31/lug/2009

LA SUNNA DEL PROFETA MOHAMMED


ALCUNI ESEMPI DELLA SUNNA

„Ho sentito l’ Inviato di Dio dire:- Chi di voi veda un male, lo corregga di propria mano; e se non ne è in grado, lo faccia colla lingua; se non ne è in grado, lo faccia col cuore, e questa è la fede più debole-.” (Muslim)

„L’ Inviato di Dio disse:- Iddio, quando creò gli esseri, scrisse in un libro che sta presso di Lui, sul Suo Trono:<<La Mia misericordia supererà la Mia ira>>-.” (Al-Buhari e Muslim)

„Dall’ Inviato di Dio che disse:- Temi Iddio dovunque ti trovi, e fai seguire alla malvagia la buona azione, sì che questa cancelli quella, e mostrati di buon carattere con la gente-.” (at-Tirmidi)

„L’ Inviato di Dio disse:- Il fuoco è velato da una cortina di brame, e il Paradiso è velato da una cortina di cose sgradevoli-.” (Al-Buhari e Muslim)

„L’ Inviato di Dio disse:- Iddio Altissimo mi ha rivelato che dovete essere modesti affinchè l’ uno non opprima con insolenza l’ altro, nè vanti superiorità su di lui-.” (Muslim)

„Il Profeta disse:- Per Colui nella Cui mano è l’ anima mia, dovete ordinare il bene e proibire il male, altrimenti Iddio potrebbe mandarvi addosso un Suo castigo, dopodichè Lo invocherete, e non vi esaudirà-.” (at-Tirmidi)

PER APPROFONDIRE L’ ARGOMENTO:

I GIARDINI DEI DEVOTI”, an-Nawawi, tradotto da Angelo Scarabel, edizioni al Hikma

QUARANTA HADIT DEL PROFETA MOHAMMAD(*)”, traduzione e commento di Hani Ramadan, edizioni at-Tariq

Questi ed altri testi sono reperibili all’ indirizzo linkato nella pagina dei siti consigliati.

Il nome del Profeta Mohammed*, in arabo

leggi tutto

29/lug/2009

la censura della stampa italiana...

IERI HO PUBBLICATO L' INTERVISTA CHE MI E' STATA FATTA  PER IL SITO www.babelmed.net  COSì COME L' HANNO PUBBLICATA LORO.

OGGI VI PUBBLICO COME SAREBBE L ' INTERVISTA ORIGINALE... DA QUI SI PUO' NOTARE TRANQUILLAMENTE COME LA CENSURA IN ITALIA FUNZIONI... LE STESSE COSE DETTE IN BOSNIA NON HANNO SUBITO CENSURE...

Rispondere a questo è complicato, non perchè non lo so, ma perchè sono talmente tante le cose da elencare che lo spazio è troppo breve! Prima cosa su tutte a differenza di quello che tutti pensano è che l ' islam da molto valore alla donna e alla famiglia, e tratta la donna con rispetto proprio per il ruolo che ricopre al suo interno. Prima di diventare musulmana ero sempre insoddisfatta di tutto quello che facevo, mi sembravava sempre che mi mancasse qualcosa.... Invece adesso A-amdullillah è tutto diverso!

  1. Sono sicura al 100% anzi potrei anche mettere la mano sul fuoco, e ci tengo prorpio a precisare ad ogni persona che mi pone questa domanda, che lui è stato solo un acceleratore per la mia scelta, ma in realtà il mio percorso è iniziato già quando avevo 15 anni rifiutandomi di ricevere il sacramento della Cresima, perchè non mi convinceva. Solo che quando ero giovane io non c'era internet e quindi la ricerca su un altra religione era un po' più complessa.

  2. La questione non va posta sul giusto o no che sia la donna a “ preferire” la religione islamica, ma secondo me ci sono uomini che si convertono ma è più difficile vederlo, mentre se è una donna a convertirsi si vede perchè sicuramente durante il suo percorso di “conoscenza islamica” prima o poi indosserà il velo e quindi è più riconoscibile, mentre un uomo se non lo dice nessuno lo sa.

  3. Per me il Sacro Corano e l' islam rappresentano la mia “fortuna”. Mi spiego meglio il Corano è un misto di scienza, filosofia, logica, e diritto testamentario, quindi di conseguenza seguendo le religione islamica si seguono anche le leggi epsresse nel Corano, ecco perchè tanti pensano o lamentano come dice lei, il fatto che sia un Codice Civile che invade la sfera privata, perchè non si può seguire il Corano e gli insegnamenti che Allah a fatto acendere su di noi, e poi trasgredire la legge. E' come se io le dicessi che ho la ferrari ma non ho i soldi per mantenerla. Praticamente bisogna mettere in pratica quello che si impara, perchè Allah apre il cuore di chi vuole e lo guida sulla retta via...

  4. Beh direi proprio molto difficile, per il mio papà no, lui ha accettato subito senza problemi anche perchè sa come sono di carattere, sono molto forte e nessuno mi fa cambiare idea. Mentre mia mamma e mia sorella fanno ancora fatica ad accettare la situazione, con mia sorella siamo state mesi senza parlarci per questo anzi mi aveva anche offeso pesantemente dicendomi che ero senza dignità perchè indossavo il velo... poi ovviamente non è che alla tv e sui giornali l' Islam sia ben accettato anzi si fa sempre vedere il brutto dell' islam, si da sempre contro e non si fa mai vedere il lato bello della vera spiritualità dell' islam. L' italia razzista al 100% no, preferisco pensare di no, certo è che personaggi come Souad Sbai e Daniela Santanchè non è che contribuiscano a far vedere bene l' islam anzi.... la signora Sbai una volta ha affermato che non ha mai visto una donna musulmana che è felice di portare il velo, ma io mi sono chiesta più volte perchè non viene a dirlo a me questo visto che io il velo lo porto e ne sono orgogliosissima e fiera. E' molto comodo farsi pubblicità alla spese degli altri in un paese dove sono tutti creduloni e basta che dici una cosa alla tv e tutti ci credono potresti anche dire che nevica viola e tutti ti crederebbero, perchè il difetto degli italiani è che non approfondiscono mai niente si fermano solo alla superficialità e all' apparenza. Io dico sempre come la canzone di Giorgio Gaber “io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono!” dipende dai punti di vista...

  5. Come disse il nostro Profeta Mohammad “Che della donna non si veda altro che il volto e le mani” quindi il burqua non è prescritto nel Corano anzi è anche dannoso per la salute, ma da una recente ricerca che ho fatto per il mio secondo libro che sto scrivendo, il burqua è una tradizione preislamica e quindi non confondiamo tradizione con religione perchè spesso è facile fare confusione. Sono d' accordo ma solo per il burqua non per il velo.

  6. Ovviamente molto favorevole penso che farebbe bene a tutti conoscere un po' di cultura e religione di altri paesi e non solo quelli che ci assomigliano di più. La paura del diverso genera sempre molti conflitti e questo della Turchia ne è un esempio chiarissimo.

  7. Dunque preciso che la danza del ventre non fa parte dell' islam ma è solo un altra tradizione da non confondere con la religone, Non credo tanto che il desiderio di assomigliare ai coetanei occidentali venga soffocato nel sangue è solo una altro modo di vedere la questione che viene detto in tv, secondo me i giovani sono solo incuriosità da questo “mondo troppo facile” che si vede alla tv, ma poi quando arrivano qua dopo un po' di tempo ritornano alle origini... Che dire sull' Iran sono molto d' accordo con il presidente Ahmedinejad quando dice che “il mondo senza sionismo sarebbe migliore” e poi contro gli Iraniani non posso dire nulla loro hanno aiutato i bosniaci musulamni durante la guerra dei balcani tra cui c'era anche mio marito e non hanno mai chiesto se sono di parte sunnita o sciita li hanno aiutati e basta mentre tutto il resto del mondo stava a guardare Itlaia compresa.

  8. PRECISO INOLTRE CHE EMANUELA FRATE NON C' ENTRA CON LA CENSURA MAA CHI GESTISCE IL SITO....
    leggete l'intervista censurata

28/lug/2009

Mediterraneo / Un’italiana in fuga verso l’Islam

Emanuela Frate

Le conversioni ad un’altra religione sono un fenomeno in crescita in Italia, frutto anche di una società sempre più multiculturale. Incontriamo, nella sua abitazione di Trento, la scrittrice Deborah Callegari Muamera Hasanagic (ha adottato il nome del marito dopo la conversione) convertitasi all’Islam cinque anni fa e autrice del libro “La Mia Fuga Verso l’Islam”. Editrice Nuovi Autori di Milano. “Ho sentito l’esigenza di scrivere questo libro”- dichiara - “perché in Italia sono poche le persone che comprendono la spiritualità insita nell’Islam e soprattutto per sfatare alcuni falsi miti sulle donne musulmane che i mass media danno per inferiori ed in una posizione subalterna”. La Hasanagic risponde alle spinose domande che le vengono poste in modo schietto, spaziando dalla sua personale esperienza alle scottanti vicende internazionali. Le sue posizioni, spesso radicali, dimostrano quanto sia profonda e convinta la sua scelta.
Qual è stato il suo percorso personale che l’ha indotta a scegliere la religione islamica? È sicura che questa scelta non sia stata dettata da una pressione, anche involontaria, da parte del suo consorte bosniaco?
“Prima di tutto ci tengo a sottolineare che l’Islam dà molto valore alla famiglia ed alla donna proprio per il ruolo che ricopre nella società. Prima di diventare musulmana ero perennemente insoddisfatta di tutto quello che facevo, mi sembrava che mi mancasse qualcosa…Invece adesso A-Amdullillah è tutto diverso!...Per quanto riguarda mio marito, sono molte le persone che mi pongono la stessa domanda e posso solo assicurare che lui è stato solo un acceleratore della mia scelta. In realtà, il mio percorso è iniziato molto prima, all’età di 15 anni, rifiutandomi di ricevere il sacramento della cresima perché non mi convinceva. Purtroppo, quando ero giovane, non c’era internet e la ricerca di un’altra religione era molto più complessa”.
Le sembra giusto che sia sempre la donna a “preferire” la religione islamica, mentre è un’eventualità piuttosto rara che un uomo possa convertirsi liberamente al cristianesimo o ad un’altra qualsiasi religione?
“La questione non va posta sul fatto che sia giusto o meno che sia la donna a “preferire” la religione islamica, secondo me ci sono molti uomini che si convertono anche se è difficile vederlo, mentre quando è una donna a convertirsi, prima o poi, durante il suo percorso di conoscenza islamica, indosserà il velo che la porterà ad essere riconoscibile, mentre per un uomo, a meno che non lo dichiari apertamente, nessuno lo sa!”.
Che cosa rappresenta per lei il Sacro Corano? Molti lamentano il fatto che il Corano, oltre ad essere un testo religioso, è anche un testo giuridico, insomma un Codice Civile che invade anche la sfera privata dell’individuo.
“Per me l’Islam ed il Sacro Corano rappresentano la mia “fortuna”. Mi spiego meglio: il Corano è un misto di scienza, filosofia, logica e diritto testamentario; di conseguenza, seguendo la religione islamica si seguono anche i precetti espressi nel Corano, ecco perché molti lamentano, come dice lei, il fatto che il Corano sia anche un Codice Civile che entra, in modo preponderante, nella sfera privata di un cittadino. Non si può seguire il Corano e gli insegnamenti di Allah e poi trasgredire la Legge! È una contraddizione in termini. È come se io dicessi che ho la Ferrari ma non ho i soldi per mantenerla. In sostanza bisogna mettere in pratica quello che si impara perché Allah apre i nostri cuori e ci guida sulla retta via”.

