Feras Jabareen, palestinese con cittadi­nanza israeliana. Svolge la funzione di imam di un piccolo centro di culto islamico, una struttura più che adeguata al nu­mero dei fedeli praticanti della cittadina toscana in provincia di Siena. Mi aveva colpito il suo coraggio intellettuale, mi ave­vano convinto la sincerità e la forza con cui denunciava il ter­rorismo e assumeva iniziative per il dialogo con i cristiani e gli ebrei. Così, nel settembre 2004, ho portato il suo nome alla ribalta sulla prima pagina del «Corriere della Sera». [...] L'imbroglio di Feras si svelò in un'intervista concessa al «manifesto» il 20 ottobre 2005, dopo un mio editoriale ap­parso sul «Corriere della Sera» il 29 settembre dal titolo Moschea-mania. Serve uno stop. Che si concludeva così: «Prima dobbiamo riscattare alla piena legalità le moschee già esistenti, poi avere la certezza che le nuove moschee non vadano a finire nelle mani dei predicatori d'odio. Sol­tanto così potremo sperare che le moschee diventino delle case di vetro che, nella condivisione dei valori e dell'iden­tità italiana, ispirino fiducia a tutti, italiani e musulmani».Evidentemente avevo oltrepassato una linea rossa che neppure il Feras dissimulatore poteva tollerare. Nell'in­tervista al «manifesto», realizzata guarda caso da Sherif El Sebaie, che sul giornale ostenta la sua appartenenza alla ladl, il tribunale inquisitorio dell'Ucoii, Feras dice..." [P.184-187]


"Hanno creato una sorta di quartier generale che pianifica, coordina e finanzia la guerra a Magdi Allam. E, dopo che Pisanu ha sdoganato l'Ucoii, sono più audaci che mai" [P.140]

Magdi Allam, Io amo l'Italia. Ma gli Italiani la amano?, Ed. Mondadori, 310 pagine.


fonte http://salamelik.blogspot.com

8 mar 2009

Magdi Allam e tutto quello che non sapete

"Che nome gli metterò? Lo voglio chiamar Pinocchio" (III)

Alla prima parte

Sul suo blog, Dacia Valent ha compiuto una delle provocazioni per cui noi la amiamo, mentre i polli che ci cascano la vorrebbero morta.
Ha semplicemente ripreso alcuni episodi traumatici della vita di Magdi Allam, descritti in Io amo l'Italia, senza però specificare a chi si riferivano. Commenta un furente "Andreamig", che evidentemente non ha capito di chi si parlava:

"Questa gentaglia deve stare fuori dall'Italia. Lo hai detto tu questo potrebbe essere un serial killer. Che se ne stia a casa sua. Pure mussulmano è e per questo ancora più pericoloso. Già c'abbiamo i nostri matti.........ci mancano anche quelli col turbante..............."
Crediamo che il titolo di serial killer sia inappropriato per descrivere Magdi Allam. Lo potremmo chiamare, piuttosto, un serial lover. Guardiamo, infatti i titoli di alcuni capitoli del suo libro:
Il primo "vagito italiano"
Un segno del destino [di diventare italiano]
Sognando Sivori [noto giocatore di calcio dell'epoca]
Italiani buoni egiziani
La Terra promessa [l'arrivo in Italia]
L'Italia da vivere
Grazie agli italiani
"Lei è il migliore degli italiani"
L'Italia da salvare
L'Italia, terra di conquista islamica
Per Magdi Allam, notoriamente, basta la visione di un sito internet, o ascoltare una predica di un quarto d'ora in moschea, per diventare kamikaze. Forse esagera; comunque è evidente che passare gli anni formativi, abbandonato dalla madre e vivendo, giorno e notte, in madrase gestite da religiosi, tra suore, preti e scout, lascia come dice lui stesso, "una traccia indelebile nella mia formazione umana" (p. 26).
Infatti, Magdi Allam è passato dalla materna e le elementari gestite dalle suore comboniane, alla Don Bosco, gestita dai salesiani.

