14 giu 2009

khomeini

'COSI' KHOMEINI EMANCIPA LA DONNA'

Repubblica — 18 ottobre 1988   pagina 16   sezione: POLITICA ESTERA

ROMA La donna è come un fiore, coperto fin dalla nascita dalle foglie che proteggono la sua purezza, e le foglie sono le ultime a cadere: ecco perché tutte dovrebbero coprirsi con il chador. Solo i comunisti e i capitalisti le hanno scoperte per abusarne. Zahra Rahnavard, moglie del primo ministro iraniano Mussavi, è una professoressa universitaria di Teheran, dove insegna storia dell' arte e scienze politiche. E' ovviamente credente, tiene a sottolineare il suo impegno di intellettuale. Poetessa e sociologa, ha combattuto il potere di Reza Pahlevi vivendo per alcuni anni in semiclandestinità, e nel ' 78 ha passato un anno negli Stati Uniti. Zahra Rahnavard ha appena visitato l' Italia, dove ha partecipato ad un convegno sul ruolo delle donne nel Terzo mondo, si definisce una femminista, come tutte le donne in Iran. Valorose e combattive, ora sono proiettate forse nel massimo sforzo che Khomeini abbia chiesto al paese: ricostruire uno Stato dissanguato da otto anni di guerra. All' ambasciata iraniana a Roma, dove l' abbiamo incontrata, Zahra Rahnavard parla a lungo sul ruolo della donna nella Repubblica islamica. E il quadro che dipinge non ha ombre. Libertà e massima possibilità di esprimersi per le donne in chador, nessuna violenza o limitazione, grande felicità coniugale. Perché la donna in Iran ha finalmente capito appieno la sua specificità, la sua grandezza interiore, la sua complementarietà con il marito. Il che non significa uguaglianza con l' uomo. Non sarebbe questo il suo ruolo. Una natura divina Ma allora, qual è? Dopo la repressione dell' era dello Scià, sotto la guida dell' Imam la donna ha finalmente ritrovato la sua identità. Con il capitalismo aveva smarrito la sua natura, proprio come sostengono Marx e Sartre, ora ci siamo ricongiunte con noi stesse, e abbiamo ritrovato la nostra natura divina, sostiene Zahra Rahnavard. La testa reclinata, gli occhi a tratti socchiusi, il lungo velo nero che la copre dalla testa ai piedi, la professoressa di storia dell' arte parla molto lentamente, con voce piana e vagamente ispirata. Alla fermezza del tono, leggermente a scatti, corrisponde un sommesso e continuo agitarsi delle mani. Con una penna traccia piccoli segni nel palmo della mano. Sulle ginocchia stringe nervosamente una guida turistica, Looking at Venice. Secondo la moglie di Mussavi la donna in Iran ha fatto molti progressi da quando è stato cacciato lo Scià. E cerca di dimostrarlo con i fatti. L' Imam ha voluto nell' ambito del Consiglio della rivoluzione un Consiglio culturale sociale della donna, che ha il compito di studiare il problema femminile e di proporre leggi e provvedimenti per superare gli ostacoli alla piena realizzazione sociale della donna. Studi, lavoro e matrimonio Non basta, nelle università su cento studenti quaranta sono ragazze, e così negli uffici pubblici. In alcuni ministeri poi le donne sono la quasi totalità, e le giovani possono posticipare il matrimonio per terminare gli studi. La lunga guerra con l' Iraq ha accelerato questo processo, costringendo mogli e madri a sostituire gli uomini impegnati al fronte. Infine da poco è stato inserito il part-time per le donne che lavorano: una conquista sociale che permette di essere al tempo stesso moglie e madre continuando ad avere una propria attività. Per Zahra Rahnavard la libertà è un fatto interiore, che le donne hanno raggiunto sotto la guida dell' Imam. Queste cose sono superiori a qualsiasi conquista pratica, e con dolce fermezza schiva qualsiasi domanda più puntuale. Ritrova grinta e convinzione solo quando può esemplificare la superiore tradizione religiosa in Iran. La separazione tra i due sessi arriva fino al punto che un uomo non può stringere la mano ad una donna? La risposta è pronta e conclusiva. Questa è la saggezza dell' islamismo, che vuole preservare la purezza dei rapporti tra i due sessi, costruendo una barriera che esclude anche la remota possibilità di una contaminazione. Ma, ripeto, questa è saggezza. Il colloquio è finito, ma in fondo è stato detto tutto. La donna in Iran non ha bisogno di affermare o rivendicare più niente. Ha già raggiunto tutto con la maturazione spirituale islamica. - di VITTORIA PULEDDA

tratto da:

3 commenti:

нαиιfαн ha detto...

Che bello questo post, fortuna che ci sono queste donne forti e coraggiose che si stanno "battendo" per cambiare l'idea di islam che la gente ormai ha...mashallah!!!

FabBosko ha detto...

BismiLlahi arRahmani arRahim

AsSalaamu °aleicum ua rahmatuLlahi ua baracatuhu sorella,

Khomeini non ha fatto nulla se non applicare, forse, la Legge che Allah ta °ala ha dato agli uomini e le donne.

Al di là degli aspetti più superficiali, che certamente cambiano in meglio la vita terrena, il regime iraniano si fonda sullo Sciismo Duodecimano, che purtroppo è una setta piena di gravi errori ed invenzioni non islamiche che i religiosi musulmani definiscono non islamica.

Dunque vediamo il bene che c'è ovunque e specialmente laddove si applia in parte o in toto ciò che Allah ta °ala comanda inshaAllah.

Ricordiamo però che la cosa più importante di tutte è l'Aqida, il credo, è quello che ci farà arrivare al Paradiso inshaAllah, e chi purtroppo non ha una fede pura in Allah ta °ala, senza associarGli alcunché o inventare menzogne su di Lui, non può che indicarci strade sbagliate e pericolose, na°udhu biLlah.

Inoltre ultimamente c'è una forte propaganda sciita che gioca molto sul vantarsi della "Repubblica Islamica di Iran". Questo è molto sciocco e manifesta una grave incapacità di vedere al di là della vita caduca e mataeriale.

Cosa contano i success degli ultimi venti o trenta anni in Iran davanti ad una storia immensa e che non sappiamo ancora quanto durerà?

Dobbiamo ancorarci all'unica Via salda che unisce ed unirà sempre le persone timorate, che è la via del Qur'an e della Sunna inshaAllah.
Purtroppo la setta duodecimana è lontanissima da questa via

Allah ci guidi e ci protegga

Muamer ha detto...

Caro fratello Yusuff FABBOSCO. Tu insisti sul fato di Ayatollah Khomeini grande uomo di fede. Uomo che mentre stava morire era così tranquilo con se stesso come se fosse nulla. Prima di parlare di Khomeini e la sua fede sarebbe meglio che tanti musulmani "Piccardizzati" incluso anche te, che si "depiccardizzanno" e rafforzino la loro fede prima che arrivi il giorno del giudizio. Quindi, prima di parlare di Khomeini e i fratelli Siiti che aiutarono la Bosnia sunnita, forse sarebbe meglio che insegni Piccardo e quelli come lui (incluso anche te) come morire tranquilamente.

MUAMER