È stato difficile per i suoi accettare la sua scelta? Lei pensa che l’Italia sia un Paese razzista?

Beh, direi che è stato molto difficile! Per mio padre non tanto, lui lo ha accettato subito senza problemi anche perché conosce il mio carattere: sono caparbia e nessuno mi fa cambiar idea. Mia madre e mia sorella fanno ancora fatica ad accettare la situazione. Mia sorella non mi ha parlato per mesi e mi aveva anche offeso pesantemente dicendomi che ero senza dignità perché indossavo il velo…Poi i media, fanno vedere sempre il lato negativo dell’Islam! Che dire degli italiani, no, non sono razzisti al 100%, almeno voglio sperare che non sia così, ma personaggi come Souad Sbai e Daniela Santanchè non contribuiscono a dare una buona immagine dell’Islam. La signora Sbai ha affermato di non aver mai conosciuto nessuna donna musulmana felice di portare il velo; io mi sono chiesta perché non viene a chiederlo a me dal momento che io il velo lo indosso con piacere ed orgoglio. È molto facile farsi pubblicità alle spese degli altri in un paese dove tutti sono creduloni e basta che si dica una cosa alla TV perché tutti ci credano. Il difetto degli italiani non è essere razzisti ma fermarsi alla superficialità e all’apparenza. A questo proposito io cito spesso la canzone del cantautore Giorgio Gaber che diceva: “io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono!” Dipende dai punti di vista…

Cosa pensa in merito alla decisione del laico Governo francese di proibire alle donne musulmane di indossare i burqua ed i niquab?

Come disse il profeta Mouhammad: “Che della donna non si veda altro che il volto e le mani”. Il burqua non è prescritto nel Corano, anzi è dannoso per la salute, ma, da una ricerca che ho svolto per il mio secondo libro in uscita, il burqua fa parte di una tradizione pre-islamica che non va confusa con l’aspetto religioso. Sono d’accordo con il Governo Sarkozy per quanto riguarda il Burqua ma non per il velo.
È favorevole o contraria all’ingresso della Turchia in Europa?
Molto favorevole. Farebbe bene a tutti conoscere un po’ di cultura e religione degli altri popoli e non soltanto di quelli che ci assomigliano di più. La paura del diverso genera soltanto conflitti.
Mentre in Europa cresce il fascino per la religione islamica, per il mondo arabo, fioccano le conversioni, i corsi di danza del ventre, cambiano anche i gusti alimentari e gli italiani cominciano ad amare i cibi speziati e soprattutto piccanti (cous cous e kebab in testa); in Medioriente, al contrario, il desiderio di somigliare ai coetanei “occidentali” viene soffocato nel sangue. La sedicenne Neda è diventata un simbolo in tutto il mondo della rivolta contro l’oppressione del Regime degli Ayatollah. Cosa ne pensa dei recenti sviluppi e della repressione in Iran?
Preciso che la danza del ventre o danza orientale è soltanto un’altra tradizione da non confondere con la religione. Non credo che i giovani arabi non vogliano assomigliare ai loro coetanei occidentali, è solo che sono incuriositi da questo “mondo troppo facile”che vedono alla TV, sennonché quando poi vedono la realtà dei fatti vogliono ritornare alle origini…Che dire sull’Iran… contro gli iraniani non posso dire nulla di male. Loro hanno aiutato i bosniaci musulmani durante la guerra dei Balcani - lì c’era anche mio marito - e lo hanno fatto senza chiedere se fossero di parte sciita o sunnita, mentre il resto del mondo stava a guardare”.


Emanuela Frate
(28/07/2009)

tratto da

I meriti del digiuno di Sha'ban

 

Sha`ban è uno dei mesi più meritori per il quale troviamo particolari istruzioni nella Sunnah del Profeta Muhammad (s.A.a.s.). E’ riportato in un hadith autentico che il Profeta Muhammad (s.A.a.s.) usava digiunare la maggior parte del mese di Sha`ban. Questi digiuni sono sunnat nafl e ben meritano la nostra attenzione. Sha`ban è il mese che precede il mese di Ramadan.
Il Profeta (s.A.a.s.) ha detto che: “Rajab è il mese di Allah, Sha`ban è il mio mese è Ramadan è il mese della comunità.
Anas, uno dei compagni del Profeta (s.A.a.s.), ha riportato che al Profeta Muhammad (s.A.a.s.) venne chiesto: “Quale digiuno è più meritevole dopo il digiuno di Ramadan?” Egli rispose: “Il digiuno di Sha`ban in onore del digiuno di Ramadan.”
Il compagno Usama ibn Zaid , riporta che egli chiese al Profeta Muhammad (s.A.a.s.): “Messaggero di Allah, io ti ho visto digiunare nel mese di Sha`ban così frequentemente come non ti ho mai visto digiunare in nessun altro mese.” Il Profeta Muhammad (s.A.a.s.), rispose: “Sha`ban è il mese tra Rajab e Ramadan che è trascurato da molte persone. E’ il mese nel quale si tiene il computo delle azioni degli esseri umani prima che queste vengano presentate al Signore dei mondi, quindi, io spero che le mie azioni siano presentate in un momento nel quale sono in digiuno.”
Ummul Mu’mineen `Aishah (r.a.), disse, “Il Profeta Muhammad (s.A.a.s.), era solito digiunare tutto il mese di Sha`ban. Gli dissi: ‘Messaggero di Allah, è Sha`ban il tuo mese preferito per digiunare?’ Egli disse: ‘In questo mese Allah scrive la lista delle persone che moriranno quest’anno. Perciò, desidero che la mia morte arrivi in un momento in cui sto digiunando.’”
In un’altra tradizione lei disse: “Il Profeta Muhammad (s.A.a.s.) a volte digiunava tanto che arrivammo a pensare che non avrebbe smesso di digiunare e qualche volta interrompeva il digiuno fino a che arrivammo a pensare che non avrebbe più digiunato. Io non ho mai visto il Messaggero di Allah (s.A.a.s.) digiunare per un mese intero, escluso il mese di Ramadan e non lo mai visto digiunare così frequentemente in un mese come in quello di Sha`ban.”
In un altro hadith Ummul Mu’mineen `Aishah riporta: “Non ho mai visto il messaggero di Allah (s.A.a.s.) digiunare in un mese così intensamente come invece faceva nel mese di Sha`ban. Egli digiunava quasi tutto il mese lasciando solo pochi giorni, ossia, digiunava quasi tutto il mese.”
Ummul-Mu’mineen Umm Salamah (r), dice: “Non ho mai visto il Messaggero di Allah (s.A.a.s.) digiunare per due mesi interettomante se non nei mesi di Sha`ban and Ramadan.”
Questi esposizioni ci dicono che digiunare nel mese di Sha`ban, sebbene non obbligatorio, è così meritevole che il Profeta Muhammad (s.A.a.s.) non mancava mai di digiunare.

tratto da

Traduzione di Khairiyya Ballabio

27/lug/2009

I giorni di digiuno volontari

 

Il Messaggero di Allah (sallAllahu alayhi wa sallam) ha raccomandato il digiuno durante i seguenti giorni:
1. I sei giorni del mese di Shawwal
Abu Ayyoob al-Ansari ha narrato che il Messaggero di Allah (sallAllahu alayhi wa sallam) ha detto:
"Chiunque digiuni in Ramadan e poi prosegue con i sei giorni di Shawwal è come se avesse digiunato per l'anno intero."

2. e 3. Il digiuno del giorno di 'Arafah per coloro che non sono in pellegrinaggio e il digiuno del Giorno di 'Ashoora' cosi' come il giorno precedente (ad esso)
Abu Qatadah ha narrato:
"Fu chiesto al Messaggero di Allah (sallAllahu alayhi wa sallam) riguardo il Giorno di 'Arafah ed egli rispose:
"E' un'espiazione per l'anno precedente e quello successivo."
Gli fu anche chiesto riguardo al digiuno del Giorno di 'Ashoora' ed egli disse:
"E' un'espiazione per l'anno precedente."
Umm Fadl bint al-Harith disse:
"Delle persone stavano discutendo, chiedendosi se il Messaggero di Allah digiunasse nel Giorno di 'Arafah. Alcuni dissero di si mentre altri dissero di no. Allora gli mandai una tazza di latte e, mentre era sul suo cammello ad 'Arafah, lo bevve."
Abu Ghatafan ibn Tareef al-Murri disse
"Ho sentito Ibn 'Abbas dire:
"Quando il Messaggero di Allah (sallAllahu alayhi wa sallam) digiuno' il Giorno di 'Ashoora' ed ordino' agli altri di fare lo stesso, essi dissero:
'O' Messaggero di Allah (sallAllahu alayhi wa sallam), è un giorno che gli Ebrei e i Cristiani onorano." Allora, egli disse, "L'anno prossimo, col volere di Allah, dovremmo digiunare il nono giorno." Ad ogni modo, l'anno seguente non venne prima della morte del Messaggero di Allah (sallAllahu alayhi wa sallam)."