Il passaggio di scuola fu

"una decisione repentina presa da mia madre perché i salesiani le garantivano che si sarebbero occupati di me dodici mesi l'anno".
Mamma Safeya "dal cuore d'oro" si era licenziata dalla famiglia Caccia, per diventare la domestica di un'aristocratica saudita, che la pagava molto di più, ma che Mamma Safeya doveva seguire in giro per il mondo. E così, per comprare l'Abbecedario a Magdi e soprattutto permettergli di "vivere in un ambiente socialmente superiore a quello della media degli egiziani" (p. 16), lo abbandonò totalmente nelle mani del clero italiano.
E' dal clero, e da qualche insegnante laico, che Magdi apprende il gusto di scrivere (definisce l'italiano la sua lingua madre); "è con i salesiani che ho conosciuto il Cairo", con loro che legge Topolino, e impara a tifare Juve.

Il contesto è quello surreale degli italiani d'Egitto, di cui ho conosciuto gli ultimi scampoli una quindicina di anni fa.


Magdi Allam, ovviamente, li ama.

Ora, è interessante sapere che si tratta dello stesso Magdi Allam che dedica un capitolo dello stesso libro, per spiegare il proprio concetto di integrazione: l'immigrato "deve conoscere adeguatamente la lingua italiana" (p. 270),

"è tenuto alla conoscenza della cultura italiana nel senso più ampio, comprese la religione cristiana e le altre fedi",
deve "condividere, interagire e far propri i valori fondanti della nostra identità nazionale", "deve condividere attività sociali, educative, ricreative, di volontariato, culturali con gli italiani".
Il tutto viene controllato tramite esami di "primo e secondo livello". Chi non riesce a distinguere perfettamente tra condizionale e congiuntivo, chi ignora la modalità della processione dello Spirito Santo che distingue cattolici da ortodossi (per modum intellegibilis actionis e per spiramen), o che non può portare almeno quattro biglietti usati della discoteca Las Vegas Ecstasy di Menegotto Superiore, deve essere espulso dall'Italia.

Se criteri simili fossero stati applicati agli stranieri d'Egitto, sarebbero rimasti davvero in pochi: cioè proprio quelli, come Edward Lane, Carlo Alfonso Nallino e René Guénon, che non erano venuti per fare fortuna.

Ho conosciuto italiani residenti in Egitto da tre o quattro generazioni, che in arabo sanno dire, al massimo, "vieni qui!", "portami questo!" e "costa troppo!"


I greci d'Alessandria possiedono un gigantesco isolato in città, dove c'è il consolato, il circolo culturale e le loro madrase, servite da insegnanti inviati direttamente dalla Grecia, che ai ragazzi fanno provare l'ebbrezza di sentirsi discendenti di Omero e di Pericle.

La domenica, l'intera comunità greca è invece in chiesa, ad ascoltare prediche rigorosamente in greco - ricordiamo che Magdi Allam esige che nelle moschee in Italia si parli solo in italiano. Ripeto, non si tratta di immigrati recenti, ma di nipoti e pronipoti. Almeno il 95%, poi, sono analfabeti, del tutto incapaci di leggere - né tantomeno scrivere - nella scrittura ufficiale del paese che li ospita.

In questo, non c'è vero e proprio razzismo: greci e italiani sono disposti a interagire, e persino a sposarsi, con nativi egiziani che abbiano un ottimo reddito, parlino perfettamente qualche lingua occidentale e indossino regolarmente la giacca e la cravatta. Nativi egiziani che devono condividere lo sdegno, diffuso tra stanieri di tutte le comunità, per l'oltraggioso comportamento del governo italiano, che non ha permesso la sepoltura dell'ultimo re d'Italia nel Pantheon.

Tutto questo, ovviamente, Magdi Allam, sopraffatto da invidioso amore, non ce lo racconta.


Racconta invece dei problemi che hanno avuto molti italiani nel 1967. Ricordiamo che quell'anno, l'Egitto fu attaccato da un suo vicino, che si autodefinisce "stato ebraico". Lo stesso Magdi Allam accenna alla distruzione in poche ore dell'intera aviazione egiziana, l'esercito in rotta, i bombardamenti su Cairo e le immense masse di profughi che fuggiranno poi dai bombardamenti israeliani su Port Said e Suez (lo racconta solo per lamentarsi di come questi buzzurri abbiano intasato la "sua" Cairo).

Tutto questo non lo preoccupa. Invece, scrive con sdegno di come "la gente mostrava dei pupazzi raffiguranti lo stereotipo dell'ebreo e li bruciava pubblicamente", non si sa bene perché.

