SOUAD SBAI QUERELATA FINALMENTE.
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In Italia le donne si considerano liberate e nella speranza di "carriera" sono costrette a intrattenere un vecchio che se non fosse ricco e potente non degnerebbero neanche di uno sguardo. In Iran, un paese considerato da noi, "civilissimi" europei, arretrato ed incivile é in atto una lotta per la libertá ed una giovane donna muore in strada lottando insieme ai suoi compagni maschi.
Che c...o sappiamo della realtá di queste persone?
NULLA. Cosa significa per le donne italiane l'emancipazione? Mi piacerebbe chiederlo a quelle poverette che come le "ragazze di silvio" sono costrette a vendersi a vecchi sporcaccioni. mi fanno veramente molta pena.
anna
Si possono trovare la vera felicità e la pace sottomettendosi ai comandi del Creatore e Sostenitore di questo mondo. Dio disse nel Corano:
In verità, i cuori si rasserenano al ricordo di Dio.
(Corano, 13:28)
D'altra parte, chi non segue il Corano avrà una vita di avversità in questo mondo. Dio disse:
Chi si sottrae al mio monito, 1 avrà davvero vita miserabile e sarà resuscitato cieco nel giorno della Resurrezione.
(Corano, 20:124)
Questo può spiegare perchè alcune persone commettono il suicidio quando sono in buone condizioni economiche. Ad esempio, Cat Stevens (ora Yusuf Islam), ex cantante di un gruppo pop famoso che guadagnava più di $150.000 a serata. Dopo la conversione all'Islam, egli trovò la felicità e la pace, che non aveva trovato nelle cose materiali.2
Successivo: La remissione di tutti i peccati precedenti
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Note:
(1) cioè non crede nel Corano nè agisce ai suoi ordini.
(2) L'indirizzo attuale di Cat Stevens (Yusuf Islam), in caso di domande sulla sua conversione, è: 2 Digswell Street, London N7 8JX, Gran Bretagna.
Sono rimasto molto colpito dal modo da questa foto:
Per festeggiare il gol all’Italia i giocatori dell’Egitto si sono inchinati verso la Mecca. Il loro gesto è stato visto da decine di milioni di arabi e, verrà riproposto incessantemente, nelle prossime 24 ore, considerata l’unicità dell’impresa: hanno battuto i campioni del mondo. L’Egitto non è l’Arabia Saudita ed è uno stato tendenzialmente laico. Ma se i giocatori provano l’impulso di inginocchiarsi e pregare per ringraziare Allah (anzichè Mubarak) significa che una certa concezione dell’Islam prevale sulla visione secolare della società e dell’individuo. Questa foto farà proseliti tra i ragazzini e segnerà un’epoca. Ieri formalmente ha vinto l’Egitto, ma soprattutto ha vinto l’Islam arabo e sunnita. E questo si ripercuoterà nel rapporto con l’Occidente, sia in politica estera sia, probabilmente, sull’integrazione degli immigrati nei nostri Paesi.
C’è fermento nel mondo islamico, verso la laicità in Iran, in senso opposto nel mondo arabo sunnita. Prepariamoci, ci attendono tempi nuovi…
tratto da leggi quiHo cercato di immaginare i volti, le espressioni dei dipendenti Rai quando la Bonino ha comunicato loro di voler restare negli studi e di occuparli da “non violenta gandhiana”: alcuni immagino saranno stati contrariati, altri avranno gioito, immagino nascostamente, nel vederla ergersi a difesa di un diritto che loro stessi avrebbero forse voluto tutelare.
Cosa pensano le donne che lavorano in Rai?
Cosa pensano le donne che lavorano in Mediaset?
Mi piacerebbe iniziare un dialogo con loro.
Penso alle autrici di molti programmi di intrattenimento che prevedono l’utilizzo di figure femminili di contorno, le grechine. So che molte figure decisive per la selezione di veline e schedine sono donne. Ho visto tra le decine di ore di tv selezionate, donne presentatrici di potere, rivolgersi senza rispetto a donne vallette più giovani.
Perché succede?
Immagino però anche autrici di programmi interessanti, giornaliste motivate e show girls con esperienza e talento, vivere con imbarazzo e presumo malessere all’interno di aziende che così poco rispetto dimostrano verso di loro e le loro simili.
E cosa pensano i loro colleghi uomini? Che sguardo corre tra di loro e le loro colleghe, quando dal monitor alle 4 del pomeriggio della domenica, osservano una donna matura che infila una ragazza procace sotto una doccia? O quando fanno la regia di una trasmissione alle 7 di sera, e inquadrano insistentemente, seni e cosce?