4. Digiuno per la maggior parte dei mesi sacri
Abu Hurayrah riporto' che il Messaggero di Allah (sallAllahu alayhi wa sallam) disse:
Il miglior digiuno dopo quello del Ramadan è durante i mesi sacri di Allah e la miglior preghiera, dopo quelle obbligatorie, è quella della notte."

5. Digiuno per la maggior parte del mese di Sha'ban
Aishah (radhiAllahu a'anha) disse:
"Non ho mai visto il Messaggero di Allah (sallAllahu alayhi wa sallam) digiunare per un mese intero ad eccezione del mese di Ramadan. E non l'ho mai visto digiunare cosi' tanto tranne durante il mese d Sha'ban."

6. Lunedi e Giovedi
Usamah ibn Zayd disse:
"Il Profeta di Allah (sallAllahu alayhi wa sallam) digiunava di Lunedi e Giovedi. Quando gli fu chiesto, egli disse: "
"Le opere dei servi (di Allah) sono presentate di Lunedi e Giovedi."

7. Tre giorni (qualsiasi) del mese
Abdullah ibn 'Amr disse che il Messaggero di Allah (sallAllahu alayhi wa sallam) gli aveva detto:
"Digiuna tre giorni di ogni mese, ogni buona azione sara' premiata dieci volte, e sara' come un digiuno continuo." E' raccomandato che quei giorni siano il 13, 14 e 15 del mese.
Abu Dharr narro' che il Messaggero di Allah (sallAllahu alayhi wa sallam) disse:
"O' Abu Dharr, se digiuno tre giorni di un mese, allora digiuna il 13, 14 e 15."

8. Giorni alternati, digiunando un giorno si ed uno no
Abdullah ibn 'Amr narro' che il Profeta (sallAllahu alayhi wa sallam) disse:
"Il digiuno piu' amato da Allah è quello di Dawood, egli digiunava un giorno si ed uno no (a giorni alternati)."

9. I primi dieci giorni del mese di Dhul-Hijjah
Hunaydah ibn Khalid narro' da sua moglie, da una delle mogli del Profeta (sallAllahu alayhi wa sallam):
"Il Messaggero di Allah (sallAllahu alayhi wa sallam) digiunava i primi nove giorni di Dhul-Hijjah, il Giorno di 'Ashoora', tre giorni di ogni mese ed il primo Lunedi di ogni mese e il Giovedi."

17/lug/2009

Una copia antica del Sacro Corano, risalente all’ epoca del califfo Uthman. Conservata in un museo turco.

copia antica corano

L' IDENTITA' DIETRO IL VELO

In Nome di Allah Il Compassionevole, Il Misericordioso

Introduzione

Le autrici vogliono presentare attraverso questo opuscolo, a chiunque voglia saperne di più, alcuni punti della religione islamica e qualche argomento d’ attualità che in qualche modo la riguardano, ma visti da una prospettiva esclusivamente femminile. Vorremmo, nel nostro piccolo, esprimere concretamente le idee, la condizione spirituale e quella sociale della parte meno esposta e nota dell’ Islam. Difatti ci sforziamo di essere, per ciò che riguarda la nostra realtà, un esempio di apertura verso il mondo occidentale, con la speranza di cancellare alcuni preconcetti che purtroppo a volte nascono a causa della scarsa conoscenza. Le autrici si augurano di fare cosa gradita a quanti lo leggeranno e di riuscire ad aprire una breccia nel muro della diffidenza (1A)*.

*A fondo opuscolo, si trovano due appendici, la “A” e la “B”, nelle quali sono contenuti rispettivamente i versetti del nostro Libro Sacro, il Corano, e i detti e aneddoti del Profeta Mohammed (pace e benedizioni su di lui), che sono la prima e la seconda guida spirituale e materiale alle quali ogni musulmano fa riferimento. Chi legge potrà così capire almeno in parte su che cosa si basa il nostro credo, e trovare un riscontro immediato alle nostre affermazioni.

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Il Sacro Corano, l' ultima delle Rivelazioni

Il Sacro Corano, come è ormai è noto a tutti, è l’ ultimo dei Libri rivelati da Dio agli uomini, che racchiude in sé le leggi e le regole di vita definitive che ogni persona che si considera musulmana deve necessariamente rispettare. Ma in che cosa consiste questo Libro?  Innanzitutto, è composto da 114 capitoli, in arabo “surat”, che contengono i Versetti rivelati da Dio al Profeta Mohammed*. Questi versetti, sono stati svelati nel corso di circa 20 anni, infatti il Profeta* fu investito della sua carica a quarant’ anni, e morì quando ne aveva 63, e in tutto l’ arco di questo periodo, continuò a ricevere le Parole del Creatore più o meno frequentemente. Tramite questi versetti, Allah ha voluto comunicare al genere umano l’ avvicinarsi del Giorno del Giudizio, gli errori fino ad ora commessi dalle generazioni passate, e redarguire quelle presenti, guidandole al bene e conducendole al pentimento, affinché possano essere colmate della Sua immensa Misericordia. Ma ciò che tocca particolarmente il cuore e l’ intelletto delle persone che lo leggono, sono i Segni inconfutabilmente Divini contenuti in esso.

Miracoli nel Corano

Innanzitutto, è stato rivelato in lingua araba purissima, che è una lingua che tuttora non è correttamente parlata neanche da chi è nato nei paesi arabi, essendo molto difficile e complessa, nonché completa e ricca di terminologia, e su di esso, sono stati effettuati studi di vario genere: sulla grammatica, sulla metrica, sulle singole parole, etc, e sono emersi dalle sue pagine segni talmente chiari e stupefacenti che risulta ormai crollato qualsiasi dubbio che insinuava il fatto che il Corano non sia di provenienza Divina.

Gli studiosi, hanno ad esempio scoperto, computando le parole scritte in ogni pagina, che le parole “mare” e “terra”, sono scritte rispettivamente 32 e 13 volte, e, svolgendo questo calcolo:

32+13= 45

32:45X100= 71,11111111 %

13:45X100= 28,88888888 %

si sono resi conto del fatto che i risultati corrispondevano alle percentuali esatte, secondo le moderne conoscenze, dei mari e delle terre emerse che tutt’ oggi esistono sulla Terra…

E vi sono innumerevoli altri aspetti miracolosi. Un’ ulteriore prova di ciò, è fornita dal versetto n. 15 della Sura16:

“Ha infisso sulla terra le montagne, affinché non oscilli sotto di voi…”

Questo versetto, che è stato rivelato più di 1400 anni fa, spiegava concisamente e chiaramente la funzione reale delle montagne, la quale è stata scoperta dalla geologia moderna soltanto poco tempo fa, e cioè la funzione stabilizzatrice della crosta terrestre che esse svolgono essendo (come il Corano spiegava, appunto, intorno al 600 d.C.) infisse profondamente nel nostro pianeta, e non solo facenti parte solamente della sua superficie come si pensava (la profondità nel suolo di ogni montagna, è quasi pari alla sua altezza sul livello del mare). Infatti, esse sono impiantate nella Terra come dei pioli, e impediscono ad essa di vibrare continuamente.

I musulmani di quella remota epoca (che non avevano ovviamente nessuna conoscenza né astronomica né di altro genere che avrebbe potuto essere paragonata a quella odierna), inoltre, grazie al Corano, erano già a conoscenza del fatto che l’ Universo è in continua espansione (fatto, anch’ esso, scoperto dalla scienza moderna soltanto di recente) grazie al versetto 47 della sura 51:

“Il cielo lo abbiamo costruito con la Nostra potenza e [costantemente] lo estendiamo nell’ immensità;”;

ed anche che il ferro non è un metallo formatosi sulla Terra, bensì nello spazio, in quanto il Libro Sacro rivelava chiaramente, prevedendo ciò che l’ astronomia ha constatato da pochi anni:

“…Facemmo scendere il ferro, strumento terribile e utile per gli uomini…”(versetto 25, sura 57);

la parola “scendere”, infatti, fa ben capire che questo fondamentale metallo, non fu sempre presente sul nostro pianeta, ma che Allah volle che “scendesse” su di essa dopo essersi formato al di fuori dell’ atmosfera terrestre.

Il Corano, è anche un Libro ricco di profezie, che, nel corso dei secoli, si sono sempre avverate (come la vittoria del popolo romano capeggiato da Eraclio nel 622 d. C.:

“Sono stati sconfitti i Romani nel paese limitrofo; ma poi, dopo essere stati vinti, saranno vincitori,…” -, Sura 30, versetti 2-3),

ed altre che avverranno in futuro, come il ritorno di Gesù - su di lui la pace - prima del Giorno del Giudizio, che porterà pace sulla Terra uccidendo l’ anticristo e che applicherà le leggi di Allah:

“Non vi è alcuno della Gente della Scrittura – musulmani, cristiani ed ebrei – che non crederà in lui - Gesù – prima di morire. “ (Sura 4, versetto 159).

Inoltre, è stato dimostrato con la pratica che, seguendo i precetti contenuti nelle sue pagine in modo corretto, la qualità di vita in termini di moralità, sapienza ed equilibrio nonché anche in svariati campi pratici, risulta notevolmente migliorata.

E’ anche per questi motivi che milioni di persone nel mondo seguono e credono fermamente in questo Libro Sacro. Quando, purtroppo, invece la Legge di Dio in esso indicata non viene applicata in modo corretto, accadono squilibri ed ingiustizie nella società, ma non a causa di ciò che insegna Allah nel Corano, in quanto Egli non può commettere alcun tipo di errore, ma per colpa talvolta della scarsa conoscenza che si ha a riguardo.

