09 gen 2009

SEGNALAZIONE INTERESSANTE....

Molten Lead
:::: 8 Gennaio 2009 :::: 16:54 T.U. :::: Analisi - Palestina - Gaza :::: Uri Avnery
di Uri AvneryAppena dopo mezzanotte, sul canale in arabo di Aljazeera c'era il collegamento con Gaza. D ‘improvviso la telecamera ha puntato in alto, verso il cielo cupo. Lo schermo era nero come la pece. Non si vedeva niente ma si poteva sentire un suono: il rumore degli aeroplani. Un rombo pauroso, terrificante.Era impossibile non pensare ai bambini di Gaza che a decine di migliaia sentivano lo stesso suono in quel momento, rabbrividendo per la paura, aspettando paralizzati dal terrore la caduta delle bombe.“ISRAELE DEVE difendersi dai razzi che vanno terrorizzando le nostre città del sud”, spiegava il portavoce Israeliano. “I Palestinesi devono rispondere all'uccisione dei loro combattenti all'interno della Striscia di Gaza, dichiarava il portavoce di Hamas.In effetti, il cessate il fuoco non è stato violato, tanto per cominciare perché non c'è stato nessun vero cessate il fuoco. Il principale presupposto per un cessate il fuoco nella striscia di Gaza sarebbe l'apertura dei transiti di frontiera. Non può esserci vita a Gaza senza un flusso di rifornimenti regolare. Ma i transiti non sono stati aperti, se non per qualche ora. Il blocco terrestre, navale e aereo ai danni di un milione e mezzo di esseri umani è un atto di guerra, tanto quanto lo sganciare bombe o il lanciare razzi. Paralizza la vita nella striscia di Gaza eliminando fonti di lavoro, riducendo alla fame centinaia di migliaia di persone, bloccando l'attività di quasi tutti gli ospedali, interrompendo la distribuzione di acqua e di elettricità.Chi ha deciso di chiudere i transiti - con qualsiasi pretesto – sapeva che non ci può essere una tregua in queste condizioni.E questo è il punto principale. Poi, ci sono state le piccole provocazioni messe in atto per scatenare la reazione di Hamas.Dopo parecchi mesi, nel corso dei quali non si sono praticamente verificati lanci di missili Qassam, un'unità dell'esercito è stata mandata nella Striscia “allo scopo di distruggere un tunnel che arrivava nei pressi della barriera di confine”. Dal punto di vista puramente militare, avrebbe avuto più senso tendere una trappola dal nostro lato della barriera. Ma lo scopo era di creare un pretesto per porre termine alla tregua in un modo che permettesse di darne la colpa ai Palestinesi. E in effetti dopo una serie di simili piccole azioni, che sono costate la vita a diversi combattenti di Hamas, questa ha risposto con un massiccio lancio di razzi e - guarda un po' – il cessate il fuoco si era dissolto. E tutti hanno dato la colpa ad Hamas. QUAL ERA LO SCOPO? Tzipi Livni lo ha dichiarato apertamente: liquidare il potere di Hamas a Gaza. I Qassam servivano solo come pretesto.Liquidare il potere di Hamas? [...] Dopotutto, non è un segreto che è stato il governo israeliano a dare potere a Hamas. Quando una volta ho interrogato in proposito un ex capo dello Shin-Bet, Yaakov Peri, questi ha risposto enigmaticamente: “Non la abbiamo creata noi, ma non abbiamo ostacolato la sua creazione”.Per anni le autorità di occupazione hanno favorito il Movimento Islamico nei territori occupati. Tutte le altre attvità politiche furono vigorosamente soppresse, ma le attività del Movimento nelle moschee erano permesse. Il calcolo era semplice e ingenuo: allora l'OLP era considerato il principale nemico, Yasser Arafatera l'incarnazione del demonio. Il Movimento Islamico, che predicava contro OLP e Arafat, veniva pertanto percepito come alleato.Con lo scoppio della prima intifada nel 1987, il Movimento Islamico si denominò ufficialmente Hamas (dalle initiali di “Movimento di Resistanza Islamica” in arabo) ed entrò nella lotta. Persino allora, lo Shin-Bet per circa un anno si astenne dall'agire contro di esso, mentre membri di Fatah venivano giustiziati o imprigionati in gran numero. Solo dopo alcuni anni anche Sheikh Ahmed Yassin e i suoi collaboratori vennero arrestati.Da allora in poi le cose cambiarono. Adesso è Hamas l'incarnazione del demonio, e molti in Israele considerano l'OLP quasi il braccio di un'organizzazione Sionista. La logica conseguenza, per un governo israeliano che avesse voluto la pace, sarebbe stata di fare ampie