E noi qui fuori cosa possiamo fare? Di cosa avreste bisogno per iniziare a dire che no... quel pezzo con la ragazza sotto il tavolo non lo volete montare… che non volete più chiedere di mostrare il lato b a delle minorenni che fanno la coda la fuori da ore per un posto da valletta, che no, la logica del corpo anche per chi fa informazione non la volete accettare.
E’ importante.
Vogliamo parlarne?
leggi quiLa preghiera consiste essenzialmente di tre elementi: primo il sentimento di umiltà alla Presenza maestosa di Dio, poi il riconoscimento di questa superiorità divina e della nullità umana con parole convenienti, ed infine, l’atteggiamento non solo del corpo, ma di tutto l’essere del necessario rispetto.
Per rendere omaggio a qualcuno ci si alza e ci si volge verso l’oggetto del proprio rispetto e della propria invocazione. Più rispettoso ancora l’uomo s’inchina e abbassa la testa – che rappresenta in modo eminente l’io e la coscienza – fino a toccare il suolo davanti all’oggetto del rispetto. Poiché l’Uomo non raggiunge l’apogeo del suo sviluppo spirituale che gradualmente, è evidente che una tale ascesa debba attraversare tre tappe; una preghiera completa comporterà le tre posizioni quali il restare in piedi, l’inchinarsi e il posare la fronte al suolo alla Presenza di Dio, tutto ciò per preparare l’animo nell’attesa di cogliere la sublimità divina e la nullità dell’essere umano davanti a Dio” (Hujjatu’Llàh al-bàligha, t. I – “Segreti della preghiera”).
In un passaggio il Corano dice anche: “Non hai visto che è davanti a Dio che si prosternano tutti coloro che sono nei cieli e tutti quelli che sono sulla terra, e il sole, la luna, le stelle, le montagne, gli alberi, gli animali, e un gran numero di uomini?” (Cor., XXII, 18).
Il rito della preghiera islamica riunisce le forme di preghiera di tutte le creature: Il sole, la luna, le stelle ripetono il loro gesto di levarsi e di declinare come rak’at doporak’al di una preghiera; le montagne restano in piedi e simboleggiano il qiyàm, la posizione ch apre la preghiera musulmana; gli animali restano sempre inclinati, simbolo della seconda posizione, il rukù’; si sa che gli alberi traggono il loro nutrimento dalle radici: sono perpetuamente in stato in stato di prosternazione, che è la terza posizione della preghiera musulmana, sajda.
Il Corano afferma: “I sette cieli e la terra e ciò che vi si trova contano la purezza di Dio! E non c’è cosa veruna che non ne canti la purezza lodandolo, ma voi non comprendete il loro canto di lode” (Cor., XVII, 44). Ed il Corano affermo inoltre che una delle principali funzioni dell’acqua è la purificazione necessaria alla preghiera: “Dal cielo Egli fa scendere dell’acqua su di voi per purificarci” (Cor., VIII, 11).
Si sa che le cinque preghiere quotidiane sono state prescritte ai Musulmani al momento dell’ascensione celeste del Profeta (s) (miràj); Muhammad (s) ha dichiarato inoltre che la preghiera del credente costituisce la sua “ascensione”, poiché si trova in tal modo elevato alla Presenza di Dio e ciò non è senza ragione: guardiamo infatti quanto compie un Musulmano durante il rito. Prima di tutto rimane in piedi, alza le mani e proclama: “Dio è il più grande!” l’uomo rinuncia così a tutto ciò che è altro da Dio e si sottomette alla Volontà del suo solo Signore. Dopo aver rivolto le lodi alla Gloria del Signore, si sente così umile davanti alla Maestà divina che s’inchina e abbassa la testa in segno di rispetto, proclamando: “Gloria al mio Signore, l’Immenso”. Poi si alza e ringrazia Dio per averlo guidato; quindi riflettendo è attonito davanti alla Grandezza divina al punto che si sente obbligato a prosternarsi e a postare la testa al suolo in tutta umiltà affermando: “Gloria al mio Signore, l’Altissimo”. Ripete questi gesti per divenire degno di essere condotto dal mondo di quaggiù verso la sfera celeste, verso la Presenza di Dio. Saluta Dio e riceve la risposta al sua saluto. In effetti si serve per questo scambio di saluti delle stesse formule che il Profeta (s) impiegò nel suo Mi’ràj: “I Saluti spettano a Dio, come anche le cose pure, buone e le preghiere”. “La Pace sia su di te o Profeta, e la Misericordia di Dio e le Sue Benedizioni”. “La Pace sia su noi e sui retti servitori di Dio”.
Senza simboli materiali, il credente fa, per così dire, la sua ascesa verso Dio, il Dio trascendente, viaggio spirituale che alcuni designano con il termine “comunione”.