Tutto ciò mi ha fatto venire in mente Sigrid, una splendida signora tedesca che aveva sposato un medico egiziano - cristiano - subito dopo la guerra, e che si distingueva da tanti stranieri per l'autentico rispetto che aveva per l'Egitto.

Era il novembre del 1956. Senza dare preavviso, Israele, Inghilterra e Francia avevano attaccato l'Egitto. Migliaia di civili erano morti nei bombardamenti.

Sigrid, che abitava ad Alessandria, rimase in casa per ore, dopo aver sentito la notizia. Bionda e dalla pelle chiarissima, inconfondibilmente khawâga, pensava, se esco verrò linciata.

Poi si fece coraggio, uscì dal portone e salì su un tram.


I passeggeri la guardarono sorpresi.


Poi un signore si alzò e le disse, "itfaddalî": "Prego, si sieda".

Dopo poco Geppetto tornò: e quando tornò aveva in mano l'Abbecedario per il figliuolo, ma la casacca non l'aveva più. Il pover'uomo era in maniche di camicia, e fuori nevicava.

- E la casacca, babbo?

- L'ho venduta.

- Perché l'avete venduta?

- Perché mi faceva caldo.

14 dic 2008

Rubrica Saff: da frate all' ISLAM




Vernes Hodzic,ragazzo musulmano che si è convertito al cristianesimo e poi è ritornato all' ISLAM e ringrazia Allah per averlo salvato dall' inganno. Si era convertito al cristianesimo diventando frate, il fatto è realmente accaduto nella Bosnia centrale. Appena riesco ad avere il materiale necessario vi tradurrò l' intervista.
Che pensate care sorelle e fratelli di tutto ciò? Sperate forse che magdi Allam farà così?

14 nov 2008

ISTIGAZIONE ALL' ODIO ? NO PROBLEM CI PENSA mAGDI aLLAM

L'islam “touot court” cioè il cuore dell' Islam secondo M. Allam, non si sta preparando alla convivenza ed alla conciliazione ma si dedica alla sostituzione della “ nostra civilta”. Sempre secondo lui, l'UCOII ospita e protegge membri del terrorismo e lui ne conosce i nomi e come in un vero e proprio regime fascista, li ha svelati tutti! Spione, doppia faccia e doppio giochista, non solo, raggiunge il massimo dell' esagerazione quando nelle sue affermazioni contro l'Islam: ( e qui cito parole sue) dice:

”l'estremismo si alimenta di una sostanziale ambiguità insita nel Corano e nell' azione concreta svolta da Maometto"

Cosa significa questo? Vuole dire che il Corano è falso e che il Profeta (pbdl) svolgeva la sua azione con falsità e quindi predicava bene e razzolava male?

Ma Sign. Allam, è forse si rende conto che se c'è uno che predica bene e razzola male quello è proprio lei, incoerente ed ambiguo al massimo della potenza!

Lei per primo ha sempre sostenuto la tesi dell' " islam laico e moderato" e poi dice che questo tipo di Islam non esiste. Lei vorrebbe "ricostruire l' islam" è sempre stata la sua missione, il suo vero scopo è sempre stato quello di creare attorno all' Islam un atmosfera di vera e propria ostilità ed in un certo senso c'è anche riuscito. Ma io le pongo due domande:

"si è mai chiesto come mai in Italia le persone che si convertono all' Islam sono sempre più numerose? "

"Non le fa pensare forse che proprio così "cattivo" l' islam non lo è?"

E poi afferma: "Il fatto che le efferatezze e le nefandezze dei terroristi trovino una leggitimità islamica e coranica obbliga ad approfondire il discorso sulla radice del male"

Con queste paroel lei fa capire che l' Islam è il male assoluto, afferma anche che nel Corano tanti versetti spingono verso un ideologia di oio e di morte.

E' davvero bravo a dire alla gente che l' Islam è il male! E' riuscito nella sua missione ma si ricordi che l' importante è essere convinti delle proprie idee e lei mi sembra che da quando è diventato cristiano lei sia ancora peggio di prima.... Ma è sicuro di aver capito bene il Corano, non è che per caso ha citato solo quello che le faceva comodo e poi ha girato la frittata per poter mangiare meglio?