C’ è un detto del Profeta Mohammed* che dice “Cercate la scienza, foss’ anche in Cina”, e personalmente ritengo che uno dei modi migliori per farlo è sicuramente tramite i libri, perciò consiglio vivamente di leggere questo prezioso testo a chiunque, anche ai non musulmani, perché dalle sue parole, non si può far altro che trarre insegnamento e beneficio, e grazie alla sua conoscenza, si potranno capire molte cose e superare moltissime paure ingiustificate nei confronti di una religione che, essendo Divina, non può contenere in sé alcun tipo di negatività né permettere che gli esseri umani commettano ingiustizie o soprusi (Il Sacro Corano in lingua italiana è scaricabile gratuitamente da internet, e si trova al sito www.corano.it. Per chi invece avesse voglia di approfondire i vari miracoli contenuti in esso, sempre gratuitamente in internet, è reperibile il libro “Miracles of the Qu’ ran” - in inglese - sul sito www.harunyahya.org , che fornisce senza alcun tipo di spesa moltissime altre letture anche in lingua italiana).

tratto da

16/lug/2009

El-Fatihah

Suret Al-Qadr

dedicato ad una mia cara amica e sorella che in questi giorni sta vivendo brutti momenti....

Surat al Rahman ayat 1/30 trad.italiana

Il mio Corano

13/lug/2009

Mantenimento della donna nell'Islam

Il marito  può  evitare il mantenimento della donna, perchè lavora o è riccha?

  evitare il mantenimento della donna, perchè lavora o è riccha?

donna, perchè lavora o è riccha?

Può essere costretta a indebitarsi , altrimenti, in caso contario potrebbe essere costretta a maltratamenti o umiliazioni?

In caso di disobedienza da parte della donna il marito può chiedere il divorzio? 

La risposta è:

il marito , in ogni caso , che la donna sia riccha o povera, è obbligato a mantenerla. Questi diritti le sono stati garantiti dal profeta Muhammad salallahu aleihi ve-s-selem (pace su di lui) dicendo che :

" Il loro diritto presso i mariti è quello di essere mantenute e vestite secondo il  buon costume" (Muslim, 1218.).

Quando, Hinda radiallahu anha (che Allah sia contento di lei), la moglie di Ebu Sufjan era andata dal profeta Muhammad (pace su di lui) lamentandosi che lui  cioè il marito,non le da abbastanza  soldi per vestire e mantenere lei e i bambini, dicendogli che prende alla sua insaputa perchè  costretta  dallo scopo di mantenere e vestire lei e i suoi figli. Il profetta Muhammad (pace su di lui) le rispose:

"Prendi quanto necessario per te e i tuoi figli sempre secondo il buon costume" ( Bukhari ,5364; Muslim, 1714).

Le parole del profetta sono chiare ed esplicite. Non fa  differenza se la donna è riccha, povera o lavora. Il mantenimento è un obbligo ed evitandolo il marito trasgredisce la legge islamica.

Peggio ancora è quando il marito ricorre al maltrattamento se ella, non gli concede i beni in suo posesso. E' una vera e propria ingiustizia se il marito si imposessa dei suoi beni in maniera illecita.

Disse Allah  swt nella sura El- Bekare 188 ayet\versetto :

" Non divoratevi l'un l'altro i vostri beni, e non datene ai giudici affinchè vi permettono di appropriarvi di una parte dei beni altrui, iniquamente e consapevolmente."

Quindi in pratica tutti quelli che dicono che la donna nell' Islam è sottomessa e oppressa, non sanno quello che dicono, e peccano di presunzione pretendendo di saperlo...

tradotto dal Bosniaco all' italiano da Muamera e tratto da Saff giornale in lingua bosniaca che parla di religione...

10/lug/2009

SREBRENICA PER NON DIMENTICARE

 

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Sono stufa di sentire che gli islamici sono pedofili....

Una lettura attenta del Corano rivelerà che il matrimonio nell’Islam è un contratto civile,meesaaq (4:21),e come tale,può essere finalizzato solo tra persone che sono intellettualmente e fisicamente abbastanza mature da capire e assumersi le responsabilità di tale contratto. Questo può essere inteso dal versetto: “Mettete alla prova gli orfani fino a quando non raggiungono l’età di nikah(matrimonio), e se trovate in essi rushdh(maturità di intelletto)restituitegli le loro proprietà”(4:6). Il Corano fa sì che sia la maturità intellettuale (che cade sempre oltre l’età della pubertà) la base per arrivare all’età del matrimonio. Ciò è anche in conformità con la descrizione coranica del matrimonio come incollaggio emotivo tra due persone reciprocamente compatibili in cui essi cercano di “abitare in tranquillità” (v. 7:189 e 30:21) tenendosi compagnia a vicenda e che non è possibile se uno dei coniugi è mentalmente poco sviluppato.

Come tutti i biografi del Profeta concordano sul fatto che egli consumò il matrimonio con Aisha nell’anno 2 dell’Egira,si può definitivamente dire che Aisha aveva,in quel momento, 19 anni e non 9 anni come asserito nel suddetto hadith.

La verità è che il Corano è il locus classicus dell’Islam,nessuna autorità può sostituirlo. Anche il Profeta ha avuto l’ordine di giudicare secondo il Corano (4:105, 5:49, 6:50 e 7:203).

Note:

i nostri nemici non vogliono sentire le risposte giuste ma loro vogliono solo le accuse come mi ha detto un Imam studioso in Bosnia.

E poi , sempre l'imam mi disse, che entro nei raporti sessuali quando Aisha ebbe 18 anni.

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09/lug/2009

RIFLETTIAMO UN Pò SU QUESTO

Leggi unicamente se hai tempo per Allah swt.

Assicurati di leggere queste parole fino alla fine.

Allah swt, quando ho ricevuto questa mail, ho pensato...

Non ho tempo di leggerla… E’ inappropriato farlo durante il lavoro.
Quindi, ho realizzato che questo modo di pensare è… Esattamente, quello che causa la maggior parte di problemi nel nostro mondo oggigiorno.

Cerchiamo di avvicinarci ad Allah swt nelle moschee al Venerdì…

Forse, anche il Venerdì notte…
E, magari in occasione della salatu al maghrib (la preghiera che si svolge al  tramonto).
Vogliamo che Egli ci stia accanto durante la malattia…
E, ovviamente, al momento della morte.
Comunque, non abbiamo tempo, o spazio, per Lui durante il lavoro o lo svago…

Perchè… Questa è la parte delle nostre vite che consideriamo maggiormente… Noi vogliamo cavarcela da soli.
Allah swt potrebbe dimenticarmi …
Così… c’ è un tempo od un posto dove…
LUI non è il PRIMO nella mia vita.

Dovremmo avere sempre il tempo di ricordare tutto ciò che LUI ha fatto per noi.
Fai girare queste parole, SOLAMENTE SE LE COMPRENDI REALMENTE!!
Sì, devo amare Allah swt.
Lui è la mia sorgente dell’ esistenza e del sapere.
Mi permette di essere vivo ogni giorno. Senza di Lui, non sarei niente.
Questa è una semplice prova.

Se ami Allah swt … E non provi riluttanza per tutti i meravigliosi doni che Egli Ha creato per te
Diffondi queste parole!
Adesso hai il tempo di farlo?
Sii sicuro di leggere tutto fino alla fine.
Il facile si scontra con il difficile.
Perchè è così difficile dire la verità ed è così semplice mentire?
Perchè durante i sermoni alla moschea ci sentiamo stanchi, fino quasi ad appisolarci, ma quando il discorso dell’ imam termina ci alziamo subito, riprendendoci completamente?
Perchè è cosi' semplice cancellare e non inviare una e-mail come questa, mentre facciamo invece circolare altri tipi di messaggio, magari futili o volgari?
Di tutti I doni che riceviamo, la preghiera è il migliore in assoluto…
Non ha costi, ma meravigliose ricompense…

Nota: è curioso quanto è semplice per le persone non credere in Dio e le stesse che si meraviglino e si chiedano perchè il mondo si dirige all’ Inferno.
E’ curioso che tu possa spedire migliaia di scherzi tramite e-mail e che essi si diffondano con la velocità della luce, ma quando inizi a diffondere messaggi sull’ Islam, le persone ci pensano due volte prima di farlo a loro volta.
E’ curioso il fatto che tu, ritornando all’ inizio di questo messaggio, non lo spedirai a tutti i tuoi contatti perché non sei sicuro che ognuno di loro potrebbe credere in esso, o perchè temi ciò che alcuni potrebbero pensare di te se lo facessi.
E’ curioso come io mi preoccupi di ciò che le persone pensino di me, mentre non mi preoccupo di quel che pensa Allah swt di me.
Farò du’ a (pregherò), per tutti coloro che spediranno a tutti I loro contatti questo messaggio, che Allah swt li benedica in maniera particolare.

La pace sia con tutti voi.

Islamofobia che ci costringe a fare queste domande

BISMILLAHI AR-RAHMANI AR-RAHIM

Perchè una suora può coprirsi dalla testa ai piedi

ed è rispettata perchè è devota a Dio...

...e quando invece è una donna musulmana ad

indossare l'hijab, è considerata "oppressa"?

Perchè quando un ebreo o un frate hanno

la barba sono considerati "uomini di fede"...

...mentre se è un musulmano ad averla

è considerato un "estremista"?

Perchè quando un bambino si dedica ad

una materia ha un futuro...

...ma quando un bambino si dedica all'Islam

(e quindi a Dio) non ha speranza?

Perchè quando un cristiano o un ebreo commette

un crimine, la religione NON viene mai menzionata...

...ma quando un musulmano viene accusato di 

un crimine, è l'Islam ad essere processato?

E ancora...

vi siete mai chiesti perchè

l'ISLAM

è la religione che cresce

di più al mondo, con un

numero sempre maggiore

di convertiti?

Nel Sacro Corano Allah l'Altissimo lo ha detto:

"Quando verrà l'ausilio di Allah e la vittoria, e vedrai le genti entrare in massa nella religione di Allah, glorifica il tuo Signore lodandoLo e chiediGli perdono: in verità Egli è Colui che accetta il pentimento."

[CORANO-sura An-Nasr (l'Ausilio) ]

per saperne di più

Give Thanks To Allah

Michael Jackson sings - Give Thanks To Allah
I came across a song in praise of ALLAH. It was mentioned that it is sung by Michael Jackson, and i was in an awe.

Update : 30-Jun-09:
Apologies to all if this is not MJ. When I posted this, I was very sure that this voice belongs to MJ.

Anyhow, MJ or Zain, or whoever, the main focus of this post is to announce that MJ has accepted Islam as the way of life.. as his religion.. no doubt Islam is the only religion.

homepage:
http://navedz.wordpress.com/
http://navedz.wordpress.com/2007/01/0...