Tale è l’aspetto spirituale del rito. La sua utilità è molteplice, anche dal punto di vista pratico e sociale: riunisce cinque volte al giorno gli abitanti di un quartiere, offre la possibilità di pausa delle occupazioni individuali e riunisce i più grandi personaggi come i più umili, in perfetta uguaglianza. Si incontrano così non solo gli altri membri della comunità, ma anche i funzioni, responsabili locali. Ci si riunisce direttamente, senza formalità né impedimenti. La preghiera islamica ha un aspetto sociale molto strutturato, concepito in modo tale che i credenti sentano attorno ad essi il regno di Dio.
All’appello del muezzin tutti accorrono al luogo della comune riunione, si dispongono in ranghi dietro il celebrante, fanno gesti e movimenti in comune con gli altri in perfetta uniformità e coordinazione. Inoltre i fedeli di ogni parte del mondo si volgono tutti, nelle loro preghiere, verso un sol punto centrale: la Ka’bah, la Casa di Dio alla Mecca. Ciò rammenta l’unità della comunità mondiale, senza distinzione di classe, razza e nazione.
Il miglior modo di pregare e il più formale è il rito in comune, ma in caso di impossibilità o di difficoltà, ogni uomo o donna, prega da solo. In ogni caso, le cinque preghiere della giarnata costituiscono un dovere minimo poiché si tratta di dedicare circa mezz’ora, nel corso delle ventiquattro ore, non a se stessi, ma alla Dignità divina, anche se il credente dovrebbe pensare a Dio in ogni momento, nella buona come nella cattiva sorte, quando lavora, quando sta per addormentarsi, quando si occupa di altre attività. Il Corano afferma su questo punto: “Gli uomini dotati di intelligenza, che, in piedi, seduti, sdraiati, si ricordano e meditano sulla creazione dei cieli e della terra dicono: ‘Signore Tu non hai creato tutto ciò invano’” (Cor., III, 190-91).
Dio ha assoggettato l’universo a profitto dell’uomo, ma questo godimento dove essere accompagnato dalla riconoscenza e dall’obbedienza e non dalla ribellione contro Dio, né dall’ingiustizia verso altri esseri e creature.
Ricordiamo che, al momento stesso in cui il rito fu istituito per il bene spirituale del credente, fu rivelato un versetto del Corano: “Dio non obbliga nessuno se non in base alle proprie capacità” (Cor., II, 286). Sono l’intenzione e la volontà che contano agli occhi di Dio e non certo la quantità o la modalità esteriore che l’accompagnano. Se un uomo probo ritiene onestamente che non può compiere le preghiere cinque volte al giorno che le faccia in quattro, in tre, in due, possibilità e le circostanze. Essenziale è non dimenticare il dovere spirituale in mezzo alle preoccupazioni materiali e mondane. Tali riduzioni sono autorizzate in momenti anomali, per esempio quando uno è sofferente o malato o, in certi casi, come quelli che leggiamo nei racconti sulla pratica dello stesso Profeta (s). Infatti, durante la battaglia del Fossato (khandaq), si arrivò a celebrare la preghiera del mezzogiorno, del pomeriggio e del tramonto e della sera tutte in una volta, durante la tarda notte poiché il nemico non aveva concesso tregua un solo momento durante tutto il giorno. Significa che si celebrarono in due volte i cinque momenti di preghiera: all’alba e a tarda notte. In un altro racconto riportato da al-Bukhàrì e da Muslim leggiamo questa affermazione di Ibn ‘Abbàs: “Il Messaggero di Dio celebrò i riti del mezzogiorno e del pomeriggio (zohr e ‘asr) insieme, ugualmente quelle del tramonto e della sera (maghrib e ‘ishà’) senza tema di nemici o per ragioni di viaggio e il narratore aggiunge: voleva che non vi fossero difficoltà per la sua gente”. Questo racconto parla dunque di tre momenti rituali al giorno. Evidentemente, tutto dipende dalla coscienza del credente, che è responsabile personalmente davanti a Dio, che è Giusto nel conto e a Cui non si può nascondere nulla.
Le donne sono dispensate dal rito della preghiera durante i giorni di indisposizione mensile e per certo periodo dopo il parto.