5 nov 2008

AFEF CONTRO FARIAN SABAHI

L'araba Afef striglia il convertito Allam

L' opera di disinformazione, vera o presunta, dell'anti-estremisti islamici Magdi Allam fa aggrottare le curate e lunghe sopracciglia della signora Afef Jnifen, tunisina di nascita ma coniugata Tronchetti-Provera, che dalla prima pagina della Stampa del 28 marzo prende di petto il giornalista del Corriere della sera convertitosi al cattolicesimo alcuni giorni prima.

"Gli articoli che da anni scrive Magdi Allam sono stati molto dannosi per la comunità arabo-musulmana in Italia. Non c'è stato alcun esponente della destra, anche la più estrema, che abbia fatto un lavoro tanto negativo", scrive Jnifen che subito precisa: "pur essendo italiana, le mie origini si radicano nella cultura islamica e faccio parte della comunità araba in Italia. Non sono praticante, ma per rispetto della religione musulmana, la religione dei miei genitori in cui sono cresciuta, sento di dovere intervenire".

Di intervenire per dire la sua verità: Allam "vuole soltanto alimentare i conflitti, infiammare lo scontro di civiltà per cercare di passare alla storia come un simbolo e una vittima di queste crisi. E’ diabolico, ma non ci riuscirà".
Alcuni giorni prima Allam - egiziano di nascita - era stato battezzato in San Pietro da Papa Benedetto XVI durante una veglia pasquale molto seguita dai media. Il giornalista aveva ripudiato la religione musulmana e per questo era stato criticato da esponenti della comunità islamica.

Il vice direttore ad personam del Corriere della sera nei suoi articoli e nei suoi libri da tempo accusa l'occidente di lassismo nei confronti dell'islam radicale e delle sue derive terroristiche. Denuncia inoltre le persecuzioni di cui ancora oggi sono vittime i cristiani nel mondo musulmano.
Per la signora Tronchetti-Provera questa attività però si risolve in un'opera di "disinformazione". Scrive infatti: "non posso più tacere sulla disinformazione riguardo al mondo musulmano che Magdi Allam porta avanti da anni".

A sostegno della sua tesi, Jnifen afferma che "Allam grida al genocidio contro gli eberi e i cristiani nel mondo islamico" tralasciando di segnalare che "ci sono stati e ci sono conflitti anche all'interno di una stessa religione, tra sciiti e wahabiti, tra sunniti e sciiti, tra cattolici e protestanti".
Ma anche la signora omette qualcosa, e di non poco peso: di ricordare che dalla pace di Westfalia (1648) in poi i cristiani hanno smesso si sgozzare il prossimo in nome della religione, contrariamente a quanto accade invece ancora oggi fra gli islamici.

La signora Tronchetti-Provera argomenta poi, a riprova dello spirito di tolleranza a suo dire riscontrabile nel mondo musulmano, che "nei giorni scorsi in Qatar" è stata aperta "la prima chiesa cristiana" e che altre nove sono presenti fra Emirati Arabi e Oman. Sono dunque dieci, a tutt'oggi, le chiese cristiane presenti nell'intero del vasto mondo musulmano, dove notoriamente le autorità politiche ostacolano l'insediamento di comunità cristiane. Tale cifra per la signora è evidentemente ragguardevole ma appare di certo ridicola se confrontata alle migliaia di moschee sparse nel mondo cristiano, dove da secoli vige la libertà religiosa.
Quanto ai misfatti commessi a piene mani nei quattro continenti dai tagliagola islamici in nome del loro Dio, Jnifen è sbrigativa: "Certo che nel mondo musulmano ci sono gli integralisti, chi lo nega?" scrive aggiungendo poi "ma nessuno oserebbe dire che poichè Mussolini e Hitler erano cristiani il cristianesimo sia violento".

Come se Mussolini avesse mai ordinato esecuzioni in nome del Papa, e come se Hitler avesse perseguitato gli ebrei ed altre minoranze sventolando il Nuovo Testamento.
I richiami alla guerra di religione e all'odio razziale che ad intervalli regolari vengono da anni e ancora oggi lanciati dai vari bin Laden, Al Zawahiri e via terrorizzando vengono bellamente ignorati dalla signora che in tal modo si esima dall'esprimere in proposito un giudizio, magari ispirato dalla sua sensibilità di italiana naturalizzata.

Afef Jnifen preferisce attaccare Allam, anche sul piano personale. "Allam ha troppo astio dentro di sè", sentenzia tirando quindi una stilettata all'avversario: "mi auguro che ora dopo il battesimo trovi pace interiore, lo dico senza ironia".