concessioni alla leadership di Fatah: fine dell'occupazione, firma di un trattato di pace, fondazione dello Stato di Palestina, ritiro ai confini del 1967, una soluzione ragionevole del problema dei profughi, rilascio di tutti i prigionieri palestinesi. Ciò avrebbe arrestato di certo l'affermarsi di Hamas.Ma la logica ha poca influenza sulla politica, e nulla di tutto ciò avvenne. Al contrario, dopo l'assassinio di Arafat, Ariel Sharon dichiarò che Mahmoud Abbas, che prese il posto di Arafat, era un “pollo spennato”. Ad Abbas non fu concesso di raggiungere alcun risultato politico. I negoziati, promossi dagli americani, furono una farsa. L'unico vero leader di Fatah, Marwan Barghouti, fu messo in prigione a vita. Invece di un massiccio rilascio di prigionieri, ci furono meschini e umilianti “gesti di buona volontà”.Abbas venne umiliato sistematicamente, Fatah ridotta a un guscio vuoto e Hamas colse una clamorosa vittoria alle elezioni palestinesi - le più autenticamente democratiche che si siano mai svolte nel mondo arabo. Israele boicottò il governo eletto. Nel corso della lotta intestina che ne seguì, Hamas guadagnò il controllo diretto nella striscia di Gaza.Ora, dopo tutto ciò, il governo di Israele decide di “liquidare il potere di Hamas a Gaza”: nel sangue, nel fuoco e nelle macerie.IL NOME UFFICIALE della guerra è “Piombo fuso”, due parole di una filastrocca su un giocattolo associato alla festa di Hanukkah.Sarebbe stato più preciso chiamarla “La guerra elettorale”.Anche nel passato azioni militari sono state lanciate durante le campagne elettorali. Menachem Begin fece bombardare la centrale nucleare irachena prima delle elezioni del 1981. Quando Shimon Peres protestò che si trattava di un trucchetto elettorale, Begin al primo comizio strillò: “Ebrei, credete che manderei i nostri valorosi ragazzi incontro alla morte o, peggio, alla prigionia in mano a quelle bestie, solo per vincere le elezioni?” Begin vinse.Peres non è Begin. Quando, durante la campagna del 1996, ordinò l'invazione del Libano (l'operazione “Grapes of Wrath”), tutti pensarono che l'avesse fatto per calcolo elettorale. La guerra fu un disastro, Peres perse le elezioni e Binyamin Netanyahu andò al potere.Barak e Tzipi Livni sono ricorsi allo stesso vecchio trucco. Secondo i sondaggi, il risultato elettorale stimato di Barak è aumentato di cinque seggi in 48 ore. Circa 80 palestinesi morti per ogni seggio. Ma è difficile stare in equilibrio su una pila di cadaveri. Il successo potrebbe svanire in pochi minuti se la guerra dovesse essere recepita come un fallimento dall'opinione pubblica israeliana; ad esempio, se i missili dovessero continuare a colpire Beersheba, o se gli attacchi di terra dovessero costare pesanti perdite israeliane.I tempi sono stati scelti con cura anche secondo un altro punto di vista. L'attacco è iniziato due giorni dopo Natale, quando per i leader americani e europei è tempo di vacanze di fine anno. Il presupposto è: anche se qualcuno avesse voluto fermare la guerra, nessuno avrebbe comunque rinunciato alla sua vacanza. Questo ha assicurato diversi giorni liberi da pressioni esterne.Un'altro aspetto della tempistica: questi sono gli ultimi giorni di George Bush alla Casa Bianca. Ci si poteva aspettare che il sanguinario imbecille avrebbe sostenuto entusiasticamente la guerra, e così ha fatto. Barack Obama non è ancora in carica e pertanto ha avuto una scusa pronta per mantenere il silenzio: “Presidente ce n'è uno solo”. Un silenzio che non è di buon auspicio per il mandato di Obama.LA LINEA UFFICIALE è stata: non commettere gli stessi errori della Seconda guerra del Libano. E' stato ripetuto incessantemente in tutti i telegiornali e i dibattiti.Questo non cambia i fatti: La guerra di Gaza è una replica quasi esatta della Seconda guerra del Libano.Il concetto strategico è lo stesso: terrorizzare la popolazione civile con spietati attacchi aerei, seminando morte e distruzione. Questo non pone rischi ai piloti, dal momento che i palestinesi non hanno armi antiaeree. Il calcolo è: se le infrastrutture vitali della Striscia vengono totalmente distrutte e ne deriva un'anarchia generale, la popolazione si solleverà e rovescerà il regime di Hamas. Mahmoud Abbas a quel punto tornerà a Gaza a cavallo dei