tratto da:
Repubblica — 18 ottobre 1988 pagina 16 sezione: POLITICA ESTERA
ROMA La donna è come un fiore, coperto fin dalla nascita dalle foglie che proteggono la sua purezza, e le foglie sono le ultime a cadere: ecco perché tutte dovrebbero coprirsi con il chador. Solo i comunisti e i capitalisti le hanno scoperte per abusarne. Zahra Rahnavard, moglie del primo ministro iraniano Mussavi, è una professoressa universitaria di Teheran, dove insegna storia dell' arte e scienze politiche. E' ovviamente credente, tiene a sottolineare il suo impegno di intellettuale. Poetessa e sociologa, ha combattuto il potere di Reza Pahlevi vivendo per alcuni anni in semiclandestinità, e nel ' 78 ha passato un anno negli Stati Uniti. Zahra Rahnavard ha appena visitato l' Italia, dove ha partecipato ad un convegno sul ruolo delle donne nel Terzo mondo, si definisce una femminista, come tutte le donne in Iran. Valorose e combattive, ora sono proiettate forse nel massimo sforzo che Khomeini abbia chiesto al paese: ricostruire uno Stato dissanguato da otto anni di guerra. All' ambasciata iraniana a Roma, dove l' abbiamo incontrata, Zahra Rahnavard parla a lungo sul ruolo della donna nella Repubblica islamica. E il quadro che dipinge non ha ombre. Libertà e massima possibilità di esprimersi per le donne in chador, nessuna violenza o limitazione, grande felicità coniugale. Perché la donna in Iran ha finalmente capito appieno la sua specificità, la sua grandezza interiore, la sua complementarietà con il marito. Il che non significa uguaglianza con l' uomo. Non sarebbe questo il suo ruolo. Una natura divina Ma allora, qual è? Dopo la repressione dell' era dello Scià, sotto la guida dell' Imam la donna ha finalmente ritrovato la sua identità. Con il capitalismo aveva smarrito la sua natura, proprio come sostengono Marx e Sartre, ora ci siamo ricongiunte con noi stesse, e abbiamo ritrovato la nostra natura divina, sostiene Zahra Rahnavard. La testa reclinata, gli occhi a tratti socchiusi, il lungo velo nero che la copre dalla testa ai piedi, la professoressa di storia dell' arte parla molto lentamente, con voce piana e vagamente ispirata. Alla fermezza del tono, leggermente a scatti, corrisponde un sommesso e continuo agitarsi delle mani. Con una penna traccia piccoli segni nel palmo della mano. Sulle ginocchia stringe nervosamente una guida turistica, Looking at Venice. Secondo la moglie di Mussavi la donna in Iran ha fatto molti progressi da quando è stato cacciato lo Scià. E cerca di dimostrarlo con i fatti. L' Imam ha voluto nell' ambito del Consiglio della rivoluzione un Consiglio culturale sociale della donna, che ha il compito di studiare il problema femminile e di proporre leggi e provvedimenti per superare gli ostacoli alla piena realizzazione sociale della donna. Studi, lavoro e matrimonio Non basta, nelle università su cento studenti quaranta sono ragazze, e così negli uffici pubblici. In alcuni ministeri poi le donne sono la quasi totalità, e le giovani possono posticipare il matrimonio per terminare gli studi. La lunga guerra con l' Iraq ha accelerato questo processo, costringendo mogli e madri a sostituire gli uomini impegnati al fronte. Infine da poco è stato inserito il part-time per le donne che lavorano: una conquista sociale che permette di essere al tempo stesso moglie e madre continuando ad avere una propria attività. Per Zahra Rahnavard la libertà è un fatto interiore, che le donne hanno raggiunto sotto la guida dell' Imam. Queste cose sono superiori a qualsiasi conquista pratica, e con dolce fermezza schiva qualsiasi domanda più puntuale. Ritrova grinta e convinzione solo quando può esemplificare la superiore tradizione religiosa in Iran. La separazione tra i due sessi arriva fino al punto che un uomo non può stringere la mano ad una donna? La risposta è pronta e conclusiva. Questa è la saggezza dell' islamismo, che vuole preservare la purezza dei rapporti tra i due sessi, costruendo una barriera che esclude anche la remota possibilità di una contaminazione. Ma, ripeto, questa è saggezza. Il colloquio è finito, ma in fondo è stato detto tutto. La donna in Iran non ha bisogno di affermare o rivendicare più niente. Ha già raggiunto tutto con la maturazione spirituale islamica. - di VITTORIA PULEDDA
tratto da:Si puó essere più o meno d'accordo sulla personalità di Gheddafi, ma l'analisi di Sherif è a dir poco spettacolare nel rendere alla perfezione l'arroganza tipica italiana, che non ha colore - destra, sinistra o centro che sia - perché basata sulla tipica ignoranza autocompiacente dei miei concittadini, che NON mi fanno pentire di avere lasciato l'Italia 12 anni fa". E. Gullo