Non contenta, la gentile signora ipotizza, dando prova di un'eleganza non all'altezza degli accessori di cui si circonda, che dalla sua conversione Allam tragga lo spunto per scrivere e per vendere un libro e aggiunge: "spero soltanto che darà i soldi in beneficenza a qualche parrocchia".
Certa, a questo punto, di aver mandato la tappeto il povero avversario, Jnifen chiude il suo ragionamento con un fraterno saluto da cui si capisce quanto ella sia aperta al confronto civile: "Caro Magdi, alla faccia tua il dialogo continuerà".

Allam replica ai suoi criticiL'indomani il Corriere della sera pubblica uno scritto di Magdi Allam in cui il giornalista risponde ai suoi numerosi critici, in particolare ai "cristiancomunistislamici", e quindi anche alla signora Jnifen-Tronchetti-Provera, peraltro mai nominata.

"Ormai - afferma il giornalista - la millenaria esperienza con l'islam deve insegnarci che il dialogo è possibile solo con quei musulmani che accettano di assumere incondizionatamente, a prescindere da ciò che dice o non dice il Corano, rivolgendosi nella propria lingua alla loro gente, una chiara e ferma posizione sulle questioni concrete, tra cui oggi certamente figurano il massacro e la persecuzione dei cristiani, la negazione del diritto all'esistenza di Israele, la condanna a morte dei musulmani convertiti in quanto apostati, la legittimazione del terrorismo palestinese ed islamico, la discriminazione e la violenza nei confronti della donna e, più in generale, la violazione dei diritti fondamentali dell'uomo".

Afef, due volte privilegiataAlla signora Jnifen in Tronchetti-Provera risponde la giornalista e saggista esperta in questioni islamiche Farian Sabahi, figlia di un iraniano e di un'italiana, con un commento pubblicato il 2 aprile dalla Stampa e intitolato: "Il gesto di Allam possibile solo in Europa".

"Vivere in Europa - scrive Sabahi - è un privilegio per i musulmani e per noi seconde generazioni", tanto più se si è donne. Infatti, ricorda l'esperta, "il Corano permette al musulmano di sposare una monoteista senza imporle la conversione. Ma alla donna usulmana sono proibite le nozze con un uomo di fede diversa. Il legame tra la libertà religiosa e i diritti delle donne sembra sfuggire ad Afef".

La ragione di tale inconsapevolezza sta nel fatto, scrive Sabahi, che Afef, a differenza di tante donne islamiche, può permettersela: "Il problema della libertà religiosa non si pone per Afef e per tutte coloro esonerate per status dal prendere certe precauzioni, ma è una realtà per tante musulmane (anche in Europa) che per sposare un 'infedele' devono convincerlo a convertirsi".
"Ricordiamoci - conclude la giornalista - che se abbiamo deciso di vivere in Europa è anche perchè qui, in virtù della separazione tra autorità spirituale e potere temporale, godiamo di diritti altrove negati. Diritti che rischiamo di dare per scontati".

Afef replica: ci sono muslmani progressisti"Non tutti i paesi arabi sono uguali e non tutti i paesi musulmani sono uguali", esiste un mondo islamico arabo moderato e progressista replica Afef a Sabahi il 3 aprile sempre dalle pagine della Stampa accusando quindi la giornalista di averle "mosso delle critiche del tutto personali, e del tutto fuori luogo, che nulla hanno a che fare con il tema in questione" e di "aver citato le mie parole stravolgendone il significato".

Sabahi, è il ragionamento della signora Tronchetti-Provera, proviene "da un paese musulmano e teocratico come l'Iran, un paese non arabo, un paese dove le donne, che tu (Sabahi) vorresti difendere a spada tratta dall'Europa e non in prima linea a Teheran, vengono ancora lapidate dopo giudizi sommari".

Afef non si pone il problema di sapere se un paese che lei stessa manifestamente giudica così arretrato sul piano della storia e dell'organizzazione sociale mostrerebbe un volto diverso e più rispettoso dei diritti umani se la sua popolazione non fosse a stragrande maggioranza musulmana.