08/lug/2009

Capitolo 2, Alcuni vantaggi dell'Islam

L'Islam dà molti benefici all'individuo e alla società. Questo capitolo menziona alcuni benefici per l'individuo ottenuti attraverso l'Islam.

(1) La porta del Paradiso eterno

Dio disse nel Corano:

E annuncia a coloro che credono e compiono il bene, che avranno i Giardini in cui scorrono ruscelli.... (Corano, 2:25)

Dio disse anche:

Affrettatevi al perdono del vostro Signore e al Giardino vasto come il cielo e la terra, preparato per coloro che credono in Dio e nei suoi messaggeri.... (Corano, 57:21)

Il profeta Mohammed disse che il più infimo abitante del Paradiso avrà dieci volte i piaceri di questo mondo,1 e avrà qualsiasi cosa desideri per dieci volte.2  Il profeta Mohammed disse anche: {Uno spazio in Paradiso piccolo come un piede è meglio del mondo e di ciò che vi è in esso.}3 Disse anche: {In Paradiso esistono cose che gli occhi non hanno mai visto, orecchie mai udito e nessuna mente umana ha mai pensato.}4 Disse anche: {L'uomo più miserabile al mondo di quelli pensati per il Paradiso saranno una volta immersi nel Paradiso. Quindi gli sarà chiesto: “Figlio di Adamo, hai mai visto la miseria? Hai mai provato le difficoltà?” Così dirà: “No, mio Dio, mio Signore! Non ho mai visto miseria e non ho mai provato le difficoltà.”}5

Se entri nel Paradiso, vivrai una vita di felicità senza malattie, dolore, tristezza o morte; Dio si compiacerà in te e ci vivrai per sempre. Dio disse nel Corano:

Coloro che invece hanno creduto e operato per il bene, presto li faremo entrare nei Giardini dove scorrono ruscelli e in cui rimarranno immortali in perpetuo.... (Corano, 4:57)

tratto da

07/lug/2009

Afef dice : "il velo è più sexi delle donne nude"

Una Rosa Delicata: La Donna nell'Islam

A cura di Mamdouh AbdEl-Kawi Dello Russo

AFEF

“L’uomo e la donna sono indispensabili l’uno per l’altra, e viceversa, per poter realizzare in un’unione armoniosa il pieno sviluppo della loro personalità; ciascuno dei due, infatti, trova nel matrimonio, responsabilizzandosi verso l’altro e verso la società, tanto completezza fisica quanto completezza spirituale. La moglie è il rifugio per l’uomo e il marito è il rifugio per lei. La donna musulmana sente l’importanza della sua funzione di moglie e di madre. La mercificazione del corpo femminile come avviene in occidente, è il risultato incivile di una forma abominevole di schiavizzazione della donna, realizzato con il suo consenso, fabbricato dalla manipolazione della sua coscienza. Altro che schiavitù della donna musulmana simboleggiata dal velo!”.

tratto da www.huda.it

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06/lug/2009

Brava Afef ora tocca alla Sbai...

Afef Jnifen, Ministro. Contro Allam

ANSAMed - ''Chissa' - dice maliziosamente - voi forse potreste parlare di me come ministro del governo!''. Il governo e' quello italiano, il ''voi'' e' riferito ai lettori del quotidiano di Tunisi Le Temps, al quale Afef Jnifen Tronchetti Provera ha rilasciato un'intervista riportata a tutta pagina. La bellissima Afef, tunisina purosangue nata quarantuno anni fa a Medenine, alle porte del Sahara, aveva appena terminato di partecipare, in qualita' di ospite, ad una diretta negli studi televisivi di Nessma T.V. (25 per cento detenuto da Mediaset), nel corso della quale aveva ricordato la sua militanza attiva a favore degli arabi e dei musulmani. Impegno che ha ribadito subito dopo nell'intervista a Le Temps, sottolineando: ''io, in effetti, conduco una lotta quotidiana contro i pregiudizi nei riguardi degli arabi e dell' Islam. Qualsiasi occasione mi e' propizia per difendere questa causa. Metto la mia notorieta' di top model e di animatrice adulata dagli italiani al servizio dell'ideale di tolleranza che vado predicando''. Tolleranza che non riconosce a Magdi Allam, un tempo suo ''compagno di strada'', ma che ''adesso, dopo che si e' convertito al cristianesimo, non arresta i suoi attacchi virulenti contro l'Islam e i suoi fedeli''. Riferendosi all'Italia (della quale e' cittadina dal 1990), Afef lamenta che, a differenza della Francia, non vi siano associazioni ''forti'' per la difesa delle comunita' maghrebine e arabe. ''Ma - sottolinea - non crediate che tutti gli italiani ci sono ostili. Certo, la crisi mondiale attuale ha esacerbato o risvegliato qualche vecchio riflesso xenofobo (principalmente contro gli arabi), ma non al punto di fare dell' Italia un inferno per le nostre comunita'''. Ad ogni buon conto, ricorda, e' costantemente accompagnata da una guardia del corpo e questo per volere del suo terzo marito, l'imprenditore Marco Tronchetti Provera. L'ultima domanda dell'intervista riguarda il suo futuro, legato al costante impegno nel sociale per il mondo arabo-islamico. Un impegno, afferma, che in Italia suscita l'interesse di molti per cui ''ci si sforza - e' la risposta - di trovarmi una qualsiasi affiliazione politica, ma fuggo costantemente da queste etichette. Non e' ancora giunto il momento che io faccia parte di un determinato gruppo. Ma non tardera'. Ho sempre pensato che la mia carriera di top model e di animatrice alla televisione non rappresenta che una tappa preparatoria per degli impegni piu' politici''. E Le Temps ricorda ai suoi lettori che ''Afef Jnifen fu, per un certo periodo, consigliera di Berlusconi, ma oggi e' consigliera tecnica presso diversi partiti politici, di destra e di sinistra''.

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NON DIMENTICHIAMO LE VITTIME DI SREBRENICA IN BOSNIA

Organizzazioni - Organizzazioni promotrici

Descrizione:

The Srebrenica Massacre, also known as the Srebrenica Genocide, was the July 1995 killing of an estimated 8,000 Bosniak men and boys in the region of Srebrenica in Bosnia and Herzegovina by Bosnian Serb forces, the Army of Republika Srpska (VRS), under the command of General Ratko Mladić during the Bosnian War. In addition to the Army of Republika Srpska, a paramilitary unit from Serbia known as the "Scorpions" participated in the massacre.
The Srebrenica massacre is the largest mass murder in Europe since World War II and the largest massacre carried out by Serb forces during the Bosnian war. In the unanimous ruling "Prosecutor v. Krstić", the Appeals Chamber of the International Criminal Tribunal for the former Yugoslavia (ICTY), located in The Hague, ruled that the Srebrenica massacre was genocide, the Presiding Judge Theodor Meron stating:
"By seeking to eliminate a part of the Bosnian Muslims [Bosniaks], the Bosnian Serb forces committed genocide. They targeted for extinction the forty thousand Bosnian Muslims living in Srebrenica, a group which was emblematic of the Bosnian Muslims in general. They stripped all the male Muslim prisoners, military and civilian, elderly and young, of their personal belongings and identification, and deliberately and methodically killed them solely on the basis of their identity."
The International Court of Justice concluded that the Srebrenica massacre was genocide with the specific intent (dolus specialis) to destroy Bosnian Muslims in the area.
The United Nations had previously declared Srebrenica a UN protected "safe area", the first of its kind in the history of the UN, but they did not prevent the massacre, even though 400 armed Dutch peacekeepers were present at the time. The massacre included several instances where preteen children, women, and elderly civilians were also killed.
The list of people missing or killed in Srebrenica compiled by the Federal Commission of Missing Persons so far includes 8,373 names.