In questo paese nemmeno ai capi di stato in visita ufficiale per pochi giorni viene risparmiato il trattamento riservato ai comuni immigrati "ospiti" da più di vent'anni inclusivi di tasse e contributi. Un capo di stato straniero, nel corso della sua prima visita ufficiale in Italia dal 1969, è stato volgarmente e gravemente insultato con epiteti discriminatori e chiaramente razzisti, come il "cammellaro fuori di testa". Gli danno del beduino senza sapere che essere beduini, nella cività araba, è sinonimo di coraggio, solidarietà, giustizia, rigore morale. E siccome tutto ciò accade in nome della "libertà di espressione", della "democrazia", della difesa della "dignità degli italiani" e dei "diritti dei migranti", il governo non ha espresso scuse ufficiali e il ministro degli Esteri non ha pensato di dimettersi. Molte sono state le scuse inventate per giustificare questa incredibile bassezza diplomatica. E' stato detto che Gheddafi era un dittatore. Ammesso e non concesso che cosi sia, quanti dittatori hanno visitato l'Italia senza che la loro presenza scatenasse l'isteria collettiva che ha circondato la visita del Fratello Colonnello? Mi piacerebbe sapere poi quanti di quei parlamentari che si sono stracciati le vesti e quanti di quegli studenti che hanno manifestato saprebbero spiegarmi come funziona il sistema politico libico, un unicum di incredibile complicazione dove il consiglio rivoluzionario - non eletto - ha ridotto i suoi poteri per convivere con un sistema piramidale di legittimazione dal basso. Non mi faccio illusioni: questi sono gli stessi parlamentari che non sanno nemmeno dove sia l'Afghanistan e gli stessi studenti convinti che in Iran si parli arabo. Per istillare un po' di dubbi, faccio poche citazioni tratte dalla stampa italiana di questi giorni: Guido Rampoldi ammette, sulla prima pagina di Repubblica, che "Il colonnello libico è un dittatore sui generis, non fosse altro perché in patria gode tuttora di un significativo consenso". Valentino Parlato, nato a Tripoli nel 1931, in un'intervista a La Stampa lo definisce "Leader" e alla domanda del giornalista "Leader o dittatore?" risponde: "Leader. La connotazione occidentale di dittatore non corrisponde alla realtà libica. Dittatore è un modo per indicare un nemico. Il leader, invece, ha un grande prestigio". A questo punto il giornalista ribatte che il giorno prima Gheddafi ha detto "papale papale che per lui i partiti vanno aboliti" (ma se è per questo, anche Beppe Grillo afferma che i "partiti sono il cancro della democrazia") e Parlato risponde: "Sarei tentato di dire che sono d'accordo. I partiti sono una mediazione tra il popolo e il governo. In soldoni, rappresentano una mediazione del potere. Lui, con la sua rivoluzione verde, ha percorso la strada della democrazia diretta". E infatti, sempre su La Stampa, Igor Man afferma: "E qui va ricordato come nella Jamahiriya (equivalente arabo di Repubblica popolare) sono i Comitati popolari a far da barometro, a rivelare gli umori delle «masse». Gheddafi è il leader ma lo si discute, non di rado". Vi rimando all' origine dell' articolo
Una delle domande che mi fanno spesso in Bosnia è
"Come viene ricordato il massacro di Srebrenica in Italia?"
Questa la mia risposta
Ricordato quel giorno in Italia? Mi piange il cuore, perchè solo chi avrà un parente o un conoscente in Bosnia si ricorderà di quei terribili giorni...
Forse qualcuno lo farà qualcuno no, ma di sicuro non sarà come quando viene ricordato l' olocausto.Mi spiego in Italia già un mese prima fanno pubblicità ad eventi e manifestazioni che ricordano quel giorno, anche in tv si vedono film sulle vittime dell' olocausto. Purtroppo per noi essendo musulmani e quindi appartenenti ad una religione molto" scomoda" in occident, questo giorno in Bosnia sarà molto difficile ricordarlo. E' scomodo ricordarsi di quel giorno perchè pesa molto sulla coscienza della gente perchè tutti sono stati in silenzio ad aspettare e nessuno ha fatto nulla. Nessuno aha pensato a quelle donne quegli uomini quei bambini uccisi solo perchè la loro colpa era quella di essere musulmani. Penso sempre a quelle donne che invece hanno perso i loro maiti i loro figli e alla fine non anno neanche una tomba su cui piangere, non hanno neanche ottenuto un risarcimento morale che invece io ritengo sia giusto e dovuto visto che ancora adesso soffrono per la loro perdita. Come donna ma sopratutto come mamma credo che si debba avere il diritto di avere almeno una tomba su cui piangere dato che alla fine non è rimasto più nulla e tuttora oltre che la perdita dolorosa subita c'è pure il dolore che ogni giorno lacera il cuore di queste persone che devono lottare per avere uno straccio di informazione per poter avere una tomba dove poter ricordare i propri cari. Come donna e come mamma è assurdo pensare che chi ha compiuot quel massacro sia ancora in giro a festeggiare come se niente fosse, l' unica consolazione è che al Giorno del Giudizio pagherà per tutto il male che ha fatto, pagherà per tutta la sofferenza che ha creato, pagherà per tutto il futuro che ha distrutto ed ionterotto. Lo so che chi ha perso i propri famigliari fa fatica ad andare avanti lo so che è difficile ogni volta che arriva l' 11 luglio ed ogni anno è sempre più pesante perchè il dolore purtroppo è ancora vivo perchè oltre il proprio dolore si aggiunge un altro dolore che forse fa più male di quello subito ed è il fatto che a livello mondiale a parte nei paesi a maggioranza islamica, nessuno si ricordi di quelle povere vittime innocenti. In Italia si dice così:" Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, non c'è peggiro cieco di chi non vuol vedere".UNA PETIZIONE o UNA RACCOLTA FIRME per fare in modo che anche queste vittime abbiano il lor gorno della memoria, che attenzione non cancellerà il loro dolore ma almeno non lo aumenterà...