Per lei la causa è una e solo una e anche semplice: gli iraniani, "non arabi", hanno frainteso gli insegnamenti del Profeta Maometto. Scrive infatti: "Questo non accade per colpa della religione musulmana, semmai di una devianza della stessa". Insomma gli iraniani, "non arabi", sarebbero "musulmani che sbagliano".

Accennato pudicamente a non meglio precisate "minacce terroristiche", delle quali peraltro come è ben noto si fanno instancabilmente megafono arabi doc come lo yemenita bin Laden e l'egiziano Al Zawahiri, la signora Tronchetti-Provera preferisce sottolineare che tali minacce "fanno tristemente comodo a chi vuole strumentalizzare e fomentare il conflitto interreligioso".
Di ben altra pasta è fatta Afef che rivendica con orgoglio le sue origini: "le mie idee nascono e si formano in paesi arabi progressisti come la Tunisia e il Libano. Capisco che per te sia difficile coglierle", dice a Sabahi dimenticando che le idee della saggista sono nate e si sono formate in un paese certamente non arabo ma certamente progressista come l'Italia.

Del resto, osserva Afef, "anche nella cattolicissima Europa sette donne su dieci subiscono violenze a vario titolo. Eppure nessuno si sente in dovere di scomodare la religione". Ancora una volta la signora Tronchetti-Provera finge di dimenticare che in Europa tali violenze non sono inflitte in nome della religione, come invece è la regola in molti paesi musulmani, e che chi si macchia di tali infamie se in Europa viene condannato dalla legge e ancor prima dalla società, nel mondo islamico viene invece spesso preso ad esempio.



"Chi generalizza disinforma", conclude Afef generalizzando.

30 ott 2008

magdi allam niente arrosto!

In riferimento all' articolo su Afef contro Allam, pubblicato su LA STAMPA del 28/03/2008, Magdi Allam come sapete è ormai da mesi un ex venditore delle illusioni di una rinascita dell' Islam laico e occidentalizzato. Come è ben noto egli vendeva il fumo e prometteva l 'arrosto contenente islam laico e occidentalizzato. Io “ammiro” questo giornalista: è stato veramente abile nel convincere gli italiani e/o occidentali ad anticipare i soldi per l' “arrosto” che non vedranno mai. Immaginate amici miei se vi trovate in un ristorante dietro alla tavola pagate l' arrosto e aspettate per ore. Vi verrebbe qualche dubbio? E' ora di chiedergli “soldi indietro”. Per non avere domande scomode ha deciso di abbandonare l' Islam per andare al Cristianesimo sperando di aver trovato un rifugio sicuro. Ma siamo sicuri? Mio marito mi raccontò il caso di 5 famiglie musulmane, in Bosnia, nella città natale, convertitesi al Cristianesimo per sopravvivere e per non subire gli effetti devastanti della pulizia etnica che ci fu in Bosnia! Sapete cosa è successo? Dopo un po di tempo le famiglie in questione, persero la fiducia e furono messe difronte a due scelte:
Andare all' estero
Andare verso Sarajevo
Le famiglie che hanno scelto il 2, sapete cosa gli è stato detto? Consegnate questi certificati di battesimo al vostro presidente Izetbegovic!!!
Ma se un giorno o l'altro il Pasdaran Iraniani chiudono lo stretto di Hormuz dove passa il 40% del petrolio mondiale con i missili anti nave il nostro “Bel Paese” tale Italia, specialista nella politica dell' Apeasement si ritroverà bisognosa del petrolio. In una società dove il tabù del sacro è ormai scomparso non è per caso che M. Allam venga consegnato agli Arabi e/o Iraniani per una cisterna di petrolio? Mio marito mi raccontò che nel campo di concentramento un musulmano che si comportò male con gli altri prigionieri musulmani facendo il lavoro sporco per le guardie croate fu sacrificato malgrado sia stato obbediente alle guardie all' ultimo momento. Sapete cosa è successo alla fine? Il musulmano, fu massacrato di botte fino alla morte!
Secondo voi è conveniente trattare male proprio popolo per interessi personali ed economici? Leggete bene pag. 20/21 del libro “ Viva Israele” di M. Allam dove lui esprime rammarico verso la sedicente civiltà laicista, relativista, nichilista, perchè gli brucia il fatto che l' Italia non è andata nella “Crociata” da lui tanto attesa. E così capirete perchè è scappato verso il Cristianesimo commettendo “ apostasia” verso l' islam.