10 nov 2009

ancora insulti a maometto

 

Santanché-pedofilia

Insulti a Maometto: timore di reazioni

Santanché e le accuse di pedofilia.
cattolici e musulmani concordi: a rischio l'integrazione ma attenti anche alla reciprocità.
di Karima Moual, Il Sole24Ore
Tra i più colpiti è Carlo Cardia. «Quello che ha detto l'onorevole Santanchè - dice il giurista cattolico ed editorialista di Avvenire - mi sembra una cosa fuori dal mondo». Maometto pedofilo? «Se dobbiamo affrontare il problema dei rapporti tra religioni è difficile partire senza il rispetto reciproco che vale per tutti». Il timore, sia chiaro, non è a senso unico: «A me preoccupano tutti gli insulti, anche quelli fatti ai cristiani, che sono stati molti ma per i quali non è stato fatto niente». Per Cardia «non è educativo per i nostri giovani i che crescono in questo ambiente. Stiamo trascurando l'integrazione delle comunità degli immigrati, e se manca la politica dell'integrazione anche gli episodi più piccoli possono provocare dei piccoli incendi e favorire i fondamentalismi». Maneggiare con cura, è il messaggio. Magari favorendo il dialogo con i moderati e i mettendo ai margini i fondamentalisti. Lo sostiene anche la fondazione Farefuturo, vicina a Gianfranco Fini, che sottolinea come «così non si fa neanche la peggiore politica. Si fa comunicazione, e in modo spregiudicato». Esperto di comunicazione è Sherif El Sebaie, 28 anni, egiziano, in Italia da 10 anni, animatore di un blog (salamelik.blogspot.com) attivo dal 2004 su Islam e immigrazione che si è aggiudicato il posto tra i 1000 blog più visti in Italia: «Chi ha a cuore la società che vorrebbe rappresentare non si atteggia in modo provocatorio rischiando di mettere in pericolo la pace sociale. Così c'è il rischio di alimentare reazioni su persone deboli e facilmente manipolabili». Valentina Colombo, moglie di Magdi Allam e docente di geopolitica del mondo islamico all'università europea di Roma, la pensa diversamente: «Giusto moderare i toni, ma c'è un dato di fatto, Maometto ha avuto una moglie piccola e giovanissima, Aisha. Lui rappresenta il profeta ed è il modello da seguire per tutti i musulmani. Ci sono oggi diversi religiosi, come dimostrano alcuni casi in Arabia Saudita e nello Yemen, che giustificano i matrimoni con i minori, questo è un dato grave e inammessibile». Khalid Chaouki, giornalista di origini marocchina e direttore del portale sul mondo islamico minareti.it, invita a «un gesto collettivo di condanna». Ma in un paese libero e democratico non c'è il diritto per ogni persona di dire quello che vuole? «Certo - risponde Zouhair Louassini giornalista di Rai-news24, di origine marocchina e professore di letteratura araba all'Università Roma 3 - la libertà d'espressione è uno dei grandi valori di democrazia. Il problema è che l'onorevole Santanchè fa il gioco di molti altri fanatici, che con la loro aggressività dimostrano poca obiettività e incitano alla violenza. Da ateo cresciuto nella cultura musulmana, devo anche dire che l'affermazione sul profeta Muhammad, senza analizzare il contesto storico, dimostra una mancanza di rigore scientifico».

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