procitai sve

potete ricevere informazioni a questo sito

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05/lug/2009


L' ITALIA, IL POTERE E IL SILENZIO DELLE DONNE

Repubblica — 30 giugno 2009   pagina 32   sezione: COMMENTI

Non è facile essere donne in questo tempo di stravolgimento dei valori e dei costumi, di smarrimento del senso comune. Non è facile trascendere ciò che ci sta intorno e ci offende: vicende di giovani donne che si lasciano abbagliare da vecchie meno vecchi uomini potenti; che accettano di farsi rimpicciolire fingendosi "bimbe" di un "papi". Non c' è glamour in questa società dei diminutivi. Le ragazze che sono vel-ine, meteor-ine e ricevono farfalline e targarugh-ine: un linguaggio che le rimpicciolisce trasformando il serraglio in un parco ludico infantile. Nelle Lettere persiane di Montesquieu si trovano immagini rassomiglianti, rappresentazioni attualissime della vita servile di corte, più sordida perfino di quella dell' harem dove, se non altro, a fare da intermediari tra le donne e il sultano c' erano eunuchi. È questo l' esito delle fatiche che donne e uomini di più generazioni hanno sopportato per poter vivere come eguali nella vita pubblica e in quella privata? Mary Wollstonecraft, la coraggiosa e giovane iniziatrice del femminismo moderno, aveva parole durissime contro una società che preparava le ragazze ad un futuro che era perfettamente funzionale alla società patriarcale: educate a essere cocotte appetibili mentre erano giovani per poi finire a procreare figli e servire mariti. Pensava, lei illuminista, che tutto cominciasse con l' educazione, che la ragione dell' assoggettamento delle donne fosse da cercare nell' ignoranza e nell' esclusione dalla vita della città. In una società dove tutto il vivere civile era strutturato e pensato come una succursale allargata della casa, quello che appariva agli occhi delle sue coetanee come un' occasione da sfruttare non era che una dorata prigione. Mary era durissima e severa con le donne del suo tempo perché remissive e docili; concentrate a sviluppare quelle competenze salottiere che potevano, questa la loro speranza, spianare la strada verso un buon matrimonio; per questo, si facevano complici del serraglio nel quale vivevano, «oggetto di attenzioni triviali da parte di uomini che considerano tali attenzioni un tributo virile da pagare al gentil sesso, quando in realtà essi lo insultano affermando la propria superiorità». La bella Mary si rivoltò contro quel mondo goldoniano di serve furbette e padroni protervi e rivendicò l' inclusione delle donne nelle scuole e nella vita pubblica; donne protagoniste senza intermediari ma per loro capacità e con i loro sforzi, non attive da dietro le quinte. Il pubblico invece che l' esilio forzato nel privato; la sfera della politica per via di consenso aperto tra cittadini eguali invece che per via di intrigo di cortigiani; l' arma dei diritti invece e contro quella della forza: questa è stata dal Settecento la strada percorsa da chi ha difeso la dignità di uomini e donne; anche degli uomini, perché la condizione della donna è sicuramente lo specchio nella quale si riflette lo stato di tutta la società. Da qui le donne sono partite nei decenni a noi più vicini per rivendicare un' altra fetta di diritto e di potere, quella che avrebbe dovuto sollevare finalmente il velo del privato per mostrare le nicchie di violenza e sopruso che ancora resistevano, non viste, non dette, non considerate: la violenza domestica in primo luogo, ma anche l' abitudine inveterataa leggere come naturalità ciò che invece era ed è sempre stato frutto di cultura e società, dominio e dipendenza. La stagione dei diritti ha rovesciato un modo di leggere i rapporti umani e tra i generi, nel privato e nel pubblico; ha svelato e decostruito l' interpretazione consolidata di ciò che è sociale e di ciò che è naturale, ridefinendo il genere e il ruolo dei e tra i sessi. Questa è stata la grande lezione delle battaglie per i diritti civili combattute dietro lo slogan "il privato è politico", "il privato è pubblico". Decine di anni dopo quelle battaglie per i diritti, le società moderne, quella italiana in maniera abnorme, si trovano nella condizione paradossale di veder rovesciata quella logica, per cui tutto il pubblico è ora privato e il privato ha occupato il pubblico con le conseguenze aberranti per cui da un lato vi è una legge che mette la privacy sull' altare della religione secolare e dall' altro vi è una vita politica che è il palcoscenico sul quale si recita soltanto una parte, quella privata. E se questa parte si mescola (come può essere diversamente?) con questioni politiche o di Stato e i cittadini vogliono sapere e i giornali cercano di svelare, allora si evoca la sacralità della privacy, sulla quale si pretende di inchiodare l' informazione, facendola passare come un' intrusione invece che come un bene pubblico. Il paradosso è che chi per primo ha cancellato ogni distinzione tra pubblico e privato si fa ora rivendicatore di quella separazione. È evidente il giuoco delle parti che si cela dietro questa che è come la magia della stanza degli specchi: confondere tutti i piani per potere usare a piacere l' uno e l' altro a seconda dell' interesse. Allora, le ragioni di Stato sono l' arma per nascondere questioni che con lo Stato nulla hanno a che fare; e le ragioni del privato servono a nascondere ciò che è di interesse pubblico e di cui i cittadini hanno diritto di sapere. In giuoco, è stata l' unanime e giusta diagnosi, c' è la legittimità e la credibilità delle nostre istituzioni, non solo di fronte a noi cittadini italiani, ma anche presso i paesi stranieri. L' Italia è una miniatura di se stessa, lo specchio di quel linguaggio di diminutivi che le giovani ragazze si lasciano appioppare con sorprendente indifferenza da profittatori di ogni età. La loro presenza sulla scena sociale è tutta privatissima, proprio come vogliono che sia da tempi immemorabili gli uomini "a mal più ch' a ben usi". Le donne sono sempre lo specchio della società, il segno più eloquente della condizione nella quale versa il loro paese: quando muoiono per le violenze perpetrate da un potere tirannico o quando viaggiano con voli prepagati per ritirare un cotillon a forma di farfalla. Nelle loro storie è riflessa la storia tragica o patetica delle loro case e delle loro città. E come nel caso delle donne vittima di violenza del tiranno, anche nell' altro è urgente che si levino voci di critica, di sconcerto, di denuncia; voci di donne. Questo silenzio ammorba l' aria. - NADIA URBINATI

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04/lug/2009

VIAREGGIO: RITO FUNEBRE ISLAMICO DAVANTI A OSPEDALE PER 7 VITTIME MAROCCHINE

Viareggio (Lucca), 4 lug. - (Adnkronos) - L'imam di Viareggio Abderrahname Laala ha celebrato oggi pomeriggio un rito funebre musulmano per le 7 vittime marocchine morte nell'incidente ferroviario avvenuto lunedi' notte alla stazione della citta' toscana. Le 7 bare sono state disposte sul prato antistante la camera mortuaria dell'ospedale della Versilia. Tra i feretri, uno era piccolo e di colore bianco, per Iman, la bambina di 4 anni morta nel rogo insieme al fratello Hamza, 17 anni, alla mamma Aziza e al padre Mohamed; della famiglia Ayad si e' salvata solo la sorella maggiore, la 21enne Ibitzen. Rivolti alla Mecca, i fedeli musulmani hanno pregato guidati dall'imam. Grande l'emozione fra amici, parenti e cittadini che hanno seguito il rito funebre. Un uomo e una donna hanno accusato malori, e sono stati soccorsi dai sanitari. I feretri delle 7 vittime marocchine sono stati poi portati via a bordo di carri funebri, verso l'aeroporto di Milano; in serata verranno imbarcati per il Marocco su un volo messo a disposizione dal re Mohamed VI, per le esequie e la sepoltura che si terranno in Patria. I funerali delle altre 15 vittime si svolgeranno invece martedi' mattina alle 11 nello stadio dei Pini di Viareggio, alla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano, il presidente della Camera Gianfranco Fini e il presidente del Senato Renato Schifani.

(Fas/Ct/Adnkronos)

sabato, 4 luglio 2009

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abolita preghiera in campo...

Preghiera in campo, Brasile ammonito

Dopo vittoria in Confederations Cup, istanza avanzata da danesi

(ANSA) - RIO DE JANEIRO, 3 LUG - La Fifa ha ammonito la Federcalcio brasiliana per la preghiera in campo dopo la vittoria della Selecao in Confederations Cup. A muovere la protesta la Federcalcio danese, che ha chiesto punizioni esemplari. La Fifa, scrive il quotidiano brasiliano Estado de S.Paulo, ha chiesto alla Cbf 'moderazione' nell'atteggiamento dei giocatori piu' religiosi, ma ha chiarito che non intende per ora adottare misure piu' severe.

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ma chissà come mai dopo che gli Egiziani hanno pregato in campo ora ad essere abolite tutte le preghiere, e poi dicono che non sono razzisti.....

L'ARMÉE DE JUDAS \ Imena i prezimena Jevreja u francuskoj

Ecco nomi e cognomi degli Ebrei in Francia.

03/lug/2009

Il digiuno del mese del Ramadan è una ricorrenza fondamentale della religione islamica. Una dura esperienza per il fisico, lascia spazio alla festa e al cibo durante la notte. La ricetta della baklava.

FOCUS

Quando chiedo a Özgür se festeggia il Ramadan, lui è costretto a ridere: «si festeggia per quattro giorni al termine del mese di digiuno, ma il digiuno vero e proprio è una condizione, dal punto di vista fisico, piuttosto dura», dice. «Da un paio d'anni non seguo più il digiuno perché mi causava problemi di concentrazione e mal di testa». Özgür Yıldırım ha 26 anni, studia storia ottomana e impara tedesco all'Università Popolare di Berlino. Ci incontriamo in una pasticceria per parlare di digiuno davanti a tè e mandorle tostate.

La pasta durante il Ramadan, chi lo avrebbe detto?

(fikirbaz/flickr)(fikirbaz/flickr)Durante il mese di digiuno del Ramadan (in turco Ramazan) i musulmani praticanti non possono ingerire niente dall'alba al tramonto, nemmeno l’acqua. L'esperienza del digiuno l'ha arricchito, racconta Özgür. «Non si tratta soltanto di non mangiare nulla, ma anche di dominare i propri desideri, di autodisciplina e raccoglimento interiore», racconta. «Durante il Ramazan è molto importante non comportarsi in modo inadeguato».
Il Ramadan è il nono mese del calendario lunare islamico. Un anno lunare è più breve di dieci o undici giorni rispetto a un anno solare, quindi il mese di digiuno "si sposta" nel calendario gregoriano: quest'anno il periodo di digiuno è cominciato il 1° settembre.
La mattina prima dell'alba c'è il pasto del sahur, spesso il più sostanzioso della giornata: «Spesso è una colazione con pide (pane turco) o manti (pasta ripiena simile ai ravioli)», racconta Özgür «L'essenziale: molta pasta». Alla sera le famiglie o le comunità legate alle moschee si riuniscono per l'iftar, l'interruzione del digiuno dopo il tramonto. Nel frattempo la fame è diventata enorme e si mangia molto e di gusto. Ci sono per esempio hurma (datteri) o olive, quindi una minestra e infine una portata principale con insalata e un dessert. Il periodo di digiuno dura 29 giorni e, quest'anno la festa di fine Ramandan (in turco Şeker Bayramı; "festa dello zucchero") si è celebrata il 30 settembre. Al mattino si va nelle moschee e nel pomeriggio si visita la famiglia e, naturalmente vengono servite delle prelibatezze: baklava fatta in casa, uva e pesche, dolma (foglie di vite ripiene) o portate con carne di agnello o di manzo.