tank israeliani. In Libano questo calcolo non ha funzionato. La popolazione bombardata, cristiani inclusi, ha seguito Hizbullah e Hassan Nasrallah è diventato l'eroe del mondo arabo. Probabilmente anche stavolta si verificherà qualcosa di simile: i generali sono competenti nell'uso delle armi e nei movimenti di truppe, non nella psicologia di massa. Qualche tempo fa scrivevo che il blocco di Gaza era un esperimento scientifico per scoprire quanto si può affamare un popolo e trasformare la sua vita in un inferno, prima di riuscire a spezzarlo. L'esperimento è stato condotto con il generoso aiuto dell'Europa e degli Stati Uniti. Sinora, non ha avuto risultato. Hamas si è rinforzata e la gittata dei Qassam si è allungata.La guerra di questi giorni è una continuazione dell'esperimento con altri mezzi.Può darsi che l'esercito “non abbia alternative” alla riconquista della Striscia di Gaza perché non c'è altro mezzo di fermare i Qassam – se si esclude la trattativa con Hamas, che è contraria alla politica del Governo. Durante le operazioni di terra, tutto dipenderà dalla motivazione e dalle capacità dei combattenti di Hamas di fronte ai soldati Israeliani. Nessuno sa come andrà a finire.GIORNO DOPO GIORNO, notte dopo notte, il canale in arabo di Aljazeera trasmette immagini atroci: mucchi di corpi mutilati, familiari in lacrime che cercano i loro cari in mezzo alle dozzine di corpi sparsi sul terreno, una donna che tira fuori dalle macerie la sua bambina, dottori privi di farmaci che tentano di slvare i feriti (La redazione inglese di Aljazeera, a differenza di quella in lingua araba, trasmette una versione depurata degli avvenimenti e distribuisce a piene mani propaganda del governo israeliano. Sarebbe interessante sapere che cosa gli è successo).Milioni di persone condividono questa terribile visione, immagine dopo immagine. Queste immagini sono stampate per sempre nelle loro menti: orribile Israele, abominevole, inumana Israele. Una intera generazione che odierà. Questo è un prezzo terribile, che continueremo a pagare molto dopo che gli altri effetti della guerra saranno dimenticai in Israele.Ma un'altra cosa resterà impressa nelle menti di questi millioni di persone: l'immagine dei miserabili, corrotti e passivi regimi arabi.Dal punto di vista degli arabi, un fatto campeggia sopra tutti gli altri: il muro della vergogna.Per il milione e mezzo di arabi di Gaza, che stanno così terribilmente soffrendo, l'unica apertura al mondo non dominato da Israele è il confine con l'Egitto: solo da lì potrebbero arrivare il cibo e le medicine per salvare i feriti. Questo confine rimane chiuso, al culmine dell'orrore. L'esercito egiziano ha bloccato l'unico passaggio per cibo e medicine, mentre i medici operano i feriti senza anestesia.Risuonano da un capo all'altro del mondo arabo le parole di Hassan Nasrallah: i leader dell'Egitto sono complici del crimine e collaboratori del “nemico sionista” nel tentativo di spezzare la resistenza del popolo palestinese. Si può presumere che non alluda solo a Mubarak ma pure a tutti gli altri leader, dal re dell'Arabia Saudita al presidente palestinese. Assitendo alle dimostrazioni nel mondo arabo e ascoltando gli slogan, si ha l'impressione che i loro leader vengano ritenuti ben che vada individui patetici se non dei miserabili collaborazionisti.Tutto questo avrà conseguenze di portata storica. Un'intera generazione di leader arabi, impregnata dell'ideologia laica del nazionalismo arabo, eredi di Gamal Abd-al-Nasser, Hafez al-Assad e Yasser Arafat, potrebbe venir spazzata dalla scena. Lasciando il mondo arabo alla sola alternativa, quella del fondamentalismo islamico.Questa guerra è un messaggio scritto sul muro: Israele sta perdendo la sua occasione storica di fare la pace con il nazionalismo arabo laico. Domani potrebbe trovarsi davanti a un mondo arabo uniformemente fondamentalista: Hamas replicata mille volte. IL MIO TASSISTA a Tel-Aviv l'altro giorno pensava ad alta voce: perché non richiamare i figli dei ministri e i membri del Knesset, formare un'unità combattente e mandarli per primi ad aprire l'attacco di terra a Gaza?03/01/09(traduzione di Raffaello Bisso)Fonte: http://www.counterpunch.org/avnery01022009.html

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