RACCOGLIAMO QUINDI PIU' FIRME POSSIBILI PER ISTITUIRE UFFICIALMENTE IL GIORNO DELLA MEMORIA IL 11.07.1995 PER LE VITTIME DI SREBRENICA IN BOSNIA
L'Islam (in arabo إسلام, "sottomissione [a Dio]") è una religione monoteistica nata nel VII secolo d.C. in Arabia, sorta dalla predicazione di Maometto iniziata a Mecca. Il concetto di sottomissione intende l'abbandono nei confronti della Divinità, Allah (in arabo الله). Gli aderenti alla religione islamica vengono chiamati musulmani, e al giorno d'oggi sono circa 1.4 miliardi di persone, facendo dell'Islam la seconda (o terza) delle religioni maggiori, insieme con il Cristianesimo e il Buddismo. La religione islamica trova nel Corano il proprio testo sacro, considerandolo la parola di Allah rivelata direttamente a Maometto, il quale la trascrisse e iniziò ad essere visto come Sigillo dei Profeti, ovvero colui che portò la rivelazione divina al proprio compimento. La religione islamica è caratterizzata da differenti metodologie di pratica religiosa; le basi principali su cui si basa la fede dei musulmani sono i Cinque Pilastri dell'Islam.
http://it.wikipedia.org/wiki/Portale:IslamIl libro intitolato Earth (Terra) è un testo di riferimento in molte università in tutto il mondo. Uno dei suoi autori è il professore emerito Frank Press. Egli fu il consigliere scientifico dell'ex presidente americano Jimmy Carter e per 12 anni fu il presidente dell'Accademia Nazionale delle Scienze a Washington, DC. Il suo libro riferisce che le montagne hanno alla base delle radici.1 Queste radici sono profondamente radicate nella terra, così, le montagne possiedono la forma di un piolo (vedere figure 7, 8, e 9).
Figura 7: Le montagne possiedono radici profonde sotto la superficie della terra. (Earth (Terra), Press e Siever, p. 413.)
Figura 8: Sezione schematica. Le montagne, come pioli, possiedono radici profonde nella terra. (Anatomy of the Earth (Anatomia della Terra), Cailleux, p. 220.) (Fare clic sull'immagine per ingrandirla.)
Figura 9: Un'altra illustrazione mostra come le montagne hanno forma di pioli, a causa delle loro radici profonde. (Earth Science (Scienza della Terra), Tarbuck e Lutgens, p. 158.) (Fare clic qui per ingrandirla.)
Così è come il Corano ha descritto le montagne. Dio disse nel Corano:
Non abbiamo fatto la terra come un letto e le montagne come pioli?
(Corano, 78:6-7)
Le moderne scienze terrestri hanno provato che le montagne possiedono radici profonde sotto la superficie della terra (vedere figura 9) e che queste radici possono estendersi per diverse volte la loro altezza sulla superficie della terra.2 Così la parola più adatta per descrivere le montagne sulle basi di questa informazione è il termine ‘piolo,’ dal momento che propriamente un insieme di pioli è nascosto sotto la superficie della terra. La storia della scienza racconta che questa teoria delle montagne con radici profonde venne introdotta solo nell'ultima metà del diciannovesimo secolo.3
Le montagne giocano anche un ruolo importante nello stabilizzare la crosta terrestre.4 Esse ostacolano le scosse terrestri. Dio disse nel Corano:
Ha infisso sulla terra le montagne affinché non oscilli sotto di voi...
(Corano, 16:15)
Allo stesso modo, la moderna teoria delle placche tettoniche sostiene che le montagne funzionano come stabilizzatori per la terra. Questa conoscenza sul ruolo delle montagne iniziò a essere compresa nella struttura delle placche tettoniche dalla fine del 1960.5
Qualcuno al tempo del profeta Mohammed avrebbe potuto conoscere la vera forma delle montagne?