Da ora si può: la ricetta della baklava

Ingredienti (per 12 porzioni): 150 g burro, 375 g di pasta sfoglia sottile, 150 g di noci, 150g di mandorle tritate, 225 g di zucchero, 250 ml d'acqua, 1 cucchiaio di succo d'arancia, 2 cucchiai di acqua di rose.

| (jenniferlisa/flickr)Preparazione dello sciroppo: scaldare lentamente lo zucchero e l'acqua in una pentola. Far bollire per per circa dieci minuti, finché il liquido non si addensa in uno sciroppo. Mescolare il succo d'arancia e l'acqua di rosa e mettere da parte a raffreddare.
Dopodiché riscaldare il forno a 180°C. Imburrare uno stampo per dolci piatto. Ritagliare la pasta sfoglia o filo sulla misura dello stampo e coprire con un canovaccio. Mettere due fogli di pasta nello stampo e spalmare leggermente con il burro. Aggiungere altri due fogli di pasta ricoperti di burro. Mescolare noci e mandorle e distribuirne la metà sulla pasta. Rivestire con altri 6 fogli di pasta, spalmando il burro su ogni foglio successivo. Distribuire le noci restanti e coprire di nuovo con 6 fogli di pasta, imburrando ogni foglio. Far gocciolare il burro sullo strato superiore. Tagliare la baklava in 6 grossi quadrati e dimezzare lungo la diagonale ogni quadrato. Cuocere in forno per circa quaranta minuti, finché la pasta non s'indora. Togliere dal forno e versare sopra lo sciroppo raffreddato. Lasciare raffreddare completamente prima di servire.

se vuoi saperne di più

02/lug/2009

Intervju \ Intervista

DA JE ITALIJA ARMIJI BiH POSLALA ORUŽJE, A MANJE MAKARONA, BROJ ŽRTAVA NA BOŠNJAČKOJ STRANI BIO BI PUNO MANJI

Autor: Esad Krcić

Objavljeno: 01. July 2009. 15:07:57


Deborah Muamera Callegari Hasanagić

Bošnjaci.Net: Gospođo Callegari Hasanagić, naše čitaoce će posebno interesirati vaše pojašnje koji su razlozi vašeg prelaska na Islam?
Deborah Muamera:
Jedan od glavnih motiva mog prelaska na Islam je taj što sam vidjela i shvatila da Islam ipak daleko bolje tretira ženu u odnosu na religiju kojoj sam pripadala, ili pak na Zapadu u kojem je žena više shvaćena kao izložena seksualna roba, što svaku čestitu ženu vrijeđa. S obzirom da motiva ima jako puno zato sam se odlučila da napišem knjigu.
Bošnjaci.Net: Šta je to što niste imali u prijethodnoj religiji a prepoznali ste i dobili u Islamu?
Deborah Muamera:
To što nisam imala u kršćanstvu je pozicija žene u Bibliji. Jer Biblija u odnosu na Kur'an nema poštovanja prema ženi. Npr. poglavlje Sirad 42 kaže: “Bolje muška zloća nego ženska dobrota”. Pa vi meni recite koja se žena još složila s ovom tvrdnjom? Ima tu još Biblijski zapisa o ženi ne tako lijepih, ali njih sam upisala u knjigu. Onda jedna od 10 zapovijedi, dovoljno je pogledati Egsodus u Bibliji 20-17, u kojoj se kaže da se ne kreiraju statue, kipovi ni na zemlji ni na nebu i da se narod njima ne moli, ali kad uđete u crkvu i pogledate malo oko sebe kipove, vidite da se to sve kosi sa zapovijedima. A o trojstvu Boga da i ne govorimo.
Bošnjaci.Net: Kako vaša porodica gleda na vašu odluku o prelasku na Islam?
Deborah Muamera:
Moj otac, da budem iskrena, uvijek mi je pomogao i bio na usluzi kad mi je bilo najpotrebnije. Najoštriji sukob bio je sa sestrom i mojim daidžom kad su me vidjeli na regionalnoj TV sa hidžabom. Tada skoro mjesec dana moja rodbina nije pričala samnom. Tada sam im dala do znanja da ja neću popustiti i da ću nastaviti ići mojim putem kojeg sam izabrala. Moj put je Islam, moj gospodar je Allah, moj poslanik je Muhammed a.s., moj kitab je Kur'an, a mumini su moja braća i sestre. Izjavila sam i u Italiji da mi je otac rekao: “Punoljetna si, odluči sama i odgovorna si za svoje postupke.
Bošnjaci.Net: Pretpostavljamo zbog ovakve otvorenosti možete imati problema u sredini u kojoj živite?
Deborah Muamera:
Problemi!!! Prije godinu dana, tačnije u avgustu 2008. dobila sam prijeteće pismo u kojem me tjeraju da idem odakle sam i došla. Slučaj je bio prijavljen policiji u tome su učestvovale moje bivše radne kolege. I kako sam doznala, zbog istrage direktor je otjerao s posla dvije osobe. Inače na sjeveru Italije je jako prisutna islamofobija, posebno nakon 11. septembra 2001., od kada je zaražen građanski ambijent. U očima osoba srednje dobi primjećujem bi se rado sukobili sa mnom, ali dobro su upoznati s mojim TV nastupima znaju da se nije igrati i šaliti sa mnom posebno kada je u pitanju Islam i hidžab kojeg nosim. Toliko o negativnostima a sad i nesto pozitivno.
Prije dva mjeseca jedna me starica od sedamdesetak godina zaustavila u samoposluzi i osim pitanja da li sam bila na Alle falde del Kilimaniaro iskazala mi je i punu podršku zbog moje pripremljenosti. Ali kad sam joj objasnila da sam Muslimanka, a porijeklom Italijanka, ona mi odgovori ovako: Nije to za mene važno, ali je važno da sam konačno vidjela ženu na TV-u propisno obučenu, kako Bog zapovijeda. Mislila sam da ću umrijeti gledajući samo golotinju na TV-u, ali želja mi se ostvari. Ima tu još pozitivnog ali, Insallah za drugi put.
Bošnjaci.Net: Italijanka ste porijeklom i bošnjačka ste snaha. Recite nam nešto o porodici, zatim odnos prijatelja, uglavnom uspijevate li se snaći?
Deborah Muamera:
Naravno, Italijanka jesam a zadovoljstvo mi je čuti da me definišete snahom. Zamislite, poslije intervjua za Sarajevo-x.com jedan Sarajlija mi napisa na mom blogu: “ma nisi ti Italijanka ti si naša Bosanka”. Jako sam radosna za ovako nešto i ovo je Allahova blagodat za mene na kjoj sam jako zahvalna.
Bošnjaci.Net: Znači snalazite se…
Deborah Muamera:
Pa eto, pitu znam sukati, dolmu znam napraviti a i sarajevskom ćevapu ne mogu odoliti. A baklava, pitat ćete mozda? Nadam se da će me koja Bosanka podučiti pravljenju baklavi. Naučila sam praviti i marokanski kous-kous. Sve ove navedene stvari su moja nova kultura. Poslije ljeta 2002. kad sam po prvi put kročila na bosansko tlo ja više nisam psihološki sposobna na makarone koje se u Italiji jedu haman svaki dan.


Deborah sa suprugom, kćerkicom Aišom i sinom Nasrullahom

Bošnjaci.Net: Porodica?
Deborah Muamera:
Moja kćerka se zove Aiša, a ime je dobila vrijednoj ženi posljednjeg Allahovog poslanika salalahu-aleihi ve sellem. Moj sin se zove Nasrullah.
Bošnjaci.Net: Prijatelji?
Deborah Muamera:
O odnosima sa prijateljima ističem da nismo imali zamjerki ni ja ni moj muž. “Nista novo nema sve po starom ide”.
Bošnjaci.Net: A jezik bosanski?
Deborah Muamera:
O bosanskom jeziku; ide jako dobro. Zadovoljna sam. Mada moram naglasiti da mi u usavršavanju pomaže.
Bošnjaci.Net: Doček u Bosni?
Deborah Muamera:
U Bosni sam uvijek lijepo dočekana. Impresionirana sam bosanskim gostoprimstvom, zato sam zauzvrat u TV nastupima u puno navrata spominjala Bosnu. Jednom riječju, ipak sam zavoljela Bosnu. Mogu reći da smo ja i moj suprug jedan mali bosanski loby ovdje u Italiji.
Bošnjaci.Net: Šta znate o Bosni?
Deborah Muamera:
Moj muž mi je pričao o ratu, pričao mi je kako su bosanski mladići ratovali i ginuli braneći narod i bosanske gradove. Da nije bilo tih mladića ja najvjerovatnije ne bih nikada u Bosnu kročila. Kada smo bili gosti na RAI UNO, baš kod Katarine Balivo, ona je ovim riječima počela emisiju: Bilo je to davne 1992, rat u Bosni, opsada Sarajeva, bombardovanje, mrtvi, ranjeni... Ovdje vam iznosimo priču o Muameru bivšem bosanskom vojniku i zatočeniku konc-logora. Priča odnosi na mog supruga. Najprije je u studio ušao moj suprug a nakon 15 minuta ušla sam i ja sa mojim jedenaestomjesečnim Nasrullahom. Samo što nismo zaplakali kad smo vidjeli iza TV kamera stravične slike iz proplosti. Jer ipak Sarajevo i Sarajlije, kao i drugi dijelovi bh. teritorije gdje su živjeli Bošnjaci imali su mnogo žrtava. I dan danas se vide tragovi rata. A gledala sam i Otpor Bosne čuo se do neba. Kad sam to pregledala, pitala sam, pa kako ste uspjeli da se odbranite? Moj suprug mi je pokazao slike bosanskih vojnika u farmericama i tenisicama i odmah sam kazala: skromni, borili se s čim su imali i mogli. Kad smo već o Bosni, da kazem da sam vidjela sam prekrasno vrelo Bune, Baščaršiju i naravno i Stari most. Bosna i Hercegovina ima ogromno historijsko-kulturno bogatstvo.
Bošnjaci.Net: I nakon svega kako vi vidite Bosnu?
Deborah Muamera:
Najradije bih voljela vidjeti jaku državu BiH a manje laičku. Ja sam već u svojoj knjizi upozorila na laicizam, sekularizam, emancipacija žene po zapadnom stilu kao kuge trećeg milenija. Kreatori laicizma žele da po svaku cijenu da nam ubace kugu svijesni grešaka koje su počinili. Allah u suri el-Bekare 217 ajetu nas upozorava: oni će se neprestano boriti protiv vas sve dok vas ne odvrate od vaše vjere ako budu mogli.
Bošnjaci.Net: Kako onda vidite italijansko-bosanske odnose?
Deborah Muamera:
Ne znam na kakve odnose mislite? Ja znam da je Italija pomagala Bosnu za vrijeme rata, dakako humanitarno. Da je kojim slučajem poslala više oružja a manje makarona vjerovatno bi i broj žrtava s bošnjačke strane bio puno manji, a i genocid bi bio spriječen. Odnosi sad za sad su, reklo bi se dobri a u budućnosti ćemo Insa-Allah vidjeti.
Bošnjaci.Net: Objavili knjigu na italijanskom jeziku "LA MIA FUGA VERSO L' ISLAM" odnosno koja se dvonaslovno može prevesti “Moj bijeg ka islamu” ili “Moj bijeg u islam”. Istu knjigu privodite kraju da se objavi i na bosanskom jeziku. Šta ste htjeli javnosti reći sa tom knjigom?
Deborah Muamera:
Pojedinci prebacuju da sam je napisala zbog slave i novca, a u stvarnosti ko je pročitao moju knjigu ovdje u Italiji shvata da sam je napisala kao jednu vrstu upozorenja i zapadu i islamskom svijetu. U mojoj knjizi opisujem jasno moje motive a, u jednom poglavlju slabost zapada pa zbog toga pojedinci koji su čitali moju knjigu me pitaju: “Pa gospođo, jesi li studirala psihologiju”. Jer, spoznavši Islam i čitavši Kur'an otkrila sam slabosti i nedostatke zapada koje će ga prije ili poslije kostati propasti. Na početku moje knjige kazala sam “Addio Zapade jednom zauvijek” i da brod već tone... Ono što želim da shvate, pogotovo muslimani, da je zapadna civilizacija opasna, podmukla i bezobrazna (Samuel Hantington, Sukob civilizacija/ lo scontro delle civiltà 1993. Str. 462).
Bošnjaci.Net: Kako je knjiga prihvaćena od strane Italijana i da li su razumjeli vaše poruke?
Deborah Muamera:
Nažalost nije prihvaćena sa zadovoljstvom. Ono što sam napisala u mojoj knjizi to je sve ono što oni ne žele da čuju. Osamdeset posto masmedija u Italiji izbjegavaju intervjue sa mnom ali i pozive na TV debate, jer knjigu nazivaju opasnom za Zapad i njegovu (ne)kulturu. Jedini novinar, i moram biti iskrena i zahvalna koji mi je dao daleko više prostora, bio je Gianluca Versace, novinar koji radi za CANALE ITALIA. Treba i na drugim kanalima dati objašnjenje. Kad sam bila gost na ALLE FALDE DEL KILIMANGIARO, na RAI TRE, meni je Licia Colò ipak nanijela štetu. Npr. stavila me na konfrontaciju sa Katarinom Balivo ex-missicom Italije, a nikad ni prije ni poslije mene nije se mogla vidjeti takva konfrontacija. Ubacila je telefonske pozive unutar emisije, pa se razgovor odmah u početku sveo na pitanja “zašto nosim hidžab”, iako sam pojasnila meni nije bila namjera da se tv emisiaj svede na to pitanje i na moju privatnost. Da je kojim slučajem bio Ezher Beganović umjesto Licie Colò to bi bilo sasvim drugačije i naravno pozitivnije.
Bošnjaci.Net: Uredu vratimo se knjizi. Zašto je nazvali “Moj bijeg…”?
Deborah Muamera:
Nazvala sam je moj bijeg da bi se stvorila neka vrsta psihoze među onima koji su neprijateljisku raspoloženu prema Islamu.
Bošnjaci.Net: Od čega ste ustvari bježali?
Deborah Muamera:
Bježala sam od zapadnih segmenata nekulture. Shvatam da je Zapad podobro truo kako duhovno tako i moralno i kulturno. Kao žensko biće pratila sam bračne tokove. Broj raspalih i rasturenih brakova je toliko brojan da je to teško pojasniti. Jednostavno morala sam tražit utočiste u Islamu. A evo i da pojasnim kafanskim “misliocima” da je tačno i da je Bliski Istok zaražen i kontaminiran jer npr. u Dubaiu, Doxi i Bahreinu možete nažalost naći prostitucije i alkohola.
Bošnjaci.Net: Danas ima zinaluka u cijelom svijetu?
Deborah Muamera:
Da, ali to ne znači da i Bliski Istok tone na osnovama Zapada. Zapad tone kao Titanik. Na Bliskom Istoku ćete još uvijek naći, i te kako, pravih vjernika, punih džamija pogotovu za vrijeme Džume namaza, osjećaj za familiju, moralnih i prekrivenih žena, ramazanski post uprkos 40 stepeni, poštovanje djece prema roditeljima i obrnuto. Ove karakteristike sve manje na Zapadu postoje. Islamske vrijednosti koje se na ispravan način slijede nisu i niti će potonuti. Današnji Zapad je upao u mrtvaju zahvaljujući nemoralu, seksualnoj anarhiji, laicizmu i sekolarizaciji. Prezire katoličku prošlost jer su svjestni patnje iz prošlosti a mrzi islamsku budućnost.
Bošnjaci.Net: Kako onda Evropu vidite?
Deborah Muamera:
Evropa sve manje katolička zbog duhovno moralne dekadencije koju je prouzrokovala čak i sama crkva. Zamislite, crkva svakih 20-30 godina prilagođava Bibliju na moderna vremena i podvrgava je tzv. reinterpretaciji. To govorim iz iskustva. Jer, tako vjernik Katolik, naviknut na ustezanje i požrtvovanje gubi povjerenje u vjeru i onda on se pridružuje vojsci skeptika. Još marta 2001. pokojni Gianni badžet Bozzo bivši Berluskonjiev teolog-politolog je kazao: Danas samo Islam najavljuje istinu o jednom Bogu kojeg treba obožavati. Ako se katoličanstvo ne povrati u Katoličku crkvu i ako crkva ne potvrdi trasendentnost Boga, Evropa koja je rođena na katoličanstvu nema nikakvešsanse da se odbrani od Islama koji je već na ulazu u Evropu. A da ne govorimo o Otto von Habsburgu koji je još mnogo prije predvidio da: Evropa bez katoličanstva bi pala kao kula od karata. Denatalitet je također u porastu. Evo da spomenem vrlo svjež podatak, da u Europskoj uniji broj propali brakova se popeo na 46,6% u 2008. godini. A prisjetimo se da je ta brojka u 1997. godini iznosila svega 36,1%. Matematički gledano, ako svaki 11 godina se povećava ovaj trend za 10% i ako je sve ovo istina što su navele spomenute osobe, onda neka sami čitaci zaključe kakva je budućnost Zapada?
Bošnjaci.Net: Da li očekujete opet napade od strane onih koje je zakačila islamofobija?
Deborah Muamera:
Pa svjesna sam bila, još kad sam počela pisati knjigu, da ću sustresti poteškoce, napade i sva ta iskušenja koja su cijena plaćanja ulaska u Džennet. Istina se mora reći pa makar bila gorka i teška za suprotnu stanu. Svoja riječ se mora reći prije nego nas Allah subhanallah dovede na konačni sud. Moram reći da ja nemam straha od islamofobičnih novinara. Neka se bave nazivom moje knjige. Oni moraju bit svjesni da će se historija komunizma baš nad njima ponoviti.
Bošnjaci.Net: Zašto tako mislite?
Deborah Muamera:
Pa njihovi mediji su se pokazali kao oni sovjetsko-komunistički kad su blataili Zapad i pričali o truhlom Zapadu svjesni da neće moći izdržati ekonomski konflikt sa zapadom. Današnji duopol-konflikt je daleko različitiji od onog komunističko-zapadnog i da će dansnji konflikt pobijediti ona vjera, kultura i civilizacija koja bude znala kako na najbolji mogući način liječiti duhovno-moralne slabosti i bolesti kojih Zapad ima i na pretek.
Bošnjaci.Net: Kada očekujete da će knjiga izaći na bosanskom jeziku i kako se može doći do nje?
Deborah Muamera:
Ja sam potpisala ugovor sa izdavačkom kućom ILUM (http://virtue.dibidus.info/) svi koji su zainteresirani mogu se obratiti na ilum.d.o.o@gmail.com. Očekujem da knjiga bude odštampana u toku jula mjjeseca, Insa-Allah. Oni koji je budu čitali neka posjete moj blog (http://sololislam.blogspot.com) i pisite mi jeste li zadovoljni s mojom knjigom. A bilo bi mi jako drago, ako zajedno sa Fahrudinom Sijamhodžićem na prezentaciji knjige bude recimo mr. Fatmir Alispahić. Bila bi mi čast da knjigu javnosti predstavi jedan elitni intelektualac kao što je on. Kao Nezim-ef. Halilović Mudderis. Cilj moje knjige je i taj što je čovjek uistinu gubitnik, samo ne onaj koji preporučuje istinu i dobra djela (Kur'an sura El-Asr). Maksuz selam i hvala svima koji su uz mene i koji me podržavaju.
Bošnjaci.Net: S obzirom da se približava 11. juli - Dan genocida u Srebrenici a koji će biti obilježen u većini zemalja Europe, da li će i na koji način biti obilježen u Italiji?
Deborah Muamera:
Da li će bit sjećanja na 11 juli 1995., odlicno pitanje. Ako imalo bude morala u Italiji onda bi trebali obilježiti Dan sjećanja na genocide u Srebrenic. To im je dužnost ako se msmtraju dijelom Europe.
Mogu reći da mi još uvijek srce plače za svim žrtvama genocida u BiH. Preživjele žrtve genocida svakim danom se sjećaju tih užasnih dana, zašto ne bi ostatak svijeta maker jedan dan bio u mislima sa žrtvama. Sigurna sam da ove prve godine to neće biti kao sjećanje na Holokaust. Jer ovdje u Italiji sjećanje na Holokaust počinje čak mjesec dana prije. Ali zajedničkim snagama sa prijateljima BiH moramo uraditi da Dan sjećanja na žrtve genocida u Srebrenici i BiH bude dostojanstveno obilježen. I da iz godine u godinu bude organizacijski što bolje priređeno. Jer sjećanje na 11. juli za Zapad bi značilo kao restauracija griže savjesti, a time i ravnodušnost Zapada koji je prešutno odobrio masakr i genocid nad nedužnim civilima, a da pritom prstom nisu mrdnuli. Time su otvoreno potvrdili da je jedina krivica naroda Žepe i Srebrenice što su islamske vjeroispovjesti. Za mene kao ženu i majku je apsurdno i nezamislivo da su počinioci genocida i drugih brojnih zločina još uvijek na slobodi. Moja utjeha je i ta što sam uvjerena u Sudnji dan, na dan kada će svi zločinci skupo ceh platiti. U pravu je mr. Fatmir Alispahić koji tvrdi da i Bošnjaci imaju potrebe za nešto slično kao “YAD VASHEM” - Memorijalni centar u Izraelu koji podsjeća na žrtve Holokausta.