Qualcuno avrebbe potuto immaginare fin d'allora che le montagne si estendono nelle profondità della terra, come affermano gli scienziati? Un gran numero di libri di geologia, quando parlano di montagne, descrivono solo la parte che si trova sopra la superficie terrestre. Ciò avviene perché questi libri non sono scritti da geologi. Tuttavia, la moderna geologia, ha confermato la verità dei versetti coranici.
Gli scienziati hanno studiato dei tipi di nuvole e sono giunti alla conclusione che le nuvole di pioggia si creano in determinate forme secondo i diversi tipi di vento e nuvole.
Un tipo di nube è il cumulonembo. I metereologi hanno studiato come sono composte queste nubi e come producono pioggia, grandine e lampi.
Hanno scoperto che i cumulonembi passano attraverso i seguenti stadi per produrre la pioggia:
1) Le nuvole sono spinte dal vento: I cumulonembi si formano quando il vento spinge piccole nubi (nubi cumulo) in un'area in cui convergono (vedere figure 17 e 18).
Figura 17: La foto satellitare mostra le nuvole che si muovono verso le aree di convergenza B, C, e D. Le frecce indicano le direzioni del vento. (The Use of Satellite Pictures in Weather Analysis and Forecasting (Utilizzo di immagini satellitari nell'analisi metereologica e nelle previsioni), Anderson e altri, p. 188.) (Fare clic sull'immagine per ingrandirla.)
Figura 18: Piccole nubi (nubi cumulo) si spostano verso una zona di convergenza vicino all'orizzonte, in cui si vede un grande cumulonembo. (Clouds and Storms (Nuvole e temporali), Ludlam, plate 7.4.) (Fare clic sull'immagine per ingrandirla.)
2) Unione: Quindi le piccole nuvole si uniscono a formare una nube più grande1 (vedere figure 18 e 19).
Figura 19: (A) Piccole nubi isolate (nubi cumulo). (B) Quando le piccole nubi si uniscono, le correnti ascensionali all'interno della nube più grande aumentano, così la nuvola si ingrandisce. Le gocce di pioggia sono indicate con ·. (The Atmosphere (Atmosfera), Anthes e altri, p. 269.) (Fare clic sull'immagine per ingrandirla.)
3) Ingrandimento: Quando le piccole nuvole si uniscono, le correnti ascensionali all'interno della nuvola più grande aumentano. Le correnti ascensionali vicino al centro della nube sono più forti di quelle vicino ai bordi.2 Queste correnti provocano la crescita verticale della nube, così essa si ingrandisce (vedere figure 19 (B), 20 e 21). Questa crescita verticale provoca l'allungamento della nube in regioni dell'atmosfera più fredde, in cui le gocce d'acqua e la grandine iniziano ad ingrandirsi. Quando gocce e grandine iniziano a divenire troppo pesanti per le correnti ascensionali, iniziano a cadere dalla nube sotto forma di pioggia, grandine ecc.3
Figura 20: Un cumulonembo. Dopo che la nube si è ingrandita, la pioggia inizia a cadere. (Weather and Climate (Meteo e clima), Bodin, p.123.)
Figura 21: Un cumulonembo. (A Colour Guide to Clouds (Una guida a colori sulle nubi), Scorer e Wexler, p. 23.)
Dio disse nel Corano:
Non avete visto come Dio crea le nuvole che si muovono gentilmente, quindi si uniscono in un cumulo e poi potete vedere scendere la pioggia....
(Corano, 24:43)
Solo recentemente i meteorologi hanno capito questi dettagli sulla formazione, struttura e funzioni delle nuvole, utilizzando equipaggiamenti avanzati come aereoplani, satelliti, computer, palloni e altre attrezzature per studiare il vento e le sue direzioni, per misurare l'umidità e le sue variazioni e per determinare i livelli e i cambiamenti nella pressione atmosferica.4
Il versetto precedente, dopo aver parlato delle nuvole e della pioggia, parla della grandine e dei fulmini:
....Ed Egli fa scendere grandine dalle montagne (nuvole) nel cielo, ed Egli colpisce con essa chi vuole e ne preserva chi vuole. Il lampo dei suoi fulmini acceca per poco la vista.
(Corano, 24:43)
I meteorologi hanno scoperto che questi cumulonembi, che producono grandine, raggiungono un'altezza che varia da 7500 a 8000 metri,5 come le montagne, come disse il Corano, “...Ed Egli fa scendere grandine dalle montagne (nuvole) nel cielo...” (vedere figura 21).
Questo verso fa nascere una domanda. Perchè il verso dice “Il lampo dei suoi” riferendosi alla grandine? Questo significa che la grandine è il fattore più importante nella produzione di lampi? Il libro intitolato Meteorology Today (La meteorologia oggi) su questo argomento dice che una nuvola diventa elettrificata quando la grandine cade in una parte della nube in cui vi sono goccioline molto fredde e cristalli di ghiaccio. Quando le goccioline entrano in contatto con la grandine, esse si ghiacciano e rilasciano il calore latente. Ciò rende la superficie della grandine più calda di quella dei cristalli di ghiaccio vicini. Quando la grandine entra in contatto con il cristallo di ghiaccio, accade un fenomeno importante: gli elettroni passano dall'oggetto più freddo a quello più caldo. Perciò, la grandine risulta essere caricata negativamente. Accade lo stesso effetto quando goccioline molto fredde vengono a contatto con la grandine e piccole schegge di ghiaccio spezzate che sono caricate positivamente. Queste particelle debolmente caricate positivamente sono trasportate nella parte superiore della nube dalle correnti ascensionali. La grandine, caricata negativamente, cade verso il fondo della nube, quindi la parte inferiore della nube è caricata negativamente. Queste cariche negative vengono scaricate sotto forma di lampi.6 Da ciò si conclude che la grandine è il fattore più importante nella produzione di lampi.
Queste informazioni sui lampi vennero acquisite recentemente. Fino al 1600 D.C. le idee di Aristotele sulla meteorologia erano dominanti. Ad esempio, Aristotele disse che l'atmosfera contiene due tipi di esalazioni, umido e asciutto. Disse anche che il tuono è il suono della collisione tra l'esalazione asciutta con le nubi confinanti e il lampo è l'infiammazione e il bruciare dell'esalazione asciutta con un fuoco debole e sotttile.7 Queste sono le idee dominanti al tempo della rivelazione del Corano, quattrodici secoli fa.
tratto da http://www.islam-guide.com/it/frm-ch1-1-e.htm
Il diario della collaboratrice di Yalla Italia Rassmea Salah fra insulti e sorrisi
di Rassmea Salah
Sono stata nominata dalla Corte di Appello di Milano Presidente del seggio 22 di Bresso per le elezioni europee e provinciali dei giorni 6 e 7 giugno 2009. I requisiti c'erano tutti: sono cittadina italiana e sono laureata. Qual è la notizia, allora? La notizia è che non sono cattolica, ma musulmana. E per di più indosso un velo islamico, il hijab, quello che lascia scoperto il viso e che, colorato e sempre abbinato a borsette e scarpe, copre solo i capelli. Una novità, forse. Ma è indubbiamente un chiaro segno che la società cambia, anzi è già cambiata, un segno che questa Italia di oggi è, volenti o nolenti, già multietnica e multiculturale.
È l'ennesimo segnale che la cittadinanza ha un volto nuovo e che l'identità italiana è compatibile oggi con un nome arabo, con degli occhi a mandorla, con una pelle color ebano, con una religione che non sia quella maggioritaria. È anche un chiaro segnale di un desiderio, da parte di noi giovani soprannominati "nuovi italiani" (come ci ha definiti il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano) o "seconde generazioni d'immigrati", di voler partecipare attivamente alla vita pubblica e politica del paese in cui siamo nati o cresciuti per la maggior parte della nostra vita. È un desiderio di riscatto sociale, di dare il nostro piccolo contributo alla società, di dimostrare che per noi figli d'immigrati non si può parlare di integrazione, perché essa sottende l'inserimento di un elemento estraneo alla società nella stessa. Noi non ci sentiamo e non siamo e non vogliamo essere elementi estranei, ma pensiamo di essere elementi intrinseci alla realtà sociale attuale. Oggi noi nuovi italiani vogliamo essere riconosciuti come tali, non solo socialmente e culturalmente, ma anche giuridicamente. Molti di noi infatti non hanno ancora la cittadinanza e non si sentono quindi inclusi nella società, non si sentono riconosciuti da Mamma Italia come suoi legittimi figli/cittadini. Faccio dunque un appello al Presidente Giorgio Napolitano perché si riveda in Italia la legge sulla cittadinanza che deve essere aggiornata, contestualizzata e adattata al nuovo scenario di oggi, quello di una società italiana in continua trasformazione che presenta altre forme di italianità.
Fare il presidente di seggio è stato per me un onore. Ho ricevuto sia messaggi e sorrisi di supporto e di solidarietà, che critiche e insulti. Ma penso sia normale, visto che forse gli stessi cittadini italiani autoctoni ancora non si sono resi conto delle trasformazioni sociali in atto, e credono fermamente che il modello di cittadinanza italiana debba essere oggi come quello di cinquant'anni fa: bianco e cattolico.
Mi auguro che il melting pot americano, con il suo più grande risultato di portare all'elezione di un presidente di seconda generazione e di origine africana, possa insegnare qualcosa anche all'Italia.
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vi rimando a questo link
http://www.facebook.com/ext/share.php?sid=189864340510&h=L7CDD&u=JmIy6&ref=nfE questi giovani sarebbero il futuro di Israele? Non servirà la bomba atomica iraniana